Jul 16, 2019 Last Updated 8:51 AM, Jul 14, 2019

admin

Salmo 72 - “abbondi la pace”

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;

2 egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.

3 Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.

4 Ai poveri del popolo renda giustizia,
salvi i figli del misero
e abbatta l'oppressore.

5 Ti faccia durare quanto il sole,
come la luna, di generazione in generazione.

6 Scenda come pioggia sull'erba,
come acqua che irrora la terra.

7 Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.

8 E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

9 A lui si pieghino le tribù del deserto,
mordano la polvere i suoi nemici.

10 I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.

11 Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.

12 Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.

13 Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.

14 Li riscatti dalla violenza e dal sopruso,
sia prezioso ai suoi occhi il loro sangue.

15 Viva e gli sia dato oro di Arabia,
si preghi sempre per lui,
sia benedetto ogni giorno.

16 Abbondi il frumento nel paese,
ondeggi sulle cime dei monti;
il suo frutto fiorisca come il Libano,
la sua messe come l'erba dei campi.

17 Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole germogli il suo nome.
In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
e tutte le genti lo dicano beato.

18 Benedetto il Signore, Dio d'Israele:
egli solo compie meraviglie.

19 E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
della sua gloria sia piena tutta la terra.
Amen, amen.

Lettura

Rm 12, 17-21 - "vivete in pace con tutti”

17Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. 18Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti. 19Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina. Sta scritto infatti: Spetta a me fare giustizia, io darò a ciascuno il suo, dice il Signore. 20Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, accumulerai carboni ardenti sopra il suo capo. 21Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.

Preghiera

Signore, Dio di pace, che hai creato gli uomini,
oggetto della tua benevolenza, per essere i familiari della tua gloria,
noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie;
perchè ci hai inviato Gesù, tuo figlio amatissimo,
hai fatto di lui, nel mistero della sua Pasqua, l'artefice di ogni salvezza,
la sorgente di ogni pace, il legame di ogni fraternità.

Noi ti rendiamo grazie per i desideri, gli sforzi, le realizzazioni
che il tuo spirito di pace ha suscitato nel nostro tempo,
per sostituire l'odio con l'amore, la diffidenza con la comprensione,
l'indifferenza con la solidarietà.

Apri ancor più i nostri spiriti ed i nostri cuori alle esigenze concrete dell'amore
di tutti i nostri fratelli, affinché possiamo essere sempre più
dei costruttori di pace.

Ricordati, Padre di misericordia, di tutti quelli che sono in pena,
soffrono e muoiono nel parto di un mondo più fraterno.

Che per gli uomini di ogni razza e di ogni lingua venga il tuo regno di giustizia,
di pace e d'amore. E che la terra sia piena della tua gloria!

(Paolo VI)

Etichettato sotto

La festa dei santi apostoli “colonne della Chiesa”, s. Pietro e s. Paolo, ci invita a riflettere sulla loro vita e la loro testimonianza quali specchi della persona di Gesù che loro hanno tanto amato, fino a dare la vita per Lui! Mettendoci accanto alla Madre della Chiesa, meditiamo sui momenti principali della vita dei due Apostoli e chiediamo al Signore la grazia di donarci la loro stessa indomita fede in Lui e quel grande amore per Lui e per la sua Chiesa che ne ha fatti due martiri e potenti patroni per ogni membro della Chiesa. Preghiamo con particolare fervore chiedendo la santità di tutti i sacerdoti.

Primo mistero   Pietro è chiamato a seguire Gesù

Dal vangelo di Marco  (1, 14-17) : Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».

Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». 18 E subito, lasciate le reti, lo seguirono.

Preghiamo per tutti coloro che, ad ogni età della vita, avvertono la chiamata del Signore a seguirlo in modo più intenso.

Secondo mistero   Pietro confessa che Gesù è il Cristo e riceve un nuovo nome

Dal vangelo di Matteo  (16, 13. 15-17) : Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli:  «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa».

Preghiamo per i sacerdoti e i vescovi che ricevono una impronta speciale di grazia nel momento della loro consacrazione, affinché accolgano la grazia divina e si lascino configurare a Cristo sacerdote e pastore.

