IV Domenica Tempo Ordinario - A

Pubblicato in Domenica Missionaria
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Le beatitudini



Sof 2,3.3,12-13;
1 Cor 1, 26-31;
Mt 5,1-12a


Introduzione.
Il vangelo di oggi, le beatitudini, apre il discorso della montagna di Matteo che proseguira’ per sei altre domeniche del tempo ordinario. Sei settimane dedicate all’ascolto del discorso della montagna: questo dice l’importanza che la liturgia attribuisce a questo « programma del Regno » proclamato da Gesu’. Quest’anno pero’ la lettura del discorso della montagna sara’ interrotta per l’inizio della Quaresima dalla prossima settimana e riprendera’ solo in Giugno con la conclusione di tale discorso (7,21-27). Le beatitudini colorano il messaggio delle altre due letture odierne. La prima, Sof, parla infatti dei poveri di Jahveh gli anawim ; mentre la seconda, della I lettera ai Corinti, dichiara che sono i piu’ poveri i piu’ pronti ad accogliere il vangelo.

Sof 2,3.3,12- 13
Il profeta Sofonia esercito’ il suo ministero in un tempo in cui regno del nord (Israele) era sotto il dominio assiro e il regno di Giuda, con Giosia, era restio a convertirsi. In questa situazione il profeta vede nei poveri e umili (il termine ebraico e’ anawim) la capacita’ di cercare il Signore, seguire i comandamenti, cercare la giustizia e’ l’umilta’ (2,3). Tale « resto d’Israele » che e’ un « popolo umile e povero » mette la sua fiducia nel Signore e non in altri surrogati (3,12). Questo testo di Sofonia contiene due temi biblici molto importanti : quello del « resto d’Israele » e quello degli « anawim » che sfocera’ nei « poveri di spirito » della prima beatitudine.

1 Cor 1,26-31
Continua la lectio della prima lettera ai Corinti. Ai Corinti boriosi e rissosi Paolo, dopo aver contrastato la sapienza cristiana e quella del mondo (vv 18-25), presenta la realta’ del vangelo che e’ il mistero della croce, la scelta degli ultimi, il confondere i potenti e li invita a guardare alla loro realta’ comunitaria « considerate la vostra chiamata, fratelli : non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili » (v. 26). I cristiani di Corinto (o almeno la maggior parte di loro) non sono tra i notabili, tra le fascie piu’ ragguardevoli della societa’ eppure e’ per volonta’ di Dio, « e’ per lui che voi siete in Cristo Gesu’ » (v. 30). Essi che agli occhi del mondo erano « ignobili, disprezzati, un nulla » (v. 28) adesso hanno una nuova esistenza in Cristo che e’ diventato per loro « sapienza, giustizia, santificazione, redenzione » (v. 30). Questi vocaboli, teologicamente densi, saranno oggetto di approfondimento nella lettera ai Romani (1,17 ; 3,24 ; 6,19.22). I cristiani di Corinto debbono gloriarsi di appartenere a Cristo: « chi si vanta si vanti nel Signore ». « Vantarsi » : questa parola greca designa l’atteggiamento dell’uomo che delle sue opere si fa un merito, si appoggia su di esse e pretende realizzare il suo destinio soprannaturale con le proprie forze. Atteggiamento biasimevole perche’ la giustizia non si conquista ma si riceve come un dono (Bibbia Gerusalemme p. 2421).

Mt 5,1-12a
Inizia qui il grande discorso programmatico di Gesu’ secondo Matteo, tradizionalmente chiamato « discorso della montagna. » Gesu’ che sale sul monte richiama Mose’ che sale al monte Sinai sul quale ricevera’ la Legge. Gesu’, nuovo Mose’, promulga lui la Nuova Legge. Salito sulla montagna Gesu’ « si mette a sedere » : e’ la posizione del Rabbi che insegna. « Gli si avvicinarono i suoi discepoli » : Gesu’ e’ gia’ attorniato dai discepoli ed e’ ad essi e alle folle (5,1 ; 7,28) che si indirizza il discorso. In questo ampio discorso le otto beatitudini sono come la porta d’ingresso. Il termine « beati makarioi » lo si trova frequentemente nei Salmi (1,1-2 ; 33,12 ; 127,5-6) e nei libri sapienziali (Pr 3,13 ; Sir 31,8), nei profeti (Ger 17,7-8) come formula di congratulazione « beato te, fortunato te », come direttive per trovare la gioia.

