Sep 19, 2021 Last Updated 5:13 PM, Sep 14, 2021

P. BRUNO DEL PIERO: GLI ULTIMI MOMENTI ED IL FUTURO

Categoria: I Nostri Dicono
Visite: 1488 volte

Da lunedì 14 aprile padre Bruno aveva iniziato a sentire qualche malessere, visitato subito, il medico aveva ipotizzato fosse una malattia infettiva ma martedì gli esami lo avevano escluso, anche l'elettrocardiogramma era completamente apposto quindi si pensava più ad un'influenza o ad un affaticamento per il quale il medico gli aveva prescritto un farmaco.

Martedì in giornata infatti stava già meglio, si sentiva in forze.

Poi la sera alle 21, mentre era in camera, ha iniziato a tossire. Io che stavo lavorando al mio libro nella stanza in parte sono andato a vedere. Mi ha detto che credeva di essersi stancato perché pur non essendo del tutto recuperato, prima di andare a dormire aveva celebrato come ogni giorno la messa, ma questa volta in latino come adorava, da solo nella cappella per più di un’ora, poi aveva letto tutto il breviario ed un altro articolo, le cose che ogni giorno non gli potevano mancare.

Inizialmente mi ha chiesto del latte caldo e con quello sembrava gli fosse passata, quando si è disteso però gli è tornata la tosse, sono tornato a vederlo e mi ha detto che con la tosse usciva anche un po’ di sangue, allora ho chiamato subito il medico, sebbene padre Bruno non volesse perché secondo lui non stava così male, lui voleva andare la mattina dopo per non disturbare il medico e perché diceva di non preoccuparsi. Il medico però mi ha detto di portarlo subito in urgenza.

Già nel prepararlo si vedeva molto debole e pallido e già lì mi disse "sono gli ultimi rantoli", poi nella corsa in taxi verso l'ospedale, mentre cercavo di dargli forza con alcune parole e una mano fissa sulla spalla, chiedendogli come si sentiva mi ha ridetto, "sono gli ultimi rantoli, gli ultimi respiri prima della morte", e sono state le sue ultime parole. E me l’ha detto sereno, tranquillo, non preoccupato, leggermente sofferente perché già i polmoni stavano sopperendo alla debolezza cardiaca rendendogli difficile il respiro. E in questi pochi minuti di sofferenza prima della morte era in pace, non aveva nessun timore, preparato com’era alla “nuova nascita” come la chiamava lui.

Siamo andati di corsa al pronto soccorso dove ci aspettava il medico, ci hanno atteso subito, l'hanno praticamente subito intubato, gli hanno applicato un catetere nel cuore e, mentre io cercavo stargli vicino senza scoraggiarmi, il medico, dopo aver appurato un infarto legato al diabete aggravato da un edema polmonare ed aver subito sedato padre Bruno facendogli perdere coscienza perché non soffrisse, mi ha detto: "un giovane di vent'anni difficilmente supera una cosa del genere, tanto meno lui ad 82 anni".

Allora, privato delle mie ultime speranze ho chiamato subito l'altro missionario della parrocchia del Torasso di Florencia dove vivevamo tutti e tre fino a ieri sera per l’estrema unzione.

 Arrivato padre Edgar, ha dato la benedizione ed il sacramento a Padre Bruno, che nel frattempo è stato trasportato nell'unità intensiva ormai privo di coscienza.

Ci hanno fatto andare via verso mezzanotte e mezza dicendoci che le condizioni erano gravi e critiche e che quindi non c'era quasi più nulla da fare. In quel momento ho iniziato ad avvisare i familiari in Italia mentre l'altro padre avvisava i missionari della Consolata.

Potevamo andarlo a visitare alle 6 e così abbiamo fatto, il medico ci ha detto che il cuore stava peggiorando e le probabilità erano praticamente nulle.

Siamo stati lì fino alle 6.40, fino a che ci hanno fatto tornare via essendo l’unità intensiva chiusa alle visite. Alle 7.12 mi hanno chiamato dicendo che il cuore di padre Bruno aveva smesso di battere alle 7.07, di mercoledì Santo, 16 aprile 2014.

Siamo quindi subito tornati a dargli l'ultimo saluto, l'ultimo ringraziamento e l'ultima carezza.

E’ stato quindi trasportato alle pompe funebri mentre già alle 7.30 in tutta la regione del Caquetà si era sparsa la notizia attraverso le radio e le campane avevano iniziato a suonare il triste lutto in quasi tutti i paesi della regione.

Dopo le pratiche all’impresa funebre, con la scelta di una bara scoperta dalla quale la gente potesse vedere e salutare per l’ultima volta l’amato padre Bruno, alle 14 è iniziata la veglia in cattedrale.

