Si conclude la GMG

  • Mar 01, 2024
  • Pubblicato in Notizie
“La gioia è missionaria”

Sabato sera, 5 agosto, si è calcolato che circa un milione e mezzo di giovani erano con Papa Francesco nel Parco del Tejo (Lisbona, Portogallo) durante la Veglia che ha chiuso il penultimo giorno della GMG. Dopo diversi spettacoli e alcune testimonianze, il papa ha preso la parola e, senza leggere, come ha fatto in varie occasioni durante questo viaggio, si è diretto ai giovani presenti. La sua riflessione ci ha riportati al motto di questa GMG "Maria si alzò e partì senza indugio" (Lc 1,39)

“Perché Maria si è alzata ed è andata in fretta a trovare sua cugina? Elisabetta era incinta, ma anche Maria lo era e quindi perché si è messa in viaggio in quelle condizioni? Maria compie un gesto non richiesto e non obbligato –commenta papa Francesco–, lo fa e si mette in viaggio perché ama”.

Maria era piena di gioia, sia per la gravidanza di sua cugina Elisabetta che per la sua, e “la gioia è missionaria"; la gioia nasce dentro di noi ma è da portare, dev'essere contagiosa. "Voi siete venuti fin qui per incontrarvi –continua papa Francesco–, per cercare il messaggio di Cristo, per scoprire il senso bello della vita; quello che avete trovato, lo terrete solo per voi o lo porterete agli altri? Guardate la vostra storia e cercate di riconoscere ciò che vi ha portato alla gioia. Tutti noi, se ci guardiamo indietro in modo onesto, riconosceremo persone che sono state un raggio di luce per la nostra vita: genitori, nonni, amici, sacerdoti, religiosi, catechisti, animatori, insegnanti. Loro sono le radici della nostra gioia. Da questo deve sorgere l’appello e l’urgenza di essere noi stessi, per gli altri, le radici della gioia”.

Concludendo il Santo Padre ha lasciato ai giovani un semplice orientamento per il loro impegno missionario: camminare con una meta chiara; camminare vincendo la paura di cadere e se si cade disposti a rialzarci; allenarsi ogni giorno della vita per questo cammino perché “nella vita nulla è gratuito e tutto si paga... ma c’è una cosa che è gratuita e sicura: l’amore di Dio. Con questo amore andiamo avanti senza paura e camminiamo nella speranza”.

“Non abbiate paura”

Il giorno dopo, festa della Trasfigurazione, nella messa di invio che chiudeva la GMG 2023, papa Francesco ha invitato tutti a chiedersi quali sono stati i frutti di questi tre giorni. E facendo riferimiento al Vangelo del giorno della trasfigurazione (Mt 17,1-9) ha voluto rispondere proponendo tre verbi importanti di quel testo: “brillare, ascoltare e non avere paura”.

Per quanto riguarda il primo verbo, Francesco ha spiegato che Cristo trasfigurato “brillava” e per mezzo della sua luce infondeva valore e speranza agli apostoli ai quali aveva da poco annunciato la sua passione e morte.
Il secondo verbo “ascoltare” era offerto direttamente dal Padre e invitava tutti all'ascolto della Parola di Dio e al Vangelo; “è lì dove Gesù ci indica senza sbagliare qual è la via dell'amore".
E poi si tratta di vincere la paura. Tante volte lo stesso Gesù l'aveva detto ai suoi discepoli intimoriti e anche in questo episodio lo dice: “non temete”. “Ancora oggi, a voi giovani che siete il presente e il futuro di questa umanità, Cristo dice non abbiate paura”.

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Le prossime tappe del cammino

Concludendo la celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù papa Francesco invita i giovani presenti a due appuntamenti futuri: il primo sarà a Roma nel 2025, anno del giubileo ordinario, e il seguente sarà a Seul, in Corea del Sud, dove è prevista la celebrazione della prossima GMG nel 2027.

