Sep 18, 2019 Last Updated 9:04 PM, Sep 17, 2019

Luoghi santi in Polonia ispirano Esercizi Spirituali della Consolata

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Un gruppo di 26 missionari che lavorano nella nuova Regione Europa dei Missionari della Consolata, si sono uniti in Polonia per gli esercizi spirituali

La Polonia ha accolto un gruppo di missionari della Consolata che lavorano nel continente europeo per un ritiro itinerante. L'iniziativa si è svolta tra il 28 agosto e il 1 settembre e ha radunato i missionari dei gruppi Italia, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Polonia e Casa Generalizia.

Lontano dal classico 'Una casa di ritiri e un predicatore', si è sperimentato un nuovo modello di esercizi spirituali, itinerante, senza posto fisso. L'idea era di passare attraverso alcuni luoghi significativi per la Chiesa di Polonia, per la Chiesa Universale, e per il mondo. "Un incontro itinerante per incontrare santi e luoghi santi in Polonia", ha spiegato subito nel primo giorno padre Luca Bovio, missionario della Consolata italiano che lavora in quel paese europeo, che, con altri due colleghi della comunità, hanno organizzato questo ritiro europeo.

Le visite e le riflessioni si sono concentrate su luoghi come il Santuario di San Giovanni Paolo II e il Santuario della Divina Misericordia a Cracovia, così come i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau, seguiti dal Santuario di Czestochowa, e concludendo a Varsavia con una messa e un pranzo di chiusura degli Esercizi Spirituali nella casa e nella comunità dei missionari della Consolata.

La figura ispiratrice di Karol Wojtyla

Santuario di San Giovanni Paolo II a Lagiewniki, Cracovia

Il primo giorno del ritiro si è svolto nei locali del santuario dedicato a San Giovanni Paolo II a Lagiewniki, Cracovia, e le riflessioni sono state proposte da padre Dariusz, parroco in una parrocchia del centro storico. Con un dottorato sulla figura di San Giovanni Paolo II, questo sacerdote diocesano fece due belle e fondate riflessioni su "Giovanni Paolo II e il Sacerdozio", e "Giovanni Paolo II ai sacerdoti". Inoltre, ha condiviso aspetti interessanti della vita e dell'opera del Papa polacco, ancora come seminarista, sacerdote e poi vescovo di Cracovia.

Panello con una delle devozioni di San GP II.

In un secondo momento ha fatto una guida di gruppo attraverso gli angoli del santuario, spiegando la grande ricchezza di cappelle e pannelli in particolare la Basilica, dedicata a un papa che aveva come motto di vita "Non abbiate paura!". Oltre a questo invito a non avere paura - “delle proprie fragilità, delle persone e di Cristo" -, Padre Dariusz ha sottolineato un altro aspetto che è considerato un segno forte nella spiritualità e nel senso pastorale di Karol Wojtyla: il tema della paternità. Il mondo di oggi e soprattutto i giovani "ha bisogno di sacerdoti con grande senso di paternità: in grado di ascoltarli, di accoglierli, di dare consigli per la vita", ha sottolineato Dariusz, mentre stava spiegando in grande dettaglio tutta la teologia e la visione biblica e pastorale che sottosta’ a tutta l'architettura, l'arte sacra e l'iconografia di quel santuario.

   

   

   

Santuario della Divina Misericordia

Santuario della Divina Misericordia

Vicino al santuario di San Giovanni Paolo II si trova il Santuario della Divina Misericordia, sempre a Lagiewniki, ed è lì che si è svolto il secondo giorno di ritiro. Suor Elizabeth, ex-superiora generale della Congregazione delle Suore della Madonna della Misericordia, accanto al santuario, ci ha tenuto due conferenze sul Sacerdozio e la misericordia. Santa Faustina Kowalska, religiosa, mistica, è nata, ha vissuto parte della sua vita ed è morto in quel convento. A causa delle apparizioni ricevute, fu l'iniziatrice del Culto della Divina Misericordia, un culto che in seguito Papa Giovanni Paolo II (ancora prima di essere Papa andava a pregare in quel convento) ha promosso nel suo pontificato, così come la devozione a Santa Faustina. Suor Elisabetta ha fatto due riflessioni: la prima versata sul sacerdozio nel diario di Santa Faustina e la seconda, più teologica, sul ruolo del sacerdote nella proclamazione della Misericordia. Un viaggio attraverso gli angoli del convento e il santuario, di cui si prendono cura, è stato anche di grande aiuto alla riflessione.

