Nov 22, 2019 Last Updated 11:01 PM, Nov 20, 2019

L'Amazzonia ha molto da insegnare al mondo e alla Chiesa

L'Amazzonia ha molto da insegnare al mondo e alla Chiesa Foto: Jaime C. Patias IMC
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Fernando Lopez, SJ, dell’Equipe Itinerante condivide le sue impressioni sul sinodo per l'Amazzonia (6 a 27/10) dopo una settimana di lavoro. "È tempo di Kairos. Non potevamo mai immaginare che a Roma, all'interno della Basilica di San Pietro, l'Amazzonia sarebbe stata piantata. Kairos significa profezia. È l'ora dello spirito. Nessuno avrebbe potuto immaginare che l'Amazzonia sarebbe arrivata in Vaticano. Ma profezia, kairos significa anche due cose: il tempo dell'annuncio e il tempo della denuncia. I nostri fratelli indigeni con i loro dipinti, con i loro ‘cocare’, danze e canti, annunciano che un altro mondo è possibile, che il Vivere Bene per tutto il pianeta, per tutti gli esseri che abitano la casa comune, è possibile. Ma la profezia è anche denuncia. Con le loro danze denunciano il progetto di morte legato al capitale e al denaro che vogliono solo trarre profitto, dove la vita delle persone è merce. È denuncia di che non possiamo servire due signori: al Dio della vita e al dio denaro", dice il missionario che è a Roma con un gruppo di missionari, missionarie e leaders indigeni per promuovere le attività nella Tenda Amazzonica: Casa Comune, uno spazio di riflessione, condivisione e preghiera in piena armonia con il Sinodo.

"Più grande è la diversità, più divino, e possiamo raggiungere l'unità nella diversità e nella complementarità. L'Amazzonia è il volto della Trinità perché è unità nella diversità e nella complementarità. Riempire la basilica vaticana di colore, danze, altri modi di pregare e avvicinarsi al mistero di Dio è profezia perché è testimoniare che la Trinità è viva. Più diverso, più divino. È unità nella diversità e non nell'uniformità. E l'Amazzonia ha molto da insegnare al mondo e alla chiesa che la diversità è principio teologico. Non dobbiamo avere paura della diversità, dobbiamo imparare a vivere e a pregare nella diversità perché è questo che rende possibile la vita", ha sottolineato Fernando.

"Una foresta senza l'altra, non arriva a soluzione. Dobbiamo continuare a piantare in Amazzonia perché è organo vitale per il mondo, ma dobbiamo anche piantare in questa foresta di asfalto e in tutte le foreste del mondo. Le grandi aziende sono in Amazzonia depredando e uccidendo perché qualcuno nel mondo consuma.... Se tutti ballassimo la danza della vita e affrontassimo i progetti di morte, le generazioni future potrebbero continuare questa danza della vita sopra la Madre Terra, la Casa Comune."

Fernando Lopez sj, Equipe Itinerante (Video)

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