Insieme ad altre organizzazioni quali Christian Aid, Caritas Internationalis, Islamic Relief Worldwide e International Rescue Committee, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) chiede agli enti umanitari e agli Stati nelle regioni di conflitto di "riaffermare il loro impegno a rispettare e promuovere i principi umanitari di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza nei confronti di tutti gli stakeholder coinvolti nelle crisi umanitarie."

Il JRS, insieme a altre 47 agenzie, ha sottoscritto una dichiarazione congiunta in Ungheria alla fine di febbraio per difendere il diritto fondamentale di chi è vittima di un conflitto ad accedere agli aiuti umanitari. Le ONG hanno definito il documento nell'ambito delle consultazioni europee in vista del Summit Umanitario Mondiale del 2016, ospitato dalle Nazioni Unite. I firmatari riconoscono che "l'azione umanitaria è guidata da un senso di umanità, una volontà di alleviare la sofferenza umana, a prescindere da cultura, origine o religione."

Le operazioni di soccorso umanitario sono atti di solidarietà internazionale, che non dovrebbero minacciare la sovranità nazionale. I governi nelle regioni di conflitto devono non solo offrire aiuti umanitari nazionali, ma anche facilitare il lavoro di altri attori nella regione per la fornitura di aiuti umanitari, afferma il documento. 

In molti contesti instabili e insicuri, i confini tra attività militari e politiche (ad es. le tattiche anti-terrorismo) e aiuti umanitari possono essere molto sfumati, rendendo difficile l'intervento per le agenzie umanitarie. La dichiarazione congiunta insiste sul fatto che i finanziamenti governativi e istituzionali devono rimanere indipendenti dall'agenda politica dei singoli governi. Inoltre, le ONG chiedono che gli Stati interessati da un conflitto "consentano e supportino un pieno e incondizionato accesso a tutte le persone che hanno bisogno di assistenza e promuovano la sicurezza, la protezione e la libertà di movimento di tutto il personale umanitario."

"Siamo in mezzo ad alcune delle più gravi crisi umanitarie dai tempi della Seconda Guerra Mondiale: la Repubblica Centrafricana, il Sud Sudan, la Siria. Raggiungere le persone rapidamente ed efficacemente deve essere la nostra priorità. Chiediamo ai governi di collaborare con gli attori umanitari internazionali e di sveltire la distribuzione di servizi di emergenza," afferma il Direttore Internazionale del JRS, Peter Balleis SJ.

"I servizi di emergenza sono legati al tempo. Non possiamo aspettare per agire. Tutti gli Stati, i donatori e le agenzie umanitarie devono rispettare gli standard umanitari di base per assicurare che milioni di persone colpite dai conflitti in tutto il mondo ricevano l'assistenza e la protezione di cui hanno bisogno, quando ne hanno bisogno."

Di conseguenza, il sostegno offerto da attori esterni deve rimanere strettamente legato ai bisogni, e non diventare uno strumento di cui i donatori si servono per gestire la crisi. Le agenzie umanitarie dovrebbero attenersi a questi principi umanitari per continuare a rendere conto alle persone a cui offrono un servizio. I firmatari chiedono a tutti gli attori internazionali di "rivedere e ideare tutte le politiche umanitarie coerentemente con i principi umanitari e valorizzare gli impegni già esistenti per le buone pratiche dei donatori, come i principi delle Linee Guida sull'aiuto umanitario."

Il Summit Umanitario Mondiale dell'anno prossimo ha l'obiettivo di trovare metodi innovativi di approccio alle crisi umanitarie per ridurre la vulnerabilità delle persone. Guardando al futuro, P. Balleis afferma che "il Summit Umanitario Mondiale di Istanbul è l'occasione per sottolineare l'importanza di questi principi umanitari. Solo così avremo una base solida su cui costruire il nostro servizio."

Jacquelyn Pavilon, Assistente alle Comunicazioni Internazionali
 

Dichiarazione congiunta sui principi umanitari sottoscritta da 48 ONG umanitarie come contributo comune alle consultazioni per il Summit Umanitario Mondiale del 27 febbraio. 


Oggi il settore umanitario affronta un numero senza precedenti di crisi umanitarie protratte e acute, come quelle in Siria, nella Repubblica Centrafricana, in Sud Sudan o la crisi regionale dell'Ebola, che spingono gli attori umanitari a spingere al limite le strutture e le pratiche esistenti. Considerando il ruolo che il Summit Umanitario Mondiale può avere nel futuro dell'azione umanitaria, è estremamente importante che la comunità internazionale colga questa opportunità per riaffermare il valore condiviso dei principi umanitari di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza.

I principi umanitari sono derivati dal Diritto Umanitario Internazionale e si basano sul principio condiviso che l'azione umanitaria l'azione umanitaria sia guidata da un senso di umanità, una volontà di alleviare la sofferenza umana, a prescindere da cultura, origine o religione. Sono contenuti nelle principali fonti umanitarie, quali il Codice di condotta per il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e per le Organizzazioni non Governative (ONG) durante le operazioni di soccorso in caso di catastrofe o il Consenso europeo sull'aiuto umanitario.