Terzo mistero   Pietro confessa il suo amore per Gesù e riceve il mandato di guidare la Chiesa

Dal vangelo di Giovanni  (21, 15-18) : Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». … Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi ami?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle. In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi».

Preghiamo per i sacerdoti e i vescovi che il Signore chiama a prendersi cura della sua Chiesa, affinché abbiano Lui come modello del loro operato e il Suo amore come motore che li spinge ad operare.

Quarto mistero   Paolo è chiamato a servire Gesù che stava perseguitando nella Sua Chiesa

Dagli Atti degli Apostoli  (9, 1-7. 10-12. 15-16) : Saulo, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». E la voce: «Io sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare».

Ora c'era a Damasco un discepolo di nome Anania e il Signore in una visione gli disse: «Anania!». Rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Su, va' sulla strada chiamata Diritta, e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco sta pregando, e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire e imporgli le mani perché ricuperi la vista. Va', perché egli è per me uno strumento eletto per portare il mio nome dinanzi ai popoli, ai re e ai figli di Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome».

Preghiamo per i Cristiani perseguitati per la loro fede in molti modi e in molti luoghi del mondo, affinchè si mantengano forti nell'adesione a Gesù e ottengano con i loro sacrifici la conversione dei  persecutori.

Quinto mistero   Paolo offre la vita per Cristo e per la Chiesa

Dalla seconda lettera a Timoteo (4, 5-8) : Tu, Timoteo, vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero. Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione.

Preghiamo per tutti i Battezzati, perché, sull'esempio di Pietro e Paolo e con l'intercessione della Regina degli Apostoli, offrano ogni giorno la loro vita assieme alle offerte eucaristiche per la gloria di Dio e la salvezza dei fratelli.

Orazione finale dopo le litanie  (mariane o del s. Cuore di Gesù) :

O Dio, che allieti la tua Chiesa
con la solennità dei santi Pietro e Paolo,
fa’ che la tua Chiesa segua sempre
l’insegnamento degli apostoli
dai quali ha ricevuto il primo annunzio della fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Etichettato sotto

Come cittadini e cristiani siamo esterrefatti e indignati della decisione del ministro degli interni Matteo Salvini che impedisce alla nave Aquarius di portare in salvo nei porti italiani 629 migranti, salvati in acque territoriali libiche.

Il rifiuto di prestare soccorso ai migranti non ha precedenti nella nostra storia ed è in flagrante violazione delle convenzioni internazionali, di cui anche l’Italia è firmataria, che obbligano il soccorso in mare a chi è in pericolo di morte.

Tra i migranti sulla nave ci sono oltre cento minori non accompagnati e sette donne incinte. Una cinquantina di migranti sono stati salvati mentre erano a rischio di morire annegati.

Deploriamo la decisione di Malta, prima destinazione di sbarco, che si è rifiutata di accettare l’attracco della nave Aquarius. Così come la chiusura della Francia e della Spagna (che all’ultima ora si è detta disponibile a ricevere la nave nel porto di Valencia) ad ogni possibilità di accoglienza dei migranti. Ma è deplorevole e vergognoso che l’Italia decida di allinearsi, facendo così pagare a persone innocenti bisognose di aiuto il prezzo di una diatriba tra stati su chi si debba assumere la responsabilità di accogliere i migranti.

Chiediamo pertanto che il nuovo governo italiano ritorni sulla decisione presa dal ministro Salvini e dia immediatamente il benestare alla nave Aquarius di approdare a uno dei porti italiani più vicini a dove si trova ora la nave.

È vero, l’Italia non può essere lasciata sola di fronte a un fenomeno migratorio che ha una portata enorme e implicazioni internazionali (specie nel bacino del Mediterraneo) che chiamano in causa l’attenzione e il peso geopolitico dell’Unione Europea. È quindi corretto e giusto che il governo italiano faccia sentire le propria voce a Bruxelles, chiedendo ai partner europei di farsi carico, anche loro, del dossier migranti.

Ma nello stesso tempo l’Italia non può sottrarsi al dovere di accogliere persone che, in gran parte, cercano di costruirsi una vita migliore in Europa e che, in alcuni casi, fuggono da guerre e da regimi dittatoriali.

