Il suo corpo nel mondo

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Da preparare
: una bibbia incartata e legata con uno spago; una pagnotta di pane in un vassoio; il simbolo del giubileo (le cinque colombe colorate che rappresentano i cinque continenti); un mazzo di spighe.


Canto

Lettore: Come renderti grazie, o Dio, senza conoscere il tuo nome?
Come invocarti, se per noi tu non sei un volto?
Ma un giorno vi fu un uomo in mezzo a noi,
un uomo di carne e sangue, nato da donna,
confuso nella massa dei poveri.
È stato questa voce in un corpo,
dolce e fraterna al nostro orecchio,
un amico, che ti ha rivelato,
amico dei piccoli e peccatori.
Ha camminato sulla nostra terra;
nessuna strada di Palestina serba le tracce
dei suoi passi, ma chi cammina dietro di lui
viene condotto oltre se stesso.
È passato facendo del bene;
si è battuto contro il male fino a dare la vita
per amore, per restiturici il nome di figli
e il diritto di chiamarti Padre.
Prima di avere le mani squarciate sulla croce,
prese il pane della pasqua e ti rese grazie.
Lo spezzò, come egli stesso verrà spezzato
e lo diede, come egli stesse verrà consegnato,
dicendo a quelli che avrebbero rinnegato
il suo nome: "Prendete. Questo pane
è il mio corpo dato per voi e per ogni uomo
in perdono del peccato".
Prima di avere la lingua incollata al palato
e il cuore forato e vuoto come una sorgente esausta, prese una coppa di vino,
ancora ti rese grazie e la passò agli apostoli,
dicendo: "Prendete! Ecco la coppa
del mio sangue; sarà un sangue sparso
per stringere l’eterna alleanza che consacra
la salvezza del mondo".
In memoria di lui, stiamo ora dinnanzi a te, nostro Padre e nostro Dio: che ciascuno di noi
sappia affrettare la sua venuta con l’essere
suo corpo nel mondo, carne della sua carne,
la sua chiesa, povera e felice,
seme affidato alla terra, sorgente a cui venire
ad attingere, pane spezzato, vita offerta,
parola che si dona, perdono e pace.
Come renderti grazie, o Dio, senza conoscere il tuo nome?
Come invocarti, se per noi tu non sei un volto?
Ma un giorno vi fu un uomo in mezzo a noi,
un uomo di carne e sangue, nato da donna,
confuso nella massa dei poveri.
È stato questa voce in un corpo,
dolce e fraterna al nostro orecchio,
un amico, che ti ha rivelato,
amico dei piccoli e peccatori.
Ha camminato sulla nostra terra;
nessuna strada di Palestina serba le tracce
dei suoi passi, ma chi cammina dietro di lui
viene condotto oltre se stesso.
È passato facendo del bene;
si è battuto contro il male fino a dare la vita
per amore, per restiturici il nome di figli
e il diritto di chiamarti Padre.
Prima di avere le mani squarciate sulla croce,
prese il pane della pasqua e ti rese grazie.
Lo spezzò, come egli stesso verrà spezzato
e lo diede, come egli stesse verrà consegnato,
dicendo a quelli che avrebbero rinnegato
il suo nome: "Prendete. Questo pane
è il mio corpo dato per voi e per ogni uomo
in perdono del peccato".
Prima di avere la lingua incollata al palato
e il cuore forato e vuoto come una sorgente esausta, prese una coppa di vino,
ancora ti rese grazie e la passò agli apostoli,
dicendo: "Prendete! Ecco la coppa
del mio sangue; sarà un sangue sparso
per stringere l’eterna alleanza che consacra
la salvezza del mondo".
In memoria di lui, stiamo ora dinnanzi a te, nostro Padre e nostro Dio: che ciascuno di noi
sappia affrettare la sua venuta con l’essere
suo corpo nel mondo, carne della sua carne,
la sua chiesa, povera e felice,
seme affidato alla terra, sorgente a cui venire
ad attingere, pane spezzato, vita offerta,
parola che si dona, perdono e pace.

Guida: A Dio rivolgiamo il nostro grido di perdono con la preghiera eucaristica della riconciliazione, alternando il ritornello cantato:

Tutti: Misericordias Domini in aeternum cantabo.

1° lettore: Ti rendiamo grazie, Dio onnipotente ed eterno, per la mirabile opera della redenzione in Cristo nostro salvatore. Riconosciamo il tuo amore di Padre quando pieghi la durezza dell’uomo e, in un mondo lacerato da lotte e discordie, lo rendi disponibile alla riconciliazione.

Tutti: Misericordias Domini in aeternum cantabo.

2° lettore: Con la forza dello Spirito, tu agisci nell’intimo dei cuori, perché i nemici si aprano al dialogo, gli avversari si stringano la mano e i popoli si incontrino nella concordia. e, per tuo dono. o Padre, la ricerca sincera della pace estingue le contese. l’amore vince l’odio e la vendetta è disarmata dal perdono.

Tutti: Misericordias Domini in aeternum cantabo.

1° lettore: Noi ti benediciamo, Dio onnipotente, Signore del cielo e della terra, per Gesù Cristo tuo Figlio venuto nel tuo nome: Egli è la mano che tendi ai peccatori, la parola che ci salva, la via che ci guida alla pace.

Tutti: Misericordias Domini in aeternum cantabo

2° lettore: Tutti ci siamo allontanati da te, ma tu stesso, o Dio nostro Padre, ti sei fatto vicino ad ogni uomo; e con il sacrificio del tuo Cristo, consegnato alla morte per noi, ci riconduci al tuo amore, perché anche noi ci doniamo ai nostri fratelli.

Tutti: Misericordias Domini in aeternum cantabo

Momento di silenzio.

