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Concluso a Roma il corso per formatori

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Il giorno 7 aprile, domenica, con una solenne celebrazione presieduta da padre Stefano, Superiore Generale, si è concluso a Roma il corso per formatori iniziato il 25 marzo scorso.

Nella suggestiva Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, memoriale dei martiri del XX e XXI secolo, sono conservati, dove oltre al resto, il crocifisso della Beata Leonella e il messale di San Oscar Romero.

Padre Stefano nell’omelia, ha invitato a contemplare le diverse reliquie dei martiri, per sottolineare l’importanza della testimonianza nella vita del formatore.

Commentando il Vangelo della V domenica di Quaresima, ha invitato i formatori ad essere misericordiosi sull’esempio di Gesù che ha perdonato la peccatrice colta in flagrante violazione della legge.

Ha concluso, invitando tutti ad essere pellegrini così come è stato inteso da San Riccardo: “Turista è chi passa senza carico né direzione. Camminatore chi ha preso lo zaino e marcia. Pellegrino chi, oltre a cercare, sa inginocchiarsi quando è necessario”.

Alla fine della celebrazione è stato letto il messaggio finale preparato dai corsisti e indirizzato al mondo della formazione IMC, soprattutto i formandi e gli altri formatori.

E poi a ciascuno, padre Stefano a consegnato un T-shirt bianca con il logo e il motto che ha guidato le giornate del corso: “Euntes, docete omens gentes!

 

MESSAGGIO A CONCLUSIONE DEL CORSO PER FORMATORI IMC


 

Al termine del corso per formatori, tenutosi a Roma dal 25 marzo al 7 aprile, prevale un sentimento generale e condiviso di profonda gratitudine al Signore e a chi lo ha voluto e preparato.

Queste due settimane sono state anzitutto un tempo prezioso di comunione, in cui conoscerci, condividere le varie esperienze e sentirci famiglia della Consolata in questa missione della formazione che ci è affidata.

L’ascolto della parola di Dio ci ha aiutato a rileggere e rimotivare il nostro ministero di formatori, riconoscendo come essenziale e fondamentale l’esperienza di Dio, che siamo chiamati a suscitare anche nella vita dei giovani che accompagniamo.

L’aver riscoperto il nostro fondatore Giuseppe Allamano come modello di formatore, paterno e attento con tutti, ci ha stimolato a guardare alla formazione anzitutto come capacità di accogliere, di stare vicini, di far sentire ai giovani che ci sono cari e di incoraggiarli a vivere con autenticità e generosità l’identità di Missionari della Consolata.

L’esortazione di papa Francesco ai giovani, pubblicata proprio in questi giorni, offre un messaggio di speranza e un’indicazione anche a noi formatori di giovani missionari: «Lo sguardo attento di chi è stato chiamato ad essere padre, pastore e guida dei giovani consiste nell’individuare la piccola fiamma che continua ad ardere, la canna che sembra spezzarsi ma non si è ancora rotta. È la capacità di individuare percorsi dove altri vedono solo muri, è il saper riconoscere possibilità dove altri vedono solo pericoli. Così è lo sguardo di Dio Padre, capace di valorizzare e alimentare i germi di bene seminati nel cuore dei giovani» (Papa Francesco, Esortazione Apostolica Postsinodale Christus vivit, 67).

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno accompagnato con la loro preghiera e chiediamo al Signore, per intercessione di Maria Consolata e del beato Giuseppe Allamano, di benedire i nostri cammini di formazione per la missione facendo germogliare i semi di bene seminati in questo corso.

Roma, 7 aprile 2019
Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina

I missionari della Consolata partecipanti al corso per formatori

Ultima modifica il Lunedì, 08 Aprile 2019 15:15
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