Feb 20, 2020 Last Updated 6:03 PM, Feb 17, 2020

Amore e amicizia nella Bibbia

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Rosanna Virgili, mercoledì 5 Febbraio 2020.

Salvati dall’amore

Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti i popoli –, ma perché il Signore vi ama e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri: il Signore vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla mano del faraone, re d’Egitto (Dt 7,7-8)

Gli Israeliti gemettero per la loro schiavitù, alzarono grida di lamento e il loro grido dalla schiavitù salì a Dio. Dio ascoltò il loro lamento, Dio si ricordò della sua alleanza con Abramo, Isacco e Giacobbe.  Dio guardò la condizione degli Israeliti, Dio se ne diede pensiero (Es 2,23-25)

La bibbia è gremita di storie d’amore, e tutto il primo testamento è una grande storia d’amore, è la storia della relazione che ha come protagonisti Dio stesso e il popolo che questo Dio si è scelto come destinatario del suo amore. Nel testo del Deuteronomio Dio per mezzo di Mosè spiega il motivo dell’amore privilegiato per questo popolo il quale non dipende dalle qualità e dalle doti di questo popolo –infatti voi siete il più piccolo di tutti i popoli– ma dall’ascoltate il lamento, vedere la condizione e sentire nel ventre la preoccupazione. Si tratta di un processo che produce l’irruzione dell’altro nella vita cambiando radicalmente tutto. Non è più lo stesso il popolo eletto che ha conosciuto la preoccupazione e l’amore di Dio e non è nemmeno più lo stesso Dio che si è giocato tutta la sua santità a favore di popolo che è diventato suo popolo. Le barriere sono abbattute, l’amore mette le persone sullo stesso livello, faccia a faccia, e produce il prendersi cura che marca in modo indelebile la storia di ognuno. Anche la storia di Dio è “modificata” dall’amore. L’amore nella bibbia non è mai un atto privato ma un atto pubblico perché produce dipendenza, umanità e comunità.

Oggi spesso si riduce l’amore a una affettività, a un “mi piace”, a un like. La persona è protagonista di questo amore e l’amore dura il tempo che dura il trasporto interiore. Niente di più diverso dall’amore che descrive la bibbia che è frutto di una storia, di un uscire da noi stessi, di una commozione interiore e profonda che modifica profondamente la nostra relazione con l’altro che amiamo e ci trasforma in qualcosa di nuovo dal quale non si può tornare indietro. È il rischio della fecondità quella vita che cambia la storia e la fa progredire.

Anche l’amore ferito ha un posto

Anche i problemi che produce un amore ferito sono conosciuti nella  bibbia. È il caso per esempio del re Davide la cui vicenda narrata dal secondo libro di Samuele (cap 11-12). La storia è abbastanza conosciuta e prende le mosse da quel che era successo al primo re di Israele: Saul. Questi voleva costruire un sistema monarchico assoluto dove tutti i carismi sarebbero stati accentrati nelle mani dell’unico sovrano. Saul incapace di costruire una relazione feconda e matura con le persone che gli stanno attorno, alla fine entra in depressione e Davide, come suonatore di arpa, entra a far parte della corte reale.

La vicenda di Davide, viziata da ogni tipo di peccato e ferita, diventa ad ogni modo rivelazione dell’amore secondo il modo di Dio che crea dipendenza, storia, perdono e misericordia. È la storia dell’amore proibito per Betsabea, sposa di Uria. Davide come re aveva già un gran numero di spose ma non poteva avere pretese su questa che era già moglie di un suo militare. E invece se ne invaghisce, da perfetto maschio primario la manda a prendere per possederla e poi la rimanda a casa dando per conclusa una breve storia di passione. Quando questa avvisa che è rimasta incinta Davide diventa cinico e capace di macchinare ogni tipo di stratagemma pur di disfarsi del problema... fino all’assassinato di Uria. Uria è l’uomo leale e amante che non vuole stare con sua moglie, coprendo così il peccato di Davide, per fedeltà al suo re... e invece Davide è l’uomo che nasconde il peccato, poi smascherato dal profeta con ipocrisia, doppiezza e omicidio.

