"La grande sfida è di far sì che la mia diocesi, nonostante la povertà e la piccolezza, possa aprirsi alla missione universale”, afferma mons. Giovanni Crippa, IMC, vescovo della diocesi di Ilhéus nella parte orientale dello stato brasiliano di Bahia.

Nell'intervista rilasciata all’Ufficio Generale per la Comunicazione a Roma, il missionario della Consolata italiano di Besana Brianza, Arcidiocesi Metropolitana di Milano, parla della evangelizzazione in Brasile dove è arrivato nel 2000 e delle priorità pastorali nella sua diocesi che ha una superficie di quasi 12mila kmq, includendo 26 municipi con 41 parrocchie e 52 sacerdoti, 12 diaconi permanenti e 9 seminaristi. “Comunque, la grande forza è il grande numero di laici impegnati soprattutto nel campo della catechesi e pastorale delle parrocchie”, osserva il vescovo.

Sede vescovile è la città di Ilhéus, dove si trova la cattedrale di San Sebastiano. Secondo mons. Crippa, le tre priorità pastorali scelte dall’Assemblea diocesana alla luce delle Direttive Generali dell’Azione Evangelizzatrice della Conferenza Episcopale del Brasile (CNBB), ma anche in base ai risultati del Sinodo nella sua fase diocesana, sono: L’animazione della gioventù, vivere lo spirito sinodale in questo Anno della Preghiera e la dimensione vocazionale.

20240527Crippa5

Visita pastorale a una comunità Quilombola (populazione afrodescendente) nel stato di Sergipe. Foto: Diocesi di Estancia

“Oggi non è più possibile vivere in una Chiesa centralizzata, noi dobbiamo vivere in una dimensione più piccola a partire dalla base ma che possa abbracciare con il tempo una dimensione più ampia”, afferma il vescovo sottolineando la vocazione missionaria della Chiesa locale.

“Come vescovo missionario ritengo ci sia anche un elemento molto importante che noi non possiamo dimenticare. Il nostro Istituto nasce a partire della Chiesa locale, la Chiesa di Torino ed è bello ricordare quello che l’Allamano dice scrivendo a un amico circa 20 anni prima di fondare l’Istituto (nel 1901 ndt.). ‘Io spero che il prossimo vescovo che sarà eletto sia una persona che sappia elevarsi sopra l’idea restrette che predomino nell’ambiente e sappia comprendere che il sacerdote, il prete di una Chiesa locale abbia una missione più ampia’.

Ecco, io penso che, come vescovo missionario che vive in una Chiesa locale, la grande sfida che bisogna affrontare è di far sì che la mia diocesi, nonostante la povertà e la piccolezza, possa aprirsi a questa missione universale. Per questo, è importante promuovere anche nella nostra diocesi questa vocazione missionaria della Chiesa”, afferma mons. Crippa.

Vedi l'intervista a mons. Crippa rilasciata al SGC. (Montaggio: Fr. Adolphe Mulengezi)

Breve biografia

Mons. Giovanni Crippa, IMC, nato il 6 ottobre 1958 a Besana Brianza, nell’Arcidiocesi Metropolitana di Milano è uno dei 38 vescovi italiani in Brasile (di cui 28 emeriti). Ha compiuto gli studi di Filosofia presso la Federazione Interreligiosa per gli Studi Teologici (FIST) a Torino e quelli di Teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, dove ha poi ottenuto la Licenza e il Dottorato in Storia Ecclesiastica.

Il 13 settembre 1981 ha emesso la Professione Religiosa nell’Istituto Missioni Consolata e il 14 settembre 1985 ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale. È stato Animatore Missionario e Vocazionale a Torino (1987-1993); Professore alla Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Urbaniana a Roma e dell’Istituto Superiore di Catechesi e Spiritualità Missionaria a Roma e a Castel Gandolfo (1993-2000).

Inviato in Brasile nel 2000, ha svolto il ministero nell’Arcidiocesi Metropolitana di Feira de Santana, Stato di Bahia, come vicario parrocchiale e parroco della Santissima Trinidade, poi come docente di Storia Ecclesiastica della Facoltà Arcidiocesana, direttore spirituale del Seminario di Filosofia, Membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori. Inoltre, è stato Membro del gruppo di coordinamento del Dipartimento Storico dell’Istituto Missioni Consolata e Consigliere Regionale in Brasile.

