Lettera dalla Mongolia

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Carissimi Amici e Amiche eccoci con il nostro abituale appuntamento con le notizie dei Missionari e delle Missionarie della Consolata della Mongolia. 

Gli effetti della pandemia di Covid19 e anche la guerra che interessa la Russia, nostro paese vicino, stanno scuotendo tremendamente la vita quotidiana e proiettano ombre e preoccupazioni su quel che potrebbe succedere domani; per questo è forte la speranza che la pace sia ripristinata per tutti.

Malgrado tutto siamo sempre grati per il vostro generoso aiuto che ci permette di svolgere il nostro apostolato con amore e umiltà e così raggiungere le persone a noi affidate: i vostri gesti di solidarietà mettono incessantemente sorrisi sui volti di innumerevoli mongoli e, a loro nome, vorremmo dire Grazie. 

Per quanto riguarda la Chiesa Cattolica in Mongolia, quest’anno 2022 è stato benedetto dalla nomina a Cardinale del nostro carissimo Vescovo Giorgio Marengo. Che immensa grazia, per questa giovane Chiesa Cattolica, avere come guida il cardinale più giovane del mondo!

In questa lettera vogliamo spendere due parole su Ulaanbaatar perché questa città, oltre ad essere il cuore politico, amministrativo ed economico del paese, è un po’ lo specchio nel quale si riflettono tutte le caratteristiche di questa nazione. I dati ufficiali parlano di una popolazione che conta approssimamene 1,3 milioni di abitanti, ciò significa un po’ meno della metà di tutta la popolazione. Abitare qui è il sogno di tanta gente giovane e meno giovane perché la capitale offre i servizi che tutti ricercano: le migliori scuole e università, i migliori ospedali, i migliori alberghi, una maggior possibilità di trovare impiego, anche i migliori svaghi. In questa urbe è giunta la maggior parte della migrazione interna del paese e si notano anche le evidenti stratificazioni socioeconomiche tipiche dei paesi post comunisti: l’ostentazione della ricchezza accanto a vasti quartieri popolari impoveriti. Negli ultimi vent’anni la nazione ha visto crescere in modo significativo il suo PIL come conseguenza dello sfruttamento dei suoi immensi giacimenti minerari, ma deve ancora  fare i conti con una più equa distribuzione della ricchezza generata.

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In questa città, più che altrove, si osserva il conflitto fra modernità e tradizione: è fragile l’equilibrio culturale fra il bello del passato che non si vuole perdere e i vantaggi della modernità contemporanea che tutto assorbe. Ecco perché i missionari e le missionarie della Consolata hanno voluto essere presenti in una zona popolare al nord di questa città capitale: vogliamo stare dentro questa rapida evoluzione culturale per capirne tutti gli elementi e accompagnare i nostri giovani in questo accidentato percorso.

Cosa è successo a Ulaanbaatar in questi mesi? Prima di tutto bisogna ricordare l’arrivo di tre nuovi giovani missionari che vengono per ampliare il nostro gruppo: Sr. Francesca dall’Italia; P. Patrick dal Kenya e P. Maximilian dal Tanzania. Tutti i nuovi arrivati si sono iscritti al corso di lingua Mongola all’università statale e saranno impegnati nello studio per almeno due anni. A loro un benvenuto e un augurio per una lunga permanenza.

Poi, sorpassata la grande crisi del Covid19, dobbiamo costatare che la vita in città ha ripreso il suo corso e con quella anche il nostro centro giovanile ha riaperto le sue attività con il doposcuola, la formazione, le uscite pedagogiche e lo sport nel nuovo campo di pallacanestro.

Ad Arvaikheer, la piccola comunità cristiana continua il suo cammino di fede con grande speranza; noi sosteniamo, accompagniamo e incoraggiamo i cristiani a vivere quotidianamente la fede che hanno abbracciato per mezzo del catechismo e impegnandoli in varie attività come Chiesa. Abbiamo partecipato a numerose attività organizzate in diversi periodi dell’anno dalla Chiesa Cattolica Mongola che celebra il suo trentesimo anniversario. 

La Giornata dei lavoratori e la Settimana pastorale sono state una occasione per riflessione sulla nostra vita cattolica e per valutare il livello di verità e profondità della nostra fede: i frutti di tali attività si vedono quando condividono la loro fede alle loro stesse famiglie in maggioranza non Cristiane.

L’asilo per i bambini, i doposcuola, le docce pubbliche, il Progetto Donna, il gruppo degli alcoolici anonimi sono le attività sociali che ci permettono avvicinare le famiglie. Quest’anno siamo stati in grado di distribuire carbone e legna ai bisognosi, specialmente durante la lunga e rigida stagione invernale, poiché alcuni di loro non possono permetterselo.

A Kharkhorin, continuiamo a intensificare le nostre relazioni per aprire la strada al dialogo interreligioso che davvero vale la pena in questo paese ricco di patrimoni religiosi e culturali. Abbiamo anche dato ospitalità quest’anno a due archeologi italiani di Torino che sono venuti in Mongolia (in particolare nel Museo di Kharkhorin) per svolgere le loro ricerche. La nostra comunità è sempre ospitale e ogni visita rafforza l’amicizia con tante persone la cui presenza e vicinanza diventa fonte di incoraggiamento.

Carissimi Amici e Amiche, anche se siete fisicamente distanti da noi, il vostro sostegno ci incoraggia ad andare avanti sempre servendo il regno di Dio presente anche in questo  popolo Mongolo. In questi giorni ci stiamo avvicinando alle feste del Natale; l’Emmanuele, Dio con noi, possa portare abbondanti doni di grazia nei vostri cuori e nelle vostre famiglie. A tutti voi un Buon Natale e un nuovo anno 2023 pieno di Pace.  

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