I Missionari della Consolata della Regione Argentina si riuniscono dal 28 al 31 maggio presso la Villa Marista di Luján, nella provincia di Buenos Aires, per riflettere profondamente sul cammino della missione e per pianificare i prossimi sei anni.

Per illuminare i lavori dell'XI Conferenza è stato scelto il motto: “Mossi dallo Spirito” (Atti 8, 26-40).20240529Argentina6

Padre James Macharia ha condiviso il simbolismo che accompagna l'incontro, nel quale si rappresenta la Regione Argentina con dei fiori bisognosi di cure. Mentre portiamo il Vangelo alle genti, specialmente nelle periferie del Paese, abbracciamo la ricchezza dell'interculturalità animati dall’ispirazione del nostro Fondatore, il Beato Allamano, e dalla guida di Nostra Madre Consolata. L’espressione “Alzati e vai” riassume l'atteggiamento del missionario.

Il Superiore regionale, padre Marcos Im Sang Hun, ha aperto la Conferenza illustrando la situazione attuale della Regione e stabilendo le regole del lavoro. “Chiediamo le vostre preghiere per noi e per il bene dell'umanità”, ha detto il Superiore in un video messaggio.

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Partecipano nell’assemblea il padre James Lengarin, Superiore Generale, il Consigliere Generale per l'America, padre Juan Pablo De los Ríos, 19 sacerdoti residenti nella Regione, sette seminaristi della Comunità Apostolica Formativa (CAF) Cura Brochero, la Missionaria della Consolata Suor Rubi Sánchez e i laici responsabili delle due collegi della IMC in Argentina: l'ingegnere Diana Sosa e il maestro Lucio Tortosa.

Nel suo discorso di apertura, padre Juan Pablo ha sottolineato che questo incontro “è un momento opportuno per disegnare e progettare il futuro, partendo da come è nata la missione in Argentina”. Il Consigliere generale ha spiegato che attualmente “c'è un grande cambiamento nell'Istituto e molti dei giovani missionari che arrivano alle missioni provengono dall'Africa. Questa è la nuova realtà che dobbiamo abbracciare. Anche se abbiamo molte cose buone, ci sono anche aspetti che dobbiamo migliorare. Non possiamo fare missione come all'inizio; abbiamo bisogno di creatività e di una nuova prospettiva per andare avanti con la nostra missione ad gentes”.

Padre Juan Pablo ha anche sottolineato che “ci sono eredità che non cambieranno mai, soprattutto i valori del Fondatore. Dobbiamo superare i confini e incoraggiare la Chiesa con grande entusiasmo, guardando a nuove proposte. La creatività è fondamentale in un mondo in continuo cambiamento. L'approccio principale alla nuova realtà è quello di rompere gli schemi con coraggio e audacia. La Chiesa sinodale ci invita a camminare insieme, con una grande chiamata a vivere e ad annunciare.

Il Superiore Generale, padre James Lengarin ha sottolineato che “il nostro ad gentes è ascoltare, costruire la missione con la gente nel cuore”. Ha anche riconosciuto e ringraziato la Regione IMC Argentina per il suo contributo al consolidamento del nuovo modello di formazione basato su piccole comunità formative e ha espresso l'augurio che “la Conferenza sia un momento sereno e che la Provvidenza apra i nostri occhi e i nostri cuori per essere attenti a tutta l'umanità”.

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"La creatività è fondamentale in un mondo in continuo cambiamento." Padre Juan Pablo de los Ríos

Presenza IMC in Argentina

Il primo missionario della Consolata, padre Mario Viola, arrivò a Buenos Aires il 30 settembre 1946, dove stavano arrivando molti emigranti italiani, e fra questi alcuni devoti della Consolata e benefattori delle nostre missioni. Pochi mesi dopo arrivarono altri missionari e nel 1947 ci stabilimmo nella diocesi di Rosario.

Successivamente, l'Istituto ha esteso la sua presenza ad altre diocesi e ai territori del Chaco e di Formosa, considerati campi di attività specificatamente missionaria.

