Prendi il largo

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Riappropriarsi dell’Incontro

Oggi il nostro andare spesso non è un cammino, ma un vagare sperduto tra troppe cose da fare. Per dare un senso ai nostri passi noi cristiani crediamo di doverci porre in ascolto della chiamata del Signore. E’ la vocazione che Egli non si stanca di proporci e che può dirigere la vita del discepolo. Siamo invitati a diventare consapevoli di questa presenza del Signore che non è lontano da noi incrociando continuamente i nostri passi.

In questo mese pensando alla Giornata per il Seminario Diocesano vogliamo pregare per tutto il seminario con particolare attenzione a chi si trova per la prima volta a far parte di questa famiglia.

Canto d’inizio ed esposizione

Incontro con Dio nell’Eucaristia

Dall’Adoro Te devote (a due cori)

 

Ti adoriamo devotamente, o Dio nascosto che realmente Ti fai presente in questa figura:

a Te affidiamo completamente i nostri cuori, perché contemplandoTi tutto il resto viene meno.

Viso, tatto e gusto s’ingannano davanti a questo segno, ma ascoltando la Tua Parola si può credere:

crediamo al Figlio di Dio fattoSi carne,

nulla più del Verbo è Verità.

O memoriale della Pasqua del Signore,

pane vivo che dai vita all’uomo,

concedi a noi tuoi fedeli di vivere di Te,

perchè sappiamo assaporare la dolcezza di questo incontro.

 

Incontro con Dio nella Parola

 

Dal Libro di Geremia (15, 16-17)

 

Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore, perché io portavo il tuo nome, Signore, Dio degli eserciti. Non mi sono seduto per divertirmi nelle brigate di buontemponi, ma spinto dalla tua mano sedevo solitario, poiché mi avevi riempito di sdegno. 

 

All’esperienza di Geremia fa eco il salmo come preghiera di abbandono fiducioso in una Parola che ci legge in profondità.

 

Sal. 139 - O Dio, Tu mi scruti e mi conosci

Dio non è lontano da ciascuno di noi…

in lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo (At 17, 27.28)

 

Ritornello cantato oppure: Signore, tu ci conosci da sempre.

 

Signore, tu mi scruti e mi conosci,

tu sai quando seggo e quando mi alzo.

Penetri da lontano i miei pensieri,

mi scruti quando cammino e quando riposo. Rit.

 

Ti sono note tutte le mie vie;

la mia parola non è ancora sulla lingua

e tu, Signore, già la conosci tutta.    Rit.

 

Sei tu che hai creato le mie viscere

e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;

sono stupende le tue opere,

tu mi conosci fino in fondo.    Rit.

 

Quanto profondi per me i tuoi pensieri,

quanto grande il loro numero, o Dio;

se li conto sono più della sabbia,

se li credo finiti, con te sono ancora.   Rit.

 

Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,

provami e conosci i miei pensieri:

vedi se percorro una via di menzogna

e guidami sulla via della vita.   Rit.         Gloria….

 

Una Parola che ci chiama a rischiare.

 

Gesù cammina sulle acque e Pietro con Lui

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14, 22-33)

 

Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: “È un fantasma” e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: “Coraggio, sono io, non abbiate paura”. Pietro gli disse: “Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque”.

Ed egli disse: “Vieni! ”. Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami! ”. E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato? ”. Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: “Tu sei veramente il Figlio di Dio! ”.

 

Riconosci chi ti viene incontro

Il viaggio dei discepoli rappresenta la nostra vita: spesso noi partiamo tranquilli e ci ritroviamo inaspettatamente in acque agitate, bisognosi di aiuto. Il Signore ha dimostrato in molti modi di essere sempre pronto a portarci al di là delle acque: Egli è il nostro Salvatore. Così ci viene incontro proprio quando più abbiamo bisogno di Lui; proprio quando Lo sentiamo più lontano Lui si fa vicino. Ma non è facile riconoscerLo, richiede uno sguardo di fede per non confonderLo con un fantasma. Bisogna ascoltare la Sua Parola, la sola che può illuminare i nostri occhi ed aprirli alla verità. E se riconosciamo di aver incontrato il Signore, allora ci accorgiamo anche che Lui ci invita a seguirLo e a continuare la strada insieme a Lui, come suoi discepoli.

 

Canto

 

Entra nella tua camera e prega il Padre nel Silenzio

Dal Vangelo di Matteo (6,5-6)

Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

 

 

Nel silenzio di questo momento proviamo a ripensare ai nostri incontri con il Signore. Ci possiamo chiedere:

  • In quali episodi della mia vita Dio si è fatto presente?
  • In quali l’ho ritenuto più distante, mentre ora posso riconoscere che non mi aveva abbandonato?
  • Dove il Signore mi sta accompagnando?

 

Dalla lettera Pastorale del Vescovo Cesare:

“Coraggio sono io, non abbiate paura”.

Gesù, congedata la folla, sale sul monte a pregare in solitudine. Sa che solo pregando potrà camminare sulle acque e vincere il mare in tempesta, la potenza del male. La preghiera è l’esito dell’ascolto della parola di Dio, quando da Parola che racconta diviene Parola che ci racconta.

Facciamo pertanto nostre le invocazioni dei poveri del Vangelo, i quali, grazie alla loro preghiera fatta con fede, ottengono guarigione e salvezza.

 

Facciamo nostre le invocazioni del Vescovo:

(Lette da varie voci e intercalate da un canone)

Signore aumenta la nostra fede (Lc 17,5)….

Credo, aiutami nella mia incredulità (Mc 9,24)….

Comanda che io venga da te sulle acque (Mt 14,28)….

Figlio di Davide abbi pietà di noi (Mt 9,27)….

Di’ soltanto una parola ( Mt 8,8)….

Salvaci Signore siamo perduti (Mt 8,25)….

Non t’importa che moriamo? (Mc 4,38)….

Se vuoi , Signore tu puoi sanarmi (Mt 8,2)….

Signore, che io possa vedere ( Lc 18,41)….

Signore dammi la tua acqua perché non abbia più sete ( Gv 4,15)….

Signore , dacci sempre questo tuo pane ( Gv 6,34)….

 

Preghiamo insieme

Sono proposte ora delle preghiere dei fedeli da recitare come responsorio, ed alle quali si potranno aggiungere liberamente delle intenzioni, delle suppliche e dei ringraziamenti personali.

 

L: Signore Gesù, pur non riconoscendoti con i sensi, Ti crediamo presente nell’Eucaristia;

T: donaci di vedere il Tuo volto anche nel volto dei fratelli.

L: Hai incoraggiato Pietro ad avere fiducia in Te;

T: fa’ che sappiamo seguirTi anche quando la Tua chiamata ci sembra impossibile.

L:Hai fondato la tua Chiesa sulla fragilità di Pietro;

T: sostieni nella sua missione il nostro papa Benedetto, perché sappia condurre la Chiesa a Te.

L: Hai posto in mezzo al Tuo popolo i presbiteri perché ne siano i pastori;

T: dona loro la capacità di essere vicini ad ogni uomo.

L: Tu che conosci il cuore dei Tuoi figli;

T: ispira loro il desiderio di fare scelte di vita secondo la tua volontà.

 

Interventi liberi a cui segue il Padre Nostro.

 

Benedizione eucaristica e canto finale.

 

 

 

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