Jan 25, 2020 Last Updated 9:17 PM, Jan 23, 2020

Testimoni Di Gesu’ Risorto Speranza Del Mondo

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Introduzione

Come essere uomini e donne che testimoniano nella storia la speranza? L’interrogativo concerne il rapporto tra testimone e destinatario. Il testimone è una sorta di “narratore della speranza.” Il racconto della speranza ha un duplice scopo: narrare l’incontro del testimone con il Risorto e far sorgere il desiderio di Gesù in chi vede e ascolta e a sua volta decide di farsi discepolo.

Ci esorta la prima lettera di Pietro:”Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.” Nel tempo della ragione debole e del disincanto, occorre riuscire a dire che Cristo è la ragione della speranza che è in noi. Se tutto appare fluido e flessibile, Cristo è saldo e stabile. Se tutto appare passeggero, Cristo è per sempre e promette l’eternità.

Affidiamo a Lui, durante questa preghiera, tutte le religiose e i religiosi. A Lui si riferiscano tutti i giovani in ricerca di senso per la propria vita.

 

Canto ed Esposizione

Invocazione allo Spirito Santo

O Spirito di sapienza

donaci la luce per scegliere con gioia le vie del Signore.

O Spirito d’intelletto,

rendici capaci di leggere nelle vicende della vita e nei segni dei tempi la volontà del Signore.

O Spirito di consiglio,

guidaci con docilità e radicalità nei solchi del nostro avvenire.

O Spirito di fortezza, dacci il coraggio di testimoniare la fede e la carità in ogni circostanza ed età della vita

O Spirito di scienza,

mostraci la strada che Dio ha scelto per noi in questo tempo.

O Spirito di pietà, fa che cresciamo sempre

nell’amicizia e nella comunione del Signore e tra di noi.

O Spirito del santo timore di Dio,

apri il nostro cuore alla fiducia e alla speranza che sostengano il nostro cammino.

 

Testimoni di Gesù

Dal Vangelo di Marco (Mc 16,1-8)

Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: «Chi ci rotolerà via il masso dall'ingresso del sepolcro?». Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande. Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto».

Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura.  

 

 

Da “La chiesa del grembiule” di don Tonino Bello

Che cosa è la speranza? Speranza significa forza di rinnovare il mondo, forza di cambiare le cose. La speranza è l’atteggiamento di colui che, mentre si addensano le tribolazioni sulle sue spalle, non lascia spegnere il canto sulla sua bocca. ….. Annunciare la speranza significa anche giudicare gli avvenimenti alla luce della Parola di Dio, e non semplicemente avallarli alla fioca lucerna dei calcoli umani. La comunione con Gesù Cristo, la comunione con i fratelli, il servizio e la convivialità e infine, la gioia Pasquale. Sono questi i segni di speranza.

 

SALMO 39

 

Ho sperato: ho sperato nel Signore

ed egli su di me si è chinato,

ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha tratto dalla fossa della morte,

dal fango della palude;

i miei piedi ha stabilito sulla roccia,

ha reso sicuri i miei passi.

 

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, lode al nostro Dio.

Molti vedranno e avranno timore

e confideranno nel Signore.

Beato l'uomo che spera nel Signore

e non si mette dalla parte dei superbi,

né si volge a chi segue la menzogna.

 

Quanti prodigi tu hai fatto, Signore Dio mio,

quali disegni in nostro favore:

nessuno a te si può paragonare.

Se li voglio annunziare e proclamare

sono troppi per essere contati.

 

Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano,

dicano sempre: «Il Signore è grande»

quelli che bramano la tua salvezza.

Io sono povero e infelice;

di me ha cura il Signore.

Tu, mio aiuto e mia liberazione,

mio Dio, non tardare.

Canone meditativo

Testimoni di speranza

Dalla Prima Lettera di Giovanni (1Gv 1,1-4)

Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi),quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.

I Santi testimoni di speranza.

Dal Discorso del Papà Benedetto XVI

durante la Veglia nella spianata di Marienfeld (Agosto 2005)

I beati e i santi sono stati persone che non hanno cercato ostinatamente la propria felicità, ma semplicemente hanno voluto donarsi, perché sono state raggiunte dalla luce di Cristo. Essi ci indicano così la strada per diventare felici, ci mostrano come si riesce ad essere persone veramente umane. Nelle vicende della storia sono stati essi i veri riformatori che tante volte l’hanno risollevata dalle valli oscure nelle quali è sempre nuovamente in pericolo di sprofondare; essi l’hanno sempre nuovamente illuminata quanto era necessario per dare la possibilità di accettare – magari nel dolore – la parola pronunciata da Dio al termine dell’opera della creazione: “È cosa buona”.[…] I santi, sono i veri riformatori. Ora vorrei esprimerlo in modo ancora più radicale: solo dai santi, solo da Dio viene la vera rivoluzione, il cambiamento decisivo del mondo. Nel secolo appena passato abbiamo vissuto le rivoluzioni, il cui programma comune era di non attendere più l’intervento di Dio, ma di prendere totalmente nelle proprie mani il destino del mondo. E abbiamo visto che, con ciò, sempre un punto di vista umano e parziale veniva preso come misura assoluta d’orientamento. L’assolutizzazione di ciò che non è assoluto ma relativo si chiama totalitarismo. Non libera l’uomo, ma gli toglie la sua dignità e lo schiavizza. Non sono le ideologie che salvano il mondo, ma soltanto il volgersi al Dio vivente, che è il nostro creatore, il garante della nostra libertà, il garante di ciò che è veramente buono e vero. La rivoluzione vera consiste unicamente nel volgersi senza riserve a Dio che è la misura di ciò che è giusto e allo stesso tempo è l’amore eterno. E che cosa mai potrebbe salvarci se non l’amore?

Silenzio

Diamo voce alla nostra speranza

Non Ti annoio Signore con le mie richieste di don Tonino Bello.

Non ti annoio con le mie richieste Signore. Ti chiedo solo tre cose per adesso:

  • Donaci la forza di osare di più.

Dà a questi miei fratelli la forza di osare di più. La capacità di inventarsi. La gioia di prendere il largo. Il fremito di speranze nuove.

  • Liberaci dall’usura dell’abitudine

Facci provare l’ebbrezza del camminare insieme. Facci sentire che per crescere insieme non basta tirar dall’armadio del passato i ricordi splendidi e festosi di un tempo, ma occorre spalancare la finestra del futuro progettando insieme, sacrificandosi insieme.

  • Liberaci dalle illusioni

Liberaci dal pensare che basti un gesto di carità a sanare tanta sofferenza. I poveri li avremo sempre con noi, essi sono il segno della nostra povertà di viandanti. Sono il simbolo delle nostre delusioni …..li avremo sempre con noi, anzi dentro di noi.

Preghiere spontanee

 

Padre Nostro

Canto e Benedizione finale.

Dopo aver riconosciuto e contemplato il tuo volto di Risorto, anch’io come quei due discepoli voglio correre dai miei fratelli per portare a tutti il grande annuncio: “Abbiamo visto il Signore!” Questa è la buona notizia che i cristiani hanno predicato per secoli col loro esempio, ed è il dono più bello che i miei fratelli attendono.

 

 

 

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