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"Il nostro ad gentes è ascoltare, costruire la missione con la gente nel cuore". Padre James Lengarin

Attualmente, 23 Missionari della Consolata (con una età media di 63 anni) lavorano in Argentina distribuiti in cinque parrocchie: Medalla Milagrosa a Jujuy, San Miguel Arcángel a Yuto, Nuestra Señora de la Misericordia a Mendoza, Nuestra Señora de Andacollo a San Juan e Cura Brochero a Merlo. Quest'ultima parrocchia è anche la sede della Comunità Apostolica Formativa (CAF) con sette studenti di teologia provenienti da diversi paesi. Nella Regione si sviluppano anche attività di Animazione Missionaria Giovanile e Vocazionale (AMGV) e sono attivi gruppi di Laici Missionari della Consolata.

La Casa Regionale e l'infermeria si trovano a Buenos Aires, nel quartiere di Flores. Fanno parte anche del nostro impegno due collegi: Nuestra Señora de la Consolata a Mendoza e l'Istituto Paolo VI, a San Francisco, Córdoba.

* Padre Donald Mwenesa, IMC, missionario a Mendoza e Diana Sosa, missionaria laica dedicata all'educazione.

Le celebrazioni del centenario della presenza dei Missionari della Consolata in Mozambico sono state aperte ufficialmente questa domenica 26 maggio 2024 da una solenne Eucaristia celebrata nella parrocchia di Nostra Signora dell'Assunzione nel quartiere Liberdade (Matola), nella regione metropolitana di Maputo.

Il primo arrivo dei Missionari della Consolata in Mozambico, è stato nella provincia di Tete, il 15 aprile 1925.

La Messa, nella Solennità della Santissima Trinità è stata presieduta dall'arcivescovo di Nampula e presidente della Conferenza Episcopale del Mozambico, mons. Inácio Saure, IMC, e concelebrata dal vescovo ausiliare di Maputo, mons. Osório Citora Afonso, IMC, che ha tenuto l'omelia. Il nuovo vescovo della Consolata ha sottolineato il mandato di Gesù: “Andate, dunque, e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19).

Parlando della Santissima Trinità, il vescovo ha ricordato che "Dio è famiglia (Padre, Figlio e Spirito Santo), ed è anche comunità". Pertanto, "la celebrazione del Centenario della presenza dell'Istituto nel Paese deve aiutarci a concretizzare il fatto che la missione è comunione".

Hanno concelebrato l’Eucaristia quasi tutti i sacerdoti Missionari della Consolata che operano in Mozambico e Angola e che, nella settimana dal 20 al 25 maggio, hanno partecipato alla loro decima Conferenza Regionale. Erano presenti anche un gruppo di Suore Missionarie della Consolata, membri di altre comunità religiose, i seminaristi del seminario filosofico e propedeutico di Matola e un gran numero di parrocchiani.

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 I missionari della Consolata presenti alla celebrazione

Messaggi e ringraziamenti

Prima della benedizione finale, c'è stato tempo per alcuni messaggi. L'animatrice della parrocchia ha ringraziato i Missionari della Consolata per l’evangelizzazione realizzata in Mozambico e per l'impatto socio-economico sulle comunità in cui sono presenti con i loro progetti.

Il rappresentante del sindaco di Matola ha chiesto ai missionari di continuare la missione con entusiasmo, non solo il Mozambico, ma nel mondo intero.

Da parte sua, il vice Superiore Generale, padre Michelangelo Piovano, ha ringraziato tutti i presenti per aver “accolto i Missionari della Consolata in questa gloriosa terra e ha auspicato che questo centenario rinnovi la consolazione in tutto il territorio del Mozambico".

Il Superiore Regionale, padre Pedro Elias Sisto, ha sottolineato che "il Centenario è un'occasione per ringraziare Dio e rinnovare la nostra fede". Tutti insieme, "con l'immagine pellegrina della Madonna Consolata –che visiterà tutte le presenze IMC durante l'anno–, consoliamo tutti. Il Centenario non è solo per i missionari, ma per tutti e per ciascuno", ha spiegato padre Sisto.

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La celebrazione è stata animata dal coro parrocchiale con canti in portoghese e in altre lingue locali.

Alla fine della celebrazione, dopo la benedizione finale, c’è stato un momento di festa e ricreazione.