Spunti dalla GMG

  • Mar 01, 2024
  • Pubblicato in Notizie
3 AGOSTO

Con bandiere in mano, canti e balli, migliaia di pellegrini si sono riuniti nel parco Eduardo VII di Lisbona per accogliere il Santo Padre. Il Papa è arrivato alle 16.15 e ha presieduto la cerimonia di benvenuto della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG). I giovani si muovevano su e giù per ottenere un posto strategico che permettesse loro di vedere bene il Papa.

"Non siete qui per errore –ha detto ai pellegrini– voi laggiù, tutti noi, siamo stati chiamati per nome". E poi ha insistito: "Tutti sono benvenuti nella Chiesa; se necessario dobbiamo fare spazio, anche per coloro che sbagliano, che cadono o che fanno fatica".

Emma Bruno, una giovane proveniente dalla casa del Missionari della Consolata di Bevera (Lc) e che abbiamo intervistato ci ha detto che “questa GMG è stata buona, piena di nutrimento spirituale e di incoraggiamento dal Santo Padre per tutti i giovani del mondo. Ha anche ricordato che ha potuto partecipare nella GMG grazie ai Missionari della Consolata e ringraziato per il buon lavoro che stanno svolgendo accompagnando i giovani delle diverse aree in cui sono presenti. "I giovani devono essere pronti a dedicare la loro vita a Dio, servendo e dedicandosi al servizio di Dio".

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4 AGOSTO

In questo Giorno, sempre nel parco Eduardo VII, il Papa Francesco ha presieduto la Via Crucis con i giovani pellegrini. Durante la Via Crucis ha ricordato che Gesù intraprende questo cammino per noi, per dare la sua vita a noi. “ E nessuno ha un amore più  grande di colui che dà la sua vita per gli altri: non dimentichiamoci questo, e questo ce lo ha insegnato Gesù. Per questo, quando guardiamo il Crocifisso, una cosa così dura e piena di dolore, vediamo la bellezza che Gesù  dà alla vita di ciascuno di noi”. 

Il Santo Padre ha poi posto una domanda ai giovani della GMG: “Io piango qualche volta? Ci sono cose nella vita che mi fanno piangere?” e rispondendo ha detto: “Tutti nella vita abbiamo pianto e ancora piangiamo, e Gesù piange con noi, perché lui ci accompagna nell’oscurità che c'è con il pianto. Ma non dimentichiamo che con la sua tenerezza asciuga le nostre lacrime nascoste;  colma la solitudine con la sua vicinanza e anche le nostre paure”.

“Amare è un rischio, e vale la pena correrlo, e lui ci accompagna sempre, è sempre vicino a noi in ogni tappa della vita”. Quindi, l’invito a riflettere sulle proprie sofferenze, ansie e miserie che incutono paura: “vincerla in modo che l’anima torni a sorridere”. 

Continuiamo a pregare per voi come voi pregate per noi.

Cronaca dalla GMG

  • Mar 01, 2024
  • Pubblicato in Notizie
Messa d’apertura

La Messa di apertura della Giornata Mondiale della Gioventù si è svolta martedì primo agosto nel “Parque Eduardo VII” di Lisbona ed è stata presieduta dal cardinale Manuel Clement, patriarca di Lisbona. Nella sua omelia, ha dato il benvenuto ai pellegrini e ha augurato loro "una felice e stimolante Giornata Mondiale della Gioventù; Lisbona vi accoglie con tutto il cuore –ha detto– siete accolti dalle famiglie con i servizi che sono stati resi disponibili da tutti". 

La partecipazione

Gli organizzatori della GMG hanno reso noti martedì i primi dati relativi alle presenze; Jorge Messias, responsabile del dipartimento logistico della GMG, ha dichiarato che stanno partecipando alla settimana di celebrazioni giovani di tutti i paesi del mondo tranne le Maldive; "nella storia delle GMG è l’edizione con il maggior numero di nazionalità presenti". I pellegrini che si sono presentati il primo giorno e sono stati registrati sono 354 mila: la Spagna è il paese con il maggior numero di presenze (oltre 77 mila), seguita dall'Italia (con 59 mila partecipanti) e dal Portogallo, paese anfitrione, con 43 mila. I giovani francesi sono oltre 42 mila e dopo vengono i pellegrini provenienti dagli Stati Uniti.