20240527Crippa4

Mons. Giovanni Crippa durante la consacrazione episcopale il 13 maggio 2012 a Salvador, Bahia. Foto: Archivio personale

Il 21 marzo 2012 il Papa Benedetto XVI l’ha nominato vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di São Salvador da Bahia (Brasile), assegnandogli la sede titolare vescovile di Accia e ricevendo la consacrazione episcopale il 13 maggio successivo. Il 9 luglio 2014 è stato nominato Vescovo di Estância, nello Stato di Sergipe (Nord Est del Brasile), una diocesi con una superficie di 6.650 km2 e una popolazione di 509.675 abitanti, 28 parrocchie, 617 comunità e 41 sacerdoti.

Il 11 agosto 2021, per raggiunti limiti di età, va in pensione il vescovo Mauro Montagnoli e al suo posto il Papa Francesco ha nominato vescovo della Diocesi di Ilhéus (Brasile) mons. Giovanni Crippa, che ha preso possesso della diocesi il 9 ottobre 2021, durante una celebrazione eucaristica nella Cattedrale di San Sebastian. La diocesi di Ilhéus fu creata nel 1913 da Papa Pio X e oggi, con le sue 41 parrocchie, comprende più di 750 comunità distribuite in 27 municipi.

20240527Crippa6

Il Superiore della Casa Generalizie, padre Zé Martins, mons. Giovanni Crippa e mons. Marian Florczyk, vescovo ausiliare di Kielce, Polonia. Foto: Jaime C. Patias

All’interno della Conferenza Episcopale Brasiliana è stato Membro della Commissione Episcopale Pastorale per l’Azione Missionaria e della Commissione Episcopale per le Cause dei Santi in Brasile.

*Padre Jaime C. Patias, IMC, Comunicazione Generale.

Dio che mi ha chiamato mi darà le grazie necessarie per svolgere la sua missione”

Il missionario della Consolata, Mons. Peter Makau, nominato dal Papa Francesco vescovo coadiutore della diocesi di Isiolo nel Kenya il 4 maggio 2024, condivide i suoi sentimenti pochi giorni dopo aver ricevuto la notizia del suo nuovo ministero pastorale.

L'ex superiore della Regione Kenya/Uganda, racconta che questa è stata la notizia più sorprendente che abbia mai ricevuto. “Quando ti dicono che è il Santo Padre a chiederti (un servizio) diventa difficile rifiutare. Si tratta di obbedire e basta", afferma Mos. Makau, che ha vissuto la missione in Venezuela per 14 anni, la chiamata a lavorare a Isiolo è perfettamente in linea con il carisma ad gentes dell’Istituto dei Missionari della Consolata.

L'ordinazione episcopale di Mons. Peter Makau avrà luogo il 27 luglio 2024 nella cattedrale di Sant'Eusebio nella Diocesi di Isiolo.

Guardando al futuro, esprime sentimenti di fiducia e di fede. È confidente che "se Dio mi ha chiamato, mi darà le grazie necessarie per svolgere la Sua missione". Con la sua nomina alla età di 49 anni, Mons. Makau diventa il secondo vescovo più giovane della Conferenza episcopale del Kenya.

Vedi qui il video realizzato da padre Daniel Onyango Mkado e Fr. Adolphe Mulengezi

Elevata a Diocesi il 15 febbraio 2023, Isiolo ha come vescovo Mons. Anthony Ireri Mukobo, IMC. La Diocesi è situata nella parte centrale del Kenya e i suoi confini corrispondono a quelli dell’omonima contea civile. Ha una superficie di 25.700 kmq e una popolazione di 268.000 di abitanti, di cui 66.000 sono cattolici. Ci sono 13 parrocchie, 74 Istituzioni educative ed 11 di carità, tra cui 5 dispensari ed 1 ospedale materno. Vi lavorano 19 sacerdoti diocesani, 2 sacerdoti Fidei donum, 3 sacerdoti religiosi, assieme a 66 religiosi/e.

* Padre Daniel Mukado, IMC, Comunicazione Regione Kenia/Uganda.

20240516Peter

L'ordinazione episcopale di Mons. Peter Makau avrà luogo il 27 luglio 2024 nella cattedrale di Sant'Eusebio a Isiolo.

Il Santo Padre ha nominato vescovo Coadiutore di Isiolo (Kenya) il Rev.do padre Peter Munguti Makau, IMC, finora Superiore Regionale dei Missionari della Consolata in Kenya e Uganda.

