III Domenica Tempo Ordinario - A

Pubblicato in Domenica Missionaria
{mosimage}

"Seguitemi
e vi farò pescatori di uomini"


Is 8,23.9,1-3;

1 Cor 1, 10-13.17;
Mt 4,12-23

Introduzione
Il prologo del quarto Vangelo dice del Battista : «egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce…egli non era la luce..veniva nel mondo la luce vera» (Giov 1,6-9). Nelle ultime due domeniche il vangelo ci ha parlato del Battista che battezza Gesu’ e che gli rende testiminianza. Il vangelo di oggi parte ancora dal Battista ma per segnalare che dopo il suo arresto ha inizio il ministero di Gesu’ in Galilea e vedendo in questo inizio la luce che rompe le tenebre. La prima lettura, Is 8,23.9,1-3, riporta la profezia di Isaia sulla liberazione dall’esilio come avvenimento di luce. La seconda lettura, 1 Cor 1,10-13.17, continua la lettura della prima lettera ai Corinti con il rimprovero di Paolo ai Corinti divisi in varie fazioni. Il vangelo, Mt 4,12-23, descrive l’inizio del ministero di Gesu’ in Galilea.

Is 8,23.9,1-3
Questo brano del libro di Isaia fa riferimento alle regioni nord della Palestina per le quali si profetizza un avvenire glorioso contrapposto a un passato di umiliazioni e rovine, esperimentato probabilmente con l’invasione assira in Galilea (cf 2 Re 15,29). «E’ descritta la futura felicita’ con le immagini proprie di una vittoriosa liberazione. L’elemento piu’ interessante e’ contemplare questa gioia salvifica cominciando dalla terra di Zabulon e Neftali, la Galilea dei gentili, la regione semipagana odiata dai giudei fin dalla devastazione dell’anno 734 operata da Tiglat-Pilezer III» (Commento alla Bibia liturgica, Roma 1981, p. 575). Tanto piu’ profonde sono le tenebre, tanto piu’ abbagliante e’ la luce ; tanto piu’ ignominiosa l’umiliazione, tanto piu’ grande e’ la gioia. «Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda» (vv.1-2): la gioia e’ descritta con due immagini tradizionali : la mietitura del grano e la divisione del bottino dopo una battaglia vittoriosa. «Poiche’ tu, come al tempo di Madian, hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra che gravava sulle sue spalle e il bastone del suo aguzzino » (v.3) sono spezzati i tre simboli della schiavitu’ : il giogo, la sbarra, il bastone, come nella vittoria di Gedeone sopra gli oppressori Madianiti (Giud 7,15-25). Nel testo di Isaia (vv.5-6) questa luce che porta la liberazione viene dal bambino che nascera’ (l’Emanuele di Is 7,14). Nella liturgia di oggi (seguendo la citazione in Mt 4,14) il testo di Isaia si ferma al v. 3, non parlando della nascita del bambino ma mostrando come la luce che porta la liberazione si manifesta coll’inizio del ministero di Gesu’ in Galilea.

Il ritornello del Salmo responsoriale «Il Signore e’ mia luce e mia salvezza» prolunga la meditazione della promessa annunciata nella prima lettura e prepara alla contemplazione di colui che portera’ (nel vangelo) luce e salvezza.

1 Cor 1,10-13.17
Si procede con la «lectio continua» della prima lettera di Paolo ai Corinti. Il testo odierno affronta direttamente il contenzioso della crisi della comunita’ di cui Paolo e’ stato informato «dalla gente di Cloe». La comunita’ e’ divisa in gruppuscoli o partiti « io sono di Paolo, io sono di Cefa, io sono di Apollo.» A questi gruppuscoli che competono nel dimostrare il culto della personalita’ del loro apostolo (anche se Apollo non lo e’), Paolo ribatte «ed io sono di Cristo»: cio’ che veramente conta e’ essere di Cristo perche’ e’ lui che e’ stato crocifisso ed e’ nel suo nome che si e’ battezati, non in quello degli apostoli. Le discordie della comunita’ di Corinto ci fanno vedere come anche in nome delle realta’ piu’ sante ci si puo’ dividere e come la divisione tra i cristiani significa dividere Cristo, come vediamo ben chiaro nella storia delle missioni. I cristiani hanno spesso portato al mondo un Cristo diviso La divisione tra i cristiani ha reso debole la loro testimonianza tra i non cristiani. La situazione della chiesa di Corinto, inoltre, permette a Paolo di far vedere il ruolo degli apostoli o evangelizzatori : essi sono strumenti per annunciare Cristo, non per proclamare se stessi. Per curare questa malattia, Paolo prescrive una terapia globale : «essere unanimi nel parlare, essere in perfetta unione di pensiero e d’intenti» (v. 10). Come dice il termine stesso «un-anime» essere un’anima sola (come Atti 4,32 dice della prima comunita’ di Gerusalemme), l’unione di animo, pensiero e intenti produce l’unita’ nel parlare, nel testimoniare.