Papa Francesco ha raggiunto Lisbona mercoledì mattina e in quella giornata si sono prima celebrati incontri istituzionali con il Presidente portoghese, con le autorità e con il corpo diplomatico. Nel pomeriggio si è raccolto in preghiera nel Monastero dei Jeronimos con vescovi, sacerdoti, diaconi, consacrati, seminaristi e operatori pastorali.

I Missionari della Consolata

Anche i Missionari della Consolata hanno proseguito con le attività destinate al gruppo di Giovani procedente da molti dei paesi nei quali lavoriamo e in quella mattina hanno visitato il quartiere di Zambujal dove da qualche anno siamo presenti in una periferia urbana povera e multietnica. Abbiamo vissuto un'esperienza straordinaria. 

Poi, nel tardo pomeriggio, un’altra esperienza di carità e solidarietà con gli anziani della Santa Casa della Misericordia di Amadora. In questo momento siamo stati anche sostenuti dalla gioia dei bambini della scuola che opera nella stessa struttura.

La sera ognuno dei nostri gruppi ha organizzato una sua presentazione; narrato le attività missionarie che svolgono nei rispettivi paesi; spiegato le sfide che stanno affrontano in ogni luogo i Missionari, le Missionarie e i Laici della Consolata. Un elemento presente in tutte queste narrazioni, peraltro molto variate, è la comune preoccupazione per la realtà giovanile che non bisogna abbandonare, ne va del futuro della chiesa e della missione. Abbiamo potuto sentire la voce di giovani provenienti da tre continenti: America, Africa ed Europa. Tra i rappresentanti del Brasile, c'era anche una coppia che rappresentava i Missionari Laici della Consolata: il loro esempio è stato significativo per tutti i genitori: da anni in missione con i figli che oggi hanno 16 e 19 anni.

La serata si è chiusa con una celebrazione culturale dove tutti hanno ballato e presentato danze proprie del loro paese con bellissimi indumenti. Questa sera, nel Parco Eduardo VII, parteciperemo alla cerimonia ufficiale di benvenuto con il Santo Padre. 

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I Missionari della Consolata in Portogallo accoglieranno 140 pellegrini provenienti da circa 20 Paesi per la celebrazione delle “Giornate della Consolata” che precederanno la loro partecipazione alla GMG Lisbona 2023 che si aprirà ufficialmente il primo di Agosto.

Sono attesi giovani dall’Italia (22), gli Stati Uniti (19), il Brasile (16), Eswatini (16), Colombia (10), Sudafrica, Congo e Kenya (con 4 iscritti ciascuno), Mozambico (3), Argentina e Tanzania (2 ciascuno), Burkina Faso, Madagascar, Messico, Venezuela e Zimbabwe (tutti con un partecipante ciascuno).

Per il Portogallo, Paese anfitrione, i partecipanti saranno 32 e con questo gruppo, che rappresenta la Famiglia della Consolata nel mondo, saremo presenti alla GMG 2023. 

I “Giorni della Consolata”

L'incontro internazionale che precede la GMG avrà luogo presso le strutture della Consolata a Fatima e si svolgerà dal 26 al 30 luglio. In questi giorni sono previste diverse attività. Padre Simão Pedro, che conduce l'animazione missionaria della comunità IMC residente in quella città santuario, afferma entusiasta che il gruppo più numeroso dei giovani portoghesi iscritti proviene da Fatima e dai villaggi circostanti, e hanno svolto “un eccellente lavoro come ospiti di questo incontro: hanno dipinto, sistemato e allestito tutti gli spazi che accoglieranno gli altri giovani che arriveranno da varie parti del mondo.

“Vogliamo accogliervi, perché tutti si sentano a casa”, dice il coordinatore della Gmg dei Missionari della Consolata, padre Álvaro Pacheco, e poi aggiunge: “Non è solo la celebrazione della GMG ma anche l’incontro della grande Famiglia Consolata, e questo –conclude– crea un altro livello di affetto e relazione”.