Nel primo testamento non c’è relazione fra AMORE e MATRIMONIO. Il matrimonio è solo finalizzato alla concezione della prole, del figlio maschio che in lingua ebrea si dice “zakar” (la stessa radice di fare memoria). La concezione di una discendenza maschile è garanzia di memoria dopo la morte. Il nome del padre si conserva nel nome del figlio che sarà detto “figlio di”. Per questo è condannato l’adulterio come se si trattasse di un furto perché si ruba il grembo destinato al matrimonio a alla discendenza e nello stesso modo si condanna anche l’auto erotismo e la omosessualità perché non orientati alla generazione e alle responsabilità che ne derivano. Sono pochi i casi nella letteratura biblica dove amore e matrimonio sono posti sullo stesso livello, forse il piú importante è quello di Anna e Elkanà. (cf 1 Sam 1,1-8).

L’amore colonna vertebrale dell’Alleanza

Il gesuita spagnolo Luis Alonso Schökel ha dedicato la sua ultima lezione al Pontificio Istituto Biblico al libro del Cantico dei Cantici definendolo come il cardine dell’alleanza che sostiene tutto il primo testamento. Questo è l’unico libro in cui non compare direttamente il nome di Dio ma è una collezione di testi poetici dedicati all’amore che forse meglio di altri descrivono, usando la metafora sponsale presente anche nel Nuovo Testamento, la relazione fra Dio e l’umanità rappresentata nello sposo e la sposa protagonisti di questi poemi.

Questo libro della bibbia ha una dimensione corporea e relazionale che non possiamo dimenticare e non dobbiamo sottovalutare perché rivela l’amore come incontro “sensuale” (basato sui sensi) e si allontana dal linguaggio dualistico greco ed occidentale che distingue anima e corpo. Il cristianesimo è l’unica religione dove Dio si fa corpo (carne, cf Gv 1,14), che aspetta la resurrezione del corpo, e che si nutre del “corpo” del suo Dio. L’eucaristia é il corpo di Gesú risorto che fa esplodere la resurrezione e la pienezza di vita in colui che la consuma. Nel vangelo di Marco, quasi tutto composto da miracoli, questi sono atti corporei che implicano il guardare, l’ascoltare, il toccare, il sentire viscerale e profondo.

1.      Nel cantico dei Cantici la protagonista è la donna, la sposa. Quando la relazione sponsale tradizionale era imposta e costruita dallo sposo, nel Cantico è costruita dalla sposa e vista nella prospettiva femminile della stessa.

2.      La donna è alla ricerca dell’amato e lo fa con tentativi che la allontanano dalla sua zona di comfort. Nel profondo dell’idea biblica dell’amore c’è l’immagine dell’uscita, del viaggio che bisogna intraprendere per trovarsi con l’altro che da significato alla ricerca della sposa. L’incontro amoroso diventa scambio fecondo e un affidarsi reciproco che trasforma la vita di entrambi in modo irreversibile. Si dice che “l’amore è forte come la morte” perché, lo stesso che la morte, cambia irreversibilmente la vita.

3.      Nel cantico c’è l’azzeramento dei possessivi e il corpo non è mai sinonimo di istinto ma diventa la grammatica dell’amore. Di questa grammatica e di questo linguaggio profondo abbiamo bisogno ogni giorno di più. Separare l’amore dal corpo, come per lungo tempo si è fatto nella cultura occidentale e in parte ancora si fa, può produrre uno spiritualismo sterile o in idolatrie sostitutive pericolose.

