PENTECOSTE - Anno A

Pubblicato in Domenica Missionaria

Gv. 20,19-23
" Gesù alitò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo..."

Si conclude oggi il tempo di Pasqua: “Questo giorno solenne, nel suo numero sacro e profetico (50°), ricorda la raggiunta pienezza del mistero pasquale”. A partire dalla Pentecoste, tutto il mistero della salvezza va riletto e compreso, poiché lo Spirito S. ne è il culmine e il frutto, è la manifestazione e il dono dell’amore divino all’uomo e all’universo. Lo Spirito S. è il dono per eccellenza del Padre e del Cristo risorto. Con la sua effusione incomincia il tempo nuovo, l’epoca della “nuova ed eterna alleanza”. Nasce così la Chiesa, generata e animata dallo Spirito Santo, umanità nuova ricreata dal soffio divino che annuncia al mondo un dono insperato, la buona notizia del perdono dei peccati.

Lo Spirito ci rende figli di Dio, e la Chiesa è comunità e famiglia di quanti sono rinati dall’alto come figli di Dio, e sono diventati eredi della vita eterna.

Notiamo la funzione dello Spirito Santo e le varie "Pentecoste" nella storia della salvezza.

1. Pentecoste ebraica.
  1. Era la festa delle messi: In questo giorno si offrivano in azioni di grazie, le primizie del raccolto.
  2. Era il 50° giorno: anniversario dell’Alleanza. La conclusione dell’Alleanza sul monte Sinai, infatti, era avvenuta 50 giorni dopo l’uscita degli Ebrei dall’Egitto.
2. Pentecoste cristiana.

E’ l’evento della discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, nel Cenacolo di Gerusalemme, 50 giorni dopo la Pasqua (risurrezione di Gesù).  Ma questa non è l’unica Pentecoste, ma è una realtà permanente nella Chiesa, come si rileva negli “Atti degli Apostoli”: è. Lo Spirito S. sugli apostoli in preghiera (Atti, 4); lo Spirito S. in Samaria (Atti, 8); lo Spirito S. a Cesarea in casa di Cornelio(Atti,10); lo Spirito S. e S. Paolo ad Efeso(Atti,19)..

3. Lo Spirito Santo e Gesù Cristo.

Nel suo concepimento, al Battesimo, nelle tentazioni, nelle sue azioni, quando guarisce, risana, consola, risuscita, fa miracoli, è risuscitato.

Gesù è il Signore morto e risorto, ed è l’unico portatore e donatore dello Spirito Santo.

Gesù appena risorto, si presenta subito con un dono ai discepoli che l’avevano abbandonato. E’ il dono della pace e della riconciliazione e della remissione dei peccati. Il Signore, dando agli Apostoli il potere di rimettere i peccati, rende gli uomini partecipi del suo trionfo sul male e sul peccato, col dono dello Spirito Santo, quando “alitò su di loro”.

4. Lo Spirito Santo e la Chiesa.

Non c’è Chiesa senza Cristo e lo Spirito, e non c’è Cristo e lo Spirito senza la Chiesa. La Chiesa è nata dalla morte di Cristo, perché fu in quel momento che Gesù “emise lo Spirito”. È ancora lo Spirito che trasforma il pane e il vino, nel Corpo e Sangue di Cristo.

Lo Spirito Santo rende la Chiesa, madre di tutti i credenti. Lo Spirito S. era disceso su Maria, nell’Annunciazione, e l’aveva resa Mamma di Gesù; a Pentecoste lo Spirito S. scese sulla comunità di Gerusalemme e la rende madre di tutti i credenti. Non per niente in mezzo agli apostoli c’è Maria Vergine, Madre di Gesù e nostra. Difatti, per opera dello Spirito Santo, la Chiesa madre, ci fa nascere e ci nutre come figli di Dio, attraverso i Sacramenti:

Ci fa nascere come figli di Dio col sacramento del Battesimo.
Ci fa crescere col sacramento della Confermazione.
Ci nutre col sacramento dell’Eucaristia.
Ci perdona col sacramento della Riconciliazione.
Ci cura col sacramento dell’Unzione dei Malati.
Ci prepara alla vita sociale con i sacramenti dell’Ordine sacro e col Matrimonio cristiano. 

5. Lo Spirito Santo e i cristiani.

La Pasqua è l’anniversario del nostro Battesimo e la Pentecoste è l’anniversario, oltre alla nascita della Chiesa, anche della nostra Confermazione-Cresima. Da qui deriva il nostro impegno alla testimonianza cristiana e missionaria del Vangelo di Gesù. Ciò che per gli apostoli è stata la Pentecoste, per tutti i credenti è la Confermazione, per il dono dello Spirito.