Il programma di queste “Giornate Consolata” prevede diverse attività, come la visita guidata al Santuario e ai luoghi dei pastori, una giornata di spiritualità e anche una all'insegna della musica. Si tratta del “Festival Jovem” nel quale ciascuno dei gruppi di giovani partecipanti è invitato a comporre un brano originale, testo e melodia, ispirato al testo biblico guida di questa GMG: “Maria si alzò e andò in fretta”. La giornata si conclude con un grande concerto della band cattolica “Os Discipulos de Fátima”, progetto musicale nato nel 2017.

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I giorni della GMG Lisbona 2023

Padre Álvaro Pacheco, che ha fatto da tramite per stabilire contatti con i missionari della Consolata in tutto il mondo, racconta che all'inizio il progetto prevedeva riunire dai 100 ai 120 giovani nella comunità della Consolata a Cacém, ma col tempo si è visto necessario trovare uno spazio che potesse accogliere un numero maggiore di partecipanti. “Ho notato che c'era tanta voglia di esserci e di stare insieme, perché tutti siamo Consolata”.

Ed è così che, in un dialogo con il Dr. Manuel Girão, Direttore Generale della Santa Casa da Misericórdia da Amadora e dove la comunità della Consolata di Zambujal presta servizio pastorale, ha messo a disposizione gli spazi della Scuola Luís Madureira, una delle più grandi Case della Misericordia dal paese. Grazie a questo gesto di generosità l'organizzazione ha potuto pensare a un maggior numero di iscritti che ora raggiungono quota 140.

Padre Alvaro Pacheco spiega che quando tutti si saranno sistemati presso la Scuola Luís Madureira, ad Amadora, che accoglie i giovani Consolatini durante la GMG, si dedicherà una giornata per conoscersi meglio e un’altra per avvicinarsi alle attività del progetto Zambujal 360, Saranno guidati da Mário Linhares, dei Laici Missionari della Consolata e coordinatore del progetto, e si potranno visitare, sparsi nelle strade del Bairro do Zambujal, tutte le attività che si realizzano per promuovere lo sviluppo sostenibile delle persone di questo quartiere. 

E dopo?

Padre Simão si dice fiducioso che la Gmg sarà “un formidabile momento di incontro per i nostri giovani” ma esprime anche quella che definisce “una speranza e una preoccupazione”. E spiega: “la mia preoccupazione è sapere cosa lascerà nella vita di questi giovani l'esperienza del giorni della Consolata e la GMG; la mia speranza è che si possa fare tesoro delle parole di Papa Francesco e che da quella esperienza nascano nuove linee guida e nuovi percorsi”.

Padre Álvaro dice che tutta la preparazione è stata impegnativa anche da un punto di vista burocratico per avere i visti di ingresso in Portogallo per questi giovani provenienti da diverse parti del mondo. Tuttavia, padre Álvaro non ha dubbi che l'incontro sarà “un successo”. Dice che durante tutto questo processo, e dopo tanti contatti e incontri on line con altri coordinatori in tutto il mondo, “è bello rendersi conto che la Consolata ci fa una grande famiglia”.

Alla domanda su cosa pensa di provare il 7 agosto, quando calerà il sipario, confessa di sperare solo di “provare gratitudine”, soprattutto perché “come Consolata abbiamo potuto vivere questa grande festa della gioventù e conoscere altre realtà ”. E auspica che “tutti i giovani partecipanti possano portare con sé lo spirito della GMG e –per quanto riguarda in particolare quelli della Consolata–consolidino il senso di appartenenza, sperimentando che siamo una famiglia diffusa in tutto il mondo”.

La Giornata Mondiale della Gioventù, considerata il più grande evento della Chiesa cattolica in quest’anno 2023, si svolgerà a Lisbona tra il primo e il 6 agosto. Si prevede la partecipazione di circa un milione di persone  e sarà presente Papa Francesco che si recherà anche a Fatima. Il testo del vangelo di  Luca “Maria si alzò e andò in fretta” (1,39) sarà l’orizzonte missionario di tutto l’evento.