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I sensi nel Cantico dei Cantici

1.      L’UDITO. Secondo le neuroscienze appartiene di piú alla sessualità della donna che a quella dell’uomo, più fondata sulla vista. “Una voce, l’amato mio” (2,8) è quella che innamora la sposa e provoca la primavera. In tutto il primo testamento la voce di Dio e l’ascolto sono all’origine dell’alleanza anche perché di Dio non si può produrre una rappresentazione materiale e visibile (cf Dt 4).

2.      IL PROFUMO, L’OLFATTO. I tuoi germogli sono un paradiso di melagrane, con i frutti più squisiti, alberi di cipro e nardo, nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo, Con ogni specie di alberi d’incenso, mirra e àloe, con tutti gli aromi migliori (4,13-14) Anche questa una immagine sponsale comune anche nel nuovo testamento. Lo vediamo per esempio nel testo dell’unzione di Betania (Mc 14,1-11) o negli unguenti profumati che si usano con il corpo crocifisso di Gesú e che erano propri delle feste nuziali (Gv 19,39).

3.      IL GUSTO. Le tue labbra stillano nettare, o sposa, c’è miele e latte sotto la tua lingua (4,11). Anche nella cultura greca il gusto aveva una dimensione “erotica” associato molto frequentemente al gusto del vino.

4.      LA VISTA. L’amato mio è bianco e vermiglio, riconoscibile fra una miriade. Il suo capo è oro, oro puro, i suoi riccioli sono grappoli di palma, neri come il corvo. I suoi occhi sono come colombe su ruscelli d’acqua; i suoi denti si bagnano nel latte, si posano sui bordi. Le sue guance sono come aiuole di balsamo dove crescono piante aromatiche, le sue labbra sono gigli che stillano fluida mirra. Le sue mani sono anelli d’oro, incastonati di gemme di Tarsis. Il suo ventre è tutto d’avorio, tempestato di zaffiri. Le sue gambe, colonne di alabastro, posate su basi d’oro puro. Il suo aspetto è quello del Libano, magnifico come i cedri (5,10-15). La vista esige tempo, la lettura metaforica dell’immagine. Esige una contemplazione prolungata che possiamo supporre esserci stata al momento di scrivere questi versetti che sono una collezione di metafore che descrivono ogni dettaglio del corpo dell’amato.

5.      IL TATTO. «Aprimi, sorella mia, mia amica, mia colomba, mio tutto; perché il mio capo è madido di rugiada, i miei riccioli di gocce notturne». «Mi sono tolta la veste; come indossarla di nuovo? Mi sono lavata i piedi; come sporcarli di nuovo?». L’amato mio ha introdotto la mano nella fessura e le mie viscere fremettero per lui. Mi sono alzata per aprire al mio amato. Ho aperto allora all’amato mio, ma l’amato mio se n’era andato, era scomparso. Io venni meno, per la sua scomparsa (5,2-5a.6). C’è tutta una preparazione per l’incontro... ma alla fine questo incontro non si produce. Il tatto è come un oasi nel deserto, un luogo di riposo. L’amore del Cantico è fatta di attimi di estasi ma anche di profondi deserti da attraversare. Nel vangelo di Luca abbiamo l’immagine della peccatrice che é maestra d’amore... i suoi peccati saranno perdonati perché ha molto amato, el il suo amore comincia dai piedi e percorre tutto il corpo di Gesù (cf Mc 14,1-11).

Amore e misericordia

È abbastanza comune nella tradizione biblica vedere associate immagini che parlano di amore, delusione e misericordia. Alcune importanti possono essere le seguenti.

1.      ISAIA 1,10-20. Il popolo di Gerusalemme è descritto come il popolo di Sodoma e Gomorra. La ragione di questo trova la sua origine nel culto corrotto dove Dio non accetta sacrifici offerti da mani che grondano sangue, i loro sacrifici lo fanno vomitare. Eppure anche nel caso di un peccato così grave resta spazio per il perdono e la misericordia... frutto dell’incontro e il dialogo (cf 1,18). Diventa allora necessario Cessate di fare il male, imparate a fare il bene (Is 1,16-17): la prima azione è una azione puntuale e invece la seconda una azione continuata perché imparare è in ogni caso un processo.

