Sep 19, 2021 Last Updated 5:13 PM, Sep 14, 2021

“MEMORIE” DI MONS. ANGELO CUNIBERTI

Categoria: I Nostri Dicono
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Offriamo alla comunità alcune pagine delle “memorie” lasciate da Mons. Angelo Cuniberti (1921-2012), Vicario Apostolico di Florencia, Caqueta’ – Colombia (1961-1978). Anche se l’autore non ha assegnato nessun titolo, abbiamo arbitrariamente chiamato “memorie” l’insieme di due faldoni, oltre 500 fittissime pagine scritte a macchina, a caratteri piccoli, su fogli extra large di cui è in corso la trascrizione del testo. Un lavoro faticoso che già P. Giuseppe Fusaroli aveva iniziato. A lui un sincero ringraziamento.

Le “memorie” è una storia di vita. Storia vissuta nella quale erano coinvolti anche molti missionari della Consolata. E’ una preziosa fonte e miniera di notizie, fatti, successi, insuccessi, difficoltà e riflessioni in cui erano accomunati anche molti missionari della Consolata “anonimi” che lavoravano al lato dell’autore. Fare memoria. Vogliamo ricordarli tutti: morti e vivi.

Ricordo un incontro di Mons. Cuniberti con Mons. Palmas, Nunzio Apostolico in Colombia, nella sede della Conferenza Episcopale Colombiana, in cui mi presentò in tono un po’ scanzonato: “questo è uno dei miei “descamisados”, dei miei collaboratori missionari nel Caqueta’ di cui mi devo preoccupare non per il loro sostentamento, … per quello si arrangiano, ma per ciò che mi mettono in piedi: attività pastorali, scuole, assistenza, viaggi per i fiumi …” Sono memorie in cui tutti coloro che hanno condiviso la vita con Mons. Cuniberti nel Vicariato Apostolico di Florencia, e che ancora vivono, si riconoscono.

Offriamo alcuni estratti. Seguiranno altre consegne. Ci è sembrato appropriato proporre alcuni brani del capitolo “Vescovo missionario Italo-colombiano. Padre Conciliare nel Concilio Ecumenico Vaticano II” come l’aveva identificato il vescovo cinese Mons. Cheng (ott. 1963).

La commemorazione del 50º dell’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II, come sovente succede per molti avvenimenti simili, non può ridursi a discorsi, congressi, simposi o pubblicazioni che generalmente finiscono negli scaffali di qualche biblioteca. Del Vaticano II si dimentica che ha avuto 3 anni di preparazione (1959 – 1961) e si realizzò’ nell’arco di 4 anni (1962-1965). Furono 4 anni in cui i Padri Conciliari hanno studiato, riflettuto, si sono confrontati, hanno cercato di leggere e identificare i “segni dei tempi” e i “profondi cambiamenti” in gestione.

La commemorazione del 50º del Concilio Vaticano II dovrebbe durare almeno 4 anni per riscoprirlo e riconoscere i “segni dei tempi” di cui Papa Francesco ci fa memoria. Ci sono voluti 4 anni di riflessioni (schemi, discussioni…) perchè i Padri Conciliari affermassero che la Chiesa è missionaria per natura. Ora dopo 50 anni Papa Francesco sta traghettando il “carrozzone” della chiesa istituzione, della chiesa vaticanocentrica (mi si perdoni l’espressione desacralizzante) verso uno “stato di missione”, uscendo dall’autoreferenzialita’ per puntare verso le periferie esistenziali... “Duc in altum!” Novità? ...

Il Vaticano II deve essere proposto nella tappa di formazione teologica e riproposto nella formazione permanente; non può essere ridotto a materiale di lettura generica come qualsiasi articolo di giornale o di rivista.

Il Concilio Vaticano II è la proposta di uno stile di vita in un cambiamento di epoca e di paradigmi.

 

Già il Beato Giuseppe Allamano, con la fondazione dell’Istituto, ha voluto aprire la Chiesa alla missione “ad gentes”, alla missione universale, ricordando che la missione “spiazza”. Missione significa rischiare.

