Jun 03, 2020 Last Updated 11:00 PM, May 31, 2020

Pasqua da vivere!

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“Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
Infatti, non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti”
. (Gv. 20,9)

“La Pasqua è una festa che va al cuore!” (Beato Giuseppe Allamano)

Carissimi Missionari, familiari, benefattori, amici;

Stiamo condividendo il contesto drammatico segnato dalla pandemia in Asia, in Europa e in America, le sofferenze di tante persone impaurite e smarrite, senza però distogliere lo sguardo dall’impegno dei nostri missionari e collaboratori a fianco di coloro che nel mondo continuano a vivere nel disagio e nelle difficoltà che esistevano prima dell’epidemia. Manifestiamo la nostra forte preoccupazione per l'arrivo del virus in altri Paesi, soprattutto in Africa, laddove stiamo lavorando, finora largamente risparmiati ma indubbiamente mal attrezzati a gestire una situazione drammatica, impreparati a contrastare il virus con un sistema sanitario debole e palesemente inadeguato.

È un momento gravido. In cui si sente la precarietà di tutto e dove prevale l’incertezza sul futuro. Mai come in questi giorni possiamo tornare a capire che siamo davvero tutti connessi. Che siamo responsabili della vita degli altri, e che di conseguenza il comportamento di ciascuno può fare la differenza. Per sé e per gli altri. In fondo, è propria la personale responsabilità l’ultima e definitiva barriera che può permettere di fermare il virus. Ma anche la prima e solida condizione per ricostruire il nostro futuro. Consapevoli che in realtà nessuno si salva da solo, una comunità autentica è davvero risanata quando non abbandona alcun suo membro.

Nei Vangeli Gesù usa più volte la parola aramaica “Kum”, che significa: ri-alzati! Cammina! Esci fuori! È una parola magica che profuma di risurrezione. Esci fuori. Rimettiti in moto. Ecco il significato profondo della Pasqua: ri-comincia a vivere!

Credere alla morte in croce di Gesù non facciamo fatica. Il dolore e la morte fanno parte della vita. Credere che Cristo è risorto è molto difficile. La ragione si ribella. È assurdo. Mentre sulla passione di Gesù i Vangeli ci forniscono tanti particolari (processo, flagellazione, sputi, tradimenti), sulla risurrezione invece, sono piuttosto silenziosi.

Quello che è accaduto la mattina di Pasqua di duemila anni fa, non lo sapremo mai. Infatti, i Vangeli non si preoccupano di portare prove per dimostrare che Gesù è veramente risorto. Perché? Perché la risurrezione non si dimostra. La Pasqua è un evento da vivere non da spiegare. Credere non è il frutto di un semplice ragionamento. Credere è vivere. Il credere nella resurrezione è uno stile di vita. È un modo di essere. La Pasqua è fatta di gesti, di sorrisi, di sguardi.

Giovanni nel suo Vangelo ci propone come esempio di credente una donna: la Maddalena. Una emarginata, una prostituta. È proprio lei che, per prima, il mattino di Pasqua, quando era ancora buio, corre al sepolcro e poi va ad annunciare ai discepoli che Cristo è risorto. La Maddalena crede perché era una innamorata. Credeva nella vita. Credeva nell’impossibile. La sua fede nasce dall’amore. La Maddalena insegna anche a noi oggi che si può imparare a credere solo se si impara ad amare.

Nella vita di ognuno ci sono momenti difficili e sfide da affrontare. In questi giorni, ai travagli quotidiani si aggiunge una prova per tutto il nostro mondo. Ciò che conta, però, non è la notte, ma come la attraversi: se scorgi una luce da lontano, allora avanzerai con coraggio e scoprirai che le tenebre non sono l’ultima parola. Gesù che risorge, ci offre un anticipo di luce nella notte che viviamo. Lasciamo che la nostra esistenza sia conquistata e trasformata dalla risurrezione!

La Pasqua è un invito a non rassegnarsi mai, è fare posto alla speranza, è mettere i piccoli al primo posto nella nostra attenzione quotidiana, è credere nella fraternità. L’amore e la vita sono più forti della morte. Non a caso Pasqua cade sempre di primavera. Primavera vuol dire gemme, fiori, attesa, speranza. È un invito a imparare a vivere da risorti per continuare il nostro servizio di Consolazione.

Buona Pasqua di Risurrezione a tutti!

Coraggio e avanti in Domino!

P. Stefano Camerlengo, IMC
Superiore Generale

Roma, 5 aprile 2020, Domenica delle Palme

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Ultima modifica il Domenica, 05 Aprile 2020 18:27
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