Lettera ai sacerdoti sul percorso sinodale

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Cari Sacerdoti, Eccoci, due fratelli vostri, sacerdoti anche noi! Possiamo chiedervi un attimo di tempo? Vorremmo parlarvi di un argomento che ci tocca tutti.

«La Chiesa di Dio è convocata in Sinodo». Inizia con queste parole il Documento Preparatorio del Sinodo 2021-2023. Per due anni l'intero Popolo di Dio è invitato a riflettere sul tema Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione. Si tratta di una novità che può suscitare entusiasmo e anche perplessità.

Eppure «nel primo millennio, "camminare insieme", cioè praticare la sinodalità, è stato il modo di procedere abituale della Chiesa». Il Concilio Vaticano II ha rimesso in luce questa dimensione della vita ecclesiale, tanto importante che san Giovanni Crisostomo ha potuto affermare: «Chiesa e Sinodo sono sinonimi» (Explicatio in Psalmum 149)

Il processo sinodale che Papa Francesco ci propone ha proprio questo obiettivo: metterci in cammino, insieme, nell'ascolto reciproco, nella condivisione di idee e progetti, per far vedere il vero volto della Chiesa: una "casa" ospitale, dalle porte aperte, abitata dal Signore e animata da rapporti fraterni.

Evidentemente, davanti a questo cammino, ci possono assalire dei timori. Innanzi tutto, ci rendiamo ben conto che i sacerdoti in molte parti del mondo stanno già portando un grande carico pastorale. E adesso — può sembrare — si aggiunge un'ulteriore cosa "da fare". Più che invitarvi a moltiplicare le attività, vorremmo incoraggiarvi a guardare le vostre comunità con quello sguardo contemplativo di cui ci parla Papa Francesco nell'Evangelii gaudium (n. 71) in modo da scoprire i tanti esempi di partecipazione e di condivisione che stanno già germogliando nelle vostre comunità. 

Ma ci può essere anche un altro timore: se si sottolineano tanto il sacerdozio comune dei battezzati e il sensus fidei del Popolo di Dio, cosa sarà del nostro ruolo di guida e della nostra specifica identità di ministri ordinati? Si tratta, senza dubbio, di scoprire sempre più l'uguaglianza fondamentale di tutti i battezzati e di stimolare tutti i fedeli a partecipare attivamente al cammino e alla missione della Chiesa. Avremo così la gioia di trovarci a fianco fratelli e sorelle che condividono con noi la responsabilità per l'evangelizzazione. 

In questo senso vorremmo pregarvi di dare in particolare un triplice contributo all'attuale processo sinodale:

1. Far di tutto perché il cammino poggi sull'ascolto e sulla vita della Parola di Dio. Papa Francesco così ci ha recentemente esortati: «appassioniamoci alla Sacra Scrittura, lasciamoci scavare dentro dalla Parola, che svela la novità di Dio e porta ad amare gli altri senza stancarsi» (Francesco, Omelia per la domenica della Parola di Dio, 23 gennaio 2022). Senza questo radicamento nella vita della Parola, rischieremmo di camminare nel buio e le nostre riflessioni potrebbero trasformarsi in ideologia. 

2. Adoperarci perché il cammino si contraddistingua per il reciproco ascolto e la vicendevole accoglienza. Prima ancora dei risultati concreti, sono già un valore il dialogo profondo e l'incontro vero. Sono molte, infatti, le iniziative e le potenzialità nelle nostre comunità, ma troppo spesso singoli e gruppi corrono il rischio dell'individualismo e dell'autoreferenzialità. 

3. Aver cura che il cammino non ci porti all'introspezione ma ci stimoli ad andare incontro a tutti. Papa Francesco, nell'Evangelii gaudium, ci ha consegnato il sogno di una Chiesa che non teme di sporcarsi le mani coinvolgendosi nelle ferite dell'umanità, una Chiesa che cammina in ascolto e al servizio dei poveri e delle periferie. Questo dinamismo "in uscita" incontro ai fratelli, con la bussola della Parola e il fuoco della carità, realizza il grande progetto originario del Padre: «tutti siano una cosa sola» (Gv 17, 21). 

Carissimi fratelli Sacerdoti, siamo certi che a partire da queste priorità troverete il modo di dar vita anche a specifiche iniziative, a seconda delle necessità e possibilità perché la sinodalità è veramente la chiamata di Dio per la Chiesa del terzo millennio. Incamminarci in questa direzione non sarà esente da domande, fatiche e sospensioni, ma possiamo confidare che ci ritornerà il centuplo in fraternità e in frutti di vita evangelica. Basti pensare al primo Sinodo di Gerusalemme (cf. Atti 15). 

Ringraziandovi per la vostra attenzione, vi assicuriamo la nostra preghiera e auguriamo a voi e alle vostre comunità un gioioso e fecondo cammino sinodale. Sappiateci vicini e in cammino con voi! Affidando ognuno di voi alla Beata Vergine Maria del Buon Cammino, vi salutiamo cordialmente nel Signore Gesù. 

Mario Card. GRECH Segretario Generale del Sinodo del Vescovi

Lazzaro OU HEUNG SIK Arcivescovo-Vescovo em. di Daejeon, Prefetto della Congregazione per il Clero

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