Programma del Centenario

La celebrazione del Centenario è stata organizzata nelle varie riunioni zonali dove è stato scelto il motto dell’evento: "Missionari della Consolata, 100 anni di missione in Mozambico".

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L'immagine della Consolata, che si trova a Massangulo, nella regione del Niassa, sarà portata in pellegrinaggio nei luoghi dove lavorano i missionari con il seguente calendario:

Fra giugno a settembre l'immagine visiterà la zona di Tete; in ottobre e novembre sarà a Maputo; da dicembre 2024 fino a febbraio 2025, la Consolata sarà nella zona di Inhambane e infine, da marzo a giugno 2025,l’immagine farà un pellegrinaggio nelle comunità del nord nella Provincia del Niassa.

Le celebrazioni del Centenario si concluderanno con un pellegrinaggio e una Eucaristia nella Festa della Consolata, il 20 giugno 2025, presso il Santuario di Massangulo, nella diocesi di Lichinga, dove è conservata una delle prime immagini della Consolata arrivate in Mozambico.

Oltre alle “capulane” (tessuto tipico della cultura locale ndt.) e alle magliette, è stato preparato anche un libretto con preghiere, riflessioni e canti da utilizzare durante il pellegrinaggio della Madonna.

Diverse parrocchie insieme ai seminaristi hanno composto l'Inno del Centenario, che dice: "100 anni sono passati al servizio della Chiesa, 100 anni sono passati al servizio dei nostri fratelli e sorelle, 100 anni sono passati evangelizzando. È il giubileo! Gioisci Mozambico, terra feconda, al suono di tamburi e trombe. Che la fiamma del Vangelo arda sempre. È un giubileo!"

Questo Giubileo Centenario, che coincide con il grande Giubileo 2025 convocato dal papa Francesco per tutta la Chiesa, è una bella occasione per celebrare, fare memoria, ringraziare e rinnovare l'impegno di annunciare la Buona Novella del Vangelo di Gesù.

* Padre Andrew Kasumba, IMC, missionario in Mozambico.

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 Dopo la celebrazione c’è stato un momento di festa

La XIII Conferenza Regionale dei missionari della Consolata in Colombia, Ecuador e Perù, incontro che si tiene ogni sei anni, si è svolta dal 20 al 25 maggio 2024 presso il Centro di Missione e Culture "Giuseppe Allamano" di Bogotá.

È stata una settimana di ricerca e discernimento nello Spirito e si è conclusa con una visita a Tunja, presso la tomba di mons. Luis Augusto Castro Quiroga, Missionario della Consolata mancato nel 2022 a Bogotà.

I partecipanti all'incontro hanno lavorato con una metodologia sinodale che ha riunito il gruppo di 61 missionari nell'aula generale e lo ha diviso in tre tavole di lavoro, guidati dall'Instrumentum Laboris, un documento elaborato da tutti nei tre mesi precedenti e approvato per l'occasione.

La Conferenza e ha visto la partecipazione del Superiore Generale, il padre keniota James Lengarin, del Consigliere Generale per l’America, il padre colombiano Juan Pablo de los Ríos, rappresentanza delle Suore missionarie della Consolata, Suor Angélica, il laico missionario della Consolata, Pedro Cortez, e i due vescovi missionari della Consolata in Colombia, mons. Francisco Javier Múnera Correa, arcivescovo di Cartagena e Joaquín Umberto Pinzón, del Vicariato di Leguízamo - Solano.

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 Lavorano nella Colombia, Ecuador e Peru,  83 missionari (2 vescovi, 1 fratelli, 66 sacerdoti e 14 studenti di teologia)

Quadro contestuale

Lo scenario della Conferenza è stato inquadrato da tre grandi contesti: due dei quali disegnati dal cardinale Luis José Rueda Aparicio, arcivescovo di Bogotá, primate della Chiesa in Colombia e presidente della Conferenza episcopale, e l'altro dalla Liturgia della settimana:

Il contesto dello stato. I tre assi politici nello scenario latinoamericano

1.1. Il progetto governativo “Pace totale”: come Chiesa lo accompagniamo con un atteggiamento profetico, paziente e fiducioso, generando fraternità, fiducia e speranza; promuovendo il dialogo e facilitando l'incontro. Siamo la componente spirituale.

