Nel paese centroamericano, conferme e dubbi

Il nome di Nayib Bukele, appena rieletto presidente a furor di popolo (82 per cento dei suffragi), è molto popolare anche fuori del Salvador. È giovane (42 anni), ma non tanto quanto i suoi omologhi del Cile (Gabriel Boric ha 38 anni) e, ancora più, dell’Ecuador (Daniel Noboa, 36). Si è guadagnato fama e popolarità soprattutto per una cosa: l’aver sconfitto le «maras» (Mara salvatrucha e Barrio 18), le bande criminali che, fino a pochi anni fa, dominavano il piccolo paese centroamericano.

Per ottenere questo risultato Bukele non è andato per il sottile. Nel marzo del 2022 il presidente ha decretato lo stato d’emergenza (régimen de excepción), che consente di sospendere i diritti fondamentali della persona, una condizione che il prossimo mese compirà due anni. I risultati ottenuti sono stati eclatanti, in un verso e nell’altro. Secondo i dati governativi, il 2023 è stato l’anno più sicuro nella storia del paese: se nel 2015 il tasso di omicidi raggiungeva la cifra di 106,3 ogni centomila abitanti, oggi è caduto al 2,4. Un tasso questo che collocherebbe El Salvador al primo posto tra i paesi più sicuri in America Latina e al secondo nelle Americhe (subito dopo il Canada). L’altra faccia della medaglia racconta che, sotto lo stato d’emergenza, il governo ha arrestato circa 75mila persone, ovvero oltre l’uno per cento dell’intera popolazione (6,4 milioni). Le immagini dei detenuti seminudi e in catene hanno fatto il giro del mondo. Come quelle del Cecot (Centro de confinamiento del terrorismo), la mega prigione da 40mila posti, inaugurata dal presidente in persona nel gennaio 2023.

20240213elSalvador Foto de la Oficina de prensa de la Presidencia de El Salvador

Un’impressionante immagine dei detenuti all’interno del mega carcere Cecot, inaugurato dal presidente Bukele nel gennaio 2023.

Se la gestione della sicurezza ha dato risultati, la situazione economica rimane estremamente precaria, a cominciare dalla moneta in circolazione nel paese. Nel 2001 il colón è stato sostituito dal dollaro statunitense e, nel settembre 2021, questo è stato affiancato dal bitcoin, criptovaluta tutt’altro che stabile. Altro dato significativo è l’entità delle rimesse degli emigrati salvadoregni (oltre 1,4 milioni soltanto negli Stati Uniti) che raggiunge il 24,5 per cento (2023) del Prodotto interno lordo del paese, una percentuale tra le più alte del continente. Nel frattempo, si sono fatti sempre più stretti i rapporti con la Cina che sta finanziando molti progetti come l’avvenieristica Biblioteca nazionale, inaugurata nella capitale lo scorso novembre.

Tra le tante possibili domande, una in particolare risulta ostica: Nayib Bukele è un presidente populista o un dittatore populista? L’aggettivo è un dato di fatto, mentre il passaggio da presidente a dittatore è dibattuto. Certamente, la strada intrapresa pare quella. Ne è sicuro «El Faro», fondato nel 1998 a San Salvador, primo giornale su internet dell’America Latina, trasferitosi in Costa Rica nell’aprile 2023 a causa dello «smantellamento della nostra democrazia». D’altra parte, lo stesso Bukele in un post sui propri canali social si è autodefinito «El dictador más cool del mundo mundial» (Il dittatore più figo del mondo): la sua risposta – ironica ma non troppo – alla circostanza che la Costituzione del paese vieterebbe un secondo mandato consecutivo.

* Paolo Moiola è giornalista, rivista Missioni Consolata. Pubblicato nel sito: www.rivistamissioniconsolata.it

L'arcivescovo, assassinato mentre celebrava la Messa.

Oscar Romero, nato a El Salvador nel 1917, fu ordinato sacerdote nel 1942 e nel 1977 Paolo VI lo nominò arcivescovo di San Salvador, in un contesto politico di forte repressione, soprattutto nei confronti delle organizzazioni contadine. L'assassinio del sacerdote gesuita Rutilio Grande è considerato il momento della "conversione" di Romero, che iniziò allora a denunciare la repressione, la violenza dello Stato e lo sfruttamento imposto dai settori politico-militare ed economico, sostenuta dagli Stati Uniti.

La vita di questo discepolo missionario di Gesù Cristo è stata segnata dalla sua incondizionata fedeltà al Vangelo. Come uomo di Chiesa, divenne il grande araldo della fede e l'ammirevole maestro della verità. Le sue omelie, predicate in modo semplice ma profondo, rafforzavano e incoraggiavano il popolo nella sua speranza e denunciavano coraggiosamente le ingiustizie commesse. 

