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Il Cura Brochero nacque il 16 marzo 1840 nelle vicinanze di Villa Santa Rosa (Provincia di Cordova). All'età di 16 anni entrò nel Seminario Maggiore di Cordova "Nostra Signora di Loreto" dove ricevette la sua formazione sacerdotale e all'Università di Cordova ha fatto i suoi studi filosofici e teologici. Fu ordinato sacerdote il 4 novembre 1866.

Una caratteristica tipica della sua vita sacerdotale fu l’annuncio del Vangelo attraverso un linguaggio vivido vicino alla comprensione delle persone semplici. La sua preoccupazione era di illuminare la vita dei suoi fedeli con la Parola di Dio non in forma generale e astratta, ma applicata alle circostanze concrete della vita. È stato nominato Parroco di Villa del Tránsito (ora Villa Cura Brochero) da dove ha esercitato il suo intenso ministero pastorale. Morì malato di lebbra e cieco in quella stessa Villa il 26 gennaio 1914, all'età di 74 anni.

Il Santo Cura Brochero fu scelto come protettore Annuale 2021, dai Missionari e Missionarie della Consolata.

Colletta

Signore, da chi proviene ogni dono perfetto.
Tu che hai esaltato il sacerdote San Giuseppe Gabriele del Rosario,
per lo zelo missionario, la predicazione evangelica
e la vita povera e dedicata,
concedi che seguendo il suo esempio e per sua intercessione,
i pastori e le persone a loro affidate,
siano sempre tuoi fedeli discepoli missionari del Vangelo.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Letture

I Lettura: Ez 34,11-16

Salmo: 23 - Il Signore è il mio pastore

II Lettura: Col 1, 24-39

Vangelo: Lc 15, 1-7

Sulle offerte

Dio Onnipotente,
noi ti supplichiamo umilmente:
come questi doni presentati in onore di san Giuseppe Gabriele del Rosario,
manifestano la gloria della tua potenza divina,
accrescano in noi gli effetti della tua salvezza.
Per Cristo, nostro Signore.

Prefazio dei Santi Pastori

La presenza dei Santi Pastori nella Chiesa

Antifona alla Comunione

Ecco il servo fedele e prudente,
che il Signore ha messo a capo della sua famiglia,
per nutrirla al tempo opportuno (T. P. Alleluia)

Dopo la Comunione

Nutriti con i tuoi santi doni noi ti chiediamo, Dio Onnipotente
che seguendo gli esempi di san Giuseppe Gabriele del Rosario,
ti serviamo con rinnovato fervore
e, attraverso un'instancabile carità,
manifestiamo il tuo amore a tutti i nostri fratelli e sorelle.
Per Cristo nostro Signore

Spagnolo

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Si è concluso oggi, a Boa Vista, Brasile, con una cerimonia presieduta da Mons. Mario Antonio da Silva, Vescovo di Roraima, l’Inchiesta Diocesana per il riconoscimento del presunto miracolo attribuito all’intercessione del Beato Giuseppe Allamano. Sorino Yanomami, indigena di Roraima che vive nel cuore dell’Amazonia Brasiliana, 25 anni fa, dopo essere stato assalito da un giaguaro rimase in fin di vita. Affidata la sua cura all’intercessione del Beato Allamano, in modo inspiegabile, guari completamente.

Il Processo per il riconoscimento di un miracolo inizia sempre nella Diocesi dove il presunto miracolo è avvenuto, ascoltando tutte le testimonianze e raccogliendo le prove fisiche relative alla guarigione. Poi il tutto viene trasferito a Roma per la continuazione del procedimento.

Il Beato Giuseppe Allamano, Fondatore dei Missionari e delle Missionarie della Consolata, è nato a Castelnuovo d’Asti (oggi Castelnuovo Don Bosco) nel 1851 ed è nato al Cielo il 16 febbraio 1926.

Di seguito vi proponiamo il messaggio inviato dall’equipe della Postulazione in vista alla chiusura di questa fase diocesana. (La redazione)

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Momento in cui vengono impacchettati e sigillati i documenti raccolti.

Messaggio della Postulazione

In questa quarta domenica di Quaresima, “in laetare”, condividiamo con tutte e tutti la gioia di essere giunti ormai al termine della fase del Processo Diocesano per la Canonizzazione del Beato Giuseppe Allamano. È stato un lavoro intenso e ricco di ascolto, di condivisione e narrazione di tutto ciò che il Signore opera nella nostra vita, in quella della missione e delle nostre comunità.

Abbiamo ascoltato con commozione le varie testimonianze e con ammirazione le relazioni dei medici. Abbiamo capito che quando si prega, si intercede e si lavora “in unità di intenti” e con passione il cielo si apre. Abbiamo percepito profondamente quanto il Fondatore sia considerato “padre” dalle missionarie e dai missionari, dai suoi figli e figlie.

Abbiamo visto quanto l’Allamano sia amato e sia di ispirazione per tanti nostri parenti, amici e benefattori che ci hanno seguito in questi giorni e pregato per questo processo.