1.2. La situazione ambientale: attenti all’ecologia integrale che si prende cura dell'essere umano e della Casa Comune, consapevoli che tutto è interconnesso.

1.3. Le riforme sociali: la solidarietà con gli esclusi e gli scartati– che richiedono un cambiamento, una conversione di mentalità, di stile e di pratiche politiche e sociali.

Il contesto della chiesa. I tre assi di evangelizzazione

2.1. La Sinodalità non come strategia, ma come conversione nello Spirito che implica dialogo, ascolto e silenzio; uno stile di vita di vicinanza, compassione e tenerezza come quello del nostro Dio.

2.2. La solidarietà come un nuovo stile di vita che cerca riforme sociali nello spirito e nella pratica della misericordia.

2.3. La missione come Chiesa in uscita, partendo da un circolo interno verde costituito dal 15% dei 50 milioni di colombiani credenti e praticanti e da lì uscendo verso un cerchio giallo di coloro che sono lontani o appartengono ad altre fedi, fino a raggiungere il cerchio rosso dei non credenti.

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Padre Juan Pablo de los Ríos durante una delle celebrazioni della Conferenza

Il contesto liturgico

3.1. La festa di Pentecoste che ha indicato lo Spirito Santo, l'altro Consolatore, come il protagonista della settimana sarà.

3.2. La promulgazione del Decreto del Dicastero vaticano per le Cause dei Santi, con l'approvazione del miracolo attribuito al Beato Giuseppe Allamano a favore dell'indigeno Sorino Yanomami, nello Stato di Roraima, in piena foresta amazzonica brasiliana. Indicando che lo "spirito donato dal Fondatore", come lui stesso ha detto, continua ad agire tra noi.

3.3. La festa della Santissima Trinità che indica che la migliore comunità si costruisce, a immagine del Dio Trinità, con la partecipazione di persone diverse e la comunione tra uguali.

Ispirarci in Maria missionaria

La Conferenza Regionale, come momento di gioia missionaria, è stata avviata il lunedì successivo alla festa di Pentecoste, nel giorno dedicato da Papa Francesco a Maria, Madre della Chiesa, come la chiamavano i Padri conciliari e San Paolo VI.

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Il Superiore Generale, padre James Lengarin

I lavori hanno cominciato precisamente con una solenne Eucaristia nella parrocchia Madre delle Missioni, dedicata alla nostra tenera Madre Consolata e, inspirati dall'omelia del cardinale Luis José Rueda e abbiamo concluso la Conferenza con tre direttrici chiave: Comunità, Missione e Speranza, che costituiscono un'unica realtà che sarà registrata nel Documento finale da presentare alla Direzione Generale per l'approvazione e poi a tutti i missionari della Regione per la sua attuazione, sotto la guida del Superiore Regionale, padre Venazio Mwangi e del suo Consiglio.

Maria Consolata - secondo Giuseppe Allamano nostra Fondatrice - costruisce comunità e ci riunisce perché non siamo soli. Ci accoglie come un buon samaritano, ci ascolta, ci guarisce con l'olio della consolazione e ci rallegra con il vino della speranza, ci accompagna. Ci invita a superare l'egoismo, la chiusura, l'individualismo, per poter vivere in comunità e portare avanti la missione come una squadra, con "spirito di corpo", come ci ha indicato padre Jair Idrobo, quando con la sua illuminazione ci ha richiamato alle nostre radici. Questo spirito ci invita ad accogliere le conclusioni su "una sola comunità” e cercare di metterle in pratica nei nostri contesti di missione.

Maria ha accompagnato suo Figlio in ogni fase della sua vita, lo ha portato nel suo grembo e con lei ha imparato a vivere, a pregare e a lavorare. Con lui si è messa in cammino verso la montagna, verso l'anziana Elisabetta, per servirlo, per aiutarlo a far nascere una nuova vita, mentre suscitava gioia nel suo cuore e nel figlio del suo grembo. Ella stessa proclamava la grandezza di quel Dio che guarda gli umili, rende fecondi gli sterili, fa nascere la vita e restituisce giustizia ai poveri, per pura misericordia.

