A Ikonda c’è la mia casa

  • Lug 12, 2024
  • Pubblicato in Notizie

La esperienza di Elide Ambrosetti, una giovane donna arrivata in Tanzania quasi per caso, ma che oggi vive con la “Tanzania nel cuore”.

Cosa mi ha fatto partire? Penso sia la bellezza del donarsi all'altro, ho sempre cercato di farlo nel mio piccolo, in tutta la mia vita, perché credo sia la cosa che rende più felici. In famiglia ho avuto tanti esempi al riguardo: mia madre, mio nonno, mio padre, mio fratello... abbiamo sempre cercato, forse sempre abbastanza istintivamente, di seguire questo valore cristiano. 

Subito dopo il liceo ho iniziato a fare volontariato e proprio in una di queste esperienze, allora stavamo andando in Bosnia dilaniata dalla guerra, ho conosciuto Alessandro, un amico che apparteneva ad una associazione di Santa Marinella che si chiama "Venite e Vedrete" e che organizza dei viaggi missionari di un mese in Tanzania in cui si vivevano diverse missioni in giro per la nazione.

Tra di loro c'era anche il "Consolata Hospital" di Ikonda. La volta che ci andai, nel luglio del 2016, lo visitammo in una sola giornata ma sufficiente per vedere quel che succedeva e si faceva lì. Io avevo iniziato il percorso di studi di infermieristica e quando mi sono laureata ho chiesto al presidente dell'Associazione di mettermi in contatto con gli amministratori del "Consolata Hospital".

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Ho cominciato allora un primo anno di volontariato, che poi sono diventati due e così fino ad oggi. Mi sono convinta che ne valeva la pena e tutto quello che ho sentito, l'amore che ho respirato, la vita semplice che ho vissuto, mi ha fatto davvero felice. Riuscivo a mettere assieme lavoro e servizio al prossimo: non avrei mai potuto chiedere di meglio.

Che cosa volevo portare imbarcandomi in questa esperienza? Nel mio non era una cosa inizialmente complicata... portavo me stessa e le mie competenze professionali, cercavo di rendermi disponibile a tutte le esigenze della comunità. Oggi, con altri volontari, abbiamo formato un’associazione che si chiama “Tanzania nel Cuore” e siamo riusciti a realizzare diversi progetti mirati a rispondere a situazioni concrete. Per Ikonda siamo riusciti a raccogliere i fondi necessari per acquistare un nuovo apparecchio radiologico; attrezzi per rinnovare il servizio di fisioterapia; apparecchi elettromedicali per migliorare l'assistenza in sala operatoria e terapia intensiva.

Lo scopo è quello di collaborare con lo staff locale affinché ogni decisione sia finalizzata alle necessità dell'ospedale.

Ad ogni modo penso che sia di più quello che mi sono portata a casa... forse la prima cosa che mi son portata a casa è stata “un’altra casa” perché quello è per me la missione e l’ospedale di Ikonda con le persone che ci vivono e ci lavorano. Sono diventati la mia famiglia. Adesso sono in Italia ma a fine settembre si torna in Tanzania.

Ho tutta l’intenzione di continuare ad aiutare questa missione che i Missionari della Consolata hanno costruito: veramente è un piccolo miracolo che garantisce una migliore qualità di vita delle persone che abitano in quella regione.

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“Grande Cuore”, questo il nome dato dai Samburu del Kenya a Mirella Menin, la laica missionaria di Collegno (Torino) che tanti abbiamo conosciuto nei suoi viaggi in Kenya per oltre quarant’anni e per il suo infaticabile lavoro e dedizione per aiutare i più poveri ed i bambini in particolare. Il Signore l’ha chiamata a sé il 29 maggio 2023 in modo inaspettato, ma per il Signore, certamente pronta per l’incontro con Lui.

La sua vita è stata un vulcano di iniziative, attività, incontri, viaggi. Tutto fatto con passione, dedizione missionaria e spirito profetico. Oltre all’esperienza del Kenya anche quella in Nicaragua negli anni in cui era vescovo San Oscar Romero che lei accompagnava nei villaggi dei campesinos e che ha visto morire, ucciso, mentre celebrava l’Eucarestia. La sua presenza nella nostra antica casa per gli anziani di Alpignano dove veniva per incontrare i missionari e condividere ciò che gli veniva dalla provvidenza.