 

Ci siamo proposto di rimanere il più possibile fedeli e rispettosi del testo originale. Con questa consegna presentiamo la “memoria” della prima Sessione del Concilio Vaticano II. Seguiranno altre puntate.

 

P. Gaetano Mazzoleni

 

“Vescovo missionario Italo-colombiano.

Padre Conciliare

nel Concilio Ecumenico Vaticano II”.

(Annotazione in cinese di Mons. Cheng - ottobre 1963).

 

1.- CONCILIO ECUMENICO ALLA VISTA

 

E’ il 25 gennaio 1959. Papa Giovanni XXIII annuncia ai Cardinali, increduli, che pensa di convocare un Concilio Ecumenico. Rimangono stupefatti, allibiti, scioccati! Nella sagrestia della Basilica di S. Paolo ripete loro e ratifica l’annuncio fatto, nel caso non avessero capito bene la notizia!

Mons. Angelo (allora ancora Padre Lino) conosce la notizia attraverso i quotidiani e si entusiasma per questa iniziativa di avanzata dell’anziano Papa. Evidentemente egli è ben lungi dal pensare che molto presto avrebbe partecipato a questo evento.

In quei giorni (gennaio – febbraio 1959) era molto occupato con gli altri Padri missionari a preparare il nuovo anno scolastico nel seminario minore di S. Felix (Caldas-Colombia).

 

Mentre a Roma "fervet opus", che si ripercuote in tutte le Curie del mondo, per organizzare i preliminari di questo “grande episodio ecclesiale” come lo definirà Mons. Loris Capovilla, allora segretario di Papa Giovanni XXIII raccontando i dettagli di quei mesi del 1959-1960-1961 a Mondovì, città di Mons. Angelo, 20 anni dopo (1981).

Altri eventi accadono in Colombia e nel Caquetá per la prematura morte di Mons. Antonio Torasso (ottobre 1960 ) e la scelta del successore e sua consacrazione (aprile-maggio 1961).

Quando Papa Giovanni XXIII consacrò 14 vescovi nella Pentecoste del 1961 (21 maggio) a Roma, ha ripetuto, prima e dopo gli incontri della consacrazione, “… a Dio piacendo ci rivedremo il prossimo anno al Concilio Ecumenico”.

 

Il 29 di giugno 1961 l’Episcopato colombiano comunica le istruzioni iniziali riguardanti il Concilio. Con la costituzione apostolica "Humanae salutis" (23 dicembre 1961) viene annunciata la convocazione ufficiale.

Nel frattempo, in vista del Concilio Ecumenico, Mons. Angelo mette in moto un programma pastorale straordinario di una "Grande Missione" nel Vicariato Apostolico e si convince gradualmente che sarebbe stato meglio non partecipare personalmente al Concilio, per seguire da vicino le molte iniziative che stavano emergendo nel Caquetá. Invia a tutti i cattolici del Vicariato un messaggio pasquale informando sulle finalità del Concilio e della rispettiva grande missione popolare (aprile 1962).

 

Scrive a Mons. Barlassina, Procuratore dei Missionari della Consolata presso la S. Sede: "… se non mi giunge qualche ordine categorico o esplicito, penso che non parteciperò al Concilio ... abbiamo organizzato missioni popolari in tutto il territorio con lo stesso scopo di rinnovamento proposto per il Concilio. Inoltre nei prossimi mesi alcuni missionari saranno assenti per le loro vacanze in patria e bisognerà colmare i vuoti. Alla fine dei conti uno più uno meno nell’assemblea conciliare non dovrebbe importare molto. Sarebbe una presenza piuttosto decorativa. Per salvare che cosa?... La spettacolarità?"

In giugno I962, dopo aver consultato Mons. Felici e Mons. Carbone, Mons. Barlassina gli risponde:

1) Il Concilio è più importante della missione di Caquetá ...

2) E’ un dovere, e il Papa ha dichiarato che sarà intransigente riguardo la partecipazione ...

3) E’ pure importante essere presenti alla stessa apertura per ricevere lo Spirito Santo ed entrare tutti nello Spirito Santo.

4) Né Mons. Felici né Mons. Carbone, né qualsiasi altra persona può dispensare, ma solo una commissione ad hoc!