2.      ESODO 20 e 34. Nell’elaborazione dell’alleanza fra Dio e il popolo di Israele guidato da Mosè si intromette costantemente il peccato e l’infedeltà del popolo. Dopo il tradimento rappresentato dal vitello di oro, che rappresenta la divinità ma questa facile da manipolare, cambia la descrizione che Dio fa di se stesso. Nella prima redazione dell’alleanza nel capitolo 20 dice Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile (Es 20,2) e invece nella seconda nel capitolo 34 dice Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato (Es 34,6-7a)

3.      GIOVANNI 21. Pietro, che ha rinnegato Gesú, nella mentalità del popolo di Israele fa incluso qualcosa che è più grave dello stesso tradimento di Giuda. Tradire vuole dire abbandonare un cammino fatto assieme e, senza rinnegare il passato, cambiare strada. Invece rinnegare vuole dire rubare la vita e i tempi passati assieme, ciò che è stato costruito assieme ed é frutto del comune cammino. Per questo dopo la resurrezione Gesù interpella direttamente Pietro e in due occasioni chiede se lo ama... per due volte la risposta è la stessa “ti voglio bene” (due verbi alquanto diversi). Nella terza occasione Gesù cede e la domanda diventa “mi vuoi bene” ricevendo la stessa risposta delle prime due volte ma in questo caso allineata alla domanda. Per amare Gesù non si arrocca sulle sue posizioni.

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ROSANNA VIRGILI

Rosanna Virgili, marchigiana, laureata in Lettere e Filosofia e licenziata in Scienze bibliche al Pontificio Istituto Biblico di Roma, è docente di Esegesi presso l’Istituto Teologico Marchigiano. Tiene conferenze di carattere biblico in tutta Italia e collabora a diverse riviste. Coordinatrice del volume Vangeli al femminile, ha curato l’introduzione generale ai vangeli, la traduzione e il commento del vangelo secondo Luca e l’excursus finale.

Libri pubblicati

Amori e amicizie nella Bibbia (Ed. Immacolata, Borgonuovo di Sassomarconi 2017)

Eros, puro, amabile, dolce (Cittadella, Assisi 2009)

— Geremia, l'incendio e la speranza. La figura e il messaggio del profeta (EDB, Bologna 2010)

— Ezechiele. Il giorno dopo l'ultimo (EDB, Bologna 2000)

— Giustizia e fraternità. Beato oggi l'operatore di pace (Saronno 2002)

— Vostro giudice sarà la pace. Lectio divina su testi di Isaia (Paoline, Milano 2006)

— Le stanze dell'amore. Amore, coppia, matrimonio nella Bibbia (Cittadella, Assisi 2009)

— Su la maschera! Usi e abusi da Ester alla chirurgia estetica (Cittadella, Assisi 2010)

— La casa, spazio di tenerezza, misericordia e grazia (Ed. Immacolata, Borgonuovo di Sassomarconi 2010)

— La forza del cuore. Figure femminili nel Primo Testamento (Ed. Immacolata, Borgonuovo di Sassomarconi 2012)

— Il "no" di Elisabetta. Lettura di Lc 1-2 (Editrice Ancora, Milano 2013)

— I Vangeli tradotti e commentati da quattro bibliste, (coautrici: R. Manes, A.Guida, M.Nicolaci, Áncora, Milano 2015)

— Amare anima e corpo (coautore B.Uberti, Centro Ambrosiano, Milano 2015)

— Nell'intimità della tua casa. La chiara parola dell'Amoris Laetitia (coautrice R.Fersini, Áncora, Milano 2017)

— L'età della vertigine (ITL, Milano 2017)

