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Messaggio ai missionari in Colombia alla fine della Visita Canonica

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"Solo un amore molto grande ci renderà missionari energici, ci permetterà di sopportare volentieri i sacrifici della vita apostolica e farà fruttare le nostre fatiche... L'amore vince tutto e supera tutto". (Giuseppe Allamano).
"Il missionario è colui che è capace di dare testimonianza della propria vita, di ascoltare in silenzio, senza troppe parole, di condividere la gioia, il dolore, i sogni della gente" (Cardinale Luis Antonio Tagle, Prefetto di Propaganda Fide).

Cari missionari della Regione Colombia, un grazie grande per l'accoglienza e la fraternità; è sempre bello visitare ed essere visitati, è bello sentirsi a casa ovunque: grazie di cuore e che Dio vi benedica!
Alla fine di questa visita, pensando a ciò che avevamo vissuto, ai dialoghi e agli incontri che abbiamo avuto, alle comunità che abbiamo visitato, alla preghiera, alla vita e alla missione che abbiamo condiviso, mi è venuto in mente spontaneamente il testo del Vangelo delle nozze di Cana in Galilea. È una pagina piena della gioia della festa di nozze; piena di mistero per l'amore che manifesta; piena di speranza nel proclamare che Dio è con noi. Considerando tutto questo e tutto ciò che portiamo nel cuore, vorrei condividere questo piccolo messaggio in questa Eucaristia di chiusura della visita canonica: è un gesto di gratitudine, un messaggio missionario e un invito a continuare il cammino con fede, speranza e carità.

Il banchetto di nozze

L'episodio delle nozze di Cana, come icona biblica della visita canonica, narra la necessità di accogliere Gesù nella nostra vita di uomini e donne, come discepoli missionari e nelle comunità sparse nelle periferie del mondo. Intorno a Gesù, la Presenza Vivente, possiamo trovarci uniti nell'essenziale e ascoltare la sua voce che ci indica il cammino. Grazie alla sua presenza, le comunità locali possono diventare veri e propri "laboratori" di fraternità, sinodalità e missione; spazi inclusivi dove la diversità e la pluralità non sono ostacoli ma opportunità di crescita.
Insieme a lui siamo chiamati a riconoscere la sofferenza del mondo e a farci prossimi, consapevoli che l'amore ha bisogno di parole, annunci, gesti concreti e promozione umana. E se in alcuni contesti ci viene richiesta una grande professionalità per accompagnare progetti di sviluppo complessi, in altri casi siamo chiamati ad essere presenti perché siamo sempre e ovunque un piccolo segno di fraternità.
Per questo, ovunque siamo, vogliamo offrire alla Chiesa locale il nostro servizio di Animazione Comunitaria e Missionaria, che mira a promuovere i valori della fraternità universale e a produrre il desiderio di andare in missione, perché solo l'incontro con gli altri trasforma veramente la nostra vita.

Essere un vino nuovo

Come comunità vogliamo essere uniti nell'ascolto della Parola di Dio e del cuore dei nostri fratelli per praticare il discernimento comunitario, la sussidiarietà, la fiducia reciproca e la cura delle debolezze che ci abitano.

Essere servi insieme

Maria, nel testo evangelico di Cana, dice ai servi: "qualsiasi cosa vi dica, fatela". Tutta la comunità, nei suoi membri effettivi e aggregati, si è trovata unita nell'adesione allo stesso carisma e alla stessa spiritualità e vuole percorrere insieme le vie della missione e del Regno, non annullando ma valorizzando le differenze e le potenzialità che il Signore offre ai suoi vari membri.

Invitare al matrimonio

Non c'è festa di nozze se non è per tutti i popoli e per tutti gli uomini e le donne del mondo. Per questo, come comunità, ci sentiamo oggi più che mai inviati alle periferie geografiche ed esistenziali. Ogni luogo e ogni fratello rappresentano il nostro orizzonte e ci avviciniamo a ogni persona, cultura e popolo con la consapevolezza che saremo arricchiti dalla fecondità che si alimenta anche della diversità.

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E ora?