È importante che l’Italia mantenga un doppio ruolo: essere un porto sicuro per i migranti e nel contempo non smettere di sollecitare l’Europa a trovare soluzioni percorribili (non semplicemente fondate sul controllo militare delle aree di transito dei migranti, come avviene in Niger e Mali), anche nei paesi di partenza dei migranti.

I partner europei devono essere sollecitati a spostare il baricentro delle proprie politiche verso il Mediterraneo. È qui – in particolare attraverso la pacificazione e la stabilizzazione degli stati nordafricani – che si possono cominciare a costruire nuovi equilibri politici ed economici.

Conferenza degli istituti missionari italiani (CIMI)
Segretariato unitario di animazione missionaria (SUAM)
Commissione Giustizia, Pace e Integrità del Creato (GPIC) della CIMI

Etichettato sotto

“Fare memoria della fedeltà di Dio”, ricorda P. Tobias, missionario della Consolata, è il motivo centrale che ha riunito insieme i membri della Direzione Generale IMC, alcuni confratelli della Casa Generalizia a Roma e la famiglia del Collegio Urbano, il 7 giugno 2018, nella vigilia della Solennità del Sacro Cuore di Gesù, per la celebrazione del suo giubileo di oro sacerdotale.

09 INMD 1 DSC 0323 resized 1

09 INMD 2 DSC 0228 resized 1

P. Tobias, portoghese di origine, nacque in un villaggio della parrocchia di Fundada piccola di territorio, ma grande per le vocazioni missionarie che ha dato alla chiesa e anche alla famiglia dei Missionari della Consolata. Nel 1954, a 11 anni, entrò nel Seminario minore di Fatima e ha fatto il Noviziato a Rosignano Monferrato in Italia. Compiuti gli studi filosofici e teologici ha emesso la professione religiosa perpetua a Washington dove venne anche ordinato sacerdote l’8 giugno 1968. Nel seguente 14 luglio celebra la prima Messa insieme alla comunità della sua parrocchia di origine.

Ascolta
l'omelia di P. Stefano Camerlengo, Superiore Generale IMC

Nell’omelia della celebrazione del 50.mo anniversario, P. Stefano Camerlengo, Superiore Generale, ci ricorda poi come ha conosciuto P. Tobias parecchi anni fa. Ritornando P. Stefano in aereo dalla R.D. Congo dovette passare dal Portogallo. A P. Tobias ha chiesto di andare a prenderlo all’aeroporto. Però una difficoltà si presentava: loro due non si erano mai trovati prima di allora, come riconoscersi? Preoccupato in questi pensieri arriva a Lisbona e si mette a guardare a destra e a sinistra finché scorge P. Tobias appostato e sollevando in alto la rivista di famiglia “Missioni Consolata”. “Non c’erano dubbi li c’era un dei nostri, uno della Missioni Consolata”..., aggiunge P. Stefano, sottolineando il profondo senso di appartenenza che P. Tobias ha sempre manifestato alla famiglia dei Missionari della Consolata durante questi lunghi anni di missione, sia nell’attività apostolica in Kenya, nel suo servizio di Superiore in Portogallo, come recentemente da Segretario Generale dell’Istituto. Una presenza come sempre gioviale e umoristica, a volte con qualche borbottamento, riferiva P. Stefano, aggiungendo anche che però sono parole venute dall’amore alla Consolata.

Secondo Papa Francesco una presenza come pastore davanti al gregge aprendo la strada, una presenza in mezzo al gregge condividendo, ascoltando; una presenza dietro al gregge raccogliendo tutti perché nessuno si perda. Quindi ricorda che il sacerdote deve essere prima di tutto uomo: pieno di umanità e quindi uomo di Dio. Non tanto l’uomo che porta Dio che Lui è già ovunque, ma l’uomo che testimonia con la vita Dio. Questo perché parla di Dio e segue la volontà di Dio, perché cerca Dio: il Dio vivo, della misericordia e del perdono.