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A Maria –che ha accompagnato la vita missionaria di suo Figlio, a partire da Cana di Galilea, quando lo spinse a trasformare l'acqua in vino, anticipando la sua ora, affinché la festa della vita potesse continuare ed era con Lui e con i discepoli sul Calvario, presso la croce, al culmine della sua missione– chiediamo di continuare ad accompagnare la nostra missione nel Caquetá e nel Putumayo; ai confini con l'Ecuador e il Perù; nelle regioni del Cauca e del Valle; nelle grandi città e in mezzo all'Amazzonia; con gli indigeni e gli afrodiscendenti; con i giovani e i migranti; nell'animazione dei giovani e delle Chiese locali; nella promozione e formazione vocazionale.

A Lei chiediamo di accompagnarci nella gioia della festa e nei calvari di questa geografia che abitiamo e serviamo, come ci ha proposto padre Fernando Flórez, quando ci ha chiesto, nella sua illuminazione, se eravamo contenti di quello che siamo e facciamo.

Cercheremo di ispirarci in Maria missionaria quando svolgeremo gli impegni che abbiamo approvato nella parte del documento conclusivo dal titolo "una missione".

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La Sinodalità come conversione nello Spirito che implica dialogo, ascolto e silenzio

Oggi è un tempo di speranza in questo mondo ferito, smarrito, confuso, che cammina nelle tenebre. Papa Francesco, nella sua Bolla di indizione del Giubileo 2025, ci ricorda che "la speranza non delude" (Rom 5,5). Ci invita a vivere come "pellegrini della speranza", a parlarne, ad annunciarla con atteggiamenti e a concretizzarla in segni.

Nel caso nostro seminiamo speranza con segni concreti, tra i popoli indigeni, in Amazzonia, tra gli afrodiscendenti, nelle città e nelle loro diverse periferie, tra i giovani; ci facciamo promotori di un patto di speranza quando cerchiamo di avvicinare le generazioni e ci impegniamo per la pace, il perdono e la riconciliazione, il rispetto della vita, i diritti umani, la giustizia sociale e l'ecologia integrale.

* Padre Salvador Medina, IMC, Centro Missione e Culture di Bogotá.

"La grande sfida è di far sì che la mia diocesi, nonostante la povertà e la piccolezza, possa aprirsi alla missione universale”, afferma mons. Giovanni Crippa, IMC, vescovo della diocesi di Ilhéus nella parte orientale dello stato brasiliano di Bahia.

Nell'intervista rilasciata all’Ufficio Generale per la Comunicazione a Roma, il missionario della Consolata italiano di Besana Brianza, Arcidiocesi Metropolitana di Milano, parla della evangelizzazione in Brasile dove è arrivato nel 2000 e delle priorità pastorali nella sua diocesi che ha una superficie di quasi 12mila kmq, includendo 26 municipi con 41 parrocchie e 52 sacerdoti, 12 diaconi permanenti e 9 seminaristi. “Comunque, la grande forza è il grande numero di laici impegnati soprattutto nel campo della catechesi e pastorale delle parrocchie”, osserva il vescovo.

Sede vescovile è la città di Ilhéus, dove si trova la cattedrale di San Sebastiano. Secondo mons. Crippa, le tre priorità pastorali scelte dall’Assemblea diocesana alla luce delle Direttive Generali dell’Azione Evangelizzatrice della Conferenza Episcopale del Brasile (CNBB), ma anche in base ai risultati del Sinodo nella sua fase diocesana, sono: L’animazione della gioventù, vivere lo spirito sinodale in questo Anno della Preghiera e la dimensione vocazionale.

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Visita pastorale a una comunità Quilombola (populazione afrodescendente) nel stato di Sergipe. Foto: Diocesi di Estancia

“Oggi non è più possibile vivere in una Chiesa centralizzata, noi dobbiamo vivere in una dimensione più piccola a partire dalla base ma che possa abbracciare con il tempo una dimensione più ampia”, afferma il vescovo sottolineando la vocazione missionaria della Chiesa locale.

“Come vescovo missionario ritengo ci sia anche un elemento molto importante che noi non possiamo dimenticare. Il nostro Istituto nasce a partire della Chiesa locale, la Chiesa di Torino ed è bello ricordare quello che l’Allamano dice scrivendo a un amico circa 20 anni prima di fondare l’Istituto (nel 1901 ndt.). ‘Io spero che il prossimo vescovo che sarà eletto sia una persona che sappia elevarsi sopra l’idea restrette che predomino nell’ambiente e sappia comprendere che il sacerdote, il prete di una Chiesa locale abbia una missione più ampia’.

