Feb 18, 2019 Last Updated 11:01 PM, Feb 17, 2019

Papa: I 100 anni dalla ‘inutile strage’. Investiamo sulla pace, non sulla guerra

Pubblicato in Finestra sul Mondo
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All’Angelus, papa Francesco ricorda la fine della Grande guerra, e chiede a tutti di “respingere la cultura della guerra”. Il gesto di san Martino, di condivisione con il povero, “indichi a tutti la via per costruire la pace”. La “vedova povera e generosa come modello di vita cristiana da imitare”. “Dare al Signore e ai fratelli non qualcosa di noi, ma noi stessi”. Beatificati a Barcellona tredici consacrati e tre fedeli laici, martiri della guerra civile spagnola. Domenica prossima, 18 novembre, si celebra la seconda Giornata mondiale dei poveri.

 “Investiamo sulla pace, non sulla guerra!” è l’appello che, dopo l’Angelus, papa Francesco ha rivolto oggi al mondo intero nel ricordo dei 100 anni dalla fine della Prima guerra mondiale, che Benedetto XVI definì “l’inutile strage”. Si calcola che la guerra del 1915-1918 sia stata una delle più cruenti con 37 milioni di morti, contando 16 milioni di uccisi e 20 milioni di feriti e mutilati fra militari e civili.

Ricordando che alle 13.30 le campane di san Pietro, insieme a quelle di tutto il mondo suoneranno in ricordo della fine del conflitto, Francesco ha aggiunto che la memoria dei 100 anni “è per tutti un severo monito a respingere la cultura della guerra e a ricercare ogni mezzo legittimo per porre fine ai conflitti che ancora insanguinano parecchie regioni del mondo”.

“Mentre preghiamo per tutte le vittime di quella immane tragedia – ha continuato - diciamo con forza: investiamo sulla pace, non sulla guerra! E, come segno emblematico, prendiamo quello del grande San Martino di Tours, che oggi ricordiamo: egli tagliò in due il suo mantello per condividerlo con un povero. Questo gesto di umana solidarietà indichi a tutti la via per costruire la pace”.

In precedenza, commentando il vangelo di oggi (32ma domenica per anno, B, Marco 12, 38-44), il papa ha messo a confronto i due personaggi presenti nel brano: “lo scriba e la vedova. Il primo rappresenta le persone importanti, ricche, influenti; l’altra rappresenta gli ultimi, i poveri, i deboli”.

La superiorità e la vanità degli scribi, “li porta al disprezzo per coloro che contano poco o si trovano in una posizione economica svantaggiosa, come le vedove”. La vedova invece, “va a deporre nel tesoro del tempio due monetine, tutto quello che le restava, fa la sua offerta cercando di passare inosservata, quasi vergognandosi. Ma, proprio in questa umiltà, ella compie un atto carico di grande significato religioso e spirituale. Quel gesto pieno di sacrificio non sfugge allo sguardo attento di Gesù, che anzi in esso vede brillare il dono totale di sé a cui vuole educare i suoi discepoli”.

“Il nostro ‘dare’ a Dio nella preghiera e agli altri nella carità – ha sottolineato - dovrebbe sempre rifuggire dal ritualismo e dal formalismo, come pure dalla logica del calcolo, ed essere espressione di gratuità. Proprio come ha fatto Gesù. Gesù non ci ha fatto pagare la redenzione!... Ecco perché Gesù indica quella vedova povera e generosa come modello di vita cristiana da imitare… La Vergine Maria, donna povera che si è donata totalmente a Dio, ci sostenga nel proposito di dare al Signore e ai fratelli non qualcosa di noi, ma noi stessi, in una offerta umile e generosa”.

Dopo la preghiera mariana, Francesco ha detto che ieri a Barcellona, sono stati beatificati p. Teodoro Illera del Olmo (1883-1936) e quindici compagni martiri. Si tratta di tredici consacrati e tre fedeli laici. “Questi nuovi beati – ha detto il pontefice - sono stati tutti uccisi per la loro fede, in luoghi e date diversi, durante la guerra e la persecuzione religiosa del secolo scorso in Spagna. Lodiamo il Signore per questi suoi coraggiosi testimoni”. E ha chiesto ai presenti di applaudirli.

Infine, il papa ha ricordato che domenica prossima, il 18 novembre, si celebrerà̀ la Seconda Giornata Mondiale dei poveri, con tante iniziative di evangelizzazione, di preghiera e di condivisione.

La Giornata è stata voluta proprio da papa Francesco, per sensibilizzare il mondo alla condivisione coi poveri. “Anche qui in Piazza San Pietro – ha detto - è stato allestito un presidio sanitario che per una settimana offrirà cure a quanti sono in difficoltà. Auspico che questa Giornata favorisca una crescente attenzione alle necessità degli ultimi e degli emarginati”.

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