Aug 24, 2019 Last Updated 9:46 AM, Aug 23, 2019

Cox’s Bazar, il card. Tagle nei campi profughi Rohingya: una ‘crisi internazionale’

Pubblicato in Finestra sul Mondo
Letto 183 volte
Vota questo articolo
(0 Voti)

Il presidente di Caritas Internationalis ha ascoltato le storie dei rifugiati fuggiti dal Myamar. I profughi non vogliono fare rientro, fin quando il Myanmar non garantirà loro un rimpatrio sicuro. Card. Tagle agli operatori: “Attraverso voi, i Rohingya vedono il volto di Cristo”.

Quella dei profughi Rohingya è “una crisi internazionale”. Lo ha detto ieri il card. Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis, in visita ai campi di Cox’s Bazar, in Bangladesh. Insieme agli operatori di Caritas Bangladesh, tra le maggiori organizzazioni che operano negli accampamenti, egli ha incontrato decine di profughi fuggiti dalle persecuzioni nello Stato birmano del Rakhine. Il porporato sottolinea: “Essi hanno affrontato una crudele persecuzione. Tutto questo è una sventura. La crisi dei Rohingya è una crisi di profughi a livello internazionale. Per risolverla, è necessaria la collaborazione della comunità internazionale. Il popolo del Bangladesh ha già mostrato grande generosità”.

Il card. Tagle ha ascoltato le storie di diversi rifugiati ed espresso apprezzamento per il lavoro svolto da Caritas Bangladesh fin dall’inzio dell’emergenza profughi. “La Caritas è una missione – ricorda – non un’organizzazione”. Poi rivolgendosi direttamente ai volontari, ha detto: “Attraverso il vostro lavoro sincero e altruista, i beneficiari vedono il volto di Gesù Cristo”.

Tra le persone incontrate dall’arcivescovo, Zahid Hossian di 34 anni, sua moglie Rahana Begum, 28, e i loro quattro figli. La famiglia ha raccontato di essere fuggita dal Myanmar allo scoppio delle violenze e di non voler essere rimpatriata. “Non abbiamo la minima intenzione di tornare – dichiarano – perchè il Myanmar non è un luogo sicuro per noi. La persecuzione contro i Rohingya è ancora in corso”.

Con lo scoppio delle violenze tra esercito birmano e militanti dell’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa) nell’agosto 2017, circa 700mila musulmani Rohingya hanno attraversato il confine e si sono insediati in Bangladesh. Il trasferimento volontario dei primi 2.260 rifugiati era previsto per lo scorso 15 novembre. Nessuno però ha però espresso la volontà di tornare indietro, almeno fino a quando Naypyidaw non garantirà loro “sicurezza e diritti di cittadinanza”. Sebbene il governo birmano si dichiari pronto ad accogliere i profughi di ritorno, Dhaka ha annunciato il rinvio del processo alla fine di dicembre prossimo.

Devi effettuare il login per inviare commenti

Recenti

Roraima: pubblicato Rapporto sui Conflitti nel Campo Brasile 2018

Roraima: pubblicato Rapporto s…

23 Ago 2019 I Nostri Missionari Dicono

Giorno bello e fondante per una vita dedicata alla missione

Giorno bello e fondante per un…

23 Ago 2019 I Nostri Missionari Dicono

Situação dos indígenas Warao em Manaus exige atenção

Situação dos indígenas Wara…

20 Ago 2019 I Nostri Missionari Dicono

"Papa in Mozambico, opportunità di essere chiesa più profetica": Mons. Diamantino

"Papa in Mozambico, oppor…

19 Ago 2019 I Nostri Missionari Dicono

Kiswahili adottato come lingua ufficiale in 16 paesi della SADC

Kiswahili adottato come lingua…

19 Ago 2019 Finestra sul Mondo

Mar Morto, l’allarme degli ambientalisti: a rischio scomparsa entro 40 anni

Mar Morto, l’allarme degli a…

19 Ago 2019 Finestra sul Mondo

Papa: La testimonianza del Vangelo, un ‘incendio benefico’

Papa: La testimonianza del Van…

19 Ago 2019 Missione Oggi

Vescovo indiano: I cristiani in tutto il mondo preghino per il Kashmir

Vescovo indiano: I cristiani i…

19 Ago 2019 Preghiere Missionarie

XXI Domenica – T. O. - Anno C

XXI Domenica – T. O. - Anno …

19 Ago 2019 Domenica Missionaria

Hidden treasure: Mongolian culture and gospel values

Hidden treasure: Mongolian cul…

18 Ago 2019 I Nostri Missionari Dicono