Il battesimo di Gesù - A

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Il Battesimo di Gesù
Is 42, 1-4.6-7;
At 10,34-38;
Mt 3,13- 17.

Introduzione
Gli Atti degli Apostoli presentano il centurione Cornelio come il primo pagano battezzato(Atti 10-11). Nella casa di questo soldato romano, a Cesarea, Pietro riassume in poche frasi il l’insegnamento essenziale riguardante Gesu’ e comincia proprio con l’accenno al battesimo ricevuto da Giovanni Battista. Nei vangeli sinottici Gesu’ inizia il suo ministero ricevendo il Battesimo da Giovanni il Battista. Perche’ quest’importanza data a tale evento? Perche’ il Battesimo di Gesu’ segna l’inizio della sua missione e ne caratterizza il suo stile.
La prima lettura, Is 42,1-7 e’ il primo dei quattro poemi di Isaia sul Servitore di Jahveh; la seconda lettura, Atti 10,34-38, e’ parte della catechesi di Pietro al centurione Cornelio ; il vangelo, Mt 3,13-17, e’ la redazione matteana del Battesimo di Gesu’.

Is 42,1-4.6-7
E’ il primo dei quattro poemi sul misterioso Servo del Signore (gli altri sono 49,1-6 ; 50,4-9 ; 52,13-53,12) che tracciano le caratteristiche del Messia e nei quali le prime comunita’ cristiane videro le fattezze messianiche di Gesu’, molto probabilmente perche’ Gesu’ stesso vi fece ripetutamente ricorso vedendo in essi la profezia della sua missione messianica.
Proviamo a vedere in queste parole del primo poema la carta d’identita’ di Gesu’ e del suo modo di svolgere la sua missione: egli e’ l’eletto del Signore che ha messo su di lui il suo Spirito per portare il diritto alle nazioni. Il suo stile e’ la mitezza e l’accoglienza dei deboli « non gridera’ ne’ alzera’ il tono, non fara’ udire in piazza la sua voce, non spezzera’ una canna incrinata, non spegnera’ uno stoppino dalla fiamma smorta». Ma suo stile e’ anche la fermezza e la perseveranza « proclamera’ il diritto con fermezza ; non verra’ meno e non si abbattera’ finche’ non avra’ stabilito il diritto sulla terra.» Egli sa di essere sostenuto dal Padre, «Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano ; ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni » la sua missione non si limita al popolo d’Israele ma e’ anche destinata alle nazioni pagane con una modalita’ specifica di bonta’ e misericordia « perche’ tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre ». Sono le stesse caratteristiche della missione messianica di Gesu’ che saranno richiamate da Gesu’ stesso ai messaggeri del Battista in Matteo 11,2-11 e che Pietro riassumera’ cosi’ : « come Dio consacro’ in Spirito Santo e potenza Gesu’ di Nazareth il quale passo’ beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere e diavolo, perche’ Dio era con lui » (Atti 10,30).

Atti 10, 34-38
La storia del centurione Cornelio in Atti 10-11 e’ il centro teologico di questo libro che vuol mostrare come il Vangelo sia partito da Gerusalemme per raggiungere le estremita’ della terra (At 1,8). Punto capitale in questo sviluppo e’ il battesimo del primo pagano ad opera di Pietro. La storia e’ raccontata varie volte da vari punti di vista: Cornelio, Pietro, i cristiani di Gerusalemme, Pietro che si giustifica. Tutto cio’ a significare che si tratta di un evento eccezionale. Arrivato a casa di Cornelio, Pietro da’ un riassunto essenziale circa Gesu’, il suo ministero, la sua passione, morte e resurrezione (10,34-43). La liturgia odierna ha scelto la parte centrale del discorso di Pietro a casa di Cornelio e questo testo sviluppa due temi : anzitutto Pietro ha scoperto che « Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, e’ a lui accetto. Questa e’ la parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesu’ Cristo che e’ il Signore di tutti ». Pietro comincia a capire che Gesu’ e’ il Signore di tutti, non del solo Israele. Vediamo come progressivamente lo Spirito e gli avvenimenti aprono la mente e il cuore degli Apostoli a capire il significato ndell’evento-Gesu’. Pietro comincia quindi a dare l’annuncio essenziale su Gesu’ « Voi conoscete cio’ che e’ accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni... » e questo riassunto essenziale comincia proprio dal battesimo di Giovanni come in Atti 1,22.  Il battesimo di Giovanni segna l’inizio del ministero pubblico, della missione di Gesu’ perche’ in quella teofania trinitaria prende inizio la missione profetica di Gesu’.