1° lettore: "Ed ecco in quello stesso giorno, due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto ciò che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro… "Tu solo sei forestiero da non sapere ciò che è accaduto in questi giorni?". "Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". E cominciando da Mosé e dai profeti, spiegò loro in tutte le scritture ciò che si riferiva a lui. (Lc 24, 13-27)

Mentre si canta l’alleluia viene portata al centro la bibbia che viene slegata e presentata a tutti.

2° Lettore: Quando furono vicino al villaggio dove erano diretti, Gesù fece come se dovesse andare più lontano, ma essi insistettero: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno già volge al declino". Egli entrò per rimanere con loro.

Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono i loro occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le scritture? (Lc 24, 28-32)

A questo punto si porta, vicino alla bibbia, il pane e il simbolo del giubileo.

Guida: Pane trovato nella terra, pane fatto da mani, pane di lacrime e di pene, quel pane che ha sapore umano. Pane di guerra e di pace, pane che è sempre uguale, il pane strano dell’amore, pane di pietra della morte, pane guadagnato a caro prezzo: il nostro corpo, i nostri soldi, la nostra roba. Pane che dobbiamo mangiare per non morire, che dividiamo con i nostri simili per tutta la vita.

Lo dividi con noi per sempre, dividi con noi te stesso, creatura indimenticabile, un dio di carne e di sangue. (H. Oosterhuis)

Alla lettura del brano della "Didachè", l’assemblea intercalerà il ritornello di adorazione (o un altro conosciuto):

Tutti: O, adoramus te, Domine.

1° lettore: Ti ringraziamo, o Padre nostro, per la vita e la conoscenza che ci hai rivelato per mezzo di Gesù Cristo tuo servo. A te la gloria nei secoli.

Tutti: O, adoramus te, Domine.

2° lettore: Come questo pane spezzato era sparso sui colli e, raccolto, è diventato una cosa sola... cosi si raccolga la tua chiesa dai confini della terra nel tuo regno; perché tua è la gloria e la potenza per mezzo di Gesù Cristo nei secoli.

Tutti: O, adoramus te, Domine.

1° lettore: Tu Signore onnipotente, hai creato tutte le cose a gloria del tuo nome e hai dato ai figli degli uomini un cibo e una bevanda perché ti lodino; ma a noi hai fatto dono di un cibo e di una bevanda spirituale e della vita eterna, per opera del tuo servo Gesù. Ti ringraziamo perché sei potente. A te la gloria nei secoli.

Tutti: O, adoramus te, Domine.

2° lettore: Ricordati, Signore della tua chiesa; liberala da tutti i mali, rendila perfetta nel tuo amore, riuniscila dai quattro venti, santificata nel tuo regno che per lei hai preparato. Perché tuo è il potere e la gloria nei secoli.

Tutti: O, adoramus te, Domine.

Un momento di silenzio.

1° lettore: Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme… Essi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane. (Lc 24, 33-35 )

Canto: Andate per le strade.

Mentre si canta, viene portato al centro il mazzo di spighe. Ad ogni partecipante si offre una spiga o alcuni chicchi di grano, spiegandone il valore simbolico: un impegno per tutti a diventare seme di speranza e condivisione per il mondo intero.

Si termina l’incontro con questa preghiera di lode e ringraziamento, tratta dal prefazio della preghiera eucaristica 5c, e a cui tutti rispondono con l’acclamazione.

1° lettore: Ti rendiamo grazie Padre misericordioso: tu ci hai donato tuo Figlio, Gesù Cristo, nostro fratello e redentore.

Tutti: Noi ti lodiamo Padre santo.

2° lettore: In lui ci hai manifestato il tuo amore per i piccoli e i poveri, per gli ammalati e gli esclusi. Mai egli si chiuse alle necessità e alle sofferenze dei fratelli. Con la vita e la parola annunziò al mondo che tu sei padre e hai cura di tutti i tuoi figli.

Tutti: Noi ti lodiamo Padre santo.

1° lettore: Per questi segni della tua benevolenza, noi ti lodiamo e ti benediciamo, ti glorifichiamo perché tu ci sostieni sempre nel nostro cammino.

Tutti: Noi ti lodiamo Padre santo.

2° lettore: Egli come ai discepoli di Emmaus, ci svela il senso delle scritture e spezza il pane con noi.

Guida:

Padre nostro, che sei nel cielo, e che, in terra,
ci assicuri il pane di ogni giorno. Padre buono, che alimenti
gli uccelli del cielo e vesti i gigli del campo.
Padre santo, che ci hai dato tuo Figlio
affinché, fatto uomo, fosse il pane
della nostra vita: ti presentiamo le famiglie
dei nostri fratelli che, privi di lavoro,
soffrono fame e malattie.
Nei loro sguardi supplicanti e mani tese
risuona il vangelo di Gesù: "Ebbi fame
e mi diedero da mangiare".
Vogliamo condividere con loro i beni
che ci hai dato; vogliamo preparare
anche per loro la tavola familiare;
vogliamo andare verso di loro
come il buon samaritano:
vogliamo essere il servo che lava i loro piedi.
Dacci in questo impegno il tuo soave
e Santo Spirito, daccelo senza misura,
come lo hai dato a Cristo.
E diriga l’uomo incredulo i suoi passi
verso di te, quando potrà sperimentare
il nostro amore solidale, non fatto
di parole vane, ma di opere e verità.
Inseparabili da Gesù, fatto cibo per tutti,
non ci allontaneremo dai nostri fratelli
poveri ed afflitti: pregando per loro,
soffrendo con loro, condividendo con loro. Amen. (Jorge Novak)

Canto
Ultima modifica il Giovedì, 05 Febbraio 2015 20:07
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