Dec 10, 2018 Last Updated 11:01 PM, Dec 9, 2018

Nicaragua, l’allarme dei vescovi per le violenze: servono giustizia e verità

Categoria: Notizie
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06 SL1 b3b43728 f71a 11e8 a095 7589b4a03838 vescovi nicaragua kUWH U11201360520490muD 1024x576 LaStampa itNel messaggio di Avvento la Conferenza episcopale rinnova l’invito al dialogo per uscire dalla crisi che attanaglia da aprile il Paese

«Dio è stato negato» nella repressione, nella persecuzione e manipolazione subita dalla popolazione del Nicaragua, costretta dallo scorso aprile a subire una grave crisi sociale, civile e politica. Non usano mezzi termini i vescovi del Paese centroamericano nel loro Messaggio di Avvento in cui, invocando «giustizia e verità» quali requisiti elementari ma fondamentali per la riconciliazione, affermano: «Nella morte, nella scomparsa di qualsiasi essere umano, nella detenzione, nell’ingiusta prigionia, nell’esilio forzato delle famiglie, nella manipolazione della coscienza, soprattutto attraverso alcuni media e reti sociali che spesso promuovono false notizie e nella divisione del popolo, Dio stesso è stato negato». 

«Ci chiediamo se sia possibile un nuovo orizzonte per un Nicaragua migliore, visto l’allarmante aumento dei tassi di violenza nel Paese e il modo aggressivo che anche tra i fratelli nasconde il desiderio di vendetta», scrivono i presuli che rinnovano l’invito al dialogo per trovare una soluzione pacifica alla crisi. Una esortazione anche al popolo nicaraguense, le cui lacrime - dicono - «sono le lacrime di Dio», «a non lasciarsi sedurre da soluzioni immediate». Nonostante il Dialogo nazionale non abbia dato frutti e, per alcuni sia addirittura «nato morto», i vescovi continuano infatti a ritenere necessario raggiungere una «soluzione pacifica» alla crisi in cui il Nicaragua si trova immerso.  

Il dialogo «dovrebbe essere finalizzato ad aprire nuove prospettive dove non ci sono. Questo richiede coraggio, audacia, rispetto per gli altri e, soprattutto, molto amore per il nostro paese», afferma la CEN nel messaggio. Da qui un chiaro messaggio al presidente Daniel Ortega: «Un buon politico è colui che, tenendo presenti gli interessi di tutti, coglie l’opportunità di dialogare con spirito aperto. Un buon politico, in questo senso, sceglie sempre di generare processi piuttosto che occupare spazi». 

In conclusione la Conferenza episcopale chiede di «agire civicamente» perché «il nuovo Nicaragua ha bisogno di leader non violenti che conquistano, mano nella mano con Dio, obiettivi di libertà e giustizia».  


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