Domenica delle Palme

Pubblicato in Domenica Missionaria

“Osanna al Figlio di Davide”……/  “Sia crocifisso”..

Con questa Domenica delle Palme o della Passione, ha inizio la “grande Settimana” dell’anno liturgico, la “Settimana Santa”, santa fra tutte, per i “santi misteri” che vi si commemorano durante il “Triduo Pasquale”. Seguiremo passo passo, giorno per giorno, ora per ora, quando si snodano vivi e presenti, gli avvenimenti ultimi della vita del Signore, dall’ingresso trionfale a Gerusalemme, tra le acclamazioni gioiose e osannanti dei discepoli e della folla, fino al Calvario, dove Gesù giungerà solo, abbandonato quasi da tutti coloro che gli erano stati vicini, dagli amici più cari.

La Chiesa intera, con delicatezza e affetto di “sposa”, medita il suo “Sposo” e Redentore: ne ammira l’amore infinito per il Padre e per noi tutti; ne enumera le sofferenze fisiche e morali indicibili, patendo con Lui, ne condivide l’umiliazione, sicura di condividere anche la gloria. Quando, infatti, tutto sembra “perduto”..in realtà tutto sta per cominciare!.. .

La liturgia odierna si apre, nella prima parte, rievocando l’ingresso gioioso di Gesù a Gerusalemme, come Re.  Ma Gerusalemme non è il luogo del “trionfo” ma della “passione”. Questo breve trionfo è l’introduzione alla sua passione. Il vero trionfo a Gesù glielo riserva il Padre, dopo che Gesù avrà compiuto in terra l’opera a Lui affidata dal Padre: il trionfo cioè della risurrezione dalla morte in croce. Gesù è un Re che viene non per dominare, ma per servire e dare la sua vita per la redenzione dell’umanità. Così la liturgia, dopo la scena gioiosa dell’intronizzazione regale di Gesù, passa immediatamente, nella seconda parte, al racconto della sua Passione e Morte. Abbiamo iniziato la celebrazione col canto dell’”osanna al Figlio di David, Re di Israele”, concluderemo la stessa celebrazione, (anche Venerdì santo), col grido di “sia crocifisso”! Gesù prima riceve gli onori, poi riceverà gli insulti, i flagelli, gli sputi e la morte in croce. Che cambiamento radicale, dai fiori al fango, dalla gloria ad una grotta fredda e umida!.

S. Giovanni scrive, adorando questo mistero d’amore e di redenzione:”in questo si è manifestato  l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perchè noi avessimo la vita per lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.”(I Gv.4,9-10).        

Impossibile restare impavidi e indifferenti di fronte al racconto della Passione di Gesù. Questa è un’ immensa carica d’amore con cui Egli ci fa dono della sua vita, per liberarci dal peccato, per renderci, come Lui, disponibili a Dio e agli altri, capaci di amare e di perdonare..

Tanto accanimento su di un innocente, tanta ingiustizia e atrocità su Colui che ha fatto solo “bene ogni cosa”, Tutto questo, ci rende questo racconto quasi “insopportabile”. Se almeno questo non si ripetesse!..! Dare la vita per gli altri non è facile; il mondo non è abituato a vedere un uomo dare la vita per gli altri, ma piuttosto a vedere uomini togliere la vita ad altri uomini e in vari modi. Purtroppo non passa giorno che i giornali e la TV ci raccontano fatti analoghi in cui innocenti vengono molestati, perseguitati e uccisi come animali, nei modi più impensabili, dettati da un terrorismo spietato, che agisce in nome di non so quale Dio sanguinario, che certamente, non è il Dio di Gesù Cristo. L’umanità si sta abituando a vedere le guerre, gli omicidi, le torture, le oppressioni e gli sfruttamenti. Popoli interi sono stati e corrono  il rischio di essere ancora sterminati. L’uomo, sulla scia di Caino, continua a perpetuare i suoi delitti. Così Cristo continua a soffrire nei suoi membri e nei suoi fratelli. Tutto questo avviene in un mondo in cui sta scomparendo la fede e l’amore, e prevale il dominio, la vendetta e la guerra, egoismo e indifferenza!

 “Cristo non è ancora del tutto nostro fratello, fino a quando non prova ciò che Dio non può provare, ma proviamo solo noi uomini. Egli lo sperimenta nella sua passione e morte. Nella morte di Cristo c’è la vera Incarnazione. Solo così Gesù è veramente nostro fratello”(G.F.Ravasi).

In questi sacri giorni, contempliamo e meditiamo, carissimi fratelli e sorelle, la Croce di Gesù.  La Croce è un trono di vittoria e di grazia per l’universo intero, è una cattedra di santità, è un libro scritto con il Sangue del Figlio di Dio, che tutti possono leggere ed essere trasportati ad altezze divine. Ai piedi di questa Croce si maturano i santi e le più sublimi virtù.

Gesù ha abbracciato la croce senza dire una parola: tutto per la nostra salvezza.

Quando nella nostra vita il dolore sembra insopportabile, appoggiamoci alla Croce!

 “Dio fa le croci, ma fa anche le spalle. E nessuno lo uguaglia nell'arte delle proporzioni”(Prin). “La Croce porta dolore, e porta gioia: dolore per un istante, e gioia per l'eternità”(Angelo Silesio).  Dopo il Venerdì Santo c'è sempre la Pasqua!

“Dove c'è la Croce, la risurrezione è vicina”(D. Bonhoeffer).

Il Signore dice ancora a ciascuno di noi: “non ti ho amato per scherzo”.

Gesù è nudo sulla croce e col cuore squarciato, per dirci:”ti ho dato tutto”.

Ha le braccia inchiodate sulla croce e allargate, per abbracciare l’umanità peccatrice.

Ha il capo piegato, per darci ancora una volta il bacio del perdono.

S. Caterina da Siena:Non i chiodi tennero Gesù sulla Croce, ma l'amore”..

S. Francesco di Sales:”Se gli Angeli potessero invidiare gli uomini, lo farebbero per 2 motivi:
1) Perchè Dio ha patito per loro.
2) Perchè gli uomini possono patire per Dio”.

Questa è la strada della vittoria; ne sia simbolo la palma o il rametto dell’ulivo, che porterete a casa, come segno di pace, di fratellanza, di vittoria, di perdono e di speranza.

Pertanto in questi giorni santi, specie il Giovedì e Venerdì santo, facciamo un po’ di compagnia a Gesù che ci dice come agli apostoli nell’orto degli ulivi:”La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate con me”(Mt. 26,38); “Pregate per non cadere in tentazione”(Lc. 22,40).

** Il triduo pasquale che inizia questa settimana, non è una sorta di “preparazione” alla Pasqua, ma è la celebrazione della Pasqua, che si attua in tre momenti:

morte (al crepuscolo) – sepoltura (alla sera) – risurrezione del Signore (aurora – alba).

Ultima modifica il Domenica, 02 Aprile 2017 21:54
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