May 19, 2019 Last Updated 7:53 AM, May 18, 2019

III Domenica di Pasqua – Anno C

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Letture:
At 5,27-32.40-41; 
Sal 29; 
Ap 5,11-14; 
Gv 21,1-19; Dopo la pesca miracolosa Gesù chiede: “Simone, mi ami tu? – Certo, Signore, tu lo sai che ti amo” 

Comunione:
Disse Gesù ai suoi discepoli: “Venite a mangiare”.
E prese il pane e lo diede loro. Alleluia.

 

1. Fermiamoci solo al miracolo della pesca miracolosa e alla reazione dei due apostoli: Pietro e Giovanni. Sebbene siano partiti in sette (il numero perfetto) per andare a pescare, due solo reagiscono all’incontro con Gesù con cui fanno la trinità: fede, speranza e carità.

 

2. S. Agostino: “Giovanni fu il primo discepolo a riconoscere il Signore risorto, ma è Pietro ad andare per primo da Lui. Pietro e Giovanni rappresentano le due facce della Chiesa: la Chiesa che lotta e si affatica (Pietro = vita attiva), e la Chiesa che contempla (Giovanni = vita contemplativa).

La Chiesa conosce due vite: una è nella fatica, l’altra nel riposo; una lungo la via, l’altra in patria; una nel lavoro dell’azione, l’altra nel premio della contemplazione.. La prima è simboleggiata nell’apostolo Pietro, l’altra in S. Giovanni”. Anche Marta e Maria nella casa di Betania rappresentano vita attiva e contemplazione.

Le due facce della Chiesa pellegrina: contemplativo e attiva: tutte e due sono necessarie ed indispensabili. La storia della Chiesa ci dice che la Vita Contemplativa è nata con l’Attività apostolica: l’elezione dei sette Diaconi su proposta degli Apostoli. I Monasteri di Vita Contemplativa hanno sempre accompagnato l’attività della predicazione del Vangelo.

Oggi c’è tanto bisogno di testimoniare l’amore, ove regna odio, violenza, terrorismo, migrazione, emarginazione, corruzione,  che in fondo sono atteggiamenti di superuomo della nostra società. Sembra che l’uomo, nella sua superbia, voglia dire a Dio cosa deve fare.

 

3. Il brano odierno del Vangelo di Giovanni, è pieno di simboli e di allegorie, e bisogna capire bene cosa Giovanni vuole dimostrarci con questo episodio. Cerchiamo perciò di scoprire il significato di quanto ci viene descritto nel Vangelo, che non è un fatto di cronaca, ma una catechesi pasquale:

  1. Il “mare” = rappresenta il luogo della vita ove l’uomo si trova.
  2. I “7 discepoli” = 7 è un numero perfetto, è la pienezza, la Chiesa con a capo Pietro.
  3. Andare a pescare” = vuol dire immergersi nell’apostolato, in missione.
  4. La “barca” = è la Chiesa o la comunità del popolo di Dio. . “La rete piena di pesci non si spezzò”= è lo stare insieme della comunità  nella Chiesa con Pietro.
  5. La “notte” della pesca = è l’assenza di luce, l’assenza di fede e di Gesù nella nostra vita. Lo scoraggiamento e il fallimento, è il poggiarsi sulle proprie forze e progetti umani.  
  6. “Pietro si cinse ai fianchi la sopravveste poiché era spogliato” = rivestirsi di Cristo dopo la nudità. “All’alba” = è il tempo della preghiera e di Gesù
  7. “Il fuoco di brace con pesce e pane” = è l’Eucaristia, è Gesù che si fa ancora servo e cibo.
    Le due mense alla Messa: Parola ed Eucaristia.

 

4. Notiamo ancora che il Signore risorto si mostra al mattino, all’alba. Il verbo greco (“este”) fa intendere che stava là, che già c’era, forse c’era fin dalla notte, ma non lo si poteva vedere; lo si vede al mattino. E Gesù si manifesta mediante tre segni, in tre modi diversi: Parola, Azione, Servizio, anche se complementari.

 

5. Un missionario fu invitato a fare un breve commento sul Vangelo odierno di S. Giovanni, e il missionario commentò:

“La presenza e la parola di Gesù produsse il miracolo dei pesci: senza Gesù niente pesci, con Gesù 153 grossi pesci. Questo vale per la nostra vita, per le nostre pescagioni quotidiane”.

Una povera donna, intervenne subito dicendo: “No, Padre, ti sbagli: non è quello il miracolo, il miracolo non sono i tanti pesci. La mattina ributtano le reti perché l’ha detto Gesù: potevano dirgli che era inutile, ci avevano già provato in ore migliori e in acque più generose. Invece si fidano e gettano le reti. Questa loro fiducia è il miracolo, Padre.

Oggi Gesù ci invita a buttare ancora le reti e noi sulla sua Parola andiamo avanti, anche se ci sembra umanamente inutile.

Questo è il miracolo, pescare la speranza, la fiducia in Gesù”.(Brasile: aprile 1997).

 

Quando perdiamo la fiducia in Gesù, dobbiamo cercarla a tutti i costi, come fece Maria quando perse Gesù che rimase nel tempio di Gerusalemme. Se abbiamo fede come lei, anche noi ritroveremo Gesù.

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