Nei giorni scorsi in molte Chiese si e’ celebrata la settimana di preghiera per l’unita’ dei Cristiani. Storicamente questa iniziativa e’ nata dalla coscienza della scandalosa controtestimonianza della divisione tra i credenti in Gesu’ ed ha fatto capire che l’ecumenismo e’ una dimensione fondamentale della missione. La storia del Cristianesmo e’ anche la storia delle innumerevoli divisioni tra i seguaci di Gesu’. La storia degli scismi ci dimostra anche come sia piu’ facile creare divisioni che ricomporle. L’anno paolino che si celebrera’ da giugno 2008 a giugno 2009 sara’ forse l’occasione per riscoprire, alla luce dell’esperienza del grande apostolo dei pagani, che Cristo non puo’ essere diviso.

Mt 4,12-23
Il vangelo di oggi narra gli inizi del ministero di Gesu’ in Galilea visto come adempimento della profezia d’Isaia. Ne presenta quindi il contenuto sommario (v.17), la chiamata dei primi discepoli (vv.18-22) e l’attivita’ d’insegnamento e di guarigione (v. 23).

Questa presentazione sommaria della prima attivita’ di Gesu’ in Galilea servira’ da quadro per il grande discorso della montagna (Mt 5-7) ed e’ collocata qui non solo come racconto storico degli inizi ma per motivazioni teologiche : Gesu’ e’ la luce del mondo. La comparsa di Gesu’ in Galilea dimostra che la sua missione non e’ riservata solo ad Israele ma anche alle «genti» e piu’ in generale a tutti coloro che sono nelle tenebre, come aveva annunciato Isaia. Storicamente la prima attivita’ pubblica di Gesu’ viene situata in Galilea, dopo l’arresto del Battista. Gesu’ lascia Nazareth e si sposta a Cafarnao, la citta’ sul lago di Genezareth, centro commerciale dove incontrera’ i primi discepoli e che sara’ un po’ il centro della sua prima predicazione.

La prima predicazione di Gesu’ riprende quella del Battista in 3,2 «convertitevi perche’ il regno dei cieli e’ vicino», la differenza pero’ e’ che la «vicinanza del regno» annunciata dal Battista si fa ora «presenza» nella persona di Gesu’ (cf. 12,28, Lc 17, 20-21). Il Regno di Dio (in Matteo «dei cieli») e’ il tema centrale della predicazione e dell’attivita’ di Gesu’. La frase ‘Regno di Dio’ ricorre 122 volte nel NT, 99 di questi si trovano nei sinottici e 90 volte sulla bocca di Gesu’. Quando Gesu’ parla del Regno di Dio dice semplicemente che Dio esiste ed agisce nella storia come Dio vivente. Questa nuova prossimita’ di Dio si trova in Gesu’ stesso. Dio e’ entrato attivamente nella storia attraverso Gesu’. Ecco perche’ occorre convertirsi (conversione nei suoi due sensi biblici : cambio di mentalita’ e cambio di condotta) e gioire. (Rimando al denso capitolo III «il vangelo del regno» in J. Ratzinger-Papa Benedetto XVI, Gesu’ di Nazareth).

La chiamata dei primi quattro discepoli, due coppie di fratelli (vv. 18-22) e’ presentata qui come manifestazione della luce. Questa luce, Gesu’, e’ cosi’ forte che attrae a se’. Non e’ il caso di esaminare qui tutte le particolarita’ di questo racconto di vocazione perche’ il testo odierno non si concentra su di essi, ma sugli inizi dell’attivita’ di Gesu’. Tuttavia si puo’ osservare come e’ Gesu’ che prende l’iniziativa di chiamare i suoi discepoli (al contrario dei discepoli dei rabbini, erano i discepoli che andavano a cercarsi un maestro per arruolarsi tra i suoi discepoli). Gesu’ raccoglie i suoi discepoli tra i lavoratori e li raggiunge la’ dove essi si trovano, nell’ambiente di lavoro, non in una congrega di studiosi della legge. L’autorita’ di Gesu’ e l’attrazione che egli esercita si manifestano nella risposta immediata dei chiamati : «lasciate le reti, la barca e il padre lo seguirono». Espressioni tipiche di Gesu’ «Seguitemi» seguirlo vuol dire condividere la sua vita ; «vi faro’ pescatori di uomini» espressione tipica di Gesu’, non del tutto chiara e tuttavia si’ potente da attirare quei primi discepoli ad abbandonare tutto per seguire tale invito.