5) Questa Commissione Cardinalizia esaminerà ogni caso, persino le motivazioni fisiche e materiali, per essere assenti anche solo si trattasse di una singola sessione!

6) Conclusione: meglio evitare problemi!!!

Mons. Barlassina è un tipo molto pratico. Risponderà poi Mons. Angelo "Beh, non c’è altra scelta… Per favore mi separi un po' di spazio, una stanzetta lassù all'ultimo piano!"

 

Il 15 agosto pubblica la lettera pastorale "Gran Missione per il Concilio", il 17 Florencia è colpita da una terribile inondazione.

Le compagnie aeree moltiplicano la pubblicità per offrire i loro servizi. Anche se si commenta che la S. Sede avrebbe aiutato alcuni vescovi, Mons. Angelo preferisce scegliere la nave “Uso di mare” della compagnia Italian Line, un residuo di guerra, che offre il 50% di sconto in classe turistica… la più economica!

 

2.- IN CAMMINO VERSO IL CONCILIO

 

L’11 settembre la stampa internazionale riporta la notizia del pellegrinaggio di Papa Giovanni XXIII ad Assisi per pregare per il Concilio. Il Papa ha insistito sull'idea che "La Chiesa è anzitutto dei poveri: i beni devono essere al servizio di tutti… il superfluo non ci appartiene". Mons. Angelo legge e commenta commosso ai suoi sacerdoti questi insegnamenti così evangelici di Papa Giovanni.

 

Si imbarca il I7 settembre 1962. Bogota’, Cartagena de Indias, La Guaira, Caracas, Curaçao, Tenerife, Barcellona, Napoli e Genova sono le tappe del viaggio.

Mons. Ignacio López, arcivescovo di Cartagena de Indias e Mons. Builes, vescovo di S. Rosa de Osos, si imbarcano sulla stessa nave, in prima classe. Mons. Angelo conversa con loro commentando allegramente che sono dei veterani nell’episcopato e di grandi peripezie ed è giusto che non soffrano tanto in questa traversata dell’oceano.

 

A Curaçao la nave ha una breve dimora e Mons. Angelo viene a sapere che l’arcivescovo di Medellín, Mons. Tulio Botero, si trovava ricoverato all’ ospedale per una “erisipela”, un’acuta infezione della pelle, dovendo interrompere così il viaggio in maniera repentina. Lo visita. Si sta’ ricuperando e approfittano per commentare alcuni episodi della conferenza episcopale.

A Caracas visita Mons. Dadaglio, Nunzio Apostolico, amico da quando era segretario della Nunziatura a Bogotá.

 

Alla carovana si uniscono altri vescovi venezuelani: Mons. Ali’  Lebrún Moratín (che sarà posteriormente arcivescovo di Caracas, 1981, e Cardinale, 1983) e Mons. Feliciano Gonzalez. Condivideranno le incidenze del viaggio. Mons. Angelo, trascorre il tempo studiando, leggendo e conversando con ogni classe di passeggeri: emigranti, membri dell’equipaggio, sacerdoti e seminaristi, con vescovi e anche con una giornalista tedesca luterana, anziana e di molta esperienza. Come è sua abitudine annota dettagli di tutto.

Con il personale ecclesiastico latinoamericano, particolarmente, si tessono discussioni, scambio di opinioni e pronostici riguardo il Concilio. Uno sostiene che la riforma più impressionante sarà quella liturgica, un altro  si riferisce a grandi riforme riguardo le ingiustizie tra il clero (divisione dei benefici…), attaccamento alla ricchezza... Chi osserva che tra i religiosi non si percepisce mistica per forgiare una nuova generazione… Chi sostiene che con motivo del Concilio si deve incamminare un nuovo clima… Discussioni sul comunismo, l’esistenzialismo, missioni …

Mons. Angelo dedica tempo ai documenti conciliari e a fare apostolato tra i passeggeri, celebrazioni e confessioni ai marinai...

