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Il "noi" di San Luigi di Oujda

Foto ricordo alla fine della celebrazione Foto ricordo alla fine della celebrazione F. Giuliani
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Lo scorso 26 di settembre in tutta la chiesa si è celebrata la la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. In quest’anno 2021 il titolo scelto dal Santo Padre per il suo messaggio annuale è stato “Verso un noi sempre più grande”.

Per una fortunata coincidenza precisamente quel giorno il card. López Romero, vescovo  di Rabat (Marocco), consegnava ai Missionari della Consolata la parrocchia di San Luigi, nella città di Oujda, a solo 15 chilometri alla frontiera con l’Algeria. 

Padre Francesco Giuliani, che appartiene a quella nuova comunità Missionaria, faceva questa riflessione: “ Ringraziamo il Signore! Oggi il cardinale ci ha affidato la parrocchia che ha come scopo l'accoglienza dei migranti che arrivano dal deserto dell'Algeria: sono giovani provenienti da vari paesi al sud de Sahara, ce ne sino del Niger, della Guinea Bissau, del Camerun fra gli altri. Arrivano stanchi, affaticati, spesso malati. Restano fra noi qualche giorno per riprendere fiato, mangiare, lavarsi e poi continuare il viaggio verso i confini Spagnoli ed europei difficili da valicare. Gli ammalati si fermano fin quando non sono guariti: oggi abbiamo 20 ammalati e 60 di passaggio.

In questo modo noi vogliamo essere il noi di Papa Francesco: pensate che bello alla celebrazione erano presenti protestanti e mussulmani. Di sette nazioni diverse.

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Il card. López Romero con un giovane migrante malato. Foto. F. Giuliani

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