Feb 18, 2019 Last Updated 11:01 PM, Feb 17, 2019

Memorie dei 75 anni dell’IMC in Portogallo: "Padre Giovanni De Marchi era padre e madre»

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L'evento si è svolto il pomeriggio di sabato 2 febbraio ed è stato dedicato ai "75 anni della presenza dell'Istituto Missioni Consolata in Portogallo - storie e memorie". La Tertúlia* contava sull'intervento di tre missionari della Consolata portoghesi.

I padri Aventino de Oliveira e Jaime Marques, due degli intervenienti alla più recente sessione del "Chá com Arte" (Tè con Arte) del Museo della Consolata, hanno già 85 anni, ma hanno la memoria ben fresca. Portano al presente memorie di un lontano passato, come se volessero trasportare coloro che li ascoltano ai decenni del 1940 e 50 del secolo scorso, nei primi anni dei missionari della Consolata in Portogallo, e per mano di Padre Giovanni De Marchi. E ci riescono. Come se fossimo lì vedere al vivo cosa è successo e come è accaduto.

Questi due missionari fanno parte del primo gruppo di seminaristi portoghesi entrati nel primo seminario della Consolata in Portogallo, aperto a Fatima nel 1944.

Gli ospiti di questo "Tè con arte" ricordano che Padre Giovanni De Marchi è arrivato in Portogallo nel 1943 e ha aperto il primo seminario, in una piccola casa in affitto, nel 1944. E hanno sottolineato che i missionari della Consolata sono stati la prima congregazione maschile e missionaria nella Cova da Iria. Fino a quell'anno vi si erano stabilite quattro congregazioni religiose, tutte femminili.

«Un uomo straordinario»

Padre Aventino si riferi alla grande intelligenza di Padre Giovanni De Marchi, un esperto in Bibbia, e "lo studente con i migliori voti all'Istituto Biblico di Roma", ha detto. Egli "era un uomo straordinario", ha concluso.

Padre Jaime Marques sottolinea lo “spogliamento” come una delle sue caratteristiche. "È noto il senso di povertà personale di quell'uomo. Non gli piaceva spendere nulla per sé stesso.

E Padre Jaime - venendo da Santa Catarina da Serra (ndr.: villaggio a pochi chilometri da Fátima), con un fratello anche lui nella Consolata, - ha approfittato per raccontare un fatto che pochi conoscono. Ha parlato della grande amicizia che esisteva tra Padre De Marchi e Manuel Pedro Marto (Ti Marto [Zio Marto]), il padre dei Pastorelli San Francisco e Santa Giacinta de Fátima. «Ti Marto, oltre ad essere stato il primo a credere nelle Apparizioni, era un uomo molto sincero e molto retto, e disse: "non voglio che un giorno si dica che ho approfittato delle apparizioni per avere soldi per me"; allora, i visitatori gli davano dei soldi, li metteva dentro il suo berretto, e poi andava alla Consolata (di solito il Lunedi), e consegnando tutto a padre Giovanni De Marchi, diceva che erano per le missioni.

Questi due missionari della Consolata – Aventino e Jaime –, che avevano vissuto insieme come seminaristi con Padre Giovanni De Marchi, coincidono nelle memorie su questo missionario della Consolata italiano. "Consideravamo quell’uomo come padre e madre", confessa padre Jaime Marques, immediatamente accompagnato da un gesto affermativo da padre Aventino.

Un grande promotore di Fatima nel mondo

Un altro dei partecipanti a questo “Tertúlia”, guidata dal direttore del Museo Gonçalo Cardoso, è stato il padre Diamantino Antunes, l'attuale Superiore Regionale dei Missionari della Consolata in Mozambico e Angola, e che si sta godendo una vacanza nel nostro paese. Questo missionario della Consolata portoghese è l'autore di uno studio scientifico sulla presenza e l'attività dei missionari della Consolata in Portogallo (1943-1952) e anche delle istituzioni e delle realizzazioni missionarie di Padre Giovanni De Marchi.

Diamantino dice che De Marchi era un uomo "pieno di idee e realizzatore. Ha sempre cercato di adattarsi alla realtà portoghese ". Ma ha anche detto che c'erano quelli che, all'interno dell'istituzione, lo consideravano un po' "testa nell'aria". In modo tale che hanno anche inviato padri dell’IMC d'Italia con l'intenzione di consigliarlo, o "controllarlo".

Ciò che è realmente rilevante – ha detto padre Diamantino – è che già nel 1957, 12 anni dopo aver aperto il primo seminario della Consolata a Fatima, i primi missionari della Consolata furono mandati in Mozambico. E avanzò con un numero significativo. Fin dalla fondazione dell'IMC in quel paese africano, nel 1925, fino ai giorni nostri, dei 225 missionari della Consolata che vi hanno lavorato, 43 erano portoghesi.

Dalla vasta opera di Padre Giovanni De Marchi sono da evidenziare tre aperture Missionarie: il Portogallo, gli Stati Uniti d'America e l'Etiopia. Per gli scritti, quattro libri sono da evidenziare, e il più conosciuto e tradotto nel mondo è circa il fenomeno di Fatima: "Era una Signora più splendente del sole". Un libro che, rivela il padre Aventino, quando è stato pubblicato negli Stati Uniti ha venduto in breve tempo circa 800 mila copie. «De Marchi è stato un grande promotore di Fatima negli Stati Uniti ", dice padre Aventino, naturale da Fundada, Vila de Rei e attualmente residente alla comunità della Consolata a Fatima, puntando come il Santuario e le autorità di Fatima non riconoscono con azioni visibili e segni la rilevanza di questa figura singolare per questa città-santuario e il suo messaggio.

Il "Tè con arte", che in questa edizione ha esaurito i posti, a sala piena, è un'iniziativa del Museo Consolata, in collaborazione con la sua Lega di Amici e con il patrocinio di Aromas da Oreana. Accade in un ambiente familiare, con degustazione di tè e biscotti in una delle stanze del Museo, e il pubblico può interagire facendo agli ospiti delle domande.

Traduzione: P. Pedro Louro

* Nota: Tertúlia è una conversazione da salotto.

Versione in PORTUGUÊS

Ultima modifica il Domenica, 03 Febbraio 2019 18:16
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