Suor Elisabetta che ha fatto le due conferenze e ha guidato la visita al Santuario della Divina Misericordia   

La giornata si è conclusa con la preghiera dei Vesperi nella parrocchia di Santa Croce (dove il sacerdote che ha fatto le riflessioni del primo giorno è parroco), nel centro storico della città di Cracovia. Un tempio che curiosamente ha al centro, vicino all'ingresso, una grande colonna che lo mantiene forte e in piedi per 8 secoli. Di grande simbolismo, dunque. Prima di cena e al crepuscolo, si seguì una gita per la città.

Il silenzio, di fronte al male

Aushwitz

La visita ai campi di concentrazione e sterminio di Aushwitz e Birkenau, dove centinaia di migliaia di persone (bambini inclusi) sono state torturate e uccise durante la Seconda guerra mondiale, ha segnato il terzo giorno degli esercizi. Una guida ci ha portato attraverso i vari angoli del campo: dai blocchi dove i prigionieri erano affollati, senza alcuna igiene, cibo dignitoso o assistenza sanitaria; alle camere a gas e ai forni crematori. In faccia e nello sguardo del visitatore, la domanda si poteva leggere chiaramente: Come è stato ciò possibile? Di fronte a tale barbarie, siamo rimasti in silenzio allo stesso tempo rumoroso ed eloquente come risposta.

   Camara a gas.

   Birkenau

Santuario di Czestochowa

Czestochowa, a 2 ore da Cracovia, è un luogo di visita obbligatorio, soprattutto a causa del santuario dedicato alla Vergine nera di Czestochowa, patrona della Polonia. La mattina del quarto giorno è stata così passata in questo santuario, dove abbiamo celebrato la messa e poi abbiamo pranzato su invito dei Sacerdoti Paolini (Conventuali, che sono davanti al santuario) nella sala da pranzo del monastero. Si è notato quanto questo santuario, considerato un grande centro spirituale per la Polonia, attragga migliaia e migliaia di pellegrini a se stesso. Una devozione già molto antica e molto legata soprattutto ai travagliati periodi storici della Polonia. Il popolo vi riconosce molti miracoli e grazie.

   

Pranzo con i monaci Paolini che dirigono il Santuario

Quindi, oltre più di 4 ore di viaggio e, alla fine del pomeriggio dello stesso giorno, siamo arrivati a Varsavia. Abbiamo soggiornato al vecchio seminario diocesano, ora Ostello. E la fine del ritiro si stava già avvicinando a grandi passi.

Comunità Consolata

Il primo ritiro IMC in Europa si è concluso il giorno seguente, domenica 1° settembre, con messa nella cappella dell'unica presenza che i missionari della Consolata hanno in Polonia, a Varsavia.

   

Alla messa e al pranzo di chiusura si è aggiunto un gruppo di 23 portoghesi, che padre Pacheco portò dalle parrocchie dove fa pastorale nella regione di Figueira da Foz. Sono in visita ad alcuni luoghi turistici in Polonia. Alla Messa, che contava anche sulla partecipazione delle persone del luogo, Padre Luca ha fato una sintesi dei giorni del ritiro e ha parlato anche della missione che questa comunità compie partendo da quella comunità della Consolata.

Con la presenza del superiore della regione della nuova Regione Europa, Padre Gianni Treglia, e con l'italiano come lingua comune durante tutto il ritiro, questi giorni sono stati senza dubbio una forte esperienza di preghiera, di incontro e di condivisione da parte di un gruppo di missionari che lavorano nel continente europeo. Anche in questo modo si vive e rafforza il servizio al Vangelo e alla missione.

Ultima modifica il Giovedì, 05 Settembre 2019 18:55
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