Categoria: I Nostri Dicono
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La vita missionaria che è una vita spesa per gli altri presuppone la disponibilità di assumere le estreme conseguenze di tale scelta: dare la vita per gli altri. Il nostro Istituto non manca di persone che dedicandosi totalmente al servizio del Regno, hanno versato il loro sangue. Il 17 settembre 2009, si ricordava esattamente tre anni dopo, il martirio di Sr. Leonella Sgorbati, missionaria della Consolata che ha coronato il lavoro missionario delle suore missionarie della Consolata con il suo sangue a Mogadiscio tra i musulmani.

La comunità del seminario di Bravetta ha voluto dedicare una giornata di riflessione sul martirio visitando la Basilica di San Bartolomeo a Roma, che raccoglie le reliquie dei nuovi martiri del ventesimo secolo tra le quali si trova la croce di Sr. Leonella Sgorbati.


Il martirio indica sofferenza e perciò abbiamo voluto iniziare la giornata visitando la Chiesa di Santa Maria della Luce, la cappellania degli immigranti latino americani. Visitando questa chiesa, abbiamo voluto riflettere anche sulla sofferenza che gli immigranti subiscono soprattutto in questi tempi. Un Padre Scalabriniano ci ha spiegato un po’ le problematiche dell’immigrazione e il servizio che rendono con la collaborazione del nostro confratello Ermanno Savarino. Il padre ci ha anche fatto fare un bel giro nella chiesa ammirando le statue delle diverse Madonne sud-americane. Abbiamo così assaporato la ricchezza della spiritualità mariana dei popoli latino americani e dopo siamo andati nella Basilica di san Bartolomeo dove ci attendeva Don Romano della comunità di sant’Egidio.
Il Papa Giovanni Paolo II, prima del giubileo, ha voluto onorare i nuovi martiri del ventesimo secolo dedicandogli una chiesa nella sua diocesi di Roma. Infatti, il ventesimo secolo registra il più alto numero dei martiri in tutta la storia della Chiesa. Don Romano ci ha fatto capire che il martirio del ventesimo secolo si differenzia dalla tipologia del martirio dei secoli precedenti in quanto i martiri vengono uccisi o in oscurità o per apparenti ragioni politiche e sociali che poi diventano difficili da inquadrare nel concetto rigido del martirio. Ci ha dunque spiegato che chi dà la propria vita come San Massimilano Kolbe, o viene ucciso per la radicalità della sua fede come l’archivescovo Oscar Romero del Salvador e Sr Leonella sgobarti, è martire come colui/colei che è morto professando la propria fede nei primi secoli dell’era cristiana. Abbiamo concluso questa giornata forte con un momento di preghiera in memoria di tutti i martiri e i cristiani perseguitati.