Categoria: I Nostri Dicono
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Il 25 di gennaio ha avuto luogo nella parrocchia de Kidane-Mihiret una celebrazione del centenário della erezione del Vicariato di Kaffa (Jimma-Bonga). La missione si trova circa 500 Km ad ovest di Addis.

Anche l'IMC è stato invitato perchè furono proprio i missionari della Consolata che si sono stabiliti in questi paragi cent'anni fa. In questo territorio del Kaffa prima c'era passato il celebre Card Massaia che ha ispirato fortemente il fondatore.

 

Sabato pomeriggio una rappresentanza folte è andata all'incontro dei dignitari. Li hanno accolto circa 10 km prima del villaggio e li hanno ricevuti trionfalmente per proseguire in carovana fino ad uno spazio adeguato prima della missione dove si sono scambiati gli auguri e si sono tenuti i primi discorsi.

Era già note quando si è concluso l'incontro e ognuno è andato a riposare.

 

Domenica verso le 8 si è iniziata la celebrazione tra canti e balli in Amarico e Kaffigna. Il presidente della celebrazione fu il Cardinale Berhaneyesus Souraphiel, accompagnato dal vescovo del Vicariato Markos Gebremedhin, dal Nunzio Luigi Bianco, dal vescovo emerito di Jimma-Bonga Theo Van Ruyven, dal vescovo ausiliare di Addis Lesanu-Christos Matheos, e dal padre Hagos Hayish, direttore del Segretariato Cattolico ad Addis. Erano anche presenti molti sacerdoti e religiosi che vollero associarsi a questa festa. Tra questi consacrati c'erano vari nipoti di persone che conobbero i missionari della Consolata che hanno lavorato lì, giacché furono varie le vocazioni venute da quelli posti e che quest'oggi fanno lavoro pastorale un pò dappertutto.

 

Nella sua omelia (mi hanno detto dopo, giacché io non ho capito niente) il Cardinale ha sottolineato il lavoro faticoso dei missionari degli inizi e di tutti gli altri che si susseguirono e hanno continuato il lavoro di annaffiare e tenere conto della pianta che di un piccolo seme è diventato un albero.

 

Parlando di alberi, questa regione dove si trova la missione ha un microclima che fa crescere molti alberi diversi sembrando proprio l'orla marittima nei tropici. Si dice che è originaria da queste parti la stirpe del caffé conosciuta “arabica”, che esportano parecchio.

 

La storia della Chiesa in questi posti regista momenti tribolati: il Cardinale Massaia era stato espulso del territorio e i Cristiani perseguitati. C'è proprio un registro di circa 300 morti, 14 dei quali martiri, che la hierarquia piacerebbe di vedere riconosciuti come tali dalla Chiesa universale. Erano diversi gli ostacoli all'entrata e permanenza dei missionari Cattolici sia da parte delle autorità locali sia dall'invidia del potere centrale in Addis. Nei primi cinque anni i missionari della Consolata hanno dovuto dedicarsi al commercio aspettando giorni migliori per iniziare il lavoro missionario e più tardi – 1935, con la guerra Italo - etiope - dovranno lasciare il territorio. Nella sede del Vicariato di Jimma-Bonga, cioè Jimma, la cattedrale fu confiscata dal regime e più tardi trasformata in biblioteca della Università locale.

 

Al offertorio i fedeli hanno presentato doni vari: prodotti locali che toccano il cibo e la vita della popolazione: caffé, frumento, mais, sorgo, malte, canna da zucchero, caçava, miele e altri dolci, un albero di banana, vari altri frutti e una capra. Fu un momento di folclore ma molto profondo.

Dopo la consacrazione la liturgia si prolunga ma sempre in un dialogo costante tra il presidente e tutti i fedeli così che non c'è mai monotonia. Sembra una litania ma molto armoniosa.

 

Dopo la messa ci sono stati vari interventi, specialmente dagli invitati ufficiali, tra i quali si trovava il superiore dei missionari della Consolata, padre Oscar. Ha ringraziato l'invito per così solenne occasione e anche lui ha sottolineato la crescita della missione e la testimonianza che da in mezzo alla popolazione, specialmente Mussulmani e Ortodossi.

 

Dopo si è fatta la processione solenne col Santissimo fino alla Chiesa. Saltavano alla vista i para pioggia colorati intessuti da un tessuto brillante di vari colori, per onorare il Santissimo, e un altro arnese, sconosciuto da me, che mi dissero dopo, fa parte di una tradizione antica, in verità è una reminiscenza della famosa Arca della Alleanza del Antico Testamento. Apparentemente quando c'è una processione solenne è sempre portato. Qui la Chiesa Cattolica avrà ereditato della Chiesa Ortodossa questa tradizione.

 

Dopo di che si è seguito il pranzo, costituito da piati locali col pane locale, e vari tipi di carne, naturalmente tutti con delle spezie, secondo la tradizione locale, e accompagnati da due bevande fermentate locali. C'era anche il caffé, molto buono, eccetto una versione che mescolano burro col caffé, il che ha un sapore strano.

 

Infine se susseguì un momento di diversione con canti i balli tradizionali. Guidava il gruppo il Cardinale, sempre pronto per lo scherzo e con una grinta di fare invidia ai più giovani. Sembra fratello del famoso Grebresselassie, corridore mitico di maratone. Ma anche gli altri vescovi e i preti presto si misero anche loro a cantare e a saltare come gli altri.

 

Ho potuto anche vedere dal di fuori due costruzione dal tempo del inizio dei missionari della Consolata, cioè circa 1915.