Sep 22, 2018 Last Updated 10:01 PM, Sep 19, 2018

La croce, l’imperatore cinese e la Curia romana

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Nella Cina, territorio fertile per tutte le religioni, il cristianesimo ha trovato sempre difficoltà, ma anche fioritura. Ma fra confucianesimo imperiale e la fede in Dio Padre vi sono state tensioni e resistenze nell’accettare che “anche i sudditi sono essi stessi figli del Cielo e fratelli dell’imperatore”. Non si può eliminare il martirio, nemmeno nei dialoghi fra Cina e Vaticano. La riflessione di un sacerdote cinese.

 

Nonostante le difficoltà, fin dall’inizio, il cristianesimo ha superato diverse prove in Cina. Il celebre p. Matteo Ricci è stato il Padre fondatore della missione grazie alla sua conoscenza della cultura e della lingua cinese. Ricci ha aperto la porta della Cina con le scienze e ha seminato anche il primo germoglio della fede cristiana.

La Cina rappresenta un territorio ideale per la diffusione delle religioni, infatti, qui sono giunti nestorianesimo, manicheismo, zoroastrismo, buddismo, islamismo, cristianesimo ecc. Lungo la storia, alcune religioni sono scomparse, mentre le altre sopravvivono fino ad oggi.

In Cina, il taoismo è una religione nativa; il buddismo viene da fuori ma è ben radicato nella cultura cinese; l’islam data la sua origine culturale, diventa un portatore di cultura araba; la Chiesa cattolica, protestante e ortodossa hanno la stessa radice, ma per cause culturali, storiche, e politiche sono diventate tre comunità separate. Lo sviluppo della missione cristiana in Cina coincide con il periodo del colonialismo; questo fatto ha creato inevitabilmente tanti conflitti.

Il cattolicesimo, sotto la gerarchia del potere papale, ha avuto diversi incontri e scontri con la cultura del potere imperiale cinese, ad esempio: la persecuzione di Yang Guangxian e le controversie sui riti cinesi nel periodo dell’imperatore Kangxi (1661-1722) e tante altre nei periodi successivi sotto i domini di Yongzheng e Qianlong.

Nel periodo di Kangxi, la famosa controversia sui riti cinesi, iniziata tra i vari ordini religiosi, è divenuta presto un contrasto tra il potere del papa e quello dell’imperatore. I conflitti tra i due poteri diventano un inevitabile scontro tra la fede cattolica e la cultura della Cina imperiale. [Per questo] Tanti sono i martiri nella nostra storia. Il 1° ottobre 2000, il papa san Giovani Paolo II ha proclamato 120 santi e tra questi ci sono sacerdoti, religiosi e laici.

Il cattolicesimo esorta all’uguaglianza tra le persone, [perché] siamo tutti figli e figlie di Dio Padre e dobbiamo amarci gli uni agli altri. La dottrina confuciana si basa sulla gerarchia e sulla venerazione dell’imperatore che si estende dai ministri verso l’imperatore, dai figli verso i padri. Se l’imperatore condanna a morte un ministro, tale ministro deve morire; se il padre condanna il figlio quasi a farlo morire, il figlio deve obbedire. Dopo duemila anni, la cultura confuciana si è radicata nel cuore dei cinesi ed è diventata il nucleo del sistema di dominio. Nel periodo feudale, l’imperatore dichiarava di essere Tianzi, figlio del Cielo, e il suo potere veniva concesso dall’alto ovvero dalla divinità suprema. In questa situazione, è impossibile quindi far comprendere che anche i sudditi sono essi stessi figli del Cielo e fratelli dell’imperatore.

Il fondatore del cattolicesimo, Gesù Cristo ha insegnato ai suoi discepoli: “Padre Nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terrà. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti, come noi rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.” La preghiera del Padre Nostro ci dice che Dio è il Padre di tutti, noi siamo famigliari di Dio. Quindi, dobbiamo amarci gli uni agli altri. Nello stesso tempo significa anche che i diritti umani l’uguaglianza tra le persone sono concessi dal Cielo. La mentalità imperiale ha influenzato la Cina per circa 2000 anni: come è possibile che questo insegnamento [cristiano] possa essere facilmente accettato in Cina? Di conseguenza è quasi ovvio che ci siano state tante persecuzioni.

Allora, come si può diffondere la fede cattolica in Cina? Io penso che dobbiamo avere lo spirito di perseveranza ed essere pronti al martirio. Non c’è una scorciatoia da seguire. Chiunque pensi di salvare la Chiesa in altri modi, senza il martirio, anzi considerare il martirio una stupidaggine, compie davvero un errore assurdo.

Oggi le grandi personalità della Curia romana, di fronte all’antica civiltà cinese e al duro potere imperiale, provano ad affrontarli. Da una parte apprezzano la civiltà cinese, per fare piacere al potere statale; dall’altra tralasciano quanto per molti anni è stato difeso dal punto di vista spirituale. Peggio ancora: si chiedono le dimissioni a un vescovo fedele al cattolicesimo, mettendo un traditore come nuovo pastore del gregge del Signore.

 

Tale politica della Santa Sede funzionerà davvero? Possiamo solo attendere il risultato. Se lo spirito mondano viene a coincidere con lo spirito divino, allora perché Gesù Cristo è stato crocifisso? La sapienza del Signore non è superiore a quella degli alti prelati della Santa Sede? Con la Cina che ha 5000 anni di civiltà, come dovrebbe diffondersi la fede cattolica? Non sono ancora chiare le prospettive del futuro e tutt’oggi la via è lunga da scoprire.

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