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“Voi direte (parlando ai giovani) abbiamo tempo a farci santi … No, cominciamo subito: la montagna della santità è molto alta e non ci arriverete mai alla cima; non c’è mai stato alcun santo che si sia lamentato d’essersi fatto troppo santo, o troppo presto” (Beato Allamano, Conf. IMC I, 385-386)

Dal 24 luglio al 6 agosto 2023 si terrà in Portogallo la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG). Noi Missionari della Consolata, come abbiamo fatto in edizioni precedenti (soprattutto in Spagna, Brasile e Polonia) vorremmo preparare l’accoglienza e diverse attività per coloro che, legati ai nostri gruppi giovanili, saranno presenti in Portogallo. 

Per noi della Consolata la GMG è composta da due momenti: una prima settimana che faremo fra di noi e una seconda che faremo con tutti a Lisbona. La prima settimana la vorremo dedicata alla formazione e alla celebrazione missionaria: d’accordo al numero di partecipanti staremo in tre delle nostre comunità in Portogallo, poi due giorni tutti assieme a Fatima e da li tutti a Lisbona per la celebrazione ufficiale.

A preparare l’accoglienza sono i nostri missionari animatori insieme ad un folto gruppo di giovani Laici della Consolata e volontari di diversi servizi missionari. Sarà un’occasione di ritrovo e crescita personale, di cammino di fede e di incontro di culture. Ci saranno momenti di festa, dialogo, incontro con missionari, testimonianze di altri giovani del mondo, momenti di ascolto e confronto. Fu il santo papa Giovanni Paolo II a fondare, nel 1984, la GMG. I giovani dovevano essere al centro ed è quello che vogliamo fare nella settimana della Consolata.

Il tema di quest’anno mi sembra specialmente missionario: “Maria si alzò e andò in fretta!” ...per andare dalla cugina Elisabella. (cfr. Lc 1,39) Sono tre gli spunti missionari: la fretta, il cammino e l’incontro.

Iniziamo con la fretta che, funge proprio da apripista della missione. La fretta appartiene alla missione soprattutto dei missionari che sono chiamati a correre, ad incontrare e camminare per arrivare prima possibile a tutti. La fretta di non disperdere e di non sprecare, la fretta di chi vuole solo amare e far crescere le persone.

Il cammino: la missione come viaggio 

L’immagine che caratterizza la missione di Gesù, fin dall’inizio del suo ministero pubblico, è l’itineranza. Lui “percorreva i villaggi d’intorno insegnando” (Mc 6,6). È impossibile riconoscere il suo volto, cogliere realmente i suoi gesti, lasciarsi raggiungere dalle sue parole senza essere per strada con Lui. Da qui, dalla strada, occorre cominciare. 

Se le realtà della fede ci sembrano sfocate, poco significative, di poco impatto sulla nostra vita quotidiana, forse dobbiamo cessare di accusare i tempi cattivi e di puntare il dito sulla mancanza, oggi, di una testimonianza credibile. La causa è più vicina a noi di quanto pensiamo; anzi, è dentro di noi: ci siamo tirati fuori, ci siamo seduti e abbiamo cominciato a fare le nostre analisi per tirare le nostre conclusioni. 

Eppure, l’insegnamento di Gesù, ancora oggi, è inseparabile dalla via polverosa su cui muove i suoi passi. La strada non è diversa da quella su cui ci troviamo quando siamo in movimento con Lui oppure siamo fermi ai margini con la pretesa di capire tutto quello che succede ancora prima di muovere un passo. 

Come interpretiamo lo smarrimento del tempo che stiamo vivendo? Come camminiamo? Chi sono i miei compagni di viaggio? Che posto occupano i poveri, gli ultimi nel mio viaggio? Non possiamo entrare in relazione con Gesù e il suo insegnamento senza aprirci ai “villaggi d’intorno” e alla “gente” che Lui amava, cercava ed evangelizzava.