Questi ultimi due anni P. Tobias li ha passati come accompagnatore spirituale nel Collegio Urbano, condividendo la sua esperienza e amore per la missione con i giovani seminaristi di tutto il mondo che si preparano per diventare sacerdoti, e sacerdoti missionari.

Ascolta
il Saluto di Mons. Viva, Rettore del Collegio Urbano
e il Saluto di P. Tobias Oliveira, IMC

Proprio ai seminaristi del Collegio, P. Tobias, e nella seconda delle “due parole” a conclusione della celebrazione, ha invitato a fare memoria. Fare memoria della fedeltà di Dio, poiché il nome del nostro Dio è fedeltà: fedeltà nell’amore. Parole referenziali certamente non solo per loro, ma anche per ciascuno di noi chiamati dal Signore.

09 INMD 3 DSC 0306 resized 1

Manca però ancora riferire la prima delle parole che fu un sentito ringraziamento a tutti i presenti: il Rettore del Collegio Mons. Viva, il Superiore Generale, i confratelli e coloro che in modo splendido hanno preparato la celebrazione, a suo avviso “un apparato un po’esagerato”. Ma un ringraziamento anche esteso ai non presenti e soprattutto a coloro che gli furono vicini durante questi anni. Un ringraziamento anche coloro che non sono più presenti qui perché sono andati all’aldilà: i suoi carissimi genitori Gioacchino e Maria.

09 INMD 5 DSC 0338 resized 1

Alla fine della celebrazione, Mons. Viva chiarifica che Papa Francesco, nonostante non fossi venuto alla celebrazione, si è fatto comunque presente inviando la sua Benedizione Apostolica che ha letto e consegnato al festeggiato. E dalla Messa siamo passati alla mensa concludendo la celebrazione di ringraziamento nella gioia della agape fraterna.

09 INMD 6 DSC 0412 resized 1

 

Etichettato sotto

15 di gennaio 2018: un sogno che si trasforma in realtà. Ad Unkanha, una missione abbandonata, nella Diocesi di Tete, riprende vita con uno stile e una vocazione particolare: formare dei catechisti per tre grandi missioni affidate ai Missionari della Consolata nel 2013: Fingoè, Unkanha e Zumbu-Miruru.

È questa una delle risposte alla situazione pastorale che si è trovata cinque anni fa quando si è arrivati nei Distretti di Maravia e Zumbu. Allora si capì subito che qui, dopo tanti anni di abbandono, più di cinquanta anni di assenza dei missionari, si dovevano percorrere due vie: la presenza nelle comunità e la formazione.

Si sono visitate tutte le comunità sparse nell´immenso territorio, circa 25.000 Km2 con una popolazione di circa 200.000 abitanti, si sono organizzati sistematici incontri e corsi per i catechisti nelle diverse zone. Bellissimo, ma non sufficiente!

Le comunità sono molte e tante popolazioni chiedono di conoscere Gesù. Che fare?

Negli Atti degli Apostoli troviamo un esempio e una metodologia di cammino: la comunità di Antiochia che prepara e invia i missionari Barnaba e Paolo.

22 INMD 1 formazione

25 gennaio: festa della conversione/vocazione di Paolo. Un cinquecento persone partecipano, in rappresentanza di 180 comunitá, alla Messa nell’antica missione di Unkanha. Si prega perché queste 11 famiglie possano avere quello spirito di accoglienza della Parola propria della comunità di Antiochia che sfociò nell’invio di Barnaba e Paolo. Accanto a questi due grandi missionari si ricordano i catechisti “martiri di Guiúa” che  dal Cielo preghino per noi.

Queste 11 famiglie sono inviate dalle rispettive aree pastorali (l’area comprende 4-5 comunità) in cui sono divise le tre parrocchie-missioni. Le comunità delle diverse zone si impegnano a creare le condizioni costruendo una piccola casa in mattoni e sostenendo con aiuti la loro permanenza nel catechistato. Ritorneranno nella propria zona per servire le comunità come missionari.

