Jan 22, 2020 Last Updated 11:56 AM, Jan 20, 2020

LA CHIESA GIAPPONESE RILANCIA IL «SAMURAI DI CRISTO»

Categoria: Finestra sul Mondo
Visite: 1629 volte

E' un martire anche se non è stato ucciso in odium fidei. E' un martire anche se non ha versato il sangue durante l'ondata di violente persecuzioni anticristiane che per quasi 300 anni hanno attraversato il paese del Sol levante. E' un martire perché, da ricco e potente che era, ha scelto la via della povertà, dell'umiliazione e della perfetta obbedienza alla volontà di Dio.

Ai vescovi nipponici, i 188 martiri giapponesi proclamati a Nagasaki nel 2008, tutti passati a fil di spada tra il 1603 e il 1639, non bastano. O, meglio, sono altrettanto affezionati e devoti alla figura di Justo Takayama Ukon, feudatario e samurai che - spiegano in un comunicato ufficiale appena rilasciato - ha preferito la "strada stretta" piuttosto che quella della comodità.

Ukon ha consapevolmente scelto la via della sequela di Cristo, povero, obbediente e crocifisso, piuttosto che scendere a compromessi. Non ha esitato a rinunciare a una posizione sociale di alto rango, a nobiltà e ricchezza, a una vita di agi e lusso, pur di restare aggrappato intimamente a Cristo e pubblicamente fedele al Vangelo.

Il suo modello e la sua testimonianza, spiegano i presuli nipponici, sono oltremodo preziosi per la comunità dei credenti e dei non credenti di oggi. Ukon è un "samurai di Cristo" che, nel conservare l'onore della coscienza, "ha combattuto la buona battaglia", del tutto nonviolenta, del discepolo di Gesù.

"Ukon ha mantenuto chiaro il percorso che lo avrebbe portato a Dio", affermano i vescovi. "Nella nostra epoca che propone diversi pseudo-valori che promettono felicità, i cristiani possono imparare dalla vita di Ukon a seguire il Signore senza deviazioni o errori", spiegano. Ukon è il primo giapponese, che non è parte di un gruppo di martiri, ad aver spinto la Conferenza episcopale a impegnarsi  per la sua canonizzazione. La sua è una storia di santità individuale.

Siamo a metà del sec. XVI. Nato da una famiglia di proprietari terrieri, Ukon si converte al cristianesimo a 12 anni, quando entra in contatto con i missionari gesuiti, seguendo le orme di suo padre. Il Vangelo era stato introdotto in Giappone dal gesuita Francesco Saverio nel 1549 e si era rapidamente diffuso.

Quando lo shogun Toyotomi Hideyoshi sale al potere, i suoi consiglieri lo invitano a vietare la pratica del cristianesimo. Tutti i grandi feudatari accettano la disposizione, tranne Ukon. Perderà le sue proprietà, la sua carica, il suo status sociale, l'onore e la rispettabilità. Diverrà un vagabondo e sarà costretto all'esilio. Con altri 300 cristiani giapponesi fuggirà a Manila dove, appena 40 giorni dopo l'arrivo, ammalatosi, morirà il 4 febbraio 1615.

I cristiani giapponesi avevano tentato di portarlo alla gloria degli altari già nel XVII secolo, ma la politica isolazionista del paese impedì agli investigatori canonici di raccogliere le prove necessarie per attestarne la santità. Trecento anni dopo, nel 1965, il clero locale ha riesumato la sua figura dal dimenticatoio e oggi i vescovi giapponesi rilanciano con forza la vita del samurai di Cristo.

Raggiunto da Vatican Insider, Isao Kikuchi,  vescovo di Niigata e missionario verbita, spiega il perché: "Ukon Takayama ha mostrato una fede senza compromessi. Oggi in Giappone viviamo una vita piena di compromessi. Siamo facilmente attratti dal guadagno facile da uno stile di vita che porta a dimenticare Dio. Ad esempio, dopo il disastro di Fukushima del 2011, molti giapponesi si dissero convinti di doversi convertire a uno stile di vita più semplice, in modo da consumare meno energia. Ma è stato un fuoco di paglia: nessuno lo ha fatto davvero. In tale situazione, qualcuno che ha rinunciato alla comondità e alle ricchezze per la fede è un modello per tutti".

Inoltre, aggiunge il vescovo Kikuchi, "Ukon non è stato giustiziato, come altri martiri in Giappone. Oggi molti credenti pensano che il martirio non abbia nulla a che fare con loro, poiché non c'è pericolo di essere uccisi a causa di Cristo. La vita di Ukon dice a tutti noi che non è solo la morte in odium fidei a fare un martire: anche rinunciare a tutto per Dio è una via di martirio".

 

 

 


Recenti

La ricchezza globale resta concentrata al vertice della piramide distributiva

La ricchezza globale resta con…

20 Gen 2020 Finestra sul Mondo

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: “L’ospitalità è una virtù che testimonia l’incontro amorevole verso il prossimo”

Settimana di preghiera per l…

20 Gen 2020 Finestra sul Mondo

Missione Bibbia

Missione Bibbia

20 Gen 2020 Missione Oggi

“La Parola ci fa Chiesa”

“La Parola ci fa Chiesa”

20 Gen 2020 Preghiere Missionarie

III Domenica - T. O. - Anno A

III Domenica - T. O. - Anno A

20 Gen 2020 Domenica Missionaria

Rapporto Open Doors 2020: nel mondo un cristiano su otto è discriminato

Rapporto Open Doors 2020: nel …

16 Gen 2020 Finestra sul Mondo

Svolta del Papa, nomina la prima donna sottosegretario nella Segreteria di Stato

Svolta del Papa, nomina la pri…

16 Gen 2020 Finestra sul Mondo

Il Papa alle mamme dei neonati: “Lasciateli piangere in chiesa, è una bella predica. Se hanno fame, allattateli”

Il Papa alle mamme dei neonati…

13 Gen 2020 Finestra sul Mondo

Oxfam: nello Yemen la più grave crisi umanitaria al mondo

Oxfam: nello Yemen la più gra…

13 Gen 2020 Finestra sul Mondo

Cardinale Filoni: "L'opera di formazione di Propaganda Fide è essenziale per le giovani Chiese"

Cardinale Filoni: "L'oper…

13 Gen 2020 Missione Oggi