 

Dopo 18 giorni di navigazione finalmente il porto di Genova. Con un ricevimento speciale sono ricevuti e salutati i Padri Conciliari. Genitori e familiari di Mons. Angelo, che erano in attesa nel porto, godono vedendolo festeggiato dalle autorità ... Ma Mons. Angelo si scorre da queste attenzioni "diplomatiche", abbraccia i suoi familiari e se ne va con loro a Mondovi.

 

Il 9 ottobre in viaggio verso Roma con il Cardinal Fossati, arcivescovo di Torino, e i vescovi della sua regione "Piemonte". Si reca alla Casa dei Missionari della Consolata (Viale Mura Aurelie, 11) dove sarà ospite con altri vescovi: Mons. Cavallera - Nepote - Beltramino - Bessone (tutti IMC) e altri vescovi amici: Mons. Golland Trinidade (Botucatú-Brasile), Mons. Maranta (arcivescovo di Dar El Salam), Mons. Niza (Tete-Mozambico), Mons. Gatimo (ausiliare di Nyeri) ...

 

3.- INIZIA IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO II

 

11 ottobre 1962. Con il "Veni Sancte Spiritus" inizia il Concilio, la "schola Spiritus Sancti", come lo definirà il Card. Frings.

L’aula Conciliare si presenta come un giudizio universale: tutti di fronte a tutti! La destra e la sinistra. Chi saranno i scelti? Ricorda il passo evangelico: "Avevo fame... avevo sete...". Mentalmente rivede il suo Caquetá, ogni missionario e religiosa o collaboratore laico, facendoli presenti in questo Atto così solenne, chiedendo per tutti e per ognuno il rinnovamento... E ammira il Papa che sorride... Povero Papa Giovanni! Che resistenza fisica, impressionante!... Dalle 8 alle 13:30! E la notte in Piazza S. Pedro la fiaccolata. (Ma che differenza da quell’altra notte del settembre 1948 con i 300mila giovani di Azione Cattolica, con i loro baschi verdi e le loro torce!). Il Papa, felice, affacciato alla finestra, saluta tutti, anche la luna! Augura la buona notte a tutti… anche ai bambini: "… date loro la carezza del Papa!"

Il giorno successivo, 12 ottobre, i vescovi colombiani si incontrano con il cardinale Concha alla Casa della Fraternité (Montemario). Condividono le prime impressioni. Commenti su Roma. Il Cardinale condivide una riflessione: “la Roma pagana e la Roma cristiana si ripetono con le loro caratteristiche attraverso i secoli”. Sottolinea l'idea che l'America Latina dovrebbe fare sentire nell’Aula il peso dei suoi 400 vescovi.

 

13 ottobre. La prima riunione fulmine, dopo un temporale! Mons. Florit, Arcivescovo di Firenze, ha celebrato l’Eucaristia. In seguito Mons. Felici, Segretario Generale, saluta con enfasi tutti i Padri conciliari e invita, nel suo elegante latino, a procedere alla elezione dei membri delle varie commissioni (con liste prefabbricate negli ambienti vaticani).

Immediatamente chiede la parola il Card. Liénart e successivamente il Card. Frings. Insistono su questo concetto fondamentale: “La cosa è di estrema importanza ed e’ necessario riflettere con maggior calma sulle liste appena ricevute”. Nell’Aula tutti cominciano a borbottare. In quindici minuti si decide di sospendere tutto per alcuni giorni. I giornalisti commenteranno: "… il NO che un regolamento così completo non aveva previsto”. Anni più tardi (1979) un settimanale colombiano, “El Catolicismo” riporterà questo commento: "... In quell'occasione il card. Frings, quasi cieco, da’ il primo “golpe” al card. Ottaviani e al card. Ruffini…”  Nel pomeriggio riunione dei vescovi colombiani per studiare la situazione, le commissioni e riflettere sui nomi dei candidati ...

 

La domenica 14 ottobre, incontro dei vescovi italiani presso la Domus Mariae, con un invito personale ai vescovi missionari. Presiedono la riunione i Card. Siri, Ruffini, Urbani, Montini e Lercaro. Siamo 400 vescovi italiani, contando i missionari, il numero deve ripercuotersi anche nell’Aula... e si potrebbe anche trattare con altri gruppi affini. Un vescovo sconsolato si alza e afferma: "Ho molta angoscia nel cuore, non solamente per sentire parlare di "contrattazioni"... Il Card. Siri precisa "Ho voluto evitare quella parola.... e ho preferito parlare di "contatti”, avvicinamenti, approcci...” Si percepisce "sbigottimento" tra i vescovi.

