Sep 22, 2018 Last Updated 10:01 PM, Sep 19, 2018

Il Vaticano ribadisce la totale messa al bando delle armi nucleari: “Trattare per il disarmo”

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L’appello dell’osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, monsignor Bernardito Auza, nella Giornata internazionale contro i test nucleari.

Il mondo venga liberato dallo spettro di una guerra nucleare. È l’appello lanciato nella Giornata internazionale contro i test nucleari dall’osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, monsignor Bernardito Auza, il quale ha chiesto agli Stati di ratificare il Trattato sul disarmo che, ha detto, rappresenta un impegno non giuridico ma morale per il bene dell’umanità. 

La Santa Sede, ha ricordato Auza nel suo intervento riportato da Vatican News, ha chiesto un bando totale delle armi nucleari fin dagli albori dell’era nucleare. Nel febbraio 1943, due anni e mezzo prima del “Trinity Test” (il primo test per un'arma nucleare), Pio XII aveva già espresso profonda preoccupazione per l'uso violento dell'energia atomica. Dopo Hiroshima e Nagasaki, osservando le conseguenze totalmente incontrollabili e indiscriminate delle armi nucleari, Papa Pacelli chiese l’effettiva proscrizione della guerra atomica. 

La Santa Sede fa eco al grido dell’umanità di essere liberata dallo spettro della guerra nucleare e pertanto sostiene attivamente tutte le iniziative che contribuiscono ad un mondo libero da armi nucleari. «Vietare i test nucleari - ha sostenuto l’osservatore permanente all’Onu - è un grande passo verso questo obiettivo. L’odierna commemorazione e promozione della Giornata internazionale contro i test nucleari è anche un'importante affermazione della nostra comune determinazione a creare le condizioni e i passi necessari per la messa al bando dei test nucleari. Per questo motivo, la Santa Sede continua a sollecitare la rapida entrata in vigore del Trattato Ctbt (Comprehensive Nuclear Test-Ban Treaty)». 

Quando nel 2003 si è riunita la Conferenza per l’entrata in vigore del trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari, 168 Stati avevano firmato e 104 Stati avevano ratificato il trattato. Oggi, 183 Stati hanno firmato e 166 l’hanno ratificato. «Questi numeri dimostrano che la grande maggioranza degli Stati vuole che il Trattato entri in vigore per porre fine ai test nucleari», ha affermato il delegato vaticano. «L’entrata in vigore del Ctbt sarebbe un passo significativo verso un mondo senza armi nucleari. Eppure questo passo è ostacolato dalla mancanza di universalità. La Santa Sede aggiunge quindi la sua voce all'appello agli Stati la cui ratifica è necessaria per l'entrata in vigore del Trattato. Sono passati 22 anni da quando il Trattato è stato aperto alla firma e alla ratifica».

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