— Ai ritmi del cuore (coautrice Diana Papa, Dehoniane, Bologna 2018)

— Qual è il tuo nome? (Ed. Qiqajon, 2019)

 

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Amor y amistad en la Biblia

Salvado por el amor

El Señor se ha unido a vosotros y os ha elegido, no porque seáis más numerosos que todos los demás pueblos -de hecho, sois el más pequeño de todos los pueblos-, sino porque el Señor os ama y porque quiso cumplir el juramento que hizo a vuestros padres: el Señor os hizo salir con mano poderosa y os redimió liberándoos de la condición servil, de la mano del faraón, rey de Egipto (Dt 7,7-8).

Los israelitas gemían por su esclavitud, levantaban gritos de lamento y su grito de esclavitud se elevaba hasta Dios. Dios escuchó sus lamentos, Dios recordó su pacto con Abraham, Isaac y Jacob. Dios miró la condición de los israelitas, Dios pensó en ellos (Ex 2,23-25).

La Biblia está llena de historias de amor, y todo el Primer Testamento es una gran historia de amor, es la historia de la relación que tiene Dios mismo y el pueblo que este Dios ha elegido como receptor de su amor. En el texto del Deuteronomio Dios, a través de Moisés, explica el motivo del amor privilegiado a este pueblo que no depende de las cualidades y dones de este pueblo -de hecho, eres el más pequeño de todos los pueblos- sino de ESCUCHAR el lamento, VER la condición y SENTIR EN LA VENTANA la preocupación. Es un proceso que produce la irrupción del otro en la vida y lo cambia todo radicalmente. Ya no es el mismo pueblo elegido que ha conocido la preocupación y el amor de Dios, ni es el mismo Dios que ha apostado toda su santidad en nombre del pueblo que se ha convertido en su pueblo. Las barreras se rompen, el amor pone a la gente al mismo nivel, cara a cara, y produce el cuidado que marca indeleblemente la historia de cada uno. La historia de Dios también está "modificada" por el amor. El amor en la Biblia nunca es un acto privado sino un acto público porque produce dependencia, humanidad y comunidad.

Hoy en día el amor se reduce a menudo a una afectividad, a un "me gusta". La persona es la protagonista de este amor y el amor dura el tiempo que dura el viaje interior. Nada es diferente del amor que describe la Biblia, que es el fruto de una historia, de una salida de nosotros mismos, de una emoción interna y profunda que cambia profundamente nuestra relación con el otro que amamos y nos transforma en algo nuevo del que no hay vuelta atrás. Es el riesgo de la fertilidad esa vida que cambia la historia y la hace progresar.

Incluso el amor herido tiene un lugar

Los problemas que produce un amor herido también se conocen en la Biblia. Este es el caso, por ejemplo, del Rey David cuya historia se cuenta en el 2 Samuel 11-12. La historia es bastante conocida y se basa en lo que le sucedió al primer rey de Israel: Saúl. Quería construir un sistema monárquico absoluto donde todos los carismas estuvieran centralizados en las manos del único soberano. Saúl, incapaz de construir una relación fructífera y madura con la gente que le rodeaba, finalmente se deprimió y David, como arpista, pasó a formar parte de la corte real.

La historia de David, estropeada por todo tipo de pecados y heridas, se convierte en cualquier caso en una revelación de amor a la manera de Dios que crea dependencia, historia, perdón y misericordia. Es la historia de un amor prohibido por Betsabé, la novia de Urías. David como rey ya tenía un gran número de novias, pero no podía reclamar a esta que ya era la esposa de uno de sus soldados. Y en vez de eso se enamora de ella, como un perfecto macho primario la envía a tomarla para poseerla y luego la envía a casa, terminando una corta historia de pasión. Cuando advierte que está embarazada, David se vuelve cínico y capaz de tramar cualquier tipo de estratagema para deshacerse del problema... hasta el asesinato de Urías. Urías es el hombre leal y amante que no quiere estar con su esposa, cubriendo así el pecado de David, por fidelidad a su rey... y en cambio David es el hombre que oculta el pecado, luego desenmascarado por el profeta con hipocresía, duplicidad y asesinato.

