Oct 15, 2019 Last Updated 12:45 PM, Oct 15, 2019

Aumentano le vocazioni nei territori di missione, la loro formazione è responsabilità di tutta la Chiesa

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“Le vocazioni sacerdotali e religiose continuano a sbocciare nei Paesi detti ‘di missione’, come segno e frutto della vitalità della fede, e queste regioni si stanno già trasformando in Paesi missionari, che a loro volta inviano sacerdoti e religiosi alle altre Chiese”. Lo sottolinea, in un colloquio con l’Agenzia Fides, P. Guy Bognon, PSS, Segretario generale della Pontificia Opera di San Pietro Apostolo (POSPA) da luglio dell’anno scorso, dopo avervi prestato servizio negli anni precedenti. “La formazione dei giovani chiamati, il cui numero aumenta ogni anno – prosegue -, necessita di formatori ben preparati, di strutture e di infrastrutture. Purtroppo la POSPA non è sempre in grado di rispondere positivamente a tutte le richieste per la mancanza di fondi”.

La Pontificia Opera di San Pietro Apostolo è una delle quattro Pontificie Opere Missionarie. Venne fondata nel 1889 a Caen, in Francia, dalla signora Jeanne Bigard, con il sostegno di sua madre Stephanie, dietro ispirazione del Vicario apostolico di Nagasaki, Mons. Jules-Alphonse Cousin, Vescovo missionario del MEP, che voleva formare sacerdoti locali in Giappone per annunciare il Vangelo al loro popolo. Lo scopo della POSPA è quindi sostenere, con la preghiera e l’aiuto economico, la formazione del clero locale nelle Chiese di missione, oltre che quella dei candidati alla vita religiosa, maschile e femminile.

“Nell’anno 2019, in cui la Chiesa universale celebrerà il Mese Missionario Straordinario – ricorda P. Bognon -, ricorrono alcune date significative per noi: il primo giugno abbiamo ricordato la fondazione dell’Opera, avvenuta nel 1889, 130 anni fa. Il 2 dicembre 2019 ricorre il 160° anniversario della nascita della fondatrice dell’Opera, Jeanne Bigard (1859-1934), mentre il 22 aprile è stato l’85° anniversario della sua morte. Anche se queste date non costituiscono un giubileo nel senso comune, sono comunque occasione per parlare della POSPA: in molti Paesi infatti l’Opera, dopo più di un secolo di vita e di impegno continuo, è ancora poco conosciuta”.

Fedele ai suoi obiettivi di curare una “formazione di qualità” per i futuri sacerdoti, l’Opera svolge il suo lavoro ordinario a più livelli. “Consideriamo importante la formazione dei formatori - evidenzia P. Bognon – che assicuriamo attraverso incontri di approfondimento e borse di studio. Sono state organizzate sessioni formative a Roma, in alcuni paesi di Asia e Africa. In alcune nazioni sono stati programmati incontri annuali, mentre per molte altre la volontà di organizzare questo genere di formazione si scontra con la mancanza di risorse finanziarie. Tuttavia queste sessioni di studio si rivelano molto importanti, persino necessarie, se si vuole continuare a formare per la Chiesa di oggi e di domani dei preti di qualità”.

Per quanto riguarda il sostegno alla formazione tramite borse di studio, la POSPA sostiene alcuni studenti che studiano nelle Università o negli Istituti superiori cattolici in Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Costa d’Avorio, Kenya, Nigeria, Tanzania, Belgio. La maggior parte di loro si prepara a diventare formatore nei seminari o nelle case religiose. Quest’anno sono 302 preti, religiosi e religiose. Da due anni poi è cominciato un programma sperimentale in favore dei futuri formatori appartenenti a Congregazioni o Istituti religiosi di diritto diocesano. Per questo anno accademico 2018-2019 sono state accordate borse di studio a 21 religiosi e religiose di Ghana, RD Congo, Malawi, Nigeria. “I programmi di formazione dei formatori si mostrano di un’importanza capitale se vogliamo aiutare la Chiesa a superare le sfide della qualità e credibilità delle anime consacrate di cui essa ha bisogno per la sua missione evangelizzatrice” commenta P. Bognon.

L’Opera inoltre collabora con il Centre of Child Protection (CCP) dell’Università Gregoriana di Roma, finanziando ogni anno la formazione di 6 tra preti e religiose, “al fine di mettere a disposizione delle Conferenze episcopali delle persone competenti nel campo della protezione dei minori” sottolinea il Segretario generale.

P. Bognon ricorda che nel 2018 la POSPA ha inviato sussidi ordinari a 737 seminari tra minori, propedeutici e maggiori in Africa, Asia, Oceania e America latina. Precisamente: 383 seminari minori con 47.556 seminaristi; 125 seminari propedeutici con 4.703 seminaristi; 229 seminari maggiori con 24.500 seminaristi maggiori. La POSPA ha inoltre contribuito alla formazione di novizi e novizie in 1.200 noviziati: 2.882 novizi e 5.212 novizie per un totale di 8.094.

“A questi sostegni ordinari – spiega P. Bognon – occorre aggiungere i sussidi straordinari, in quanto l’aumento delle vocazioni comporta l’ampliamento o la ristrutturazione dei seminari esistenti o addirittura la costruzione di nuovi. Riceviamo continue richieste dei Rettori e dei Vescovi che ci chiedono aiuto per rendere l’ambiente del seminario più funzionale, sempre nella massima semplicità, e quindi più adatto ad assicurare la serena formazione dei futuri sacerdoti. Spesso purtroppo siamo costretti a far attendere a lungo per una nostra risposta a causa della mancanza di fondi disponibili”.

Padre Bognon, che è nato in Benin, ha frequentato i seminari del suo paese e ha completato la sua formazione a Tolosa, Montreal, Roma e Gerusalemme, sottolinea che grazie all’impegno delle Direzioni nazionali delle Pontificie Opere Missionarie, nonostante il calo continuo delle offerte registrato da tempo, l’anno scorso si è assistito ad una inversione di tendenza, soprattutto grazie ad alcuni paesi dell’Africa e agli Stati Uniti. Inoltre i seminari sono stati sollecitati da tempo a ideare forme di autofinanziamento, anche attraverso l’impegno dei parrocchiani verso i loro futuri pastori. “Nella maggior parte dei seminari – spiega - queste attività sono state già realizzate o ampliate, non solo per la sussistenza quotidiana, ma anche per abituare al senso di responsabilità, al lavoro umile che avvicina il futuro prete alla vita concreta dei suoi fedeli di domani”.

“La Pontificia Opera di San Pietro Apostolo è nata sensibilizzando tutti i laici a partecipare alla missione della Chiesa, attraverso il sostegno alla formazione dei sacerdoti dei territori di missione – conclude P. Bognon -. E’ un concetto ancora attuale, sollecitato dalla nuova realtà ecclesiale, che ritroviamo alla base del Mese Missionario Straordinario dell’Ottobre 2019, che intende risvegliare in ogni battezzato la responsabilità della missio ad gentes e della carità missionaria”. (SL)

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