Ecco, io penso che, come vescovo missionario che vive in una Chiesa locale, la grande sfida che bisogna affrontare è di far sì che la mia diocesi, nonostante la povertà e la piccolezza, possa aprirsi a questa missione universale. Per questo, è importante promuovere anche nella nostra diocesi questa vocazione missionaria della Chiesa”, afferma mons. Crippa.

Vedi l'intervista a mons. Crippa rilasciata al SGC. (Montaggio: Fr. Adolphe Mulengezi)

Breve biografia

Mons. Giovanni Crippa, IMC, nato il 6 ottobre 1958 a Besana Brianza, nell’Arcidiocesi Metropolitana di Milano è uno dei 38 vescovi italiani in Brasile (di cui 28 emeriti). Ha compiuto gli studi di Filosofia presso la Federazione Interreligiosa per gli Studi Teologici (FIST) a Torino e quelli di Teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, dove ha poi ottenuto la Licenza e il Dottorato in Storia Ecclesiastica.

Il 13 settembre 1981 ha emesso la Professione Religiosa nell’Istituto Missioni Consolata e il 14 settembre 1985 ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale. È stato Animatore Missionario e Vocazionale a Torino (1987-1993); Professore alla Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Urbaniana a Roma e dell’Istituto Superiore di Catechesi e Spiritualità Missionaria a Roma e a Castel Gandolfo (1993-2000).

Inviato in Brasile nel 2000, ha svolto il ministero nell’Arcidiocesi Metropolitana di Feira de Santana, Stato di Bahia, come vicario parrocchiale e parroco della Santissima Trinidade, poi come docente di Storia Ecclesiastica della Facoltà Arcidiocesana, direttore spirituale del Seminario di Filosofia, Membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori. Inoltre, è stato Membro del gruppo di coordinamento del Dipartimento Storico dell’Istituto Missioni Consolata e Consigliere Regionale in Brasile.

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Mons. Giovanni Crippa durante la consacrazione episcopale il 13 maggio 2012 a Salvador, Bahia. Foto: Archivio personale

Il 21 marzo 2012 il Papa Benedetto XVI l’ha nominato vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di São Salvador da Bahia (Brasile), assegnandogli la sede titolare vescovile di Accia e ricevendo la consacrazione episcopale il 13 maggio successivo. Il 9 luglio 2014 è stato nominato Vescovo di Estância, nello Stato di Sergipe (Nord Est del Brasile), una diocesi con una superficie di 6.650 km2 e una popolazione di 509.675 abitanti, 28 parrocchie, 617 comunità e 41 sacerdoti.

Il 11 agosto 2021, per raggiunti limiti di età, va in pensione il vescovo Mauro Montagnoli e al suo posto il Papa Francesco ha nominato vescovo della Diocesi di Ilhéus (Brasile) mons. Giovanni Crippa, che ha preso possesso della diocesi il 9 ottobre 2021, durante una celebrazione eucaristica nella Cattedrale di San Sebastian. La diocesi di Ilhéus fu creata nel 1913 da Papa Pio X e oggi, con le sue 41 parrocchie, comprende più di 750 comunità distribuite in 27 municipi.

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Il Superiore della Casa Generalizie, padre Zé Martins, mons. Giovanni Crippa e mons. Marian Florczyk, vescovo ausiliare di Kielce, Polonia. Foto: Jaime C. Patias

All’interno della Conferenza Episcopale Brasiliana è stato Membro della Commissione Episcopale Pastorale per l’Azione Missionaria e della Commissione Episcopale per le Cause dei Santi in Brasile.

*Padre Jaime C. Patias, IMC, Comunicazione Generale.

Pubblichiamo la cronaca della visita della Direzione Generale in Eswatini e Sudafrica da parte del Vice Superiore Generale, padre Michelangelo Piovano e dei Consiglieri Generali, i padri Erasto Mgalama e Mathews Odhiambo Owuor.