Curriculum vitae

Mons. Peter Munguti Makau è nato il 6 maggio 1975 a Nairobi, nell’omonima Arcidiocesi. Ha fatto i suoi studi elementari e secondarie a Kionyueni Primary school (1982 - 1990). Ha iniziato la sua formazione religiosa come Missionario della Consolata a Nairobi, presso il Consolata Seminary dove ha vissuto il suo postulandato e ha compiuto gli studi filosofici. Ha svolto il noviziato a Sagana (Kenya) e ha emesso i primi voti il 6 agosto 1999. Ha compiuto gli studi teologici a Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo, presso l’Institut Saint-Eugène de Mazenod e ha emesso i voti perpetui il 5 dicembre 2003. È stato ordinato presbitero il 20 novembre 2004 nella Diocesi di Machakos.

Dopo l'ordinazione è stato inviato in missione in Venezuela dove ha conseguito un Diploma in Diritto Canonico presso l’Universidad Monteávila a Caracas (Venezuela).

Ha ricoperto i seguenti incarichi: Parroco a Carapita, Arcidiocesi di Caracas (2006-2014); Superiore Delegato IMC per il Venezuela per due mandati (2014-2019). Dal 2019 è Superiore Regionale dei Missionari della Consolata in Kenya e Uganda.

Ringraziamo il Signore per questo dono alla Chiesa e al mondo missionario, e affidiamo il suo ministero alla protezione del Beato Fondatore e della Vergine Consolata.

20240504PeterMakau

 Padre Peter Makau con  il Nunzio Apostolico, il gruppo di missionari della Consolata e amici a Caracas, Venezuela nel 2019.

Il vescovo della diocesi di Murang'a, in Kenya, Mons. James Maria Wainaina Kung'u, ha invitato i missionari della Consolata a vivere secondo la loro vocazione e “non a comportarsi come i farisei e gli scribi del Vangelo”.

Il 28 febbraio scorso, Mons. Wainaina, nell’omelia della S. Messa di apertura, della 13ª Conferenza Regionale dei missionari della Consolata in Kenya che si svolge nella Casa Bethany a Sagana, a circa 100 km a nord di Nairobi, ha rivolto parole di sostegno, di incoraggiamento, ma anche di “provocazione” ai nostri missionari

"Mentre vi sedete nei prossimi giorni per riflettere sulla vostra missione in mezzo al popolo di Dio, lasciate che sia Lui a guidare i vostri pensieri", ha detto il vescovo all'inizio della sua omelia.

I 44 missionari, delegati alla Conferenza, rappresentano i 166 missionari che lavorano in Kenya e Uganda, sono stati sollecitati a concentrarsi sull’essenziale nelle varie sessioni della Conferenza, da lui definita, “un incontro spirituale e pastorale”.

Mons. Wainaina ha inoltre affermato che "come missionari dovreste pensare a voi stessi come se foste seduti sulla cattedra di Mosè. La Chiesa ci ha dato quella cattedra, la sfida è che purtroppo ciò che insegniamo spesso non è ciò che viviamo", ha detto il vescovo citando il Vangelo del giorno tratto da Matteo 23, 1-12.

20240228Kenya

In riferimento all’accenno di Mosè nel Vangelo del giorno, Mons. Wainaina ha poi aggiunto che che egli era molto ben preparato per la sua missione.

"Come religiosi missionari, fate molti anni di formazione prima di essere ordinati sacerdoti o di prendere i voti perpetui che questa preparazione” si è augurato il vescovo “possa rendervi veramente persone preparate per la missione a cui Dio vi ha chiamati. È questo il motivo per cui questa Conferenza è importante, perché vi chiama a tornare ad essere come a Mosè piuttosto che diventare degli scribi e dei farisei", ha affermato Mons. Wainana, il terzo vescovo di Murang'a.

Ha poi sfidato i missionari ad essere degli “autentici Mosè” dei nostri giorni e, così facendo, “a pascere il popolo di Dio, a nutrirlo, a guidarlo e a proteggerlo, perché questo è il lavoro di un vero pastore”.

Nella Bibbia, i farisei e gli scribi sono noti per incentrare la loro vita su sé stessi. "Dove è centrata la vostra vita? È centrata su Dio? È centrata sui valori e sulle convinzioni giuste?”, ha domandato il vescovo. “Questa è sempre la nostra sfida. Dove è il centro della mia vita, della mia missione". Se non stiamo attenti, "possiamo finire per incentrare la nostra propria missione su noi stessi", ha osservato.

