Jan 21, 2020 Last Updated 11:56 AM, Jan 20, 2020

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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 “ Gesù insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi”.

Gesù, quel bambino che abbiamo contemplato nella grotta di Betlemme; quell’uomo che Giovanni Battista ha battezzato nel Giordano e che ha annunziato la venuta del Regno di Dio, costui è il vero “profeta annunziato da Mosè al suo popolo. Il Signore disse a Mosè: ”Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò”(Deut. / I lettura). Dio si serve di “tramiti”, e il suo tramite principale è il suo profeta, cioè colui che parla in suo nome, uno che offre il suo servizio perché Dio si metta in comunicazione con il suo popolo. Così Dio promise al suo popolo un profeta che sarà il mediatore della sua parola: trasmetterà integro e autentico il messaggio di Dio.

Ora in Mosè abbiamo il tipo perfetto del profeta; ma il “profeta” che gli Ebrei aspettavano, si realizzerà pienamente in Gesù Cristo, come fu predetto, il quale “insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi”.

A/ Pertanto s. Marco, all’inizio del suo Vangelo, ci ha già mostrato il discorso programmatico di Gesù e il tema di fondo delle sue predicazioni; ora, dopo di aver chiamato i primi discepoli, ecco Gesù a Cafarnao, centro che ha scelto, per la sua parola e per le sue azioni. A Cafarnao Gesù prese parte ad una delle adunanze che si tenevano ogni sabato nella Sinagoga: e come ogni “buon ebreo”, Gesù si recava e prendeva la parola quando gli si presentava l’occasione. Nella Sinagoga, dopo la catechesi della legge impartita da uno scriba, era consuetudine che dopo la lettura di un brano della Scrittura, qualcuno dei presenti, o invitato dal presidente dell’assemblea o spontaneamente, tenesse un commento illustrativo del testo letto. Probabilmente Gesù si sarà prestato, in questa occasione, per leggere il brano profetico e commentandolo, provocò stupore e ammirazione negli ascoltatori, come fa notare anche Luca nel suo Vangelo(Lc. 4,14..).

/ Notiamo che Gesù nel suo insegnamento, non seguiva il metodo dei rabbini, i quali per lo più si limitavano a ripetere quanto avevano appreso dai loro maestri, senza nulla aggiungere e nulla togliere, rifugiandosi sotto la tradizione e autorità degli antichi. Gesù invece, in simili circostanze, stranamente non si appellava all’autorità di una tradizione ma unicamente alla sua personale autorità, come chi è in grado di dire le cose perché le conosce da se stesso con sicurezza, prendendo posizione anche contro le interpretazioni più accreditate della legge. “Avete inteso che fu detto… ma io vi dico..”. L’autorità di Gesù si fondava in modo particolare nella sua consapevolezza di essere il “vero profeta” predetto, di essere il Figlio di Dio e suo inviato. Pertanto questo fatto non poteva sfuggire all’attenzione degli ascoltatori che ne rimasero stupìti: la gente constatò che Gesù insegnava con autorità e che la sua dottrina era nuova, a confronto con quella degli scribi.

B/ La liberazione dell’indemoniato nella Sinagoga(primo miracolo riferito da s. Marco), è un segno evidente che per la presenza di Cristo, il potere del Male è ridotto all’impotenza, e questo non può che suscitare la reazione dei presenti di fronte al miracolo: “Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!”. Chi è dunque quest’uomo? Tuttavia il popolo non riuscì ad intravedere dietro questa novità, il mistero che si celava in Cristo, né come Messia né come Figlio di Dio.

/ Meditando ora sulla guarigione dell’indemoniato, notiamo come Gesù elimina il male e reintegra l’individuo nella comunità. Inoltre il miracolo di Gesù nel liberare l’uomo dallo spirito immondo, ci fa vedere in Gesù l’uomo nuovo, in contrasto con il nostro mondo dominato dalla miseria, dalla malattia, dalla cattiveria e dalla morte. L’autorità che egli esercita è il potere di liberare l’uomo da tutte le schiavitù, compreso il peccato. E’ dunque un potere divino, quello che si manifesta anche nel suo insegnamento. Il demonio rappresenta tutte le forze del male, della distruzione, della morte. Ma Gesù trionfa su queste miserie umane, perché Lui è la Vita, e le sue parole sono parole di vita eterna.

/ La Parola di Dio è come l’anima nel corpo, è cibo dell’anima, è pane che nutre, è fuoco che riscalda, è luce che illumina, è latte, è miele, è oro, è specchio, è spada, è seme che aspetta di portare frutto.

/ Pertanto questo dato della forza della parola di Cristo, corregge una certa tendenza, quella cioè di mettere il diavolo al centro, nelle guarigioni di indemoniati da parte di Gesù.

Il centro non è il diavolo; il diavolo è un elemento marginale; mettere il diavolo al centro è una visione “pagana”, non cristiana. Al centro c’è Dio, c’è Cristo, è Lui il liberatore dal male; al centro c’è il suo Vangelo, la sua parola efficace.

/ C’è poi un altro elemento altrettanto importante ed è la professione di fede che il demonio fa con quella dichiarazione, tu sei “il Santo di Dio”, cioè, Tu sei il trascendente, sei il mistero per eccellenza. Nel linguaggio biblico, il Santo di Dio è per eccellenza il “mistero”. Anche il male riconosce Gesù, è conquistato, anzi è schiacciato dalla parola evangelica. Il “gridare forte” del diavolo nell’uscire dall’uomo posseduto, rappresenta il grido di morte del demonio!.

In questa liberazione demoniaca abbiamo la celebrazione della signoria di Cristo sul Male con la M maiuscola, sul Maligno, su Satana, sulla sua presenza misteriosa ed oscura. Certo questa presenza non è centrale: non insegniamo il primato del male, insegniamo il primato di Dio, di Cristo e della salvezza. Però è sempre una presenza inquietante che perturba la storia e la libertà dell’uomo: è una misteriosa ombra di Dio.

/ Il card. Ratzinger, prima di essere Papa Benedetto XVI, aveva scritto in un suo saggio: “Il diavolo è una persona al modo della non-persona”. Cioè Satana è la menzogna della persona, l’antipersona per eccellenza, è la deformazione della persona. Lutero diceva: “è la scimmiottatura di Dio e dell’uomo”. Ci sono delle persone molto “devote” del diavolo, molto preoccupate del demonio e poco devote di Gesù Cristo. Sanno molto di più del diavolo, di cui si sa pochissimo nell’interno della Bibbia, e sanno molto poco di Cristo!

// S. Agostino: “Qual è la strada sulla quale dobbiamo correre? Cristo disse: ”Io sono la via”. Qual è la patria verso la quale corriamo? Cristo disse: “Io sono la verità(Gv.14,6). Noi corriamo sulla strada che è Lui, corriamo alla meta che è Lui, ed in Lui troviamo il nostro riposo. Questo significa credere che Gesù è il Cristo”.

 

 

 


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