 

Gli incontri si susseguono: con i vescovi colombiani per organizzare le liste con tinta latinoamericana, con i Superiori religiosi con la consegna che “ogni commissione conti almeno con un vescovo religioso”, con P. Domenico Fiorina, Superiore Generale IMC, e i vescovi Missionari della Consolata per un ulteriore accordo sui nomi di coloro che si conoscono meglio e che possano difendere la causa missionaria…!

 

4.- 2500 PADRI CONCILIARI

 

Nella navata centrale della Basilica di S. Pedro, trasformata in Aula Conciliare, il 16 ottobre si sistemano i Padri conciliari. Dapprima i Cardinali, seguono poi gli arcivescovi e infine i vescovi seguendo l’ordine della data di consacrazione e non di età. Al contrario, l’età interessa moltissimo a Mons. Angelo che annota un dato consolidato che ha potuto raccogliere. Appartenenti al secolo scorso (XIX), cioè i nati prima del 1900, mille vescovi!!; nati tra il 1900 e il 1910, novecento vescovi; nati tra il 1910 e il 1920, seicento vescovi; nati dopo il 1920, ventiquattro vescovi. Di questo piccolo gruppo fa parte Mons. Angelo. Altro dato curioso è quello riguardante la provenienza geografia dei vescovi: Europa 841 , America del Nord 341, America del Sud 401, America Centrale 61, Asia 295, Africa 276, Oceania 62, inoltre 91 superiori religiosi. Gli viene assegnata il posto S. 1022, la S per indicare "sinistra". Si trova tra il vescovo Boza Masvidal (espulso da Cuba!!!) e un simpatico africano Mons. Nganga del Congo.

 

Tra i Cardinali figura Mons. Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, il quale l'anno successivo lascerà il suo posto nell’Aula Conciliare per occupare la Cattedra di Pietro (Paolo VI).

E’ presente pure Mons. Albino Luciani, vescovo di Vittorio Veneto, consacrato nel dicembre 1958; siede due “blocchi” precedenti a Mons. Angelo. Si riconoscono, si salutano e converseranno più volte sulla tematica del Concilio. Sarà nominato Patriarca di Venezia nel 1969, cardinale nel 1973 e Papa Giovanni Paolo I nel 1978.

Un poco più in alto si trova Mons. Karol Woitjla, consacrato nel luglio 1958, Vescovo Ausiliare e Vicario di Cracovia. Quando nel 1964 sarà nominato Arcivescovo passerà più avanti; sarà Cardinale nel I967 e Papa Giovanni Paolo II nel 1978. Si salutarono più volte, con simpatia, perché la Polonia cattolica attirava molta attenzione per le iniziative che prendeva il suo episcopato. Mons. Angelo preferiva intrattenersi con vescovi del "terzo mondo" ... come allora si diceva.

In totale circa due mila cinquecento vescovi occupavano i loro posti numerati, in “blocchi” ben organizzati, nella navata centrale; i Superiori Generali, con alcuni esperti selezionati, occupavano le tribune allestite in alto nello spazio di ogni arco.

Una varietà di colori e di vestiti: moltissimi francescani, di colore marrone, e altri pittoreschi (gli orientali). La maggior parte vestiva abito paonazzo e i Cardinali il caratteristico rosso porpora!

Il Cardinale Gracias (India), sorridendo, ricordava il Card. Manning, nell’altro Concilio (Vaticano I), che scherzosamente commentava questa varietà di colori ... particolarmente per le strade di Roma.

 

Il pomeriggio del 16 ottobre fu dedicato alla votazione delle liste ... le famose liste rimaneggiate più volte per ottenere un consenso a tante esigenze.