En el Primer Testamento no hay relación entre el AMOR y el MATRIMONIO. El matrimonio sólo tiene como objetivo la concepción de la descendencia, del hijo varón que en el idioma hebreo se llama "zakar" (la misma raíz de hacer memoria). La concepción de una descendencia masculina es una garantía de memoria después de la muerte. El nombre del padre se conserva en el nombre del hijo que será llamado "hijo de". Por esta razón, el adulterio se condena como si fuera un robo porque el útero destinado al matrimonio es robado a los descendientes y de la misma manera, el autoerotismo y la homosexualidad se condenan porque no se orientan hacia la generación y las responsabilidades que se derivan de ella. Hay pocos casos en la literatura bíblica en los que el amor y el matrimonio se sitúan al mismo nivel, quizás el más importante sea el de Anna y Elkanà. (cf. 1 Sam 1,1-8).

El amor la espina dorsal de la Alianza

El jesuita español Luis Alonso Schökel dedicó su última conferencia en el Pontificio Instituto Bíblico al libro del Cantar de los Cantares, definiéndolo como la piedra angular de la alianza que sustenta todo el Primer Testamento. Este es el único libro en el que el nombre de Dios no aparece directamente, sino que es una colección de textos poéticos dedicados al amor que quizás mejor que otros describen, utilizando la metáfora de los esposos también presente en el Nuevo Testamento, la relación entre Dios y la humanidad representada en el novio y la novia protagonistas de estos poemas.

Este libro de la Biblia tiene una dimensión corpórea y relacional que no podemos olvidar y no debemos subestimar porque revela el amor como un encuentro "sensual" (basado en los sentidos) y se aleja del lenguaje dualista griego y occidental que distingue el alma y el cuerpo. El cristianismo es la única religión en la que Dios se hace cuerpo (carne, cf. Jn 1,14), que espera la resurrección del cuerpo y que se alimenta del "cuerpo" de su Dios. La Eucaristía es el cuerpo de Jesús resucitado que hace estallar la resurrección y la plenitud de vida en quien la consume. En el Evangelio de Marcos, casi todo compuesto de milagros, se trata de actos corporales que implican mirar, escuchar, tocar, sentir visceral y profundamente.

1.         En el Cantar de los Cantares el protagonista es la mujer, la novia. Cuando la relación nupcial tradicional se impuso y fue construida por el novio, en el cántico es construida por la novia y vista desde la perspectiva femenina de la novia.

2.         La mujer busca al amado y lo hace con intentos que la alejan de su zona de confort. En la profundidad de la idea bíblica del amor está la imagen de la salida, del viaje que uno debe emprender para encontrarse con el otro que da sentido a la búsqueda de la novia. El encuentro amoroso se convierte en un intercambio fructífero y en una confianza mutua que transforma la vida de ambos de manera irreversible. Se dice que "el amor es tan fuerte como la muerte" porque, al igual que la muerte, cambia irreversiblemente la vida.

3.         En el cántico no está el posesivo, el cuerpo nunca es sinónimo de instinto sino que se convierte en la gramática del amor. Necesitamos esta gramática y este profundo lenguaje más y más cada día. Separar el amor del cuerpo, como se ha hecho durante mucho tiempo en la cultura occidental y en parte todavía se hace, puede producir un espiritualismo estéril o peligrosas idolatrías sustitutivas.

Los sentidos en el Cántico de los Cánticos

1.         LA ESCUCHA. Según la neurociencia pertenece más a la sexualidad de la mujer que a la del hombre, más basada en la vista. "Una voz, mi amada" (2,8) es la que enamora la novia y provoca la primavera. A lo largo del Primer Testamento, la voz de Dios y la escucha están en el origen de la alianza también porque no se puede producir una representación material y visible de Dios (cf. Dt 4).