22 INMD 1 Pranzo catechisti con famiglie

Ci fu un momento di perplessità in questo progetto: aprire quest’anno o tramandare tutto nei prossimi anni? Tutto sembrava incerto, alquanto dubbioso, ma il Signore, che parla sempre attraverso dei segni, ci ha indicato il cammino. Pioveva, in macchina passiamo in un villaggio, vediamo sotto la pioggia un catechista con moglie e figli che ci chiedeva un passaggio per la missione di Unkanha perché doveva aprire la “machamba” (campo di miglio) per aver cibo per l’anno di catechistato. Cosa insignificante, ma abbiamo vista in questo l’indicazione del Signore. “Non avere paura, via i dubbi, non calcolare troppo, fidati di Me”. Cosi si è partiti.

Ora abbiamo cinque casette belle e accoglienti e cinque capanne, in attesa che nei prossimi mesi le zone interessate vangano a sostituire le capanne con casette in mattoni e intanto si prevede che altre zone inizino i lavori per l’invio dei propri catechisti. Il progetto prevedere una ventina di famiglie.

Poniamo l’accento sulla presenza non solo del catechista, ma delle famiglie dei catechisti con le loro spose ed i bambini che rendono vivo l’ambiente.

Si è partiti il 15 gennaio con un progetto chiaro anche se tante cose “cammino facendo” dovranno essere riviste e altre si dovranno assumere. Se si vuole crescere veramente, bisogna adeguare ogni anno il cammino alle famiglie dei catechisti che arriveranno.

Scuola di alfabetizzazione, riflessione sulla cultura, risposte da dare per evangelizzare i momenti importanti della vita e della comunità, dinamiche e proposte per animare e guidare le comunità ecc., tutti temi da sviluppare insieme.

22 INMD 1 Via crucis dei catechisti

L’importante è che accolgano Gesù nella propria vita, camminino in comunione con la Chiesa e sentano l’esigenza di “dire a tutti” chi hanno incontrato e cosa stanno vivendo.

I missionari della Consolata di Fingoè (Padri Carlo Biella, Jacinto Mwallongo, Romão João, Franco Gioda), le suore, Joel (un seminarista della di Tete in stage pastorale), i catechisti formati nel Centro Catechistico di Guiúa e alcuni anziani delle tre parrocchie ci aiuteranno in questo cammino di formazione (Bibbia-catechesi-promozione umana), di spiritualità (momenti forti di preghiera), di comunione (famiglie unite dalla vocazione apostolica) e di missione (impegnate concretamente in un lavoro missionario nelle comunità vicine).

Si è partiti nella convinzione che sono essi i veri missionari perché saranno presenti nella realtà quotidiana delle loro comunità, saranno essi ad aiutarle ad accogliete la Parola, a essere vicino ai poveri e ad asciugare le lacrime nel nome di Gesú.

Etichettato sotto

Recenti

REPAM. Unidad en la diversidad...

REPAM. Unidad en la diversidad…

14 Lug 2019 I Nostri Missionari Dicono

Papa Francesco, sette donne tra i membri della Congregazione dei religiosi

Papa Francesco, sette donne tr…

11 Lug 2019 Finestra sul Mondo

Messa del Papa per i migranti: gli “ultimi” devono essere aiutati

Messa del Papa per i migranti:…

11 Lug 2019 Finestra sul Mondo

Papa: siano organizzati in modo esteso e concertato corridoi umanitari per i migranti

Papa: siano organizzati in mod…

08 Lug 2019 Finestra sul Mondo

Amazonía: ver y escuchar.

Amazonía: ver y escuchar.

08 Lug 2019 Finestra sul Mondo

Documento congiunto degli Istituti Missionari di Fondazione Italiana, maschili e femminili

Documento congiunto degli Isti…

08 Lug 2019 Missione Oggi

San Benedetto: Adorazione Eucaristica

San Benedetto: Adorazione Euca…

08 Lug 2019 Preghiere Missionarie

XV Domenica - T. O. - Anno C

XV Domenica - T. O. - Anno C

08 Lug 2019 Domenica Missionaria

La tierra es sagrada

La tierra es sagrada

04 Lug 2019 I Nostri Missionari Dicono

Roraima: crianças imigrantes Warao são batizadas

Roraima: crianças imigrantes …

04 Lug 2019 I Nostri Missionari Dicono