Matteo 3, 13- 17
Nel racconto di Matteo si evidenzia anzitutto la resistenza del Battista a battezzare Gesu’ perche’ egli conosce che Gesu’ ha qualcosa di speciale, non ha bisogno di essere battezzato per il perdono dei peccati, il suo posto non e’ tra i peccatori e percio’ vuole impedirglielo. La risposta di Gesu’ « lascia fare per ora, perche’ conviene che cosi’ adempiamo ogni giustizia » suona un po’ misteriosa. « Adempiere ogni giustizia » significa accogliere in pienezza il piano salvifico di Dio e questo piano comprende l’identificazione di Gesu’ coi peccatori (cf. Fil 2,7-8) e quindi il mettersi in coda con loro per ricevere il battesimo di Giovanni. Il Battista accetta allora di battezzare Gesu’. Ed ecco che « appena battezzato, Gesu’ usci’ dall’acqua : ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo disse: «Questi e’ il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».
Matteo non descrive l’atto del battesimo ma la manifestazione divina, trinitaria che segue il battesimo. I cieli si aprono, o meglio si squarciano (cf Is 63,19 e tutto il Salmo 63,7-64,11 ove Dio ripete i prodigi dell’Esodo). La preghiera di Is 63,19 « se tu squarciassi i cieli e scendessi » si realizza ora con l’invio dello Spirito (cf Is 11,2 «su di lui si posera’ lo Spirito del Signore» ; Giov 1,32-34 lo Spirito « resta » su di lui). Riprende la comunicazione tra la terra e il cielo. La voce dal cielo e’ una dichiarazione sull’identita’ di Gesu’ : egli e’ « il Figlio prediletto » (cf Gen 22,2 : Isacco « il tuo unico figlio che ami ») in cui il Padre trova la sua compiacenza. Questa citazione dell’inizio del primo canto del Servitore (Is 42,1) caratterizza il Servitore come Figlio, realizza quella profezia dando l’identita’ a quel Servo che e’ il Figlio e infine allude allo stile di questa missione del Servo-Figlio. Egli sara’ il Messia umile e misericordioso, che accoglie i deboli e li rende forti, « che non spegne il lucignolo fumigante ». Questa teofania, manifestazione trinitaria, segna l’inizio della missione pubblica di Gesu’ e ne indica anche lo stile e le caratteristiche che saranno poi descritte da Gesu’ stesso « mite e umile di cuore » in Mt 11, 29-30. Questa manifestazione trinitaria e’ come l’investitura profetica di Gesu’ : Dio lo prende a suo servizio, gli dona il potere di essere il suo inviato, il portatore della salvezza. Ecco perche’ l’evento del battesimo di Gesu’ e’ parte integrante del kerigma essenziale su Gesu’ (Atti 1,22, 10,37). Si puo’ pensare anche alla Trasfigurazione (Mt 17,5) ove la stessa voce dal cielo proclama Gesu’ Figlio prediletto e ne conferma l’autorita’ con l’imperativo : «ascoltatelo». Infine l’evento del Battesimo di Gesu’ si puo’ collegare con le ultime parole del Vangelo di Matteo « Andate e ammaestrate tutte le nazioni BATTEZZANDOLE nel nome del Padre e el Figlio e dello Spirito Santo » (28,19).

Conclusione
Il battesimo di Gesu’ e’ un’avvenimento basilare nel ministero di Gesu’ ed esso e’ ripetutamente ricordato nel Nuovo Testamento. E’ l’investitura profetica e missionaria di Gesu’ inviato del Padre nello Spirito. Esso indica la direzione, lo stile, le caratteristiche della missione di Gesu’. Con questo evento la Liturgia conclude il ciclo natalizio e apre quello della vita pubblica. Se il battesimo di Gesu’ e’ in un certo senso la carta d’identita’ della sua missione, esso richiama anche il nostro battesimo che segna la nostra identita’ come suoi discepoli e come inviati a continuare la sua missione.
Ultima modifica il Giovedì, 05 Febbraio 2015 20:12
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