2.         EL PERFUME, EL SENTIDO DEL OLFATO. Sus brotes son un paraíso de granadas, con los más exquisitos frutos, árboles de ciprés y nardo, nardo y azafrán, canela y cinamomo, con todo tipo de árboles de incienso, mirra y áloe, con todos los mejores aromas (4,13-14) Esta también es una imagen conyugal común en el Nuevo Testamento. Lo vemos por ejemplo en el texto de la unción de Betania (Mc 14,1-11) o en los ungüentos perfumados que se usan con el cuerpo crucificado de Jesús y que eran típicos de las fiestas nupciales (Jn 19,39).

3.         SABOR. Tus labios rezuman néctar, oh novia, hay miel y leche bajo tu lengua (4,11). Incluso en la cultura griega el sabor tenía una dimensión "erótica" muy frecuentemente asociada con el sabor del vino.

4.         LA VISTA. Mi amado es blanco y bermellón, reconocible entre una miríada. Su cabeza es de oro, oro puro, sus rizos son racimos de palma, negros como el cuervo. Sus ojos son como palomas en los arroyos de agua; sus dientes se bañan en leche, descansan en los bordes. Sus mejillas son como balsameras donde crecen plantas aromáticas, sus labios son lirios que rezuman mirra líquida. Sus manos son anillos de oro, con brotes de Tarsis. Su vientre es todo marfil, tachonado de zafiros. Sus piernas, columnas de alabastro, puestas sobre bases de oro puro. Su aspecto es el del Líbano, tan magnífico como los cedros (5,10-15). La vista lleva tiempo, la lectura metafórica de la imagen. Exige una prolongada contemplación que podemos suponer que fue en el momento de escribir estos versos, que son una colección de metáforas que describen cada detalle del cuerpo del amado.

5.         EL TACTO. "Ábreme, hermana mía, amiga, paloma, todo mío; porque mi cabeza está llena de rocío, mis rizos de gotas nocturnas". "Me he quitado la bata; ¿cómo volver a usarla? Me he lavado los pies; ¿cómo volver a ensuciarlos?" Mi amado metió la mano en la grieta, y mis entrañas temblaron por él. Me levanté para abrirme a mi amada. Me abrí entonces a mi amado, pero mi amado se había ido, se había ido. Yo me vine abajo, por su desaparición (5,2-5a.6). Hay mucha preparación para el encuentro... pero al final este encuentro no ocurre. El tacto es como un oasis en el desierto, un lugar de descanso. El amor del Cántico está hecho de momentos de éxtasis, pero también de profundos desiertos por cruzar. En el Evangelio de Lucas tenemos la imagen de la pecadora que es maestra de amor... sus pecados le serán perdonados porque ha amado mucho, y su amor comienza a sus pies y recorre todo el cuerpo de Jesús (cf. Mc 14,1-11).

Amor y misericordia

Es bastante común en la tradición bíblica ver imágenes asociadas que hablan de amor, decepción y misericordia. Algunas importantes pueden ser las siguientes.

1.         ISAIA 1.10-20. El pueblo de Jerusalén se describe como el pueblo de Sodoma y Gomorra. La razón de esto encuentra su origen en el culto corrupto donde Dios no acepta los sacrificios ofrecidos por manos que chorrean sangre, sus sacrificios los hacen vomitar. Sin embargo, incluso en el caso de un pecado tan grave, queda espacio para el perdón y la misericordia... fruto del encuentro y el diálogo (cf. 1,18). Se hace necesario dejar de hacer el mal, aprender a hacer el bien (Is 1,16-17): la primera acción es una acción puntual y la segunda una acción continua porque el aprendizaje es en todo caso un proceso.