 

Mons. Angelo approfittò di un tempo libero per curiosare i "bar" di cui avevano già parlato i giornalisti. Alla destra si trovava un bar che fu poi battezzato come “Bar Giona” e alla sinistra un altro soprannominato “Bar Abba”. Si affrettò ad aggiornare i suoi confratelli della Consolata i Monsignori Nepote, Cavallera, Bessone, Beltramino e Re ... Questi "bar" divennero punti strategici che facilitavano l’incontro dei Vescovi non solo per assaporare qualsiasi caffè o pasticcino, ma per commentare le "rilevanze" dell’Aula: interventi, votazioni, e quant’altro.

 

Il 18 ottobre registra il primo morto del Concilio: il vescovo di Buffalo (USA). Due giorni dopo, un altro vescovo! Il Segretario Generale, Mons. Felici, dal pulpito riportava tutti questi eventi dolorosi e aiutava anche a riflettere sulla morte che non rispettava neppure i Padri Conciliari. "Siamo arrivati da lontano per morire a Roma". Almeno questi ebbero una buona partecipazione di vescovi alla loro sepoltura ... anche se lontani dai loro fedeli.

 

Fin dall'inizio Mons. Angelo approfittò di tutto ciò che di meglio offriva il Concilio e per quanto si riferiva al suo soggiorno a Roma dedicò un tempo adeguato a molti problemi relazionati con i Dicasteri romani, soprattutto Propaganda Fide, e connessioni con i Vescovi sudamericani.

 

Un terzo vescovo muore il 24 di ottobre nell'atrio della Basilica poco prima di iniziare la Congregazione ... e un altro, il vescovo di Salisbury, il 26, quasi nelle stesse circostanze, entrando nella Basilica. Quest’ultimo si accasciò alla presenza di Mons. Angelo e di Mons. Nepote. Annota che se il catechismo insegnava che le morti improvvise erano grazie attuali, le morti di vescovi in queste circostanze erano ancora più efficace perchè costringevano tutti a riflettere sulla fugacità di questa vita ... Vanità delle vanità meno amare Dio e servirlo!

Il 25 di ottobre, nel pomeriggio, assiste a una interessante conferenza del P. Martimort su temi liturgici. Il 28 al convento di S. Anselmo, dopo aver assistito a preziose celebrazioni liturgiche, si intrattiene con il P. Vagaggini discutendo aspetti vari che affiorarono durante le prime settimane del Concilio.

 

Fin dall'inizio dei lavori del Concilio si realizzarono numerosi incontri tra i Vescovi e gradualmente si resero conto che ciò era uno degli aspetti più interessanti ed efficaci della celebrazione di questo importante evento ecclesiale. Incontri molto familiari e spontanei si realizzavano tra vescovi della stessa regione e del mondo. Mons. Angelo apprezzava molto incontrandosi con i colleghi italiani e soprattutto non perdeva l'occasione per intrattenersi con i latinoamericani, in particolare quelli del Brasile, Venezuela, Ecuador, Perù, Cile, Argentina e America Centrale.

Gli appuntamenti si fissavano in mattinata all'atrio della Basilica, prima di iniziare le congregazioni, per scambiarsi notizie, discutere di qualsiasi intervento, trasmettersi documenti, appunti.

Al pomeriggio e alla sera venivano offerti molti incontri in varie parti della città. I latinoamericani si radunavano nella sede provvisoria del Celam, presso la Radio Vaticana.

 

 

5.- VESCOVI DEL MONDO E CURIA ROMANA

 

Nell’Aula conciliare si continuava a discutere la schema sulla Liturgia. Si moltiplicavano gli oratori e le parole. Alcuni vescovi commentavano tra loro che non era più il caso di perdere un tempo così prezioso.

30 ottobre. Nel corso di un intervento caratteristico del Card. Ottaviani che si prolungò oltre il tempo stabilito, il Card. Alfrink, che quel giorno svolgeva la funzione di presidente, lo interruppe e per microfono gli disse: "Habe me excusatum ... jam quindecim momenta locutus es!” Un applauso frenetico scoppiò nell’Aula. Si coglieva nell’aria un avvertimento che la maggior parte dei vescovi stava percependo, che stesse per iniziare un altro stile di rapporti tra i Vescovi di tutto il mondo e la Curia romana.