«Gesu’ percorreva tutta la Galilea, INSEGNANDO nelle loro sinagoghe e PREDICANDO la buona novella del regno e CURANDO ogni sorta di malattie e di infermita’ nel popolo» (v. 23). Questo sommario dell’attivita’ di Gesu’ lo mostra ormai itinerante fuori di Cafarnao, in tutta la regione della Galilea, insegnando (didaskein) nelle « loro » (9,35 ;10,17 ;12,9 ;13,54) sinagoghe e proclamando (kerussein) la buona novella del Regno (=la presenza del regno) non solo a parole ma guarendo (therapein) ogni sorta di malattie. I segni della presenza del Regno sono la rivelazione della gioiosa notizia che Dio e’ qui e la sua manifestazione nelle guarigioni.

Conclusione
L’inizio del ministero di Gesu’ in Galilea e’ il compimento della profezia di Isaia sulla «Galilea delle genti». Anche per Matteo Gesu’ e’ la luce del mondo e lo e’ sin all’inizio della sua attivita’ pubblica proprio nella regione delle tenebre, la Galilea delle genti, ove egli annuncia che «Il Regno e’ qui», invita alla conversione, chiama a seguirlo, e cura le malattie.

«In questo primo sommario dell’attivita’ di Gesu’ si possono notare tre elementi. Il primo e’ che le prime parole di Gesu’ riassumono tutto il suo insegnamento «convertitevi perche’ il Regno dei cieli e’ vicino»; il secondo e’ la chiamata dei primi apostoli che simbolizza la costituzione del nuovo popolo d’Israele; il terzo e’ che Gesu’ non e’ solo un maestro. Colui che insegna e’ anche il salvatore di tutta la persona» (Ratzinger-Benedetto XVI, Jesus of Nazareth, p.65).

Ultima modifica il Giovedì, 05 Febbraio 2015 20:12
Altro in questa categoria: Il battesimo di Gesù - A »

Gli ultimi articoli

Uganda. Settimo mandato per Yoweri Museveni

23-01-2026 Notizie

Uganda. Settimo mandato per Yoweri Museveni

Elezioni presidenziali con blocco di internet, repressione e brogli Sabato 17 gennaio, la Commissione elettorale ugandese ha comunicato i risultati provvisori...

A Roma, un programma per far conoscere S. Giuseppe Allmano

20-01-2026 I missionari dicono

A Roma, un programma per far conoscere S. Giuseppe Allmano

“Una Santità che è andata oltre!!”. Centenario di San Giuseppe Allamano: un invito a scoprire il cuore della missione ROMA, l’anno 2026...

Kirinyaga. Radici sacre, identità viva

19-01-2026 Missione Oggi

Kirinyaga. Radici sacre, identità viva

Giovedì 29 gennaio alle ore 17, presso la Sala Mostre Temporanee del Polo Culturale “Cultures And Mission” (CAM) in via...

II Domenica del TO / A – “Agnello di Dio”

16-01-2026 Domenica Missionaria

II Domenica del TO / A – “Agnello di Dio”

Questa seconda domenica del tempo ordinario ci permette di continuare il discorso iniziato la settimana scorsa, in occasione del battesimo...

San Giuseppe Allamano 8: La santità nella vocazione missionaria

15-01-2026 I missionari dicono

San Giuseppe Allamano 8: La santità nella vocazione missionaria

Nell'ottavo video preparato per il mese di gennaio 2026, nel percorso verso la celebrazione del Centenario della nascita al cielo...

Salgono a 388 milioni i cristiani perseguitati nel mondo

15-01-2026 Notizie

Salgono a 388 milioni i cristiani perseguitati nel mondo

La nuova World Watch List 2026 riferisce di un nuovo record nelle violenze. Il direttore dell'associazione, Cristian Nani, ai media...

Mappe, poteri, missione oggi: Come orientarsi nel caos globale

12-01-2026 Missione Oggi

Mappe, poteri, missione oggi: Come orientarsi nel caos globale

Presentiamo sintesi della prima lezione che ha aperto il Corso di formazione missionaria per il 2026 nell'aula della Conciliazione di...

Battesimo del Signore / A - «Tu sei mio figlio, l’amato». Da qui inizia tutto

09-01-2026 I missionari dicono

Battesimo del Signore / A - «Tu sei mio figlio, l’amato». Da qui inizia tutto

Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17 La liturgia di oggi celebra il Battesimo di Gesù, ricordandoci il momento in...

Terra Santa, il futuro dei cristiani è nell'istruzione

09-01-2026 Notizie

Terra Santa, il futuro dei cristiani è nell'istruzione

Il Patriarcato latino di Gerusalemme punta su scuole ed educazione per sostenere i fedeli. A Gaza, dove è arrivato il...

onlus

onlus