20240228Kenya4

"Mettere al centro della vita Dio è un dovere per tutti i cristiani, ma in modo del tutto speciale è richiesto a noi pastori del gregge. Abbiamo davvero bisogno di ricentrare la nostra vita su Cristo. Quello che predichiamo deve essere coerente con quello che facciamo", e poi il vescovo, con un pizzico di umore, ha aggiunto: "Non dite ai vostri cristiani che non devono mangiare la carne il venerdì mentre voi siete i primi a mangiarla!".

La Conferenza Regionale è iniziata lunedì 26 febbraio e si concluderà venerdì 1 marzo.

Attendono la Conferenza anche il Superiore Generale, padre James Bhola Lengarin, il Vice Superiore Generale, padre Michelangelo Piovano e il Consigliere Generale incaricato del Continente Africa, padre Erasto Mgalama.

* Padre Daniel Onyango Mkado, IMC, responsabile della comunicazione del Kenya.

20240229Kenya.

Il vescovo della diocesi di Murang'a, in Kenya, Mons. James Maria Wainaina Kung'u

Dopo l’attacco ad una parrocchia costato la vita ad una decina di persone, il titolare della diocesi colpita e presidente della locale Conferenza Episcopale, racconta la reazione della sua Chiesa: “A chi ci offre proiettili noi porgiamo pace, fede e speranza. L’attentato non è una persecuzione contro i cristiani: si tenta di far passare la falsa idea che ci sia in atto una guerra di religione”. Il grazie al Papa per la sua vicinanza e preghiera

Monsignor Laurent Birfuoré Dabiré conosce un solo modo per reagire a quegli uomini armati che hanno sparato ad alcuni fedeli riuniti in una cappella della sua diocesi mentre erano intenti in preghiera: “L’unica risposta è l’amore, la pace”. Lui è il vescovo di Dori, quella porzione di Chiesa del Burkina Faso che si trova al confine nord del Paese dell’Africa Occidentale e che comprende la parrocchia del villaggio di Essakane nella quale il 25 febbraio scorso hanno fatto irruzione alcuni terroristi che hanno compiuto quella mattanza che ha sconvolto il mondo.

Un martirio

Nella ricostruzione che fa con i media vaticani, il presule - che è anche presidente della Conferenza episcopale locale - mette in evidenza dettagli poco conosciuti di ciò che, forse, potrebbe essere definito un vero e proprio martirio. Quel giorno, di buon mattino, i fedeli si erano recati in parrocchia per la funzione domenicale senza la presenza del sacerdote. Dopo la seconda lettura e la proclamazione del Vangelo, un catechista stava per fare un’esortazione sulla Parola di Dio quando i terroristi sono entrati e hanno iniziato a sparare. “Hanno colpito solo gli uomini risparmiando le donne che sono potute fuggire fuori dalla cappella”, ricorda il vescovo che spiega come “il numero delle vittime sia ancora incerto: testimonianze parlano di 12 morti e 8 feriti ma stiamo aspettando conferme ufficiali”.

20240229Burkina1

Monsignor Laurent Birfuoré Dabiré con dei leader musulmani

Nessuna persecuzione

Anche se finora non ci sono state rivendicazioni e la strage sembra essere stata ben preparata, monsignor Dabiré è convinto che la motivazione non sia da ricercare nell’odio nei confronti dei cristiani. Il vescovo spiega che questa sua certezza e sostenuta dal fatto che “proprio nello stesso giorno dell’attentato alla parrocchia, in un’altra località del Paese si è consumato un attacco terroristico nel quale è stato ucciso lo stesso numero di persone che ha trovato la morte a Essakane”. La strategia dei terroristi, dunque, sarebbe il tentativo palese di “strumentalizzare le religioni per creare confusione nella nazione, contrapporre le diverse comunità e dare l’impressione che ci sia in corso una guerra di religione. Posso sostenere con certezza che non c’è alcuna persecuzione in atto dei cristiani”.

Pace contro violenza

Pace, fede e speranza, sono i tre sostantivi che il pastore della diocesi di Dori sta usando da giorni per chiedere ai suoi fedeli di continuare a vivere la carità cristiana senza cadere nella tentazione di rispondere con violenza alla violenza. “Noi cristiani - dice - non abbiamo un altro modo di vivere: dobbiamo fondare la nostra vita sul Vangelo. Il nostro relazionarci agli altri deve essere basato sulla fratellanza, sull'amicizia, sull'aiuto vicendevole. Dobbiamo evitare che si dica che noi apparteniamo ad una religione che medita la vendetta. Questo non è vero".