Posteriormente il Card. Leger commenterà  riferendosi al caso: “ … esperienza preziosa ... ma dolorosa quella di questi rapporti nel tempo."

Nel frattempo si registrò un intervento del patriarca Massimo IV in difesa della lingua “vernacola” nella liturgia. "... il latino, affermò Massimo IV, non è un valore assoluto!"

 

I Vescovi colombiani se radunarono per esaminare i lavori del Concilio e gli atteggiamenti da assumere riguardo al tema della liturgia ricorrendo a un esperto per ottenere luci sui punti essenziali in materia. Mons. Zambrano informò tutti i presenti a proposito di un gruppo di Vescovi che si stava costituendo come "Chiesa dei poveri".

 

Incontro "patetico" con il card. Siri in una strada di Roma. Ricordarono le famose settimane degli Assistenti diocesani Azione Cattolica a Loreto e a Roma negli anni "gloriosi" del 1948, ‘49 e ‘50 in cui il Card. Siri era stato il "maestro". Commentano le vicende del Concilio. Il Card. Siri afferma: "Nell’Aula c’e’ qualcuno che parla perchè lo fanno parlare! … Per quanto riguarda le questioni sociali è tutto contenuto nelle encicliche .... Che cosa si vuole di più? ... Per quanto riguarda la liturgia ... che cosa è questo di ridurre il breviario? ... Che cosa ci guadagniamo? ... A Genova si continuerà con il breviario completo!"

 

Il 12 Novembre in Aula si ascoltano interventi molto appropriati e di grande ripercussione contro il lusso e l'ostentazione della ricchezza. Si comincia a mettere sotto tiro i "fasti" e le “pompe” del clero a tutti i livelli. Il giorno seguente, 13 novembre, Mons. Angelo partecipa con alcuni vescovi colombiani all'incontro del gruppo "Chiesa dei poveri" nel Collegio Belga (dove don Karol Woitjla risiedeva durante gli studi a Roma). Presiede l’incontro il Card. Gerlier di Lyon con il suo ausiliare.

 

6.- 14 NOVEMBRE: DUE BLOCCHI A CONFRONTO

 

Nell’Aula Conciliare si verifica un attacco frontale tra il "blocco europeo" e i rappresentanti della Curia Romana ... Gli epigoni sono da un lato il Card. Bea e dall'altro il Card. Ottaviani. Si allineano da un lato i vescovi della Germania, Austria, Olanda, Francia e quelli di Italia e Spagna dall'altro.

Tutti percepiscono le tensioni che si prospettano per le prossime congregazioni, si sperimenta anche una sensazione di disagio e si diffonde l’idea che le cose dovrebbero prendere un'altra direzione.

 

Per “Radio Vaticana” Mons. Angelo si rivolge a tutti i cattolici della Colombia, con un saluto speciale a quelli del Caquetá commentando il taglio pastorale del Concilio, specificando che è particolarmente un Concilio di Pastori, invitando alla preghiera e al rinnovamento della vita.

In Aula Conciliare, finalmente, si riprendono i lavori e viene proposto l’esame del tema delle fonti della Rivelazione.

 

20 novembre. Nell’Aula prosegue il clima di tensione e per uscire dall’impasse viene proposta una formula con una numerosa votazione. La "maggioranza" perse!

Nel pomeriggio grande festa nel Collegio Messicano. Parteciparono moltissimi vescovi latinoamericani con il Card. Garibi, Barrios, e altri. Presiedette Papa Giovanni XXIII che in un tono molto cordiale e familiare raccontò cose del Vaticano, nel cui giardino si trovava in stato di abbandono, una statua della Vergine di Guadalupe. Il Papa ne "ordinò" il restauro e l’abbellimento come una Regina: se lo meritava! “Una madre non dovrebbe mai essere accantonata.” Papa Giovanni risveglio’ uno straordinario entusiasmo tra tutti i presenti: Vescovi, sacerdoti e seminaristi.

