I Domenica di Avvento - C

Pubblicato in Domenica Missionaria
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La Chiesa, con la prima Domenica di Avvento, inizia un nuovo Anno Liturgico. Con la celebrazione dei misteri principali della nostra fede cristiana e presentandoci alcuni avvenimenti della vita di Gesù, quest'anno secondo la versione di San Luca, ci aiuta a scoprire Dio che viene a salvarci e ci invita ad accoglierlo nella nostra esistenza con responsabilità.

Avvento significa "Venuta". Sono quattro settimane per prepararci a ricordare la nascita terrena del Salvatore, come compimento delle promesse fatte da Dio all' umanità. Nello stesso tempo ci invita a pensare alla seconda venuta di Cristo, quando tutta la creazione si ritroverà definitivamente con Gesù, Signore glorioso della storia.

Per questo il tempo di Avvento diventa un tempo di grande speranza, perché ancora una volta, per mezzo di Gesù, facciamo l' esperienza di un Dio che si fa presente, vicino a noi, che si prende a cuore la nostra realtà di umanità peccatrice facendosi solidale con noi, assumendo su di sé tutte le nostre miserie. Allo stesso tempo, donandoci la figliazione divina, ci apre il cammino per partecipare della sua stessa gloria.

1) "IO REALIZZERÓ LE PROMESSE" (Ger. 33, 14). Alcuni secoli prima della nascita di Gesù, il Profeta Geremia assicura al popolo di Israele, che Dio é fedele alle sue promesse. Sono parole di grande speranza per un popolo ridotto ormai ai minimi termini, prostrato per la durissima esperienza dell' esilio a Babilonia e affranto per la delusione di ció che avrebbe trovato al suo ritorno a Gerusalemme: una città completamente distrutta.

La casa di Davide, a cui Dio aveva promesso una discendenza sicura, ormai annichilata e desolata per le sue infedeltà e destinata a scomparire, riprenderà vita per mezzo di un piccolo "Germoglio", simbolo di Gesù, che assicurerà "giustizia sulla terra". Un invito ad andare avanti con coraggio in mezzo alle difficoltà, perché, confidando pienamente in Dio che è fedele, è possibile la ricostruzione di una nuova società caratterizzata per la giustizia, la solidarietà, la libertà.

Stiamo vivendo un tempo di grandi trasformazioni e di grande confusione. Anche noi abbiamo bisogno di parole che ci animano, che ci spronano ad andare avanti nonostante i momenti bui che sperimentiamo, che ci tolgano quel pessimismo che molte volte ci assale e che ci fa vedere tutto oscuro: avvenimenti, persone, cose.

Il Signore certamente non ci lascia alla deriva. Cosí come non ha mai abbandonato il suo popolo, nonostante le sue gravi infedeltà, anche oggi continuerà a benedire e accompagnare la storia e la vita di questa umanità che a volte, e volentieri, preferisce dargli le spalle e costruire la "sua" storia.

L' umanità di oggi, come quella di ieri, ha bisogno di Dio. La celebrazione del Natale é la risposta di Dio a questa esigenza dell'umanità. E anche se l'uomo fa finta di poterne fare a meno, Dio con pazienza e profondo rispetto, attende che l'uomo Gli apra il suo cuore per riconoscerLo e riceverLo.

2) "ALZATEVI E LEVATE IL CAPO, PERCHÉ LA VOSTRA LIBERAZIONE E' VICINA" (Lc. 21, 28). Queste parole di Gesù si riferiscono alla sua seconda venuta, nella gloria del cielo. Questo avvenimento provocherà una grande divisione: i cattivi si riempiranno di tristezza e di paura mentre che i buoni gioiranno per vedere Gesù glorioso e vittorioso. La vittoria di Gesù é anche la nostra vittoria.

Forse riusciamo a capire queste parole del Signore perché anche noi, come gli Apostoli in quel momento in cui si scrivevano, stiamo vivendo tempi non facili, senza essere troppo pessimisti. In tutti si nota una certa preoccupazione per il futuro. I genitori sono preoccupati per il futuro dei propri figli e per quello che li aspetta.

Nel mondo ci sono segni premonitori che preannunciano un futuro non molto chiaro: l' incapacità di trovare un cammino per una convivenza più pacifica; pochi risultati nell' affrontare i grandi problemi che affliggono il mondo di oggi: fame, sottosviluppo, povertà, terrorismo, droga, catastrofi naturali...

Però ci sono anche tanti segni di speranza, di vita, che ci animano a continuare a lavorare senza stancarci per migliorare questo mondo; i tanti gesti di solidarietà personale e comunitaria che si manifestano nei momenti delle tragedie; le tante persone capaci di scambiarsi il perdono; tanta gente, soprattutto giovane, che si dedica al volontariato; la cooperazione internazionale, la lotta per la giustizia e la pace.

Sono tutti segnali positivi che alimentano la speranza che un mondo migliore é possibile, perché c' é ancora chi crede nella bontà ed é disposto a giocarla tutta per questa causa.
Finché ci saranno questi segni di luce, siamo sicuri che il mondo ingiusto é destinato a finire perché ha cominciato un mondo più giusto, più umano. E' il mondo annunciato e iniziato da Gesù.

3) "IL SIGNORE VI FACCIA CRESCERE E ABBONDARE NELL'AMORE" (1Tess. 3, 12). L' Apostolo Paolo, scrivendo alla comunità di Tessalonica, si augura che possa crescere nell'amore reciproco e verso tutti. Un augurio che dobbiamo fare nostro: ogni comunità cristiana deve sentire come rivolte a se stessa queste parole, soprattutto oggi quando si nota un crescendo nell' intolleranza, nelle divisioni, nel disinteresse verso gli altri.

Niente c' é di più valido e urgente che dare questa testimonianza di fedeltà al Signore: vivere fino alle ultime conseguenze quello che Gesù ha chiamato il comandamento principale, come l' abbiamo riflettuto recentemente.

Il Natale, al quale ci prepareremo in queste quattro settimane di Avvento, é la festa dell' Amore di Dio che si fa Uomo per condividere la nostra stessa vita e per insegnarci come dobbiamo vivere fra di noi.

una carità operosa, come quella dei Tessalonicesi, alimentata da una fede forte e da una speranza incrollabile.

O Signore, all'inizio di questo tempo di Avvento, ravviva la nostra fede e la nostra speranza.

Ger. 33, 14 - 16
1Tess. 3, 12 - 4, 2
Lc. 21, 25 - 28. 34 - 36

Ultima modifica il Giovedì, 05 Febbraio 2015 20:12
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