Molto famosa quella del Sabato Santo 1979 nella quale diceva, a proposito del martirio: "Grazie a Dio, abbiamo pagine di martirio non solo nella storia del passato, ma anche nel presente. Ci sono sacerdoti, religiosi, catechisti, umili contadini che sono stati uccisi o perseguitati per essere fedeli all'unico Dio e Signore. Anch'io ho ricevuto spesso minacce di morte. Devo dirvi che come cristiano non credo nella morte senza resurrezione. Se mi uccidono, io risorgerò nel mio popolo salvadoregno. Come pastore, sono obbligato a dare la mia vita per coloro che amo, che sono tutti salvadoregni, così come per coloro che mi uccideranno. Se riusciranno a portare a termine le loro minacce, d'ora in poi offrirò il mio sangue a Dio per la redenzione e la resurrezione del Salvador".

L'arcivescovo Oscar Romero fu assassinato mentre celebrava la Messa il 24 marzo 1980 per aver difeso i poveri. Fu ucciso "per odio verso la fede" per volere della giunta militare che dominava il Paese. Papa Francesco lo ha beatificato il 23 maggio 2015 e canonizzato il 14 ottobre 2018 insieme a Papa Paolo VI e ad altri tre Beati.

Un giorno per ricordare i missionari martiri

Dal 1993, il 24 marzo è stato scelto per celebrare ogni anno la "Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei martiri missionari". Nell'anno 2022, secondo le informazioni raccolte dall'Agenzia Fides, sono stati uccisi nel mondo 18 missionari: 12 sacerdoti, un religioso, tre religiose, un seminarista, un laico. Negli ultimi 20 anni, dal 2001 al 2021, sono stati uccisi in tutto il mondo 526 operatori pastorali, tra cui 5 vescovi.

Sant'Oscar Romero, vescovo e martire, ci ricorda che l'opzione della Chiesa per i poveri e gli ingiusti non è una questione secondaria, ma è il cuore dell'identità cristiana, della sequela di Gesù, del vero significato della missione.

*Padre Jaime C. Patias, IMC, Consigliere Generale per l'America

Gli ultimi articoli

Conferenza regionale in Argentina: “Mossi dallo Spirito”

29-05-2024 I Nostri Missionari Dicono

Conferenza regionale in Argentina: “Mossi dallo Spirito”

I Missionari della Consolata della Regione Argentina si riuniscono dal 28 al 31 maggio presso la Villa Marista di Luján...

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo / B - “Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue”

29-05-2024 Domenica Missionaria

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo / B - “Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue”

Es 24,3-8; Sal 115; Eb 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26 Una nuova ed eterna Alleanza Vorrei prendere il concetto dell’Alleanza come il concetto chiave...

Corea del Sud: Nel "Mese per la famiglia", al centro il tema della denatalità

29-05-2024 Notizie

Corea del Sud: Nel "Mese per la famiglia", al centro  il tema della denatalità

Il tema della denatalità è al centro del "Mese della Famiglia 2024", organizzato dal Ministero per l'uguaglianza di genere e...

Missionari della Consolata, 100 anni di missione in Mozambico

28-05-2024 I Nostri Missionari Dicono

Missionari della Consolata, 100 anni di missione in Mozambico

Le celebrazioni del centenario della presenza dei Missionari della Consolata in Mozambico sono state aperte ufficialmente questa domenica 26 maggio...

Fr. Benedetto Falda: esemplare e generoso nella missione

28-05-2024 Triennio Allamano

Fr. Benedetto Falda: esemplare e generoso nella missione

L’Istituto ha ancora bisogno di Fratelli missionari. Essi hanno giocato un ruolo importante non solo nei suoi esordi, ma durante...

Israele-Palestina, Russia-Ucraina. La giustizia è una chimera

28-05-2024 Notizie

Israele-Palestina, Russia-Ucraina. La giustizia è una chimera

L’operato delle due Corti internazionali Karim Khan è un giurista inglese di origini pachistane. Dal febbraio 2021 è il procuratore capo...

Colombia: vivere la missione come "pellegrini della speranza"

27-05-2024 Missione Oggi

Colombia: vivere la missione come "pellegrini della speranza"

La XIII Conferenza Regionale dei missionari della Consolata in Colombia, Ecuador e Perù, incontro che si tiene ogni sei anni...

Mons. Crippa: Essere vescovo missionario nella Chiesa locale

27-05-2024 Missione Oggi

Mons. Crippa: Essere vescovo missionario nella Chiesa locale

"La grande sfida è di far sì che la mia diocesi, nonostante la povertà e la piccolezza, possa aprirsi alla...

Conferenza Regionale e i 100 anni della presenza in Mozambico

25-05-2024 I Nostri Missionari Dicono

Conferenza  Regionale e i 100 anni della presenza in Mozambico

"Lo Spirito Santo è il protagonista della missione e noi, come missionari, siamo i collaboratori di Dio". Con queste parole...

onlus

onlus

consolata news 2

 

Contatto

  • Viale Mura Aurelie, 11-13, Roma, Italia
  • +39 06 393 821