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Pentecoste

  • Mag 17, 2015
  • di  P. Mario Carparelli
Pubblicato in Domenica Missionaria
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“Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera”. Gv.15,26-27; 16,12-15

La Chiesa celebra oggi la venuta dello Spirito Santo come il necessario coronamento dell’opera di Cristo immolato e risorto: opera della nostra salvezza. La Pentecoste è la stessa solennità di Pasqua giunta al suo 50° giorno, senza aver nulla perduto del suo splendore.

/ Ogni nuovo inizio nello svolgersi del piano divino della salvezza, rivela uno speciale intervento dello Spirito Santo. I Padri della Chiesa avevano colto questi punti luminosi, come una specie di filo rosso, fino a diventare luce di meriggio nel giorno di Pentecoste.

Basilio: “Pensi alla “creazione”? Essa fu operata nello Spirito Santo che consolidava e ornava i cieli. Pensi alla“venuta di Cristo”? Lo Spirito Santo l’ha preparata e poi, nella pienezza dei tempi, l’ha realizzata discendendo su Maria. Pensi alla “formazione della Chiesa”? Essa è opera dello Spirito Santo. Pensi alla “parusia”? Lo Spirito non sarà assente neppure allora, quando i morti sorgeranno dalla terra e si rivelerà dal cielo il nostro Salvatore”.

Ora ripercorriamo in breve la Scrittura per scoprire in essa quanto si riferisce allo Spirito Santo.

1. “In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso”(Gen.1,1s). Prima c’era il caos, poi “lo Spirito di Dio” venne sopra di esso e fu la luce, l’ordine e l’armonia; e Dio si compiacque della sua creazione.

2. Quando questo mondo fu pronto per accogliere la vita, Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine”(Gen.1,26). Dio plasmò l’uomo diverso dagli altri animali; l’ominide diventa uomo, essere spirituale dotato di ragione e di libertà. “Dio soffiò nelle sue narici uno spirito di vita e l’uomo divenne un essere vivente”(Gen.2,7).Un essere capace di dialogare con il suo Creatore, di essere suo amico, ma anche di ribellarsi a Lui, tanto che peccò, rompendo il dialogo con Dio.

3. Dio però non si arrese al male; riplasmò la sua creazione stabilendo un capostipite nuovo, un “nuovo Adamo”, cioè lo stesso Figlio suo Gesù Cristo. Lo trasse dalla carne della Vergine Maria, come all’inizio aveva tratto Adamo dalla vergine terra, “per opera dello Spirito Santo”: questo segnò l’inizio di una fase nuova nella storia della salvezza(Lc.1,35).

4. Tutta la vita di Gesù si svolge sotto il segno dello Spirito Santo, nelle scelte e nei prodigi. Nel Battesimo al Giordano, Gesù fu “consacrato in Spirito Santo e potenza(At.10,38), per portare la buona novella ai poveri..

Terminata la sua opera terrena, Gesù è glorificato alla destra del Padre, lasciando sulla terra la sua Chiesa nelle mani degli apostoli, come un corpo inanimato e inerte, finchè lo Spirito Santo fece irruzione nel Cenacolo su Maria e sugli apostoli, e il piccolo gregge divenne la Chiesa. Le lingue di fuoco si posano, si stabiliscono su coloro che erano riuniti nella stanza al piano superiore. E’ l’atto ufficiale di nascita della Chiesa, ed è presente Maria, come sul Golgota. In realtà, come ci fa notare Giovanni, l’effusione dello Spirito è già avvenuta al momento della morte del Signore, ma qui avviene per la comunità nascente.

/ La Pentecoste è il Natale della Chiesa, come il Natale era stato la Pentecoste di Gesù. La presenza di Maria nel Cenacolo serviva proprio a richiamare questo legame tra la nascita di Gesù e quella della Chiesa.

Colei che era stata la “Madre di Gesù” ora diventa anche “Madre della Chiesa”.

Il segno più visibile che qualcosa di nuovo era avvenuto sulla terra è la riunificazione del linguaggio umano: gli apostoli, usciti fuori, parlano una misteriosa lingua nuova; meglio, parlano con una potenza nuova la loro lingua abituale, cosicchè chiunque li ascolta, li comprende come se parlassero la sua lingua. E’ il segno della ritrovata unità del genere umano. “Ora le genti – dice sant’Ireneo – formano un mirabile coro per celebrare nelle varie lingue la lode di Dio, mentre lo Spirito riconduce all’unità le disperse tribù e offre al Padre le primizie di tutti i popoli”. Nella Chiesa, gli uomini devono riscoprirsi fratelli, devono di nuovo poter comunicare tra di loro con una stessa lingua che è la lingua dell’amore insegnata dallo Spirito Santo. Anche oggi, la Chiesa parla( e comprende) le lingue di tutti i popoli; essa capisce e valorizza la cultura e il patrimonio di ogni razza e di ogni popolo. Però l’antica tentazione di Babele è sempre in agguato; riappare ogni volta che c’è un rigurgito di orgoglio di mettere Dio da parte; ogni volta che l’odio intorbida il linguaggio umano e affida il suo freddo messaggio di morte al linguaggio terrificante del terrorismo e delle violenze, tanto da farci pregare con le parole del salmo: “Se togli il tuo Spirito muoiono e ritornano nella loro polvere”.

/ La nostra comunione col Cristo risorto ricomincia in noi questo lavoro dello Spirito. E’ il medesimo Spirito che trasforma il pane e il vino nei segni della Pasqua di Cristo e fa dei credenti un unico corpo, quello appunto di Cristo: “Un solo corpo, un solo Spirito, come una sola è la speranza nella quale siete stati chiamati”(Ef.4,4).

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