Italia. Ricordando P. Giuseppe Mina imc

Pubblicato in I missionari dicono
Giovedì 28 ottobre 2004 si é spento ad Alpignano P. Giuseppe Mina. Ho avuto modo di conoscerlo un po’, dato che nell’ottobre 2003 ho iniziato la formazione per prepararmi a vivere da Missionario della Consolata.

Caro P. Mina, so che ci sei. Dove? So solamente che «vivi in Dio», in quale forma? Non lo so, ma credo fortemente che tu sia presente, che abbia iniziato una vita nuova in un luogo di felicità. E’ naturale che con i tuoi novantatrè anni tu abbia concluso il cammino terreno, eppure coltivavo il desiderio che tu fossi ancora qui nel giorno in cui pronunzierò i voti, se questo accadrà, se il Signore mi concederà di raggiungere quella tappa. Penso che tu ora possa immergerti nella bellezza di Dio, lo possa guardare in volto e contemplare la sua «debolezza» e la sua forza.

Sì perché anche il tuo carattere non era imperturbabile di fronte alle vicende della vita, ma il tuo cuore era ed è ricolmo d’amore verso Dio e verso gli uomini. Chiunque entrasse nella tua camera per venirti a trovare sperimentava la profonda serenità del tuo sorriso, la tua capacità di piangere con chi piange e ridere con chi ride. Io credo che proprio qui stia la forza.

Nella vita spesso ci sentiamo deboli, eppure sappiamo che l’amore dice e dirà l’ultima parola perché un uomo, il Figlio di Dio, è venuto qui sulla Terra ed ha saputo amarci fino alla fine. In quel tuo saper ascoltare ed infondere coraggio, nel tuo saperti fare vicino al cuore di Dio e degli uomini io vedo una forza che non tramonterà.

Quando venivo a trovarti non mi parlavi di te, ma mi ascoltavi, mi chiedevi come andava il cammino, desideravi che ti suonassi qualcosa con la chitarra. E poi ancora, ogni giovedì scendevi a far compagnia alle Dame missionarie nel loro lavoro. Eppure chissà quanti ricordi avevi del passato, quante nostalgie del tempo vissuto in Africa o come maestro dei novizi alla Certosa. No, tu hai guardato al presente della vita che scorre, che è sempre diversa, anche se in qualche modo «Non c’è niente di nuovo sotto il sole». (Qo 1,9).

Ecco che mi insegni a guardare all’oggi, a pensare a nuovi cammini di fede per me e per coloro che servo, a leggere i segni dei tempi per cercare di essere cocreatori della nostra era. Troppo semplice sarebbe guardare indietro: “ che belli i giorni antichi, quando le chiese e i seminari erano pieni e i fiumi più puliti!”. Chiedo al Signore di aiutarmi a prendere la realtà per quello che è e a sapere che Lui non si stanca di soffiare il suo alito di vita, di genialità, di bisogno d’amore in ogni uomo che nasce, vive e infine nasce alla vita eterna.
Ultima modifica il Giovedì, 05 Febbraio 2015 20:29

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