 

 

7.- L'ATMOSFERA SI RISCHIARA

 

Il 21 Novembre. Dopo molti giorni di pioggia il sole torna a risplendere nel cielo di Roma ... E si rischiara anche l’atmosfera nell’Aula Conciliare, dopo la tempesta! Grazie a Dio e alla Vergine ... anche se non mancano riunioni pesanti e stucchevoli

 

Incontri a Propaganda Fide con il Card. Agagianian sul tema “Comité Misional”, organismo dei Prelati missionari colombiani. Dialogo con Mons. Baron, Arcivescovo di Khartoum (Sudan), un comboniano (i due si assomigliano per la forma del naso)... Racconta i molti problemi del Sudan... (si ritirerà in seguito per consegnare le redini a un sudanese!)

 

Il 29 agape nella Casa Procura IMC con alcuni Vescovi colombiani amici (Mons. Pablo Correa, Tulio Botero, Medina, Trujillo, Uribe Urdaneta). Ne seguirà un’altra il 1 dicembre con il Card. Concha, i Vescovi Duque, A. Rubio, Isaza, De Brigard, Calderón, Gómez con i curialisti Mons. Manuel Díaz e Carlos Vargas ...). Mons. Angelo funge da coordinatore degli incontri e dei dibattiti.

Si commenta il grido del Card. Ottaviani  in Aula: “Tolle, tolle” ... e l'intervento del vescovo Smeth sui tre stili: “trionfalismo, clericalismo, giuridicismo ...”

Mons. Angelo commenta che, con Mons. Medina, aveva partecipato a una riunione del gruppo "Chiesa dei poveri" e che il P. Congar aveva presentato una documentata motivazione storica sulla povertà della Chiesa.

 

 

8.- VERSO LA  CONCLUSIONE DELLA PRIMA SESSIONE

 

Dissertazione del P.Chiocchetta sulla "Storia dei Concili". Mons. Angelo partecipa a fianco dei Vescovi colleghi di consacrazione. I vescovi cinesi gli commentano le loro impressioni raffrontando la "cultura" asiatica e l’europea.

Il 2 dicembre, domenica, Mons. Angelo scrive nei suoi appunti: "Ho notato che il Papa mentre benediceva la folla aveva la voce molto roca e affaticata. Nel pomeriggio con Mons. Trinidade (brasiliano) partecipa a una conferenza offerta dal Prof. Folliet sulla povertà e posteriormente alla Transportina ascolta il Card. Bea sull’ecumenismo nei paesi africani. Per l’America latina si devono utilizzare altri criteri.

 

Nei giorni seguenti, 4-5-6, nell’Aula affiorano altri interventi che rafforzano i concetti che il gruppo della "Chiesa dei poveri" sta diffondendo. Il Card. Suenens interviene enfaticamente distinguendo la proiezione della Chiesa "ad intra" e "ad extra" nel dialogo con il mondo. Il Card. Montini aderisce alla tesi del Card. Suenens. Il Card. Lercaro si dichiara identificato con le tesi dei Card. Suenens e Montini ed espone alcuni punti fondamentali sulla povertà nella Chiesa, cosi come erano stati esaminati negli incontri del gruppo della “Chiesa dei poveri”.

Un vescovo del Congo insistette sull’idea che “… la chiesa deve ritornare al suo stato di missione… ecclesia est missionaria essentialiter... Ecclesia non est nisi ad missionem… Ogni pagina del Concilio dovrebbe vibrare con questa idea missionaria... Anticamente nessun vescovo o sacerdote era consacrato se non per la missione (senso pastorale)”

 

Mons. Angelo annota che il Concilio sta incontrando sempre meglio la tonica più opportuna per questa epoca. Il 7 dicembre ultima Congregazione.

8 dicembre, festa dell’Immacolata, chiusura della Prima Sessione del Concilio. Solennissima celebrazione. Nella voce del Papa si notano come certe vibrazioni che trasmettono a tutti un certo presentimento... “Lo rivedremo?”…

Saluti, abbracci e arrivederci tra vescovi europei, americani, africani, asiatici.

Mons. Angelo ritorna alla sua sede di Florencia (Caqueta’- Colombia), sempre più convinto che la povertà va vissuta … e non solo predicata!.

 

 

 


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