Le ONG operano in contesti estremamente instabili e insicuri, dove le agende politiche interferiscono con la distribuzione degli aiuti umanitari, moltiplicando i rischi per l'incolumità e la sicurezza degli operatori e delle risorse umanitarie e in alcuni casi ostacolando un accesso imparziale delle operazioni di soccorso alle popolazioni colpite. Ad esempio, il numero crescente di leggi e misure contro il terrorismo adottate dagli Stati e dalle organizzazioni intergovernative stanno riducendo la capacità degli attori umanitari di creare partenariati, di gestire progetti in contesti difficili e di fatto ritardano l'implementazione dei programmi. Il coinvolgimento di alcuni Stati donatori in operazioni di stabilizzazione in molti contesti in cui gli aiuti umanitari sono necessari non fanno che sfumare i confini tra obiettivi politici e militari e obiettivi umanitari, riducendo la capacità delle ONG umanitarie di distribuire aiuti. Perciò, il rispetto dei principi implica che i finanziamenti governativi e istituzionali devono rimanere staccati da agende politiche o di altra natura.

Gli stati colpiti hanno la responsabilità primaria di organizzare e distribuire gli aiuti umanitari, ma hanno anche il fondamentale dovere di facilitare il lavoro di altri attori in situazioni in cui è necessaria la solidarietà internazionale per rispondere ai bisogni. Le operazioni di soccorso non devono essere considerate una minaccia per la sovranità di uno Stato e l'imperativo umanitario non deve essere indebolito con la scusa della difesa di tale sovranità.

Conveniamo che è urgente ripensare gli aiuti, con una maggiore partecipazione di nuovi attori e nuovi donatori. L'aiuto umanitario deve rimanere basato su una valutazione dei bisogni condotta dagli attori umanitari e i donatori dovrebbero evitare di servirsi degli aiuti come uno strumento per gestire la crisi.

Di conseguenza, le ONG umanitarie, preoccupare per le minacce a questi principi, colgono l'opportunità del Summit Umanitario Mondiale per riaffermare con forza il loro impegno a rispettare i principi umanitari, in quanto indispensabili a garantire che le persone che ne hanno bisogno abbiano accesso in sicurezza agli aiuti umanitari. I principi umanitari devono essere pienamente supportati e adeguatamente implementati dagli Stati e da tutte le organizzazioni e ispirare sistematicamente tutte le politiche e le pratiche relative all'aiuto umanitario.

Come ONG umanitarie impegnate in situazioni di crisi in tutto il mondo oggi, invitiamo con forza gli attori umanitari, i donatori, gli Stati e tutte le parti coinvolte nei conflitti a:

  • riaffermare il loro impegno a rispettare e promuovere i principi umanitari di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza nei confronti di tutti gli stakeholder coinvolti nelle crisi umanitarie e riaffermare il valore dell'imperativo umanitario;
  • rivedere e ideare tutte le politiche umanitarie coerentemente con i principi umanitari e valorizzare gli impegni già esistenti per le buone pratiche dei donatori, come i principi delle Linee Guida sull'aiuto umanitario;
  • riaffermare e tutelare il diritto fondamentale per le popolazioni colpite di accedere agli aiuti umanitari;
  • permettere e supportare un pieno e incondizionato accesso a tutte le persone che hanno bisogno di aiuto e promuovere la sicurezza, la protezione e la libertà di movimento di tutto il personale umanitario.

Chiediamo che queste raccomandazioni facciano pienamente parte dei risultati Summit Umanitario Mondiale.

Firmatari
ACF International, ACT Alliance, ACTED, ADRA, Alianza por la Solidaridad, Arche noVa e.V., Bioforce, CARE International, Caritas Internationalis, CBM International, Center for Vicitms of Torture, ChildFund International, Christian Aid, Comitato Internazionale Sviluppo dei popoli (CISP), Concern Worldwide, DanChurchAid, Danish Refugee Council, Diakonie Katastrophenhilfe, Finnish Church Aid, Habitat For Humanity International, Handicap International, Help - Hilfe zur Selbsthilfe, HelpAge International, International Catholic Migration Commission (ICMC), International Medical Corps, International Rescue Committee, Islamic Relief Worldwide, Jesuit Refugee Service/Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, Life for Relief and Development, Malteser International, MEDAIR, Médecins du Monde, Mercy Corps, Norwegian Church Aid, Norwegian Refugee Council, Oxfam, People In Need, Premiere Urgence - Aide Medicale Internationale, Questscope for Social Development in the Middle East, Relief International, Secours Islamique France, Solidarites International, Terre des homes, The Lutheran World Federation, Tierarzte ohne Grenzen, Welthungerhilfe, World Vision International

Contatti
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