Esse non sono il nuovo decalogo ma un proclama di beatitudine, sono come la ricetta per la felicita’ e la prima sorpresa e’ che esse proclamano beati, felici proprio quelle persone che la societa’ (di allora e di adesso) crede e proclama infelici : i poveri, gli afflitti , i perseguitati.

Non credo opportuno soffermarmi qui a commentare ognuna delle beatitudine ma anzitutto evidenziare il carattere rivoluzionario o controcorrente che caratterizza la « beatitudine » proposta da Gesu’.

«La felicità contrabbandata oggi è una felicità assetata di “addizione”, una felicità sempre col segno più. Perciò mi è sempre sembrato significativo il fatto che nei Vangeli la parola «felicità» non ci sia; di volta in volta essa è sostituita da dei sinonimi che però non la traducono perfettamente. Essa infatti potrebbe essere l’equivalente del termine «beatitudine». Ma se si guardano le beatitudini del discorso della montagna (cfr Mt 5,3-12), queste hanno poco in comune con l’idea di felicità dei nostri giorni. Quelle beatitudini indicano un modello che poco conviene con l’istinto di potenza che veicola la nostra idea di felicità: beati i poveri in spirito, beati gli afflitti, beati quelli che piangono… Sembra anzi che la felicità dei nostri tempi voglia tenere lontano queste condizioni e l’eventualità che possiamo trovarci in situazioni simili. Un altro termine con cui la parola «felicità» potrebbe intersecarsi e stabilire tangenze è «gioia». Ma la gioia che si propone deve essere interpretata; essa non coincide con il grido del vincitore o con l’esultanza di chi è riuscito in un’impresa magari anche a scapito degli altri.
« La gioia che egli annuncia non corrisponde alla nostra immagine di felicità, così troppo spesso egoistica e chiusa in se stessa; questa gioia vuol dire farsi da parte, privarsi di qualcosa e darla piuttosto che volerla, contiene in sé una radice di rinuncia. Scriveva Isidoro di Siviglia che «felice è colui che fa essere felice un altro». » (Lucio Coco in « Rivista di Vita Spirituale », dicembre 2007).

L’ultima beatitudine « beati i perseguitati a causa della giustizia » ha un’appendice che la attualizza nei discepoli di Gesu’ perseguitati : « Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa MIA. Rallegratevi ed esultate, perche’ grande e’ la vostra ricompensa nei cieli ». La Chiesa del tempo di Matteo e’ una chiesa perseguitata a causa di Gesu’, ma la persecuzione non la priva della gioia. La persecuzione sara’ una costante della vita della Chiesa di tutti i tempi. Se ci guardiamo attorno e guardiamo alla storia del secolo scorso scopriamo l’attualita’ della parola di Gesu’ ed anche la realta’ della consolazione nella sofferenza. Per la celebrazione del grande giubileo, Giovanni Paolo II aveva invitato tutte le Chiese locali ad aggiornare il loro martirologio, a tenere il ricordo dei loro « beati » perseguitati per causa di Gesu’.

Si puo’ ancora ricordare che i Santi sono coloro che hanno incarnato e vissuto le beatitudini. Questo perche’, come osserva Benedetto XVI, se si legge attentamente il testo di Matteo si scopre che le Beatitudini sono il ritratto, la biografia interiore di Gesu’. Lui che non aveva una pietra dove posare il capo (8,20) e’ veramente povero, lui che puo’ dire « venite a me voi che siete affaticati e imparate da me che sono mite ed umile di cuore (11,28-29) e’ il vero mite, egli e’ puro di cuore che vede continuamente Dio, egli e’ il vero operatore di pace, egli e’ colui che soffre per causa del Signore. Ma proprio per il loro carattere nascostamente cristologico le beatitudini sono anche la ‘road map’ per la Chiesa, esse sono le direttive per ogni discepolo di Gesu’ (Jesus of Nazareth, p. 75).

Conclusione
Le beatitudini sono una « hidden Christology » (cristologia in filigrana). Dietro ogni beatitudine c’e’ la figura di Cristo : l’uomo che e’ Dio ma che, precisamente perche’ e’ Dio, discende, si svuota fino alla morte in croce. I santi, da Paolo di Tarso a Francesco d’Assisi a Madre Teresa hanno vissuto questa opzione e ci hanno percio’ mostrato la vera immagine dell’uomo e della sua felicita’. Le beatitudini ci indicano la trada per diventare felici.

Ultima modifica il Giovedì, 05 Febbraio 2015 20:12
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