Jun 05, 2020 Last Updated 1:45 PM, Jun 4, 2020

Roma - Casa Generalizia: Pregare uniti ai missionari in prima linea

P. Fernando Florez, secondo da sinistra, bloccato a Iquitos con i membri dell'Equipe Itinerante. P. Fernando Florez, secondo da sinistra, bloccato a Iquitos con i membri dell'Equipe Itinerante.
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Si conclude domani 21 maggio, con la presentazione e preghiera per l’Etiopia, il viaggio che la comunità di Casa Generalizia ha fatto durante le celebrazioni dell’Eucarestia mattutina in questo periodo di quarantena.

Ogni mattina, il presidente di turno dell’Eucarestia illustrava brevemente la situazione del Paese con un particolare attenzione alle sofferenze causate dalla pandemia del coronavirus e chiedeva a tutti di pregare per i nostri missionari e per i più poveri e vulnerabili colpiti virus da altre ingiustizie.

Un Viaggio ideale durato 28 giorni per presentare e pregare per le altrettante nazioni dove i missionari della Consolata sono presenti nei quattro continenti.

Un viaggio fatto con il cuore per sentirci, nello spirito di famiglia, uniti ai missionari in prima linea e a rischio della vita per consolare e lenire le ferite dei più sofferenti e abbandonati

Un viaggio appassionato per denunciare l’inadeguatezza di leader incapaci di gestire l’emergenza, e per rinnovare la nostra opzione per i popoli indifesi, abbandonati alla mercé della pandemia e usurpati dal diritto alla vita e alla terra.

Un viaggio guidato dalla fede, che vince l’indifferenza e la rassegnazione e che intercede affinché la pandemia possa finire e si continui a lottare per la giustizia e la custodia della Casa Comune.

Un viaggio che deve continuare, con l’interessamento, la vicinanza e soprattutto attraverso il ricordo e la preghiera di intercessione.

Riportiamo di seguito la presentazione della Missione di Soplin Vargas nel Vicariato Apostolico di San José del Amazonas dove padre Fernardo Florez lavora

MISSIONE di SOPLÍN VARGAS – PERU

Il Vicariato Apostolico di San José del Amazonas si trova nella Regione di Loreto, nel nord-est del Peru, nella Provincia di Maynas, Ramon Castilla e Putumayo in piena foresta amazzonica. Si estende per circa 155.000 km e confina con Ecuador, Colombia e Brasile. Ha una popolazione di circa 150.000 abitanti, disseminata in piccoli villaggi e fattorie situate lungo i quattro principali fiumi Amazzonia, Napo, Putumayo e Yavaro. Contiene 16 missioni, che servono 704 comunità composte da autoctoni e altre popolazioni che abitano delle postazioni lungo le rive dei fiumi.

Il Vicariato San José dell’Amazonia si estende lungo distanze enormi - oltre 2.000 km di fiumi navigabili – e per questo è fortemente percepito l'isolamento tra le varie comunità. E’ proprio lungo le frontiere geografiche, dove si incrociano popoli e culture, conflitti e speranze, che la Chiesa deve essere presente: "chiamati ad essere missionari e missionarie senza frontiere, sempre pronti ad attraversare per approdare all’latra riva ".

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Soplín Vargas

La Missione Putumayo, situata a Soplìn Vargas, capitale del distretto, Provincia di Putumayo, Regione di Loreto, è stata assunta dai Missionari della Consolata il 18 marzo 2011 come luogo in cui l’annuncio del Vangelo diventa interagisce con Territorio, le Culture e Vita della gente.

Quanto al territorio, la fitta rete di fiumi che serpeggia nella foresta non rappresentano barriere di chiusura, ma frontiere aperte che uniscono territori e popolazioni, esperienze ecclesiali ed esistenziali, di circa 40 comunità composte dai popoli Kichwa, Murui Muina, Ajebeko Yajen, Secoya e gli abitanti delle rive dei fiumi.

Noi crediamo che la vita sia trasparenza del divino, il dono più bello che Dio abbia potuto farci, da custodire e mettere a disposizione degli altri.

Per questo motivo cerchiamo di valorizzare il ruolo dei leader perché siano loro a conservare e tramandare gli usi e costumi, ad essere essi stessi protagonisti della loro storia, facendo scelte in favore della vita, accompagnandoli nelle loro lotte giornaliere per difendere la vita qualora minacciata. Le popolazioni indigene in isolamento nella foresta sono le più vulnerabili tra tutte quelle che sono a rischio.

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Rapporto sulla Pandemia del Covid – 19

Al momento, e dopo 50 giorni di stato di emergenza nazionale e isolamento, i rapporti dei diversi posti di missione rilevano pericoli e necessità urgenti:

*        Il coronavirus si estende all'interno della foresta pluviale: nei distretti toccati da fiumi e anche nelle comunità dell’interno della foresta. Le ultime informazioni avute dalle nostre missioni parlano di più di 250 casi positivi e di 33 decessi.

*        La maggior parte delle comunità non dispone di servizi di base come l'acqua potabile, l'energia elettrica e la mancanza di mezzi di comunicazione; questo rende difficile organizzare una campagna di prevenzione a tappeto.

*        L'infrastruttura sanitaria in questi luoghi è molto precaria, quasi inesistente. Se l'epidemia dovesse diffondersi, provocherebbe un genocidio e un etnocidio.

*        Lo scarso personale sanitario presente sul territorio non dispone delle risorse più elementari per garantire prevenzione e sicurezza. Molti operatori sanitari si sono ammalati, alcuni dei quali, purtroppo, sono morti dall'inizio della pandemia, altri per paura del contagio si rifiutano di curare i pazienti infettati dal Covid-19.

*        Gli aiuti del governo al momento non stanno raggiungendo i segmenti di popolazione più lontani dai centri urbani.

*        Le restrizioni della mobilità per contenere il contagio, ha limitato molto le attività commerciali unica fonte di reddito quotidiano per molte famiglie

*        Si inizia a percepire la scarsità in molti prodotti di prima necessità.

*        La pandemia ha messo a nudo lo stato di abbandono e di collasso in cui è sprofondato da diversi anni il sistema sanitario nella regione. C’è penuria perfino di al paracetamolo negli stabilimenti.

*        Il numero di malati e di decessi nella città di Iquitos fa sì che gli sforzi delle autorità sanitarie (Direzione Regionale della Sanità) siano concentrati principalmente nella città, abbandonando le comunità della periferia e dell’interno in una situazione molto precaria.

*        A causa dell'aumento dell'epidemia di Iquitos e del conseguente collasso dell'ospedale regionale, molti altri casi di pazienti colpiti dall’infezione potrebbero essere trattati localmente se si trovassero dei cilindri di ossigeno adeguati alla cura.

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Ultima modifica il Mercoledì, 20 Maggio 2020 21:42
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