La storia di Rodrigo

La storia di Rodrigo Foto Francesco Giuliani WhatsApp
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Domenica scorsa è Rodrigo ad essere festeggiato, la sua storia triste si conclude riconoscendo che il Signore non lascia mai soli i suoi figli. Rodrigo è un giovane Camerunese di 35 anni sposato con due figli, fa  l’elettricista. Vuole far studiare i suoi figli ma con il ricavato del suo lavoro non riesce, allora pensa di andare all’estero in Spagna o in Francia per guadagnare di più. Fa la domanda per avere il passaporto ma dopo mesi e  anni il passaporto non arriva, ed ecco la decisione di mettersi in viaggio e attraversare il deserto della Nigeria,del Niger e dell’Algeria per arrivare in Marocco e di qui espatriare. Due mesi terribili trascorsi tra Nigeria e Niger. Mi racconta come la gente in questi paesi è poverissima e quando arrivano i migranti, che sono molti a passare i loro confini, li derubano di tutto. Anche lui è stato derubato dei pochi soldi rimasti e del cellulare.Arrivato in Algeria, per poter continuare il viaggio deve lavorare mi dice che qui ci sono delle piazzette dove vanno i migranti e chi ha bisogno di lavoratori va e li prende, (Proprio come nella parabola del Vangelo). Per otto mesi lavora e mette assieme il denaro per ripartire verso il Marocco. E’ inverno e con altri 18 compagni attraversono il confine passando per la montagna: neve, freddo senza mangiare 5 giorni veramente terribili e mentre li ricorda  gli occhi si chiudono per non far vedere le lacrime. 

Ed ecco la tragedia. I diciotto arrivano a 20 Km. da Oujda salgono su due macchine Taxi, nella sua erano in dieci, l’autista, forse ubriaco, va  fortissimo e in una curva la macchia sbanda e si capovolge, lo portano all’ospedale lo operano spina dorsale schiacciata, il chirurgo gli da pochi giorni di vita. Il nostro medico lo vede e lo porta da noi e con pazienza e amore e cure(vi tralascio il racconto del calvario dei primi due mesi immobilizzato a letto) Dopo due anni è pronto, anche se in carrozzella ( gliel’ho comprata nuova), per rientrare a casa ad abbracciare la moglie e i suoi due figli. 

Ringraziamo assieme il Signore che non abbandona mai nessuno, nello zaino, il giorno dell'incidente, aveva un pezzo di pane e una bibbia. Ringraziamo anche chi, con amore fraterno, si è preso cura di lui per ben due anni.

* Francesco Giuliani è missionario in Marocco

Ultima modifica il Lunedì, 15 Agosto 2022 12:42
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