2.         Éxodo 20 y 34. En la elaboración del pacto entre Dios y el pueblo de Israel dirigido por Moisés, el pecado y la infidelidad del pueblo es una constante intrusión. Después de la traición representada por el becerro de oro, que representa la divinidad pero que es fácil de manipular, la descripción que Dios hace de sí mismo cambia. En el primer borrador de la alianza en el capítulo 20 dice Yo soy el Señor, tu Dios, que te saqué de la tierra de Egipto, de la condición de siervo (Ex 20,2) y en el segundo en el capítulo 34 dice El Señor, el Señor, Dios misericordioso y piadoso, lento para la ira y rico en amor y fidelidad, que guarda su amor por mil generaciones, que perdona la culpa, la transgresión y el pecado (Ex 34,6-7a).

3.         JUAN 21. Pedro, que repudió a Jesús, incluye en la mentalidad del pueblo de Israel algo más grave que la propia traición de Judas. Traicionar significa abandonar un viaje hecho juntos y, sin negar el pasado, cambiar el camino. En cambio, negar significa robar la vida y los tiempos pasados juntos, lo que se ha construido juntos y es el fruto del camino común. Por eso, después de la resurrección, Jesús le pregunta a Pedro directamente y dos veces si lo ama... dos veces la respuesta es la misma: "Te quiero". (dos verbos muy diferentes). En la tercera ocasión Jesús cede y la pregunta se convierte en "¿me quieres?" recibiendo la misma respuesta que las dos primeras veces, pero en este caso alineada con la pregunta. Para amar a Jesús, no se enroca en sus posiciones.

ROSANNA VIRGILI

Rosanna Virgili, de las Marcas, licenciada en Literatura y Filosofía y despedida en Ciencias Bíblicas en el Pontificio Instituto Bíblico de Roma, es Profesora de Exégesis en el Instituto Teológico de Las Marcas. Da conferencias de carácter bíblico en toda Italia y colabora con varias revistas. Coordinadora del volumen Vangeli al femminile, supervisó la introducción general de los Evangelios, la traducción y el comentario del Evangelio según Lucas y el excurso final.

Libros publicados

— Amori e amicizie nella Bibbia (Ed. Immacolata, Borgonuovo di Sassomarconi 2017)

— Eros, puro, amabile, dolce (Cittadella, Assisi 2009)

— Geremia, l'incendio e la speranza. La figura e il messaggio del profeta (EDB, Bologna 2010)

— Ezechiele. Il giorno dopo l'ultimo (EDB, Bologna 2000)

— Giustizia e fraternità. Beato oggi l'operatore di pace (Saronno 2002)

— Vostro giudice sarà la pace. Lectio divina su testi di Isaia (Paoline, Milano 2006)

— Le stanze dell'amore. Amore, coppia, matrimonio nella Bibbia (Cittadella, Assisi 2009)

— Su la maschera! Usi e abusi da Ester alla chirurgia estetica (Cittadella, Assisi 2010)

— La casa, spazio di tenerezza, misericordia e grazia (Ed. Immacolata, Borgonuovo di Sassomarconi 2010)

— La forza del cuore. Figure femminili nel Primo Testamento (Ed. Immacolata, Borgonuovo di Sassomarconi 2012)

— Il "no" di Elisabetta. Lettura di Lc 1-2 (Editrice Ancora, Milano 2013)

— I Vangeli tradotti e commentati da quattro bibliste, (coautrici: R. Manes, A.Guida, M.Nicolaci, Áncora, Milano 2015)

— Amare anima e corpo (coautore B.Uberti, Centro Ambrosiano, Milano 2015)

— Nell'intimità della tua casa. La chiara parola dell'Amoris Laetitia (coautrice R.Fersini, Áncora, Milano 2017)

— L'età della vertigine (ITL, Milano 2017)

— Ai ritmi del cuore (coautrice Diana Papa, Dehoniane, Bologna 2018)

— Qual è il tuo nome? (Ed. Qiqajon, 2019)

 

 

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