Chiesa aperta al dialogo

La Chiesa del Burkina Faso – Paese dove la maggioranza è musulmana ed i cristiani si attestano intorno al 30% seguiti dagli appartenenti alle religioni tradizionali africane animiste - sono quasi dieci anni che sta facendo i conti con il terrorismo che blocca le attività di molte diocesi. Monsignor Dabiré informa che “più di 30 parrocchie sono chiuse mentre alcune diocesi come quella di Dori, di Fada N'Gourma, di Nouna e di Dédougou sono paralizzate”. Ma la gente non ha perso la propria fede né la speranza. “La nostra - aggiunge - è una Chiesa rurale, di gente semplice. Le vocazioni non mancano, sono sempre più in crescita. Abbiamo anche una vasta schiera di catechisti che sono capi di piccole comunità di campagna. E poi mettiamo in pratica una fruttuosa pastorale del dialogo con i musulmani ed i responsabili delle religioni tradizionali africane”.

20240229Burkina2

Monsignor Laurent Birfuoré Dabiré insieme al Grande Imam di Dori

Grazie al Papa

Monsignor Laurent Birfuoré Dabiré, infine, ringrazia Papa Francesco che nel post udienza generale di oggi, mercoledì 28 febbraio, è tornato a pregare per le vittime dei recenti attacchi contro luoghi di culto nel suo Paese. “La vicinanza del Santo Padre ci ridona coraggio, forza e ci invita alla perseveranza. Quando i nostri fedeli sentono che il Papa è informato delle loro sofferenze sono davvero rincuorati. È un grande stimolo per andare avanti".

Fonte: Vatican News

Page 1 of 2

Gli ultimi articoli

Conferenza regionale in Argentina: “Mossi dallo Spirito”

29-05-2024 I Nostri Missionari Dicono

Conferenza regionale in Argentina: “Mossi dallo Spirito”

I Missionari della Consolata della Regione Argentina si riuniscono dal 28 al 31 maggio presso la Villa Marista di Luján...

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo / B - “Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue”

29-05-2024 Domenica Missionaria

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo / B - “Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue”

Es 24,3-8; Sal 115; Eb 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26 Una nuova ed eterna Alleanza Vorrei prendere il concetto dell’Alleanza come il concetto chiave...

Corea del Sud: Nel "Mese per la famiglia", al centro il tema della denatalità

29-05-2024 Notizie

Corea del Sud: Nel "Mese per la famiglia", al centro  il tema della denatalità

Il tema della denatalità è al centro del "Mese della Famiglia 2024", organizzato dal Ministero per l'uguaglianza di genere e...

Missionari della Consolata, 100 anni di missione in Mozambico

28-05-2024 I Nostri Missionari Dicono

Missionari della Consolata, 100 anni di missione in Mozambico

Le celebrazioni del centenario della presenza dei Missionari della Consolata in Mozambico sono state aperte ufficialmente questa domenica 26 maggio...

Fr. Benedetto Falda: esemplare e generoso nella missione

28-05-2024 Triennio Allamano

Fr. Benedetto Falda: esemplare e generoso nella missione

L’Istituto ha ancora bisogno di Fratelli missionari. Essi hanno giocato un ruolo importante non solo nei suoi esordi, ma durante...

Israele-Palestina, Russia-Ucraina. La giustizia è una chimera

28-05-2024 Notizie

Israele-Palestina, Russia-Ucraina. La giustizia è una chimera

L’operato delle due Corti internazionali Karim Khan è un giurista inglese di origini pachistane. Dal febbraio 2021 è il procuratore capo...

Colombia: vivere la missione come "pellegrini della speranza"

27-05-2024 Missione Oggi

Colombia: vivere la missione come "pellegrini della speranza"

La XIII Conferenza Regionale dei missionari della Consolata in Colombia, Ecuador e Perù, incontro che si tiene ogni sei anni...

Mons. Crippa: Essere vescovo missionario nella Chiesa locale

27-05-2024 Missione Oggi

Mons. Crippa: Essere vescovo missionario nella Chiesa locale

"La grande sfida è di far sì che la mia diocesi, nonostante la povertà e la piccolezza, possa aprirsi alla...

Conferenza Regionale e i 100 anni della presenza in Mozambico

25-05-2024 I Nostri Missionari Dicono

Conferenza  Regionale e i 100 anni della presenza in Mozambico

"Lo Spirito Santo è il protagonista della missione e noi, come missionari, siamo i collaboratori di Dio". Con queste parole...

onlus

onlus

consolata news 2

 

Contatto

  • Viale Mura Aurelie, 11-13, Roma, Italia
  • +39 06 393 821