Noi esistiamo per la missione! Quindi ora camminiamo insieme per andare incontro a chi ha bisogno di noi... questo è il senso della nostra esistenza. Per questo, con fiducia e gratitudine per l'esperienza che abbiamo vissuto, possiamo dire: "conta su di me", "conta su di noi". Vogliamo camminare insieme per essere un segno d'amore.
Santa Maria, missionaria orante ed evangelizzatrice contemplativa, aiutaci a guarire la piaga dell'essere a tutti i costi come Marta, l'ipertrofia patologica dell'attivismo, prodotta dalla presunzione morbosa di chi si illude di poter contare solo sulle proprie risorse e strutture; di chi si affida a ambiziose strategie organizzative che sa introdurre, dimenticando il primato insostituibile della grazia. Liberarci dalla tentazione di vivere il ministero in modo burocratico e formale, come semplici impiegati, compulsivamente impegnati nell'elaborazione di progetti e programmi e implacabilmente feroci nel calcolo delle entrate e delle spese, confondendo l'efficienza tecnica con l'efficacia evangelica, l'urgenza delle tante cose da fare con l'importanza prioritaria di vivere in ogni situazione, buona o avversa, i sentimenti che furono di Cristo Gesù.
Santa Maria, missionaria del vino nuovo A Cana hai percepito come la vecchia alleanza si stava esaurendo e chiesto a tuo Figlio un assaggio del vino della nuova ed eterna alleanza: aiutaci a guarire dalla piaga dell'immobilismo, a riprenderci dalla paralisi ottusa di chi viaggia col pilota automatico, a sconfiggere la monotona ripetizione del "si è sempre fatto così". Ricordaci che il vino nuovo deve essere conservato in otri nuovi e non permetterci mai di ridurre il nostro servizio a mera amministrazione.
Quando non abbiamo voglia di uscire dalla chiesa per attraversare la piazza, non limitarti a spostarci, e invece corri a scuoterci con lo spavento di una sana inquietudine che ci metta alla ricerca di quei "lontani". Facci preoccupare sempre e solo dell'evangelizzazione, molto più che dell'autoconservazione. E non stancarti mai di ricordarci che la vera tradizione non è conservare le ceneri del passato, ma trasmettere il fuoco del futuro.
Santa Maria, missionaria del silenzio, donna di poche parole, che nel vangelo hai parlato solo quattro volte (nell'annuncio dell'angelo, nel canto del Magnificat, nell'incontro con Gesù nel tempio e a Cana in Galilea) aiutaci a guarire dal flagello del terrorismo delle chiacchiere, delle critiche e dei pettegolezzi meschini. Ricordaci quello che San Paolo ci dice spesso con il suo solito linguaggio schietto: “allontanate dunque ogni genere di cattiveria e di frode, ipocrisie, gelosie e ogni maldicenza” (cf 1 Pt 2,1). Perché la purezza della lingua parla della purezza del cuore molto più delle "mani pulite". Quando rimaniamo impigliati nelle ragnatele dei nostri pettegolezzi, dacci la medicina del silenzio e dell'adorazione, e suggeriscici le buone parole della correzione fraterna.
Santa Maria, missionaria della gioia, che sulla soglia della casa di Elisabetta hai cantato il Magnificat, sicuramente, mentre lo cantavi, devi esserti liberata nei passi leggeri della danza; aiutaci a guarire dalla piaga della tristezza. Quando noi, missionari del tuo Figlio, ci lasciamo afferrare dall'inquietudine e ci troviamo sull'orlo delle crepe della disperazione; quando siamo storditi dai miasmi di inevitabili fallimenti e dolorose frustrazioni, facci respirare il profumo della gioia. Donaci la nostalgia del Vangelo centuplicato, carica di chi, secondo la logica del tuo Figlio, sceglie con slancio il ruolo meno desiderato, non rifiuta mai il servizio più umile e faticoso, e opta sistematicamente per la missione meno ambita e gloriosa. Facci lottare per l'ultimo posto, dove non arrivano le luci del palcoscenico, dove non si vincono né premi, né medaglie, né onori. Strappa dai nostri volti dolenti le maschere funebri e i tristi costumi di una Quaresima permanente. Aiutaci a pulire il nostro viso dai trucchi dei nostri ridicoli carnevali. Dacci i chiari sorrisi del mattino di Pasqua. E liberaci dalla rassegnazione. Ora e fino all'ora della nostra morte. Amen.

Fraternamente, P. Stefano Camerlengo, Superiore Generale
Bogotá, 24 settembre 2021, memoria di Nostra Signora della Misericordia!

Il messaggio in spagnolo

Ultima modifica il Giovedì, 07 Ottobre 2021 07:13
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