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I Discepoli missionari come STRUMENTI VIVI per la missione (1)

Pubblicato in Preghiere Missionarie
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“Ci vuole fuoco per essere apostoli, discepoli missionari della Consolata. Il fuoco dell’amore di Dio nel donare la propria vita... nella missione e per la missione. (Giuseppe Allamano. Vita Spittinale, 460)”

“Ogni cristiano è missionario nella misura in cui si è incontrato con l’amore di Dio in Cristo Gesù; non diciamo più che siamo ‘discepoli’ e ‘missionari’, ma che siamo sempre ‘discepoli-missionari’. Se non siamo convinti, guardiamo ai primi discepoli, che immediatamente dopo aver conosciuto lo sguardo di Gesù, andavano a proclamarlo pieni di gioia: ‘Abbiamo incontrato il Messia’.” (Evangelii gaudium 120).

Rifletti

L’idea di strumento evoca in genere una passività. Essere strumento nelle mani di un altro potrebbe implicare una inattività, una perdita di qualcosa di sé… persino della propria dignità! Ma il termine vivo equilibra un po’ il discorso. Non strumenti morti, stanchi, smarriti, che hanno perso la passione di essere discepoli ma strumenti vivi, vivaci, attivi, propositivi… generosi e creativi nel proprio servizio, che irradiano una freschezza dello spirito
E questa vitalità dell’annuncio mette a nudo un rischio grande nel nostro mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo: la tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene. Anche i credenti corrono questo rischio, certo e permanente. Molti vi cadono e si trasformano in persone risentite, scontente, senza vita (cf. Evangelii gaudium 2)
Un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente una faccia da funerale. Recuperiamo e accresciamo il fervore, «la dolce e confortante gioia di evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime […] Possa il mondo del nostro tempo ricevere la Buona Novella non da evangelizzatori tristi e scoraggiati, impazienti e ansiosi, ma da ministri del Vangelo la cui vita irradi fervore, che abbiano per primi ricevuto in loro la gioia del Cristo» (Evangelii nuntiandi, 80) (Evangelii gaudium 10).

Prega

Espose loro un'altra parabola, dicendo: "Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: "Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?". Ed egli rispose loro: "Un nemico ha fatto questo!". E i servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a raccoglierla?". "No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio"". (Matteo 13,24-30)

  1. Pensa alla zizzania che c’è nella tua vita e nella vita della tua comunità. Che gioie ci parlano del buon grano? Che tristezze parlano della zizzania?
  2. Come vivere il principio della misericordia nella lotta evangelica contro la zizzania dentro e fuori da noi?

Signore mio Gesù,
non voglio che nulla separi il mio cuore dal tuo,
non voglio che qualcosa sia nel mio cuore
senza che non sia immerso nel tuo.
Tutto quel che vuoi io lo voglio,
tutto quel che desideri io lo desidero.
Dio mio, ti do il mio cuore,
offrilo assieme al tuo a tuo Padre,
come qualcosa che è tuo
e che ti è possibile offrire
perché esso ti appartiene.
(Charles De Foucauld)

*Lisandro Rivas è Missionario della Consolata e rettore del Collegio San Paolo Apostolo (Roma)

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