  1. La venuta dello Spirito S. sugli apostoli viene descritta e rappresentata mediante gli elementi del “vento gagliardo” e del “fuoco”, simboli della forza invincibile di Dio. Il fuoco poi assume la forma di “lingue come di fuoco”: cioè la potenza di Dio si realizza nella parola, nella testimonianza da rendere con la lingua e la voce. Tutti parlano una sola lingua comprensibile a tutti: la lingua dell’amore. Come effetto della venuta dello Spirito S., gli apostoli vengono trasformati e parlano in stato di estasi profetica. A tale operazione dello Spirito negli apostoli, corrisponde l’unificazione dei popoli, l’unità delle genti nell’annuncio del Vangelo e l’universalità della missione della Chiesa fino ai confini della terra. “La Babele del peccato è finita, ha inizio ormai la Gerusalemme della comunione. Il vero mistero, il vero grande dono dello Spirito è che tutte queste migliaia di lingue, attraverso l’amore e la fede in Cristo, possono proclamare e comprendere la stessa, unica Parola, all’interno di quel grande arazzo di popoli che è la Chiesa, dalle mille lingue riunite in una” (G.F.Ravasi). ( I lettura: Atti).
    Così è nata la Chiesa di Cristo come: Una, Santa, Cattolica ed Apostolica.
  2. Lo Spirito Santo è diffuso nella Chiesa, è presente e agisce come principio vivificante e animatore. L’apostolo Paolo paragona la Chiesa al corpo le cui membra, benché diverse nella dignità, sono tutte necessarie alla vita organica del corpo stesso. Nella Chiesa, Cristo è il Capo, lo Spirito è l’anima di questo corpo, e noi le membra. ( II lettura: I Cor.).
  3. S. Giovanni, nel suo Vangelo, ci mostra l’unione profonda tra il mistero della risurrezione di Gesù e il mistero dell’effusione dello Spirito Santo, tanto che vede già realizzata la Pentecoste la sera stessa di Pasqua, e mette particolarmente in luce lo Spirito come principio della remissione dei peccati. La Chiesa avrà il potere di rimettere i peccati, non per virtù propria, ma per l’effusione dello Spirito Santo, al quale appartiene di creare la nuova vita di grazia contenuta e realizzata sulla Croce di Cristo. Il dono dello Spirito S. attraverso l’alito, il respiro di Gesù risorto, costituisce una nuova creazione e rigenerazione spirituale (Vangelo di Giovanni).

Lo Spirito Santo fa parte del mistero di Dio e viene dato perché uno sia messo in grado di compiere la missione ricevuta. Così Maria Vergine, è chiamata alla missione di Madre del Salvatore: ma lo diventa quando lo Spirito S. scende su di Lei e la potenza dell’Altissimo la copre della sua ombra(Lc.1,35). Per 3 anni i pescatori di Galilea avevano seguito Gesù, ascoltato la sua parola, visto i suoi miracoli. Ma nonostante tutto ciò, al momento della prova, Giuda lo tradisce, Pietro lo rinnega, gli altri lo abbandonano e fuggono. Neppure la notizia della risurrezione, portata dalle donne e da Pietro, riesce a liberare quei pavidi dal “timore dei giudei” (Gv.20,19). Solo col dono dello Spirito, quei pescatori diventano apostoli, fondamento della Chiesa, testimoni e martiri di fronte al mondo, di Cristo risorto.

I sette doni che Gesù risorto dona agli Apostoli e alla Chiesa, la sera di Pasqua sono: La pace; 2) l’ostensione di Gesù risorto; 3) la gioia; 4) la rinnovazione della pace; 5) la missione; 6) il dono dello Spirito Santo; 7) il perdono dei peccati.

Noi come cristiani, formiamo un solo corpo che è la Chiesa, e allora diciamo con S. Paolo: “Ormai non c’è che un solo corpo e un solo Spirito, come non c’è che una sola speranza: un solo Signore, una sola fede, un solo Battesimo; un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, per tutti e in tutti” (Ef.4,4-5).

Carissimi, celebrando la solennità dello Spirito Santo, suscitiamo in noi tanta gioia e devozione verso lo Spirito S., perché Lui è la suprema dolcezza di Dio, è la benevolenza di Dio. Perciò, se celebriamo le feste dei Santi, quanto più dovremo celebrare Colui dal quale ebbero il dono di essere santi tutti coloro che tali sono stati? Se veneriamo coloro che sono stati santificati, quanto più dovremo onorare il Santificatore? Oggi lo Spirito Santo ci rivela qualche cosa di sé stesso, come il Figlio di Dio si degnò di mostrarsi visibile nella carne umana. Ora conosciamo solo in parte; tuttavia, ciò che non riusciamo a comprendere, lo accettiamo per fede. Invochiamo spesso lo Spirito Santo che dimora in noi, e soprattutto facciamo tesoro in pratica dei doni che ci ha elargito.

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