Arriviamo a Johannesburg il 7 maggio, dopo una notte di volo provenienti da Abidjan, dove troviamo il superiore delegato padre Nathaniel Kagwima Mwangi che è venuto a prenderci. Ci porta nella comunità di Daveyton dove troviamo anche padre Charles Orero Ochieng e padre Michael Miriti M'longi che lavorano in questa comunità e parrocchia di San Nicholas.

Ci portano a visitare le altre parrocchie legate alla comunità di Daveyton e nelle quali essi lavorano: quella di S. Lambert, di S. Martino de Porres e la cappella dedicata a S. Monica. Ognuna ha le sue strutture per le varie attività pastorali.

Verso sera andiamo a Centurion (Pretoria) nella bella sede della Delegazione per riposare. Padre Charles Orero, da ottimo cuoco, ci prepara la cena e la colazione il mattino dopo.

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Comunità di Kwaggafontein nella Diocesi di Pretoria

L'8 maggio visitiamo la comunità di Kwaggafontein nella Diocesi di Pretoria dove lavorano padre John Kapule Okula e padre Samuel Matenge Gitonga. Prestano il loro servizio in due parrocchie nella zona rurale, quella di St. Oliver e della Madonna di Lourdes a Dennilton. Due parrocchie assunte nel 2023 avendo lasciato le altre di Mamelodi che avevamo nella stessa diocesi di Pretoria.

Padre John e padre Samuel ci portano in alcune cappelle, sono molto semplici e vengono visitate periodicamente per la celebrazione della Messa, la catechesi e gli altri sacramenti.

Il mattino del 9 maggio facciamo visita all’arcivescovo di Pretoria, mons. Antony Dabula che ci accoglie con familiarità ringraziando per il lavoro che i nostri missionari fanno nella Diocesi, sia nella zona rurale che in quella urbana. Visitiamo in seguito la parrocchia di Queenswood dove ci accoglie padre Daniel Kivuw’a Mutonye. Ci mostra le varie strutture e la bella chiesa dedicata a Cristo Re. Per il pranzo arriva anche padre Gabriel Joseph Oluoch Kwdeho che lavora in altre parrocchie della diocesi della zona urbana di Tembisa insieme a padre Benedict Thomas Msigwa.

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Visita all’arcivescovo di Pretoria, mons. Antony Dabula

Dopo pranzo partiamo per Eswatini, un piccolo Stato (regno) all’interno del Sudafrica, governato da Mswati III che ne è l'attuale monarca assoluto, nonché capo della famiglia reale Swazi. Anche qui abbiamo alcune presenze nella sua unica diocesi, quella di Manzini, della quale è vescovo mons. Josè Luis Ponce de Leon, missionario della Consolata argentino.

Vi arriviamo dopo quattro ore di viaggio passando attraverso immense estensioni di prati, campi coltivati a granoturco e bestiame al pascolo. Entriamo nello stato di Eswatini dopo aver fatto i vari controlli di frontiera e dei passaporti. È già notte ed attraverso ad una veloce autostrada arriviamo nella comunità di Kwaluseni accolti da padre Peterson Mwangi Muriithi.

Il giorno dopo, 10 maggio, partiamo con padre Nathaniel Mwangi e padre Peterson Mwangi per visitare la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo della quale padre Peterson è parroco e per continuare poi il viaggio verso le altre nostre due presenze nella Diocesi Manzini.

20240512Sudafrica4Raggiungiamo la parrocchia della Madonna del Rosario attraverso una bella strada asfaltata tra grandi piantagioni di pini piccoli e grandi che si perdono a vista d'occhio tra colline e montagne molto simili a quelle dei nostri paesaggi alpini. È una delle bellezze di Eswatini e di questo piccolo regno. Su un pianoro appare la missione con la sua bella chiesa, la nuova casa parrocchiale e la scuola primaria e secondaria della Diocesi. Lì ci attende padre Giorgio Massa, un nostro missionario cuneese di 82 anni che ha lavorato per 40 anni in Sudafrica ed ora da quasi 10 anni in Eswatini facendo comunità con il vescovo e lavorando anche in alcune parrocchie.

