May 24, 2022 Last Updated 10:39 AM, May 23, 2022

Argentina: Natale a Estanislao del Campo e Pozo del Tigre

Categoria: I Nostri Dicono
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{mosimage}C'era una volta....un Natale da raccontare

C'era una volta una tigre che, puntualmente lasciava la foresta ed andava in un villaggetto a bere tranquillamente dell'acqua al pozzo... Gli abitanti dapprima spaventati incominciarono a disertare il pozzo e pensarono che fosse cosa buona abbandonarlo oppure eliminare la tigre.
Ma il problema era come fare? E così dediti a questi pensieri lasciavano passare il tempo che, spesso risolve tanti problemi senza troppo darsi da fare.

Un giorno, per sbaglio un bambino si trovava al pozzo, era riuscito a sfuggire ai controlli della famiglia e malauguratamente arrivò pure la tigre. Che situazione difficile, cosa fare si domandavano gli uomini del villaggio e soprattutto il padre del bambino. Ma straordinariamente, la tigre venne e condivise la sua acqua con quella del bambino e non gli recò alcun danno anzi lo aiutò a rinfrescarsi con l'acqua del pozzo.

Alla vista di ciò anche gli uomini più coraggiosi incominciarono ad avvicinarsi al pozzo e da quel giorno tutti aspettavano l'arrivo della tigre per dissetarsi con lei della stessa acqua e la fecero abitante d'onore del villaggio. E da quell'incontro della tigre con il bambino anche il villaggio si chiamò : Pozzo del Tigre, dove i bambini giocano con la tigre in un equilibrio ritrovato tra ecologia ed umanità che ha molto da insegnare.


{mosimage} Sembra la solita favoletta buona per il periodo di Natale, ritrovata chissà in quale libro di fiabe di qualche secolo fà. Invece no, è la storia che dà il nome ad una missione argentina, nella zona di Formosa, quasi al confine con il Paraguay, dove da alcuni anni vive e lavora un gruppetto di Missionari della Consolata. La zona piena di foresta e povera di gente è situata a circa 1.400km dalla capitale dell'immenso territorio dell'Argentina, in mezzo ad un popolo che è una mescolanza equilibrata di indigeni e di immigrati soprattutto del Paraguay, con vocazione a immigrare ancora vista la povertà del luogo e le poche risorse che contiene.

Il paesaggio si presenta con molto verde e pascoli sconfinati attorno all'unica strada asfaltata che unisce il centro con il nord-est dell'Argentina e con altri paesi latino americani. La gente, poco numerosa e dispersa in questa regione, si è stabilita attorno a questa unica arteria di comunicazione. In passato c'era anche una ferrovia, che ora non esiste più, si trova solo qualche troncone ricordo e qualche stazione decadente, a causa di una politica gestita dalla capitale da politici che curavano più i grandi interessi dello sfruttamento e non si preoccupavano della povera gente. Girando nei quartieri s'incontrano delle belle, nuove e disabitate costruzioni fatte fabbricare dai politici di turno e che fungono da specchio per le allodole solo per le promesse elettorali e che poi spariscono nel dimenticatoio generale. Ed intanto, aspettando il compiersi delle promesse, la gente continua a vivere in piccole case, spesso di una sola stanza in una fraterna mescolanza familiare. La gente vive di espedienti, di lavoretti, della campagna e con uno spirito di rassegnazione aspettando tempi migliori. Attorno al centro ci sono i campi degli indigeni abbandonati a se stessi, i più poveri tra i poveri.


Come Missionari della Consolata siamo presenti in due villaggi: Estanislao del Campo ed appunto Pozo del Tigre. Per tanti, presenza di punizione, così mi diceva il tassista che dalla capitale federale mi portava a prendere l'autobus di linea per recarmi a vivere il Natale da quelle parti. Mentre per noi, missionari, dono del Signore, perché dove vive la gente, dove stanno i più poveri là è il nostro posto e la nostra gioia. La zona a noi affidata abbraccia più o meno 6.000 Km2 con una popolazione di circa 7/8.000 persone.


La festa del Natale mi ha trovato a vivere con questi popoli ed è stata veramente grazia e dono. Gioia di un incontro con il Cristo che viene e che in certi posti si fa più presente e reale. Il Natale non è stato caratterizzato dal freddo, anzi faceva un caldo terribile, abbiamo toccato anche i 40 gradi all'ombra, e neanche dalle luci e dai negozi, in paese non ce ne sono tanti ed il giorno di festa è come gli altri giorni. Natale, non caratterizzato dai regali o dai vestiti nuovi, i poveri erano sempre gli stessi anche se dignitosi. Natale neanche sotto il segno delle folle. Non sono state troppe le persone che hanno partecipato alle celebrazioni, a causa del caldo e anche perché Natale è lavoro, preoccupazione, e attenzione alle cose quotidiane.

Ma vi assicuro che è stato un Natale di speranza.

{mosimage} La speranza vera che non è euforia o disordine, ma speranza di sapere che si può ancora andare avanti e che il Bambino che nasce viene anche per noi. Natale di speranza perché là dove i bambini possono giocare con la tigre non può esserci disperazione. Natale di speranza per i tanti piccoli testimoni che anche in questo luogo sono segno di qualcosa di nuovo e di diverso. Speranza del Natale sono i Missionari che vivono con questa gente. Speranza sono le Suore, anch’esse della Consolata, che il giorno di Natale non hanno avuto neanche la Santa Messa e pregavano a casa cantando: “Tu scendi dalle stelle”. Speranza per la signora Norma Rios, una ricca mamma di Buenos Aires che ha abbandonato tutto e vive da alcuni anni con suo marito in mezzo a questa gente, organizzando una cooperativa per le donne e cercando di smerciare i loro prodotti perché possano vivere con più dignità e decoro. Speranza del Natale nella comunità del NIÑO Jesus che proprio il giorno di Natale sotto quel caldo torrido, ha organizzato una Santa Messa con processione per le vie del villaggio con in trono il Gesù Bambino, dono per tutti e riconosciuto come il vero ed unico Re e Signore di cui ci si può fidare.


Mentre scrivo queste poche righe che certamente non possono spiegare quanto vissuto, sono in autobus pronto a tornare alla capitale e poi a Roma, preso nei miei pensieri. Sale una ragazza che subito, appena l'autobus parte, inizia a piangere.... che siano anche queste lacrime la speranza del Natale?


Ciao ed auguri a tutti di Buon Natale sotto il segno della Speranza.


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