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L’incontro: l’esercizio della fraternità 

L’impegno che immediatamente segue è la chiamata inseparabile dall’esercizio della fraternità: “Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due” (Mc 6,7). Mi piace pensare al duplice gesto di Gesù come generatore di una tensione permanente, impossibile da sciogliere. Lasciarsi attirare individualmente da Gesù oppure curare il rapporto con l’altro? In realtà, il movimento è duplice: il Signore ci chiama a Lui e, nel medesimo tempo, dà fondamento nuovo al rapporto con il fratello e la sorella con cui mi trovo immediatamente inviato nel mondo. 

Dobbiamo riconoscere umilmente la grande difficoltà a vivere questa dimensione: quante belle iniziative finiscono prima o poi per arrancare o addirittura morire, solo perché la missione viene pensata come impresa individuale, come opera costruita dal singolo, come impegno in solitaria. È vero che lo Spirito distribuisce i carismi a piene mani e tutti sono portatori di una ricchezza unica e insostituibile ma l’esperienza però dimostra che la loro genuinità finisce per essere adulterata quando non vi è confronto costante con il fratello o la sorella mandati con noi dal Signore. 

Questo è un punto di partenza insostituibile anche se spesso arriviamo con una rapidità impressionante a trascurare il rapporto costitutivo che ci lega all’altro a partire da Gesù che invia. Basta un’incomprensione, un litigio, un’insofferenza per un modo di fare, di parlare o di ragionare, che subito lasciamo perdere e non c’è più spazio in noi per pensarci indissolubilmente legati, nella missione evangelizzatrice, a chi è stato inviato con noi nella stessa direzione. 

È vero, molte volte è difficile trovare la modalità concreta per collaborare. Siamo di origini diverse e le nostre impostazioni sembrano incompatibili, per età, cultura, lingua e formazione. Sembra quasi di vivere in mondi diversi, destinati a non incontrarsi mai. 

Eppure, la sfida del Vangelo si misura proprio qui. Non è vinta con sorrisi di facciata o linguaggio mellifluo per nascondere i rancori, ma con il coraggio di andare in profondità, di raggiungere la radice delle relazioni e, all’occorrenza, di riconoscerci poveri e mendicanti proprio nella nostra capacità di avvicinarci gli uni agli altri, di guardarci in faccia, di ascoltarci anche quando siamo infastiditi da quello che viene detto e il dialogo ci sembra diventato improduttivo. 

C’è da purificare la memoria da ogni residuo negativo di esperienze passate, di percorsi interrotti, di fallimenti. Il Signore ci sta chiamando ora a prenderci cura gli uni degli altri, a intessere relazioni significative, a fare delle differenze tra noi un’occasione di apertura alle novità di Dio. 

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Conclusione

Noi rimaniamo “quelli della Via” anche in questo tempo di generale incertezza. Tendiamo l’orecchio alla Parola, sappiamo che in mezzo a noi c’è Qualcuno che corrisponde così intimamente alla Novità che desideriamo, da essere sempre Colui che non conosciamo ancora (cfr. Gv 1,26) e perciò incessantemente può sorprenderci. 

Non perdiamoci di coraggio davanti alla lentezza dei nostri progressi, alla diminuzione dei nostri effettivi, alla fragilità dei nostri progetti e delle nostre iniziative. La missione non è un’impresa mondana da portare a termine con successo secondo i nostri criteri. È il viaggio da compiere con quello che siamo, sulla terra che ci è stata affidata, con questi fratelli sorelle che abbiamo incontrato sui sentieri della storia. Non cessiamo di impegnarci, di lavorare, di cercare, di credere e di pregare per scoprire insieme l’abbondanza di grazia racchiusa in questo nostro umile vaso di argilla (cf. 2 Cor 4,7).  

A tutti e a ciascuno: Coraggio e avanti in Domino! Buona missione, buon incontro buona GMG! 

*Padre Stefano Camerlengo ha da poco concluso il suo servizio come Superiore Genereale dei Missionari della Consolata

 

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