Dopo il pranzo, tutti insieme partiamo per l'antica Missione di Florens, fondata dai Servi di Maria della Provincia di Firenze. È una Parrocchia e Santuario che il vescovo ci ha affittato all'inizio di quest'anno e dove è anche stata costituita una nostra comunità IMC. Ci accolgono padre Samuel Francis Awuor Oniango e padre Antony Mulwa Muinde, due giovani missionari keniani.

La parrocchia e Santuario (foto) ha più di cento anni di fondazione perché il primo battesimo è registrato al 14 gennaio 1923. È dedicata alla Santissima Annunziata raffigurata anche da una bella pala dell'altare che rappresenta il mistero dell'Annunciazione. Da tempo è anche Santuario mariano ed ogni anno la Diocesi vi si reca in pellegrinaggio. La presenza di una nostra comunità è stata voluta dal vescovo affinché si dia un rinnovato impulso al Santuario facendone anche un luogo di spiritualità, preghiera ed evangelizzazione. Nell' ampio spazio della missione è anche stata costruita recentemente una grotta della Madonna di Lourdes. È anche presente una comunità religiosa di suore locali che si prende cura del dispensario.

La parrocchia ha anche  sette cappelle, alcune già con la loro chiesetta, altre da costruire. Una di queste è quella di S. Gregorio ed è la più frequentata perché in mezzo ad un centro abitato vivace con alcune strutture commerciali. Per un'altra, che ora funziona in una piccola struttura circolare a forma di capanna, una famiglia della comunità ha già donato al vescovo il terreno per la costruzione della chiesa. Ecco le sfide pastorali e missionarie per padre Francis e padre Antony che hanno assunto questo servizio con molta disponibilità e passione vivendo anche in una casa molto semplice e povera.

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La donatrice del terreno (in centro) per costruire la nuova cappella appartenente alla Parrocchia dell'Annunziata

Certamente la Consolata li benedirà in questo luogo mariano che ci è stato affidato e che ha già anche donato alla diocesi alcune vocazioni. Mentre lasciamo la cappella di S. Gregorio all'orizzonte delle montagne ammiriamo lo spettacolo di un tramonto di fuoco; ci ricorda che stiamo iniziando la novena dello Spirito Santo che invochiamo anche per la nostra presenza a Eswatini e per tutta la Diocesi ed il suo vescovo.

Il mattino di sabato 11 maggio nella curia di Manzini celebriamo la Messa presieduta da Mons. José Luis. Attorno all'altare e con la presenza del vescovo ci sentiamo chiesa, corpo e famiglia. Facciamo colazione insieme e poi visitiamo la cattedrale spaziosa, luminosa e accogliente. Termina così la nostra visita a Manzini e siamo molto grati per ciò che abbiamo visto e vissuto. Salutiamo il vescovo e i padri Giorgio, Peterson e Francis e riprendiamo il cammino per ritornare in Sudafrica. Ci affidiamo alla Consolata affinché tutti benedica e protegga.

* Padri Michelangelo Piovano, Erasto Mgalama e Mathews Odhiambo Owuor. Daveyton, 12 maggio 2024, Solennità dell’Ascensione del Signore

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Cappella di San Gregorio al tramonto del sole.

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Le celebrazioni del centenario della presenza dei Missionari della Consolata in Mozambico sono state aperte ufficialmente questa domenica 26 maggio...

Israele-Palestina, Russia-Ucraina. La giustizia è una chimera

28-05-2024 Notizie

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L’operato delle due Corti internazionali Karim Khan è un giurista inglese di origini pachistane. Dal febbraio 2021 è il procuratore capo...

Colombia: vivere la missione come "pellegrini della speranza"

27-05-2024 Missione Oggi

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La XIII Conferenza Regionale dei missionari della Consolata in Colombia, Ecuador e Perù, incontro che si tiene ogni sei anni...

Mons. Crippa: Essere vescovo missionario nella Chiesa locale

27-05-2024 Missione Oggi

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"La grande sfida è di far sì che la mia diocesi, nonostante la povertà e la piccolezza, possa aprirsi alla...

Conferenza Regionale e i 100 anni della presenza in Mozambico

25-05-2024 I Nostri Missionari Dicono

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"Lo Spirito Santo è il protagonista della missione e noi, come missionari, siamo i collaboratori di Dio". Con queste parole...

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