Dalle 15 alle 23 c’è stata una messa ogni due ore, celebrata alternativamente dai padri che stavano arrivando per il funerale del giorno seguente e separata dal rosario e dalla continua peregrinazione al feretro, la gente in visita a padre Bruno dalle 15 non si è mai esaurita.

Il giorno dopo, giovedì 17, la salma è stata trasportata alle 7.00 alla parrocchia del Barrio Torasso, sempre a Florencia, dove padre Bruno ha vissuto gli ultimi anni.

Qui la messa è stata celebrata alle 9 da padre Angelo Casadei, il Superiore dei Missionari della Consolata in Colombia, giunto da Bogotà. Il sentimento è stato molto forte e la comunità era molto commossa, ci sono state le prime parole in suo onore, tra cui le mie che portavano il ringraziamento e la vicinanza della famiglia e della comunità roveredana.

Alle 11.00 c’è stata poi la celebrazione solenne nella cattedrale di Florencia, con più di venti sacerdoti, due vescovi, quello di Florencia, Mons. Omar de Jesus Mejia e quello di San Vicente, Mons. Francisco Javier Munera, missionario della Consolata.

C’erano inoltre le forze di polizia che accompagnavano con gli onori il feretro, come in tutte le celebrazioni precedenti.

La cattedrale era colma e la comunità di Florencia ha partecipato in maniera molto sentita. L’omelia del Vescovo di Florencia è stata molto profonda, come i discorsi seguenti, tutti che risaltavano l’enorme valore di questo missionario instancabile e totalmente offerto agli altri.

Dopo la celebrazione è iniziato il viaggio verso il luogo nel quale padre Bruno aveva espresso il desiderio di essere sepolto, Cartagena del Chairà, a 140 km da Florencia.

Ad accompagnare il feretro con la moltitudine della gente sono stati presenti i missionari della consolata Angelo Casadei, Superiore Regionale, Adalberto Lopez, Amministratore Regionale, la madre Superiora delle missionarie della Consolata, Judith Kikote, Mons. Francisco Javier Munera, Vicario Apostolico di San Vicente del Caguan ed io in rappresentanza della famiglia e del suo paese.

Sulla strada ci si è fermati a Paujill, nel Santuario dedicato alla Vergine, e a San Josè de Risaralda, nella cappella costruita da padre Bruno e dedicata a San Giuseppe.

In entrambi i luoghi le persone presenti erano centinaia, ma oltre alla quantità, quello che stupiva era la commozione di tutti.

Da San Josè è iniziato il corteo funebre fino a Cartagena del Chairà, formato da macchine e moto per 40 km.

L’arrivo a Cartagena è stato incredibile, la gente era moltissima, il feretro è stato esposto in chiesa e per tutta la notte la peregrinazione è stata continua.

Alle 10.00 del giorno seguente, Venerdì Santo 18 aprile, c’è stata la celebrazione di preparazione alla sepoltura. Anche qui è stato il momento di discorsi sentiti e commoventi, da parte del Vescovo di San Vicente e dei rappresentanti della comunità.

Quindi è iniziata la processione verso il cimitero, dove padre Bruno è stato sepolto alle 13.15 di fronte alla croce che si erge al lato della cappella del cimitero da lui costruita.

Il corteo funebre era immenso, dall’inizio non si scorgeva la fine e come per le chiese, nemmeno il cimitero è riuscito a contenere tutta la gente, commossa e toccata nel profondo.

Padre Bruno giace quindi a Cartagena, nel paese che aveva contribuito a fondare e al lato della cappella che aveva costruito, circondato da decine di persone che lo hanno amato.

 

In questa settimana Santa ha lasciato questo mondo una persona che ha donato la sua vita agli altri, una persona amata oltre ogni limite come ha dimostrato l'affetto delle moltitudini che in questi giorni l’hanno accompagnato senza sosta.

Le sue gesta e la sua persona non verranno dimenticate perché rivivranno in queste regioni che ha plasmato per più di 50 anni. Padre Bruno Del Piero era infatti arrivato in Colombia il lontano 5 novembre 1962.

Le sue ultime parole sono state quelle di una persona consapevole, di una persona in pace, di una persona che per la sua santità non temeva la morte ma la vedeva come il passo verso la nuova vita che per tutta la sua esistenza terrena aveva anelato.

