Jul 03, 2022 Last Updated 9:59 AM, Jun 29, 2022

Santissima Trinità. Anno C. Prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà

Pubblicato in Domenica Missionaria
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20220605 DM

Pr 8,22-31;
Sal 8;
Rm 5,1-5;
Gv 16, 12-15.

La liturgia della Parola della Domenica della Santissima Trinità ci svela il mistero della vita intima di Dio - Dio amore e Dio-comunione. Nella vita intima di Dio contempliamo la comunione infinita d’Amore, cioè un Dio che è amore, “un Dio in tre Persone” - Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo. La vita intima di Dio rivela che Dio è famiglia, che è comunità e che ha creato l'umanità per condividere questo mistero d'amore. La Sapienza di Dio, come preannunciata nel Libro dei Proverbi – è Gesù Cristo, preesistente sin dalla creazione,  e che continua ad essere un grande rivelatore dell'amore del Padre. Dio che ci ama in modo gratuito, come viene sottolineato nella Lettera ai Romani, manifesta il suo amore agli uomini nel donare suo figlio e lo Spirito Santo (Il Vangelo).

La sapienza di Dio come rivelatore dell’amore del Padre

L’autore del libro dei Proverbi presenta la personificazione della Sapienza, la quale parlando di se stessa, rivela che ha la sua origine in Dio, che è stata creata da Dio prima che esistesse qualsiasi cosa ed è stata dall'inizio della creazione. Dio che è amore fa partecipare suo figlio all’opera della creazione. Egli ha compartecipato nell’opera della creazione come l'architetto, artefice, cioè come assistente nel piano della creazione di Dio. Il suo interesse e la sua gioia sono “i figli degli uomini” (versetto 31): si rivolge agli uomini e il suo scopo è "essere per gli uomini". La Sapienza è in relazione con l’uomo da parte di Dio

La Sapienza ci fa contemplare la Creazione come opera della famiglia di Dio, opera dell’amore e che tutto è stato fatto per amore, ci fa contemplare l’amore che è dietro alla bellezza e all’armonia del creato, ci fa contemplare inoltre la gioia Sapienza davanti a Dio. Infatti, essa afferma: “mi rallegravo davanti a lui in ogni istante” ossia “danzavo davanti a lui”. La Sapienza nasce dall’amore di Dio, poi partecipa con amore alla creazione e comunica la gioia dell’amore di Dio nel creare. Quest’amore è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato, come afferma Paolo. Lo Spirito Santo ha la funzione di comunicare l’amore di Dio, ci manifesta l’amore che Dio ha nei nostri confronti e suscita nei nostri cuori l’amore verso Dio e verso i fratelli. Lo Spirito ci fa entrare nella vita intima di Dio.

Prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà

Nel brano del Vangelo, Gesù continua a parlare dell’altro paracleto, lo Spirito Santo, la terza persona della Santissima Trinità, Gesù lo definisce come spirito della verità. La sua funzione in mezzo alla comunità cristiana è quella di comunicare la vita intima di Dio: l’amore e la comunione di Dio. Lo spirito Santo ci guiderà a tutta la verità di Dio cioè al suo amore infinito. Lo Spirito Santo comunica ciò che ha udito e prenderà ciò che è del Figlio e del Padre per comunicare e condividere con noi. Infatti, afferma che l’opera dello Spirito Santo è una intima condivisione con la comunità di ciò che gli è più proprio: “prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà” (Gv 16, 14). La scoperta di questa verità nasce quindi da una profonda e reale comunione con Lui, è una conoscenza di Cristo e una partecipazione al suo amore. Questa verità è Cristo stesso, verità del Padre che ti viene donata ed entra – se l’accogli – in relazione con te. 

Lo Spirito Santo ci fa conoscere la vita intima di Dio, l’amore di Dio e ci aiuta a vivere a immagine di Dio - comunione. 

Il discepolo missionario 

è consapevole, come ha detto Papa Francesco,  che “il nostro essere creati ad immagine e somiglianza di Dio-comunione ci chiama a comprendere noi stessi come esseri-in-relazione e a vivere i rapporti interpersonali nella solidarietà e nell’amore vicendevole. Tali relazioni si giocano, anzitutto, nell’ambito delle nostre comunità ecclesiali, perché sia sempre più evidente l’immagine della Chiesa icona della Trinità. Ma si giocano in ogni altro rapporto sociale, dalla famiglia alle amicizie all’ambiente di lavoro: sono occasioni concrete che ci vengono offerte per costruire relazioni sempre più umanamente ricche, capaci di rispetto reciproco e di amore disinteressato”.

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