Nov 11, 2019 Last Updated 7:43 AM, Nov 11, 2019

Rifugiati: i Missionari della Consolata accolgono due giovani che hanno lasciato il Sudan un anno fa

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La comunità del Centro Missionario Padre Paulino, dei Missionari della Consolata a Lisbona, ha accolto questo martedì (25/06) due giovani rifugiati, di 19 anni, in un'esperienza di "apertura agli altri".

Due sacerdoti, un fratello e quattro seminaristi costituiscono la Comunità Apostolica Formativa della Consolata, a Cacém, che da circa due mesi si è resa disponibile ad accogliere i rifugiati, in un atteggiamento di "apertura agli altri".

"In collaborazione con il JRS – Servizio Gesuita ai Rifugiati – siamo stati in grado di accogliere due rifugiati, perché era una realtà attuale e la nostra preoccupazione", ha detto padre Ermanno Savarino, nelle dichiarazioni all'agenzia ECCLESIA.

Il missionario della Consolata ha aggiunto che la notizia dell'arrivo di due rifugiati alla comunità è stata accolta "entusiasticamente", aggiungendo di voler "alimentare la semplicità e la grandezza evangelica dell'accoglienza", "cura e accompagnamento".

I giovani rifugiati che sono stati accolti nella comunità della Consolata di Cacém, entrambi di 19 anni, provengono dal Sudan, dal quale sono partiti circa un anno fa, "e si sono conosciuti in questo lungo viaggio".

"Sono due uomini che parlano solo arabo, che si sono dimostrati molto educati e desiderosi di imparare", rivela il missionario.

La lingua può, per ora essere l'ostacolo più grande, ma tutti vogliono sperimentare la comunicazione con loro, attraverso il "linguaggio del giorno per giorno, dello sguardo, del sorriso e dell'accoglienza".

Il sacerdote italiano ha anche detto che i due giovani "da molto tempo che non si sentivano accolti", sono di religione musulmana, che per la comunità cattolica diventa una sfida.

"È una sfida interessante, una comunità religiosa che spera che, da un lato, all'essere inseriti in questa comunità si svegli in loro il senso più profondo della vita e incoraggi ad approfondire la dimensione della fede; d'altra parte, spero che la nostra accoglienza possa mostrare con le opere ciò che ci siamo proposti", ha detto.

Padre Ermanno Savarino sottolinea che il futuro di questi giovani passerà "dall'imparare la lingua portoghese e poi scoprire cosa vogliono fare, qual è il loro sogno e quali possibilità hanno in questo paese".

La previsione è che i due giovani possono essere nella comunità per 18 mesi, diventando autonomi, e che questa "esperienza li possa anche segnare".

"Anche la comunità di Cacém, e i Laici Missionari della Consolata, sono stati coinvolti in modo che non manchi nulla a questi due giovani. La carità è così, abbiamo fatto il primo passo e poi tutti si sono uniti per aiutare "ha concluso il sacerdote.

SN/PR

(Traduzione: P. Pedro Louro IMC)

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