Mirella tante volte era scomoda perché diceva la verità senza mezze misure, con coraggio, aveva “fame e sete di giustizia” come hanno voluto scrivere sul suo ricordino e ricordare al suo funerale.

Nel Rosario che si è pregato nella sua parrocchia di Collegno, la sera prima del funerale, il parroco, don Teresio Scuccimarra, ha voluto pregare quattro misteri e momenti evangelici vedendone la realizzazione nella vita di Mirella: il suo amore ai bambini, la cura e assistenza delle persone con handicap psichici, il suo desiderio di giustizia ricordando la sua esperienza in Nicaragua e la dedicazione alla sua comunità.

Mirella, nel suo “darsi da fare” per la missione, ha raccolto e donato molto. Come dice l’Allamano è stata un canale che ha fatto sempre scorrere ciò che riceveva senza trattenere nulla per sé, vivendo la sua vita nella semplicità ed essenzialità. Ha compiuto le “opere più grandi” (Gv 14,12) che Gesù ha promesso ai suoi discepoli perché era anche una donna di fede, una fede non bigotta, ma tenace e concreta. La fede che sa vedere Gesù in ogni persona, che ha compreso e vissuto il “tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).

Per tutto questo, e per quello che lei è stata, gli siamo grati completando queste note con due testimonianze significative che sono state lette al suo funerale e che riportiamo: quella di Agata Lekimenko di Mararal Samburu (Kenya) e quella di Mons. Virgilio Pante, vescovo di Maralal.

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Messaggio di Agata Lekimenco (Maralal, Kenya)

È con profondo dolore e tristezza che abbiamo appreso la notizia della scomparsa della nostra grande amica e madre.

Per noi Mirella è stata come una madre amorevole, ha condiviso con noi tutta la sua vita qui a Samburu, in Kenya.  Ha condiviso soldi, tempo, vestiti, prodotti di igiene personali.

Molti hanno potuto studiare grazie al suo sostegno economico che proveniva dal suo grande cuore di condivisione. Si occupava delle spese ospedaliere ed era sempre preoccupata per il benessere delle persone bisognose.

Ha sostenuto oltre 250 bambini che ora hanno innalzato il tenore di vita delle loro famiglie. Alcuni ora sono insegnanti, dottori, meccanici, falegnami ecc. Ha anche dato potere finanziario ai loro genitori che sono diventati uomini e donne d'affari.

Mirella ha davvero toccato vite e le sue azioni si vedranno per sempre nelle nostre comunità. Mirella è stata mandata dal cielo e nessuna parola può descrivere appieno il suo amore per l'umanità.

Nonostante le condizioni molto dure, il suo grande cuore compassionevole la faceva camminare instancabilmente per visitare i malati, gli anziani e le persone meno fortunate e i bambini nei villaggi e nelle scuole.

Le piaceva passare il tempo con i bambini, giocare e scattare foto insieme con loro. Mirella era una specie di figura che senti di volere sempre vicino.

Abbiamo davvero visto come Dio usa le persone per aiutare gli altri, Mirella era davvero una serva di Dio.

Grande Cuore, Riposa in Pace.

Ci mancherai senza dubbio.  Mentre riposi, prega per noi di emulare il tuo cuore di donazione e condivisione in modo che possiamo anche aiutare gli altri, nel modo in cui hai amato.

Messaggio di Mons. Virgilio Pante, IMC Vescovo di Maralal

Mirella, che io chiamavo Mirellona, è entrata nella mia vita una quarantina di anni fa, durante i suoi viaggi in Kenya. Un dono di Dio per me e per tanti altri, specialmente i più poveri della società. Aveva un cuore grande e anche una lingua grande, sempre al servizio degli ultimi.

Per me prete missionario e poi vescovo, era una sfida e una voce profetica, molto scomoda. Sia in America Latina che in Africa ha mandato milioni, per sfamare e per far studiare i non avvantaggiati del mondo.

Sapeva anche essere affettuosa, sotto una scorza dura, e si commuoveva per i piccoli, i disabili mentali (ne sanno qualcosa quelli della casa di Collegno che ha servito con amore per tanti anni).

Mirella non sapeva misurare le parole contro le ingiustizie e le falsità nella società e, talvolta, nella chiesa stessa.

Ciao Mirellona! Grazie di avermi incontrato nella vita. Ci ritroveremo in Paradiso circondati dal sorriso dei piccoli. 

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