Ci siamo sentiti accolti in modo ammirevole dalle nostre comunità qui in Brasile e a Boa Vista in modo particolare, trovando tanta disponibilità, interesse e attenzione.

Per questa accoglienza e disponibilità vogliamo ringraziare in modo particolare il Vescovo di Roraima, dom Mario Antonio da Silva, che, assieme a Padre Vanthuy, a Padre Lucio e altri loro collaboratori hanno messo a disposizione tutto ciò che era necessario per un buon svolgimento del processo e perché alcune fasi di esso e celebrazioni potessero essere viste e seguite da parte di molti mediante i moderni mezzi di comunicazione.

Vi invitiamo ancora per gli ultimi due appuntamenti di lunedì 15 marzo: della chiusura del processo e della celebrazione eucaristica per i quali indichiamo gli orari ed i link per collegarsi.

Continuiamo a pregare per il cammino che ancora rimane da fare per il riconoscimento della cura miracolosa di Sorino Yanomami, attribuito all’intercessione del Beato Giuseppe Allamano, per il quale è stato fatto questo processo i cui atti saranno presentati, prossimamente alla Congregazione per le Cause dei Santi a Roma.

Boa Vista, 14 marzo 2021

 

P. Giacomo Mazzotti, Postulatore IMC
Suor Renata Conti, Postulatrice MC
P. Michelangelo Piovano, Notaio del Processo

Lunedì 15 marzo:

8.30 - Sessione pubblica di chiusura del Processo (Italia ore 13.30)
https://youtu.be/u7-rlLjs2ME

19.00 - Celebrazione finale e di ringraziamento nella Cattedrale (Italia ore 00,00)
https://www.youtube.com/results?search_query=diocese+de+roraima

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15 PM Allamano Traverso 1

Signore Gesù,
che hai fatto dono alla Chiesa
del tuo fedele servo, Giuseppe Allamano,
perché la gioia del Vangelo,
grazie ai suoi missionari e missionarie, 
giungesse sino ai confini della terra,
ascolta la nostra preghiera.

Fa’ che,
ricordando il giorno della sua “nascita al cielo”
abbiamo sempre viva memoria
di una guida così luminosa,
per potere imitare, con generoso impegno,
il suo esempio di ordinaria santità;
e affretta, per noi, il giorno
in cui vedremo proclamata la sua santità,
a gloria del tuo nome
e consolazione dei popoli del mondo.

Amen

 

Lord Jesus,
you have made to the Church
the gift of your faithful servant, Joseph Allamano,
so that the joy of the Gospel,
thanks to his missionaries,
may reach the ends of the earth,
listen to our prayer:

Grant that,
remembering the day of his “heavenly birth”
we may always have a vivid memory
of such a bright guide,
to be able to imitate, with generous commitment,
his example of ordinary holiness;
and hasten for us the day
when his holiness will be proclaimed,
for the glory of your name
and the consolation of the peoples of the world.

 

Amen

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A tutti i nostri amici, ovunque vi trovate nel mondo, diamo appuntamento per la Celebrazione Eucaristica in diretta streaming.

To all our friends, wherever you are in the world, we make an appointment for the Eucharistic Celebration in live streaming.

Festa del Beato Allamano

16 febbraio / February 16th 2021

Alle ore / At 12:00 (ora italiana / Italy time)

YouTube link: https://youtu.be/zqm3vp1vDAQ

La celebrazione si terrà nella Casa Generalizia dei Missionari della Consolata a Roma, presieduta da P. Stefano camerlengo, Superiore Generale e animata dalla Comunità di Casa Generalizia.

The celebration will be held at the General House of the Consolata Missionaries in Rome, presided over by Fr. Stefano Camerlengo, Superior General and animated by the Community of Casa Generalizia.

Vi invitiamo a condividere l’appuntamento con tutti gli amici.

We invite you to share the appointment with all friends

Potete anche leggere il Messaggio del Padre Generale per la Festa del Beato Allamano.

You can also read the Message of the General Father for the Feast of Blessed Allamano.

Aspettiamo la vostra partecipazione!!! Buona Festa!!!

We will be waiting for your presence!!! Happy Feast!!!

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Messaggio del Superiore Generale
per il 120° Anniversario della Fondazione dell’Istituto!
29 gennaio 2021

 

“L’esperienza di comunità, di cui vissi tutta la vita, voglio applicarla all’Istituto. Abbiate dunque lo spirito dei Missionari della Consolata nei pensieri, nelle parole e nelle opere”.

“...Ripigliamo a correre la strada della santificazione nostra, sotto gli occhi della nostra SS. Consolata.” (Beato Giuseppe Allamano)

 

Carissimi missionari, amici, familiari, benefattori; 
Come da tradizione il 29 gennaio ricordiamo l’anniversario della Fondazione del nostro Istituto. Questo anniversario arriva in un tempo particolare della nostra storia segnato dalla pandemia del Covid-19. Inoltre, proprio il 29 gennaio vogliamo dare inizio al Biennio “di attenzione alla persona nella sua integrità umana, spirituale e missionaria” (cfr. Atti XIII CG n. 33).

