Beato l'uomo che ha cura del debole

Beato l'uomo che ha cura del debole SozziJA
Pubblicato in Preghiera missionaria

Non bisogna mai confondere la morale cristiana, frutto dello spirito, con il moralismo. Le "buone opere" sono frutto dello Spirito che abita nei cuori. Lo Spirito di Cristo è spirito di Carità. La centralità del Vangelo è la Carità. E dove c'è il primato dello Spirito c'è libertà! Ogni annuncio è avvalorato o invalidato dalle opere che è capace di suscitare: opere che rappresentino liberazione integrale di ogni essere umano.

LEGGI

Beato l'uomo che ha cura del debole,
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Veglierà su di lui il Signore,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà alle brame dei nemici.
Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
gli darai sollievo nella sua malattia.
Io ho detto: "Pietà di me, Signore;
risanami, contro di te ho peccato".
I nemici mi augurano il male:
"Quando morirà e perirà il suo nome?".
Chi viene a visitarmi dice il falso,
il suo cuore accumula malizia
e uscito fuori sparla.
Contro di me sussurrano insieme i miei nemici,
contro di me pensano il male:
"Un morbo maligno su di lui si è abbattuto,
da dove si è steso non potrà rialzarsi".
Anche l'amico in cui confidavo,
anche lui, che mangiava il mio pane,
alza contro di me il suo calcagno.
Ma tu, Signore, abbi pietà e sollevami,
che io li possa ripagare.
Da questo saprò che tu mi ami
se non trionfa su di me il mio nemico;
per la mia integrità tu mi sostieni,
mi fai stare alla tua presenza per sempre.
Sia benedetto il Signore, Dio d'Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen. (Salmo 40)

Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
Per questo l'amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore. Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. Se uno dicesse: "Io amo Dio", e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello. (1 Gv 4,11-21)

RIFLETTI

Così come l'organicità tra le virtù impedisce di escludere qualcuna di esse dall'ideale cristiano, nessuna verità è negata. Non bisogna mutilare l'integralità del messaggio del Vangelo. Inoltre, ogni verità si comprende meglio se la si mette in relazione con l'armoniosa totalità del messaggio cristiano, e in questo contesto tutte le verità hanno la loro importanza e si illuminano reciprocamente. Quando la predicazione è fedele al Vangelo, si manifesta con chiarezza la centralità di alcune verità e risulta chiaro che la predicazione morale cristiana non è un'etica stoica, è più che un'ascesi, non è una mera filosofia pratica né un catalogo di peccati ed errori. Il Vangelo invita prima di tutto a rispondere al Dio che ci ama e che ci salva, riconoscendolo negli altri e uscendo da sé stessi per cercare il bene di tutti. Quest'invito non va oscurato in nessuna circostanza! Tutte le virtù sono al servizio di questa risposta di amore. Se tale invito non risplende con forza e attrattiva, l'edificio morale della Chiesa corre il rischio di diventare un castello di carte, e questo è il nostro peggior pericolo. Poiché allora non sarà propriamente il Vangelo ciò che si annuncia, ma alcuni accenti dottrinali o morali che procedono da determinate opzioni ideologiche. Il messaggio correrà il rischio di perdere la sua freschezza e di non avere più "il profumo del Vangelo" (Evangelii Gaudium n. 39).

DOMANDE

Chiedo nella preghiera che il Signore mi continui ad istruire, continui a rendermi partecipe e attento conoscitore dei grandi misteri del suo cammino con noi o mi irrigidisco su quello che so o credo di sapere rispetto a tutta la rivelazione?

Mi ricordo che l'annuncio parte da quella relazione d'Amore che ci precede ed è prima di tutto per me oppure volo sui massimi sistemi dei quali non so quasi nulla e, seppure non convincono me, pretendo che siano seguiti da altri?

Chiedo a Dio, nel nome del suo Figlio, la grazia di poter recuperare la freschezza del messaggio evangelico?

PREGHIERA

O Signore, fa' che partiamo sempre dalla tua Parola e dall'Eucarestia, dalla tua Mensa, allora tutto ciò che faremo avrà davvero il tuo marchio, quello di origine controllata, avrà la tua firma d'autore. Non bastano le opere di carità, se manca la carità delle opere. Se manca l'amore da cui partono le opere, se manca la sorgente, se manca il punto di partenza, costituito da Parola ed Eucarestia, ogni nostro impegno apostolico e di servizio risulterà solo una girandola di cose. Fa', o Signore, che siamo contempl-attivi, con due t, cioè gente che parte dalla contemplazione e poi lascia sfociare il suo dinamismo, il suo impegno nell'azione e che nell'azione continui a contemplare la grandezza del tuo Amore. (Don Tonino Bello)

 

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