In Europa l’ad gentes ci interpella

L'Ufficio Pastorale Migranti, dell’Archidiocesi di Torino. L'Ufficio Pastorale Migranti, dell’Archidiocesi di Torino. Foto: Álvaro Pacheco
Pubblicato in Missione Oggi
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La Commissione ad gentes della Regione Europa (REU) si è incontrata a Torino nei giorni 27 - 31 maggio 2024, con lo scopo di valutare il cammino fatto e programmare gli incontri e le attività per il nuovo anno pastorale.

È una commissione creata per aiutare i missionari a riflettere, pensare e lavorare nei vari contesti della missione ad gentes che sono specificati dal Progetto Missionario Regionale del 2021 (PMR, 12):

  • La Chiesa Locale, in cui far crescere il seme della missione e con cui andare alle frontiere geografiche e antropologiche. Con il nostro stile e la nostra esperienza missionaria partecipiamo alla sua attività pastorale.
  • Le persone e gruppi “da consolare”. Sono i nostri poveri: migranti, rifugiati, senza tetto, persone sole …in situazione di emarginazione, anziani che hanno perso il senso della vita.
  • La cooperazione missionaria come interscambio fra i vari Continenti …: mani che aiutano progetti e iniziative in altri Continenti e rientrano ricche di spunti e materiale per qualificare la nostra animazione missionaria.

Alla luce di questi contesti, la Commissione ad gentes, ha il mandato di:

  • studiare la realtà e proporre alla Direzione Regionale “esperienze laboratorio di ad gentes nuove e innovative”
  • organizzare periodicamente incontri di formazione e progettazione sulla missione su tematiche specifiche come: mobilità umana, giovani, parrocchie e JPIC
  • stimolare i missionari alla riflessione e progettazione del lavoro in ambito parrocchiale e di pastorale giovanile e animazione missionaria, dialogo interreligioso e interculturale
  • organizzare un corso di inserimento per chi è destinato a lavorare in Europa (PMR 14).

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Commissione creata per aiutare i missionari a riflettere, pensare e lavorare nei vari contesti della missione ad gentes

La Commissione ad gentes è un laboratorio di pensiero e di azione, un volano della missione in Europa con un raggio di azione complesso, in territori diversificati che spaziano dalla Spagna, l’Italia e il Portogallo, includendo la Polonia e, dal novembre 2020, la parrocchia di San Luigi a Oujda in Marocco, totalmente dedicata ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati.

Per poter realizzare efficacemente il mandato, facilitare l’operatività e soprattutto qualificare le scelte e le iniziative dell’azione missionaria, all’interno della Commissione, si sono creati alcuni tavoli di lavoro, di riflessione sui vari contesti dell’ad gentes.

Nella fattispecie: i migranti e la mobilità umana, le parrocchie, la pastorale giovanile e l’animazione missionaria e poi c’è anche un tavolo che cura l’accompagnamento dei missionari giovani di tutta la Regione Europa.

I tavoli sono composti da missionari e, in alcuni, anche dai Laici Missionari della Consolata (LMC) il cui contributo è sempre molto arricchente e professionale. I tavoli lavorano autonomamente nella programmazione degli incontri e delle iniziative, facendo sempre riferimento al coordinatore della Commissione ad gentes.

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 Il cortile della parrocchia Maria Speranza Nostra, periferia Nord di Torino

Nella periferia di Torino

L’incontro di maggio si è svolto presso la parrocchia Maria Speranza Nostra, periferia Nord di Torino, nella cosiddetta Barriera di Milano dove i commercianti provenienti da Milano, nei secoli scorsi, si fermavano per pagare “la tassa” sui prodotti che portavano a Torino. La Barriera nel ventesimo secolo ha accolto ondate diverse di migranti, dal Sud Italia, poi dall’Est Europa e infine, in tempi recenti, dal Nord e Centro Africa. diventando così un crocevia di culture e popoli. Una periferia dal tessuto sociale molto fragile, caratterizzato da “solitudini”, disagio e marginalità.

La parrocchia, affidata ai missionari della Consolata nel 2013, ha trasformato il nome impegnativo che porta, in una visione pastorale: essere segno di speranza, accoglienza e convivenza pacifica per tutti senza distinzione. Dove la Consolazione è vissuta come riscatto e promessa di redenzione dalle difficoltà, pregiudizi e miseria. Da settembre dell’anno scorso, la Parrocchia è anche sede di una Comunità Apostolica Formativa (CAF) di cinque studenti di teologia provenienti da diversi Paesi e l’equipe formativa composta da padre Samuel Kibara Kabiru, formatore responsabile, padre Nicholas Muthoka Nyamasyo, parroco e il suo collaboratore padre Elmer Palaez Epitacio.

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Non ci poteva essere miglior posto per l’incontro della Commissione che è iniziato con una sessione con la Direzione Regionale per verificare insieme il mandato che il PMR ci ha consegnato.

La giornata di martedì 28 ha vissuto tre momenti importanti: il primo è stato di formazione, al Polo “Cultures and Mission” (CAM), con la partecipazione di un buon numero di nostri confratelli della comunità di Casa Madre. Il tema era sull’Europa, nostra terra di missione: “Quale futuro per l’Europa?”, quali scenari si potrebbero aprire dopo le elezioni per rinnovare il Parlamento europeo in programma 8-9 giugno. Il Prof. Luca Giordana, coordinatore dell’Associazione Per l’Incontro delle Culture in Europa (APICE) ha trattato il tema con competenza.

Il secondo momento, nel pomeriggio, quando la Commissione ad gentes si è presentata ai missionari della Casa Madre. Caratterizzato da fraternità e condivisione, un bel segnale di interessamento e di incoraggiamento per il lavoro della Commissione. Poi, rientrati in parrocchia, la celebrazione della Messa con la gente, e dopo cena incontro con alcuni rappresentanti di gruppi e associazioni della parrocchia.

Laici e consacrati che lavorano in alcuni ambiti della consolazione: il cortile della parrocchia che funge da Oratorio, ogni pomeriggio si riempie di “mondialità”: ragazzi e ragazze di “mille” paesi che giocano insieme e sono aiutati dai volontari con il doposcuola due giorni alla settimana; le famiglie più bisognose (circa 150), sono accolte e aiutate dai volontari del Centro di Ascolto e sempre nei locali della parrocchia, c’è il progetto di accoglienza di una ventina donne rifugiate fatta in collaborazione con il CISV, una Ong locale (acronimo per: Comunità, Impegno, Servizio, Volontariato). La missione si vive e si fa in vari modi, però sempre secondo il carisma della Consolazione vissuto e ispirato dal nostro “Santo” Padre Fondatore, Giuseppe Allamano.

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Prof. Luca Giordana: In quale modo dobbiamo essere missionari nell’ “Oggi” della missione?

Essere missionari nell’ “Oggi” della missione

La giornata di lavoro di Mercoledì 29 è stata introdotta da una riflessone biblica sulla nostra missione, alla luce dell’episodio di Gesù nella sinagoga di Nazareth (Luca 4:16-30): “oggi” questa scrittura si compie in ciascuno di noi. In quale modo dobbiamo essere missionari nell’ “Oggi” della missione? Come Gesù Re, Profeta e Sacerdote! (cfr. Preghiera dell’Unzione col Sacro Crisma nel rito battesimale).

Durante la giornata i diversi “tavoli”, si sono alternati nel presentare il rapporto sul cammino fatto e i punti della verifica. Ha iniziato il Tavolo Migranti e poi, nel pomeriggio, è toccato al tavolo dei Missionari Giovani e poi quello delle Parrocchie. Ogni Tavolo sta gradualmente prendendo coscienza dell’importanza del loro contributo per aiutare nella realizzazione della missione in Europa. Anche se le difficoltà non mancano, abbiamo valutato positivamente il lavoro fatto e per questo, abbiamo chiesto ai coordinatori di ringraziare tutti per la costanza di partecipare agli incontri e la serietà con cui hanno lavorato.

In serata, dopo la celebrazione della Santa Messa con i fedeli della parrocchia, abbiamo avuto un incontro con i nostri studenti della CAF, e con gli altri membri del team formativo: padre Samuel e padre Elmer. Molto importante far conoscere come si cerca di vivere concretamente la missione ad gentes in Europa. Abbiamo ribadito che come missionari dobbiamo sentirci sempre in formazione, alla sequela di Gesù Missionario del Padre. E quindi lasciarci formare anche dalla vita e dagli altri con cui viviamo.

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Giovedì 30 maggio, dopo la riflessione biblico-missionaria su Gesù “Profeta e Sacerdote”, abbiamo ascoltato la presentazione della verifica e valutazione di tavoli rimanenti, quello della Cooperazione Missionaria e poi, della Pastorale Giovanile e Animazione Vocazionale che ha condiviso le proposte fatte ai giovani e lo sforzo in atto per coordinarsi maggiormente a livello regionale.

Le sessioni di lavoro si sono concluse prima di pranzo con la programmazione del calendario degli incontri della Commissione per l’anno pastorale 2024-2025. Nel pomeriggio, per conoscere e imparare, abbiamo visitato l’Ufficio Pastorale Migranti, dell’Archidiocesi di Torino.

Molto interessante la condivisione di tutti i servizi che vengono offerti ai migranti, con la sottolineatura che non sono “casi”, ma persone da ascoltare, accompagnare e sostenere nel cammino di integrazione. “Ciliegina sulla torta” è stata la concelebrazione della Santa Messa nel “nostro” Santuario della Consolata (foto), offrendo nella Eucaristia il lavoro di queste giornate e quello dei diversi tavoli nei contesti della missione in Europa. Orgogliosi di essere figli del Rettore della Consolata che prossimamente sarà proclamato “San Giuseppe Allamano”.

Non è mancato il ringraziamento ai confratelli della Casa Madre per l’ospitalità, l’interessamento e l’accompagnamento con la preghiera. E anche alla comunità della Parrocchia Maria Speranza per lo spirito di Famiglia e il “sapore” della missione che abbiamo vissuto e percepito tutto intorno a noi.

* Commissione ad gentes della Regione Europa (REU).

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Il Santuario della Consolata a Torino

Ultima modifica il Venerdì, 07 Giugno 2024 12:44

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