La situazione particolare che stiamo vivendo a livello mondiale e il lancio del Biennio a livello d’Istituto sono un’occasione per prendere in mano la nostra vita, il nostro senso di appartenenza alla comunità e la nostra missione. 

“Ci rendiamo conto che riscoprire il senso di appartenenza all’Istituto, i valori della nostra famiglia ed il senso di identificazione con il carisma è di cruciale importanza per vivere bene e felicemente la nostra vocazione di apostoli, come le figure della Beata Irene Stefani e di altri missionari e missionarie ci hanno testimoniato con il dono della loro vita.” (Atti XIII CG n. 18)

Certamente tanti pensieri ci abitano in questo tempo così complicato e particolare. Personalmente, approfittando dell’anniversario della Fondazione, vorrei portare l’attenzione al recupero del senso di sentirsi a casa, di sentire l’Istituto come casa propria, “casa mia”. Solo se “indossiamo” la nostra casa, solo se “addomestichiamo e sposiamo” la nostra casa, con le persone che la abitano, possiamo sentirci realizzati e felici ed allora saremo capaci anche di cambiare!

Ogni volta che partecipo ad un incontro, un convegno, una giornata di studio su temi legati all’uomo o alla società, oppure ascolto un superiore di comunità e di Circoscrizione emergono alcune parole, sempre le stesse: individualismo, solitudine, assenza di relazioni, difficoltà di costruire una vera ed autentica comunità. Questi concetti vengono ripetuti sia che si parli di giovani che di anziani, di persone sane o di malati, nelle diverse situazioni culturali.

Certamente in tutto questo c’è molta verità. La nostra società, oggi, rischia di promuovere un certo individualismo che genera solitudine, malessere, egoismo e questo si ritrova presente anche nelle nostre comunità.

Tuttavia, non vi è dubbio che la persona umana sia fatta per la dimensione comunitaria; ogni persona ha bisogno di donare amore e di essere amata, di essere capita, accolta, di curare e di essere curata.

La regola della comunità è l’amore, il bene dell’altro. Il bene degli altri non è mai un male per me; il bene è bene, sempre, per tutti. La dimensione comunitaria è una ricchezza, in ogni circostanza. Le cose fatte insieme sono più belle, più ricche, più varie, più divertenti, più efficaci e coinvolgenti di qualunque altra cosa. La comunità ha bisogno di tutti, tutti sono importanti e in questa importanza riscopriamo la nostra bellezza.

Il nostro Dio è una comunità, una famiglia composta da tre persone, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo: la Santissima Trinità.

Tuttavia, tutti sappiamo che la vita comunitaria ha un prezzo, non è un fatto del tutto spontaneo. Se vogliamo godere dei benefici della vita in comune dobbiamo essere disposti a far morire una parte di noi, a rinunciare ad alcuni nostri desideri, ad una parte dei nostri progetti; la comunità ha bisogno di pazienza, di silenzi, di passi indietro, di capacità di chiedere scusa, di tanta umiltà. Solo morendo si può risorgere. La comunità è un luogo, forse l’unico dove si può sperimentare insieme la morte e la resurrezione, la fatica della croce ma anche la gioia, la luminosità, la freschezza, il profumo della rinascita, di una vita nuova. Una comunità vera è una ricchezza anche per le altre persone, per chi è esterno alla comunità; è una fonte capace di dissetare anche altri che ad essa si avvicinano, assetati e incuriositi; l’amore e la luce che nascono da una comunità scaldano ed illuminano il freddo di molte tenebre. Tutti possiamo essere costruttori di comunità: sarebbe la più grande opera che possiamo fare.

E, forse, qualcosa del genere doveva aver compreso anche Giovanni, un povero che abbiamo aiutato in un Natale di alcuni anni fa. Quando Babbo Natale tirava fuori i pacchetti, Giovanni si avvicinò al volontario seduto accanto a lui, quasi schernendosi: “a me non mi conosce nessuno, sibilò tra i denti, per me regali non ce ne sono”. Ma quando dal sacco emerse l’ultimo regalo e sopra vi vide scritto “Giovanni”, gli occhi di quell’omone, indurito dalla vita per strada, si riempirono di lacrime: “questo, disse, dev’essere il regalo di Dio, perché solo Dio conosce il mio nome”.

L’augurio, la preghiera, l’invito è che possiamo vivere questo anniversario di Fondazione recuperando il nostro senso di appartenenza, di sentirci parte, protagonisti della nostra famiglia, della nostra comunità, conosciuti e chiamati per nome, costruttori di un Istituto sempre più “nostro”, sempre più “casa mia”! 

A tutti e ad ognuno: Buona festa della Fondazione, coraggio e avanti in Domino!

P. Stefano Camerlengo, IMC - Superiore Generale

Roma, 25 gennaio 2021, Festa della conversione di S. Paolo

 

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