Ed a me è toccato tutto questo, in questi giorni mi sono reso conto che io forse, non ero venuto in Colombia solo per il lavoro che mi avevano proposto, per scrivere il libro sulla storia dei Missionari della Consolata. Ho avuto la grazia di accorgermi che ero qui per accompagnare negli ultimi mesi e fino all'ultimo "rantolo", una persona che ha sempre amato il suo paese natio, da esso non si è mai separato, e che quindi voleva lasciare questo mondo in compagnia di qualcuno che da lì venisse.

In continuo contatto con la sua famiglia e la comunità di Roveredo ho quindi sentito di avere questa responsabilità; sono stato mandato per accompagnare lui e, dopo l’ultimo dei suoi infaticabili viaggi, per rappresentare i suoi parenti, il suo paese, chi l'ha sempre amato da lontano come quelli che l'anno fatto da vicino.

Ed è per questo che ho voluto essere sempre presente, a quasi tutte le celebrazioni, eucaristie, alle esequie, nella processione caricando la bara, nella sepoltura, nelle parole sentite e tremolanti di fronte alla gente portando il saluto della famiglia, nel confortare tutta la gente che veniva da me piangendo e mi raccontava chi era padre Bruno, chi lo ringraziava, lo stimava, lo amava, i moltissimi che lo ritenevano e ritengono un Santo, come più volte mi hanno detto. E questo perché ognuno di voi potesse essere presente, potesse sentirsi più vicino anche se lontano fisicamente, soprattutto in sostegno ed affetto verso la famiglia.

Alcune delle parole dette durante questi giorni che sono rimaste più impresse sono quelle dei sacerdoti che hanno detto: “che la tomba di padre Bruno si convertirà in luogo di peregrinazione, che dalla sua sepoltura fioriranno vocazioni, che l’amore di padre Bruno per queste terre era immenso e l’ha dimostrato ogni secondo della sua vita, donata agli altri, che come Maria Maddalena cercando Gesù nel sepolcro ha scoperto la Resurrezione, anche p. Bruno ha cercato Gesù ogni giorno, e l’ha saputo scorgere in ogni povero che aiutava, in ogni malato che visitava, in ogni persona a cui dava conforto, e per questo era in pace, godeva ed ha sempre goduto della luce di Cristo risorto. Padre Bruno era un uomo di Dio, era un missionario esemplare, era un uomo della gente, amava la Chiesa e, a detta di molti, moltissimi, era un Santo”.

La nostra comunità ha avuto l’orgoglio e la grazia di avere padre Bruno fra i suoi rappresentanti, un rappresentante che seppur così lontano, viveva ogni giorno in costante contatto al suo paese. Aveva un legame inscindibile con le sue origini e me lo diceva ogni giorno. Ed è probabilmente per questo che al suo fianco negli ultimi momenti è stato chiamato un roveredano.

Ed io alla fine, pur nel dolore, mi rendo conto di dover ringraziare, ringraziare di essere stato qui, di averlo accompagnato, di aver chiacchierato con lui in un roveredano che mi bacchettava perché non sapevo, di essere stato presente fino all’ultimo respiro, di aver ascoltato le sue ultime parole.

E ringrazio di aver avuto la forza di superare questo avvenimento improvviso ed inaspettato, grazie anche a tutti voi ed al vostro sostegno profondo e sentito.

Ringrazio perché i miei occhi sono stati aperti perché io potessi comprendere il disegno ed il senso di tutto questo, di essere stato strumento inviato ad assolvere le ultime volontà di padre Bruno.

Ringrazio per aver imparato da lui, per tutto quello che mi ha dato e che io ora posso trasmettere, a chi non ha potuto esserci ma che, in fondo c’è stato.

In questo modo non si perderà l’eredità spirituale di padre Bruno, ma fiorirà in ognuno di noi, come esempio di vita, come esempio di Santità.

 

 

 


Recenti

Fineste sull'America

14 Set 2021 Finestra sul Mondo

XXV Domenica del tempo ordina…

14 Set 2021 Domenica Missionaria

Riflessioni su Sant’Andrea Kim Taegon

Riflessioni su Sant’Andrea K…

12 Set 2021 I Nostri Missionari Dicono

La parola insegnata. La diacon…

12 Set 2021 Preghiere Missionarie

Visita canonica alla zona del pacifico colombiano

Visita canonica alla zona del …

12 Set 2021 I Nostri Missionari Dicono

Primi passi nella Comuna 13 di…

12 Set 2021 Missione Oggi

XXIV Domenica del tempo ordina…

07 Set 2021 Domenica Missionaria

Finestre sull'Asia

06 Set 2021 Finestra sul Mondo

Finestre sull'Africa

06 Set 2021 Finestra sul Mondo

La parola